…dalla moto alla macchina…

Sembrava la giornata adatta, stamani, per prendere la moto. Mia moglie ed io partiamo, sicuri di evitare il traffico di macchine e arrivare presto in città.
Dopo cinque-seicento metri però, una spia rossa si accende, il motore perde colpi e si spegne.
La spia segnala un malfunzionamento del PGM-FI (Programmed
Fuel Injection)…
Gasp!
Con sfacciata fortuna riusciamo, piano, a ritornare indietro e a prendere la macchina ma oramai eravamo fuori tempo massimo…sic

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Ciao mamma

14 Gennaio 2013 2 commenti

Con il tuo esempio
mi hai insegnato a superare con tenacia le difficoltà…

Con il tuo senso del bello e dell’armonia,
della musica e della poesia,
della giustizia e della verità
mi hai indicato come può essere bella la Vita…

Tu mi hai sempre difeso
e mi hai educato a rispettare il prossimo
e a difendere il più debole…

Tu mi hai trasmesso la positività…

Ciao, cara mamma mia…

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Quanto tempo…

16 Ottobre 2012 1 commento

… che non scrivo.
Ora non è il momento ma, più in là, dedicherò un po di tempo al Blog.
Mareblù.

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Prova

26 Gennaio 2010 6 commenti

Prova…uno, due, tre…prova…1, 2, 3…prova…proviamo a rientrare?

Prosegui la lettura…

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C’eri tu…

25 Luglio 2008 7 commenti
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La distrazione, il Maestrale e il male minore

12 Novembre 2007 4 commenti

Era una notte buia e tempestosa…quel venerdì 9 novembre 2007.

Prosegui la lettura…

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8 Agosto 2007 4 commenti
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Aridaaaaaaaaaateme er mio Blog!

11 Luglio 2007 5 commenti
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Festa di Sant’Efisio 1-4 maggio 2007 Cagliari

9 Maggio 2007 9 commenti

Erano 350 anni che non riuscivo a vedere la Festa di Sant’Efisio…
Insomma, non l’ho mai vista prima!

Ma la 351ma volta l’ho vista, anzi l’abbiamo vista, insieme ad una coppia di amici con la nipote giunti appositamente da Roma per gustare l’evento.

Riferimenti: Vedi un pò di foto…

E’ stato un piacere!

24 Aprile 2007 37 commenti


Reincontrare tre ragazze.
Per la verità una di loro l’ho conosciuta ier sera, ma con le altre due ragazze c’erevamo già incontrati, insieme ad altre persone, nei primi giorni di giugno del 2004.

Donne intelligenti, ricche dentro, vive.
Conversando del più e del meno durante la cena per una pizza, ognuno ha raccontato un pò di se ed ascoltato degli altri.

L’una (tra l’altro) ha espresso il desiderio di farsi portatrice, rappresentante, difensore di quella categoria di persone che amano concepire per l’uomo una vita libera in senso lato. Purchè tale libertà sia di beneficio alla persona (senza ledere quella l’altrui), lo Stato, la Religione, gli usi e i costumi non dovrebbero impedirla, ostacolarla.
Insomma (se ho interpretato bene il pensiero di l’una), lei si farebbe portatrice di quegl’ interessi che potrebbero migliorare e/o non impedire il miglioramento della qualità della vita della persona.
Per fare ciò inizierebbe a fare attività politica, senonchè…
Senonchè, visto il mutamento che lei ha notato nelle persone che si sono date a questa attività, visti i compromessi, gli intrallazzi e gli inciuci vari…vorrebbe ma non può, meglio non vuole sporcarsi come è accaduto (e accade) a coloro i quali, iniziata tale attività in buona fede e con la massima volontà di operare per il bene degli altri, per tutti i motivi di cui sopra e (non per ultimo) per non perdere i benefici della poltrona…hanno mutato radicalmente (in peggio) la propria persona.
A tratti, durante la cena e le varie argomentazioni, ho notato negli occhi di l’una un desiderio, un’aspirazione, un afflato verso le cose belle: il senso della giustizia, della libertà dell’uomo, della solidarietà umana e, a tratti, anche una certa rabbia (o sofferenza) racchiusa, soffusa.

L’altra ci ha lasciati.
Nel senso che è andata via da quì (quì nel senso dove continuano a vivere le alre due ragazze, ed ora anch’io).
Son già due anni e mezzo, infatti che l’altra è partita per il Continente, al nord.
Lavora, le piace il lavoro ed ora, dopo questo tempo passato su al nord, ci considera un pò chiusi…
A lei piace più ascoltare che parlare. E’ molto attenta, lo si legge dagli occhi.
Una sua frase (tra l’altro) mi ha colpito: quando ha detto che nel suo lavoro si sa muovere, dimostra di sapere e di voler lavorare.
Ha capito tutto!
D’altronde se non fai così…
Ha acquisito la fiducia del datore di lavoro. Tanto è vero che, dopo un non breve periodo di incertezza contrattuale ora, oggi, lei può usufruire di quei diritti che spettano ad un lavoratore assunto a tempo indeterminato.
Dalla cui situazione (a mio parere, e non credo solo mio), discendono ulteriori benefici non monetizzabili ma che sicuramente incidono tanto sullo stato, sul benessere, sulla certezza, sul futuro della persona.

L’altra ragazza ancora, è stata per me un’altra piacevole sorpresa.
Perchè?
Perchè anche lei (come l’una e l’altra ragazza) è una appassionata.
Ha passione per qualcosa di bello, e di concreto.
Qualche accenno.
Ha esperienze nel volontariato e probabilmente sarà futura G woman nel corpo dei Vigili del fuoco.
Ha anche la passione per la fotografia e ha “colto al volo” anche molte esibizioni delle squadre di volley.
Dai suoi occhi ho percepito una forte motivazione, e determinazione.
Una ragazza in gamba insomma, che ha innato il senso della curiosità per le cose in genere.

Quel che ho scritto è solo un parziale racconto della bella serata di ieri.

Ora però sta a voi.
Sì, voi che (distrattamente) state leggendo in questo momento: chi sono le tre ragazze (ex virtuali) blogger?

Avete tempo sino a lunedì 2 maggio dopo di chè…vi svelerò l’arcano…

Bye!

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Al porto di Cagliari. Domenica 11 marzo 2007, ore 9

20 Marzo 2007 7 commenti

Giorgio, sì Giorgio. Il fratello “minore”.
Mi telefona da Roma qualche settimana fa e mi dice che mi verrà a trovare, giusto il tempo di un fine settimana.
La notizia mi fa piacere ma (penso), come mai Giorgio, che non ha mai un minimo di tempo libero dal suo lavoro e che addirittura preferisce non fruire delle sue ferie, vuole venire a trovarmi se non c’è uno scopo particolare?
Dopo qualche giorno ci risentiamo e allora gli chiedo: come mai lasci il tuo lavoro (e il tuo guadagno) per venirmi a trovare, caro Giorgio? Forse hai da dirmi qualcosa di persona?
No, nulla di particolare, assicura mio fratello. Oltre che mi fa piacere, vengo a trovarti per spezzare un pò (diciamo).
Ah, vabbè. Se è così.

Passano ancora un pò di giorni poi Giorgio mi comunica che arriverà all’aeroporto di Cagliari sabato 10 marzo, alle 17.20.
17 e 20? Così tardi! Ma che fai, vieni per stare solo poche ore, e quando riparti?
Alle 20 di domenica.
Ma ti conviene Giò? Io pensavo arrivassi sabato mattina, se non addirittura il venerdì sera!
Prima non ho potuto.
Ah, vabbè. Se è così.

Proprio la settimana che sarebbe arrivato mio fratello ho beccato l’influenza ed essendo impreparato ad affrontarla (neanche la tachipirina in casa) ed avendo iniziato a curarmi solo il venerdì sera, ho pensato: mannaggia, avevo un programmino breve ma intenso per mio fratello ma nelle condizioni in cui mi trovo… non fa (come si usa dire da queste parti). Una cena tra amici per sabato sera però la voglio comunque organizzare.

Sabato sera, con un pò di ritardo, mio fratello giunge finalmente all’aeroporto di Cagliari.
Proprio in quei giorni il tempo in Sardegna non è tra i migliori.
Dall’aeroporto scelgo di fare la strada che costeggia il Poetto (la spiaggia di Cagliari, ndr) per dare modo a Giorgio di condividere quello che è il mio percorso giornaliero da casa per andare e tornare dal lavoro. Ho anche la non felice idea di fermarci qualche minuto a passeggiare nei dintorni della rotonda di Quartu Sant’Elena: infelice poiché il tempo non era dei migliori ma soprattutto perché in quel tratto di spiaggia “giacciono” strutture e cartelli non proprio conservati al meglio…

Dopo aver superato il Margine rosso, ci inoltriamo in aperta campagna in direzione di casa.
E qui, dopo aver ricevuto i festosi scodinzolii dei miei cagnucci tenuti liberi (Katy, Piccola e Reginetta) e gli eccitati latrati e ululati del resto del branco tenuto nei box (Rocky e Lupetta, Campione e Bella, Principe e Principessa e infine Bianchina e Lilly), Giorgio ed io entriamo in casa.

La casa che ho è semi arredata. Tranne il soggiorno e i bagni, il resto della casa è vuota. In attesa che potrò portarvi i miei mobili della mia ex casa di Roma. Mobili e cose che stanziano tra il garage di mia madre e quello di mio fratello.

E’ già ora di cena. Come programmato dico a Giorgio che stasera andremo a cena fuori con due amiche. Ah, va bene, risponde lui. Io comunque ero venuto già con l’intenzione di portarti fuori a cena!
Ma come, mio fratello viene a trovarmi e vuole lui invitarmi a cena fuori? Ah sì, forse ho capito: tra un po’ di giorni sarà il mio compleanno…ma, anche per questo, starà a me invitare a cena fuori, o no? Trattandosi di due donzelle veniamo ad un compromesso: divideremo la spesa. (Come al solito) non avverrà poi così (pagherà tutto Giò).
Passiamo a prendere le puelle e andiamo a cena in uno dei due ristoranti galleggianti di Cagliari.
Durante la cena (intrattenuta da una piacevole musica dal vivo), si stava parlando del più e del meno quando, a un tratto, mio fratello ci comunica che il giorno dopo (domenica mattina) arriverà al porto una coppia di amici suoi e che vorrà andare a salutarli.

Un groppo alla gola mi prende.
Una coppia di amici di Giorgio? Che casualmente arriva al porto di Cagliari proprio quando lui è qui? Che strana coincidenza! Poco verosimile coincidenza!
Capisco, o almeno credo di capire…

Solo che Giorgio è così abile, o io sono così talmente deficiente (o entrambe le cose) che, dopo quell’affermazione fatta a cena e sino alle ore 9 del giorno successivo, orario in cui sarebbe arrivata la nave Tirrenia, io alfine credo (beatamente o cretinamente) che arriverà una coppia di amici di Giorgio.

Mi viene da pensare che forse quella coppia sono miei amici e che, d’accordo con mio fratello, mi vogliono fare la sorpresa di venirmi a trovare. Penso allora a Saverio e Melitta, che siano loro?
La sera vado a letto con questo pensiero e per non rovinare la sorpresa non dico nulla.

Il giorno dopo, mentre ci dirigiamo al porto, mi passa pure questo pensiero e penso proprio a delle persone che conoscono Giorgio, magari ad un suo collega con la moglie. Anche perché mio fratello
riceve una telefonata dai suoi amici sulla nave che comunicano di essere all’altezza del Poetto, e che stanno arrivando in porto.

Arriviamo pochi minuti prima che la Tirrenia attracchi. C’è già un pò di gente in attesa come noi. A un tratto mi viene da chiedere a mio fratello: ma queste persone sono già state in Sardegna? Sì, risponde lui. Lui ha già girato la Sardegna, per lavoro.

Insomma, incuriosito e contento che ci siano delle persone che conosce mio fratello che arrivano a Cagliari, aspetto insieme a lui.

A un tratto Giorgio dice: eccolo lì, sì è lui, indicando il ponte.
Butto un occhio per vedere, e chi è?
Era lì ma si è appena voltato.
E ti ha visto, vi siete visti?
No, non ho fatto in tempo.
Vabbè (penso) tanto io non lo conosco.

Cala la piattaforma della nave.
Cominciano a scendere le persone e le poche macchine.
Vedo a un tratto mio fratello vicino ad un uomo abbastanza robusto e penso: eccolo, sarà quello, forse un collega. Mi preparo alle presentazioni ma…ma quella persona non è, no, mi sono sbagliato e anche di parecchio perché a un tratto sento la voce di mio fratello che mi chiama: Lorè, a Lorè! Mi chiama Giorgio invitandomi con il braccio ad avvicinarmi.
Mi avvicino e…
Giorgio: a Lorè, li vedi questi due camion? Qui ci sono i mobili e tutte le cose tue!

??!???!…..?….!….?….!….?………

Avete presente quelle trasmissioni strappalacrime dove a seguito di un piano preordinato e studiato nei minimi particolari, vengono fatti reincontrare a sorpresa due parenti, emigranti di lunga data, che non si vedevano da decenni?
O idem come sopra, si fanno reincontrare padre e figlio o madre e figlia (e viceversa) che si pensava non fossero più in vita?

Ebbene, io mi son trovato d’un tratto con le mani che coprivano completamente il mio viso, colpito in pieno da una sorpresa che più sorpresa di così non si può, perche completamente inaspettata e pienamente riuscita!

Gioia inaspettata e quasi lacrime! Come quelle trasmissioni!

Mancava solo la telecamera anzi no, c’era anche quella!
Pare infatti che uno degli autisti si fosse portato una telecamera….e che forse abbia ripreso quella persona (cioè io) che si nascondeva, incredula e scioccata, il viso tra le mani!

Giorgio, Giorgio…

M’hai fregato! M’hai fregato proprio bene! Che fessacchiotto che sono!

Ma come poteva, Giorgio, prendersi un fine settimana per spezzare?
Lui, lavoratore non stop con responsabilità pesanti sulle spalle!
Lui, Giorgio, si muove solo per fare (per gli altri) non certo per divagarsi!

Fregato, fregato!

Ma che bella fregaturaaaaaaaaaaaaa!

Ora ho a casa tutti i miei mobili e tutte le mie (anche superflue e da buttare) cose!

Ad esempio, per quel che mi viene in mente ora

12 Gennaio 2007 12 commenti

Prima: per percorrere i 20 km per andare al lavoro usavo la moto e attraversavo la via Tiburtina strapiena di traffico, anche industriale.
Ora: uso la macchina poichè la parola traffico qui, per me, è un non senso e lungo i 19 km di strada attraverso la campagna, costeggio per 7 km il mare (alla mia sinistra) e getto uno sguardo amico ai fenicotteri rosa che stazionano nei grandi stagni (alla mia destra).

Prima: vivevo in un appartamento e in un condominio.
Ora: vivo in una casetta unifamigliare circondata dal verde.

Prima: nel traffico mandavo quasi tutti (più o meno) a fanc.
Ora: per la strada (tranne qualche sporadico atto di arroganza) viaggio molto sereno.

Prima: i rumori assordanti e le schifezze nauseabonde e micidiali del traffico romano entravano inevitabilmente nella testa, nel respiro e permeavano sugli abiti in modo deleterio e permanente.
Ora: camminare a piedi o muoversi in macchina nella piccolagraziosaeamisurad’uomo città cagliaritana è una vera e propria passeggiata.

Ieri: il tempo era più corto, lo spazio più lungo
Oggi: lo spazio è breve e il tempo è più lungo.

Ieri: per muoversi, andare a trovare una persona o andare presso qualche ufficio pubblico per sbrigare una pratica l’unico mezzo possibile e fattibile era la moto.
Oggi: tutto ciò lo posso fare con i mezzi pubblici e per andare in certi posti che mi interessano anche a piedi, e con la macchina mi giro la città in poco tempo.

Ieri: sfogliare le pagine gialle o quelle bianche richiedeva un certo tempo.
Oggi: vedere lo spessore di quei volumi e sfogliare le pagine fa…fa quasi tenerezza.

Ieri: i cognomi delle persone erano più variegati.
Oggi: spesso e volentieri incontro i vari Sanna, Puddu, Angioni, Marras, Melis, Meloni, Mulas, Murgia e via dicendo.

Ieri: il mare era a 30km.
Oggi: il mare lo vedo sempre.

Ieri: erano le luci della città ad accompagnare il mio sonno.
Oggi: è la natura, le stelle e la meravigliosa luna piena o a virgoletta.

Ieri: era il sottofondo del traffico sulla via Tiburtina ad accompagnare il mio risveglio (e non solo).
Oggi: ancora la luna, i miei cagnetti e qualche gaio cinguettio mattiniero.

A regà, che vita da cani!

Anzi, coi cani!

Ajo!

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Anno nuovo…

4 Gennaio 2007 7 commenti


Ore 3 di lunedì 1 gennaio 2007

Si stava andando via da casa di persone interessanti (amici di un’amica), dopo aver cenato, festeggiato e giocato a trivial (si scrive così?).
Squilla il mio cellulare, è Ilda, l’amica dei cani, un’amica che si trovava a Roma per passare il fine anno: “Lorenzo, una mia cagnetta è scappata da casa per via dei botti! Valentina e Riccardo la stanno cercando da ore, puoi darmi una mano?”.
Saluto in fretta e con Elena corriamo a casa di Ilda dove stanziano 12 cagnetti (più o meno) e dove troviamo intirizziti dal freddo Vale e Ric cui Ilda aveva affidato la custodia dei suoi quattro zampe.
La cagnetta, una sorta di medio piccolo snauzerino meticcio si chiama Tiger.
E Tiger, scossa e impaurita dal frastuono dei botti di fine anno, era scappata da casa per infilarsi nel cortile della casa accanto.
Tiger era lì, solo che…
Solo che nonostante i ripetuti e vani tentativi di farla avvicinare al cancello d’ingresso della casa accanto Vale e Ric non erano riusciti ad acchiapparla.
Solo per una volta ci dice Ric l’ho potuta sfiorare.

Ma c’è qualcuno in casa?

No, sono ore che stiamo quì a far rumori e nessuno si è visto, devono esser fuori!

La casa accanto…

Succede che tra vicini non scorra buon sangue…ma visto che la cagnetta non aveva proprio fiducia in noi dopo un sufficente riflettere decido di scavalcare il cancello.
Mi avvio cauto sia per la cagnetta sia per il timore di essere sorpreso.
Mi avvicino, la cagnetta si allontana.
La seguo piano sussurrando e Tiger si allontana, cerca di evitarmi poi a un tratto non riprende a girare attorno al giardino ma si imbuca oltre la macchina parcheggiata verso il cancello.
Bene, penso, se torna indietro verso il giardino cercherò di dissuaderla con dolcezza e se si trova vicino alle sbarre del cancello Vale, Ric o Elen hanno una chance per prenderla!
Ma che ti vedo, anzi chi non ti vedo (più)?
Nè Vale, nè Ric e nè Elen, spariti tutti!
Acc., penso, dove azz. sono andati proprio adesso?

Riscavalco e li reguardisco: a regà ma non venite a darmi una mano?

Ric era andato a prendermi un giaccone per ripararmi dal freddo (ero in camicia per essere più libero).
Mettiti il giaccone Lorè che il freddo è micidiale e non te ne accorgi!
No grazie Ric mi sono tolto la giacca apposta (era nuova…) voi piuttosto venite al cancello!

Riscavalco e mi accingo ad esortare la piccola cagnetta a ripetere la scena ma…ma sento delle voci provenire dalla porta d’ingresso della casa!
Azzo! Mi prende un colpo e alla chetichella veloce riscavalco.

Gasp, cerchiamo di ragionare: Vale e Ric sono quì da un pezzo e nessuno si è visto in casa. Che siano state le voci di una tivvì lasciata accesa?

Bah! In fondo se anche mi sorprendessero per violazione di proprietà privata minimo mi potrebbero sparare…e tra uno sparo e l’altro potrei cercare di cavarmela. Ma rimarrebbe il problema della cagnetta di Ilda.

Vabbè, riscavalco cauto pronto a fare dietro front.

La cagnetta si ri-presta alla recita.
Si avvicina al cancello e dopo un pò Ric grida: ce l’ho, l’ho presa!
Sicuro?
Sì, la tengo!
Tienila stretta, non mollarla!
Sì sì!
E così, stretta nella morsa delle robuste braccia di Ric, Tiger venne recuperata.

Un pensiero mi venne in quel momento e lo dissi: è meglio che la porti a casa mia lì è più al sicuro non vorrei che scappasse di nuovo!
Ma no dai vedrai che non scappa è troppo terrorizzata.
Non insistetti…

Chi indovina come seguitò la cosa?

————————–

Qualche ora più tardi.

Squilla il mio cellulare, è Ilda, sempre da Roma, l’amica dei cani ecc.: “Lori, la cagnetta è scappata di nuovo! Vale e Ric la stanno cercando per mare e per terra!”.
Ok, (come dovevasi agire…qualche ora prima).

Era passato tanto tempo, per fortuna, dall’ultima fuga da casa dei miei Rocky e Lupetta (da agosto 2005?) e proprio insieme alla Ilda, quante volte, quanti giri, quante grida, segnalazioni, manifesti ed altro ancora insieme a lei abbiamo fatto per poterli recuperare!
E così, esperto oramai delle zone circostanti, lato mare e lato collina, ho iniziato con il solito metodo: in giro in macchina a setacciare le zone note, con la faccia fuori del finestrino a gridare e fischiare, guardando a destra e a sinistra, avanti e indietro.
Sì fischiare, ma non con la lingua tra i denti come avevo fatto le altre volte ma con un fischietto ad ultrasuoni regalatomi da mia sorella Manuela.

Ma il punto stavolta era un’altro: la piccola Tiger non mi conosceva, non conosceva la mia voce e da ciò che si era visto qualche ora prima era sicuramente ancora impaurita.
Ma tutto si può fare, niente d’intentato si deve lasciare.

Ilda nel frattempo aveva trovato un volo da Roma per rientrare prima. Sarebbe arrivata intorno alle 18.

Devo ricordare che, tra le numerose volte (tutte!) che Ilda mi ha dato una mano a cercare i miei due cani fuggitivi, una volta lei stessa da sola me li ha ritrovati, fatti salire nella sua macchina e riportati!
Quel giorno, anzi quella sera, non volevo credere ai miei occhi: avevo detto a Ilda di andare a casa sua perchè era tutto il giorno che mi aveva aiutato ed ora dovevo cavarmela da solo sicuro che li avrei ritrovati. Erano passati solo dieci minuti quando vedo tornare Ilda e attraverso il parabrezza della sua 500 intravedo dietro di lei, icredulo, i miei due lupoidi!

Ora toccava a me e sinceramente volevo ritrovare Tiger anche per togliere dall’angoscia la Ilda.

Qualcosa mi diceva che quella cagnetta, visto che non era mai scappata, non doveva trovarsi lontano dalla sua casa.
Già…

Faccio i giri che facevo per cercare i miei cani.
Ero in prossimità del mare e chi ti vedo? Cosa ti vedo?

Chi indovina cosa?

—————–

Vedo un cane, grosso e…e giocoso, tranquillo.
C’era una coppia che casualmente si stava avvicinando alla mia macchina e…e invece di chieder loro notizie della piccola Tiger di Ilda cosa chiedo?
Chiedo alla signora se per piacere può prendere per il collare quel cane che era ormai a fianco della mia portiera.
Un pò sorpresa ed anche un pò forse intimorita ma pensando (forse) che il cano fosse mio e mi fosse scappato, la signora si presta e lo afferra!
Io scendo al volo, ringrazio e…e faccio accomodare il cane in macchina, che si presta!
Accidenti, e mò?
Mi sento stupido…
Ma che azz. sto facendo, che azz. ho fatto!?
Resto un attimo i-n-t-e-r-d-e-t-t-o
O sono da interdire?

Il fatto è che questa specie di husky color rosso bianco per giunta festeggia!
Si accomoda tranquillo sul sedile a fianco al mio e inizia a darmi delle seppur caute leccatine in faccia!
E scodinzola pure!
Robba da matti…
Ma non ero uscito per cercare di ritrovare la cagnetta della Ilda di nome Tiger?
Ma và.

E così torno a casa di Ilda, dov’erano rimasti Vale e Ric e chiedo notizie.
Vale pensa che io mi sia portato dietro uno dei miei cani…e si mette a ridere (beata lei) quando sa la storia.
A me mi vien da piangere.

Messa al corrente, Ilda ci dice che quel cane lo ha già visto altre volte nella zona di Sa tiacca (poco distante) e che è di qualcuno che lo lascia libero.
Rincuorante.
Vado nella zona Sa tiacca.
E’ sempre il primo dell’anno.
Le (poche) persone che incontro o sono parenti venuti chissà da dove o non hanno mai visto quel cane.
Dopo mezz’ora di cammino a piedi nei dintorni con al guinzaglio stò cane (sic), riprendo a girare in macchina per Tiger.
Comincia a farsi sera e purtroppo la speranza di trovare la cagnetta prima dell’arrivo di Ilda si spegne.

Finalmente Ilda è tornata!
Disperata, in uno stato ansioso comatoso seppur attivo.

Ma avete guardato se fosse rimasta in giardino?
Certo Ilda!
Entra Ilda nel suo giardino, convinta che la sua piccola cagnolina non possa essersi allontanata.
La seguiamo speranzosi quando l’abbaiare di un’altro cane di Ilda le fa girare la testa verso l’alto, verso una finestra del primo piano.
Vodaphone sta guardando verso sù! Siete sicuri che Tiger non sia entrata in casa?
Ma certo Ilda, ci sono i tuoi due mastini all’ingresso come avrebbe potuto?!
Eppure è lì, Vodaphone l’ha sentita, saliamo sù!
Sale di corsa le scale Ilda e noi appresso, mentre mi veniva da pensare: come avrebbe fatto Tiger a salire dalla finestra, non è mica un uccello!
Ci affacciamo e guardiamo giù: c’è il tetto in lamiera dei vari box costruiti da Ilda per i suoi cagnetti.
Ilda controlla e poi esclama: c’è qualcosa giù, dev’essere Tiger!
Dalle scale ci precipitiamo in giardino verso i box.

Cosa succederà?

Boh!

———————

E’ quì, Tiger è quì nella sua cuccia!

———————

Anno nuovo…cane nuovo…sic

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Bello è…

29 Dicembre 2006 3 commenti


…iniziando dalla giornata di oggi e andando con il pensiero a ritroso, in ordine sparso…

- recarsi di mattina in macchina, con calma, al Comune di Quartu Sant’Elena (Ca), trovare ampia disponibilità di parcheggio, avere mezz’ora di tempo prima dell’apertura degli uffici per fare colazione, comprare il ticket per la sosta, fumare una sigaretta al sole. Aspettare le ore 9 chiedendo alle due persone già in fila chi fosse l’ultimo (eh, eh!), riprendere alcuni impiegati che non chiudono la porta d’ingresso quando entrano (romanaccio del Kaiser!), essere primo allo sportello per il cambio di domicilio… essere aiutato dall’impiegata del protocollo e assecondato a salire, anche fuori orario, al 5° piano per avere una informazioncina circa i metri quadri da indicare per pagare la tassa sui rifiuti solidi urbani. Salire in ascensore (vuoto) al 5° ed essere accolto, fatto entrare in ufficio ed anche aiutato, pure consigliato e fatto per giunta accomodare comodamente e senza fretta su di una sedia da alcuni impiegati…uscire da quell’ufficio augurando a tutti i presenti un: “buona fine e buon principio!”, tornare dalla Signora del protocollo che, a un tratto, si alza dalla sedia con uno dei documenti che avevo allegato alla pratica e fare una fotocopia per lasciarmi l’originale…salutarla, felice e sereno di aver adempiuto ad un obbligo con l’assistenza che si da ad una persona qualunque…

- recarmi, con calma, in ufficio e, al contrario di ciò che ho fatto sinora, fregarmene della mole di lavoro che c’è e…e pensare ad esempio a te!

segue…

segue?

vedremo…

P.S. A coloro i quali (lettori/scrittori di blog) non ho risposto…chiedo venia e voglio dirvi che seppur molto raramente vi posso seguire, vi penso, spesso…

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Diciamo che…

22 Dicembre 2006 4 commenti

…che più di una volta avrei voluto scrivere, se non altro per fissare gli accadimenti di varia natura che si sono susseguiti fin qui da quando vivo nei dintorni di Cagliari (8 ottobre 2005).
Ed allegare anche le foto che rappresentano, insieme ai fatti che avrei voluto descrivere in queste pagine virtuali, l’ambiente che fin qui mi ha circondato.
Non ho interesse a scrivere di ora, di ciò che vivo nel presente senza aver prima ricostruito il precedente, recente passato.
Ma senza pc e tanto meno scanner…
Vabbè, dopo questa auto melodrammatica e banalissima condizione-constatazione (sopravviverò? sopravviverete?)…

AUGURO A CHI C’E’ UN MONDO DI BENE!

Lorenzo & C. : Katy, Lupetta, Bianchina, Rocky, Campione, Principe
e Principessa, Lilly, Bella, Piccola e
Reginetta.

…e a chi non c’è più…un pensiero d’Amore

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Ciao Irene

22 Settembre 2006 8 commenti
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Ciao Elena Samarcanda Guerriera della Luce, ciao Reana e Manuel

28 Luglio 2006 6 commenti


Diario dalla Sardegna: Nora e Chia
postato da elena
Martedi 27 Luglio 2004 ore 21:26:30

http://samarcanda.blog.tiscali.it/ck1542757/
http://samarcanda.iobloggo.com/

Son già due anni che…
postato da Reana
Venerdi 28 Luglio 2006 ore 11:46:44

http://samarcanda.blog.tiscali.it/zy2737228/#commenti

Buon compleanno nonna!
postato da Reana e Manuel [sabato 27 maggio 2006 ore 21:28:59]

http://samarcanda.blog.tiscali.it/archivio/200605/

Riferimenti: Buck: un pensiero alla mia Elena, la mia padroncina.

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‘Sto 1° quadrimestre ci ha scassato!

12 Maggio 2006 17 commenti

O no?

Avrei da scrivere su ‘ste pagine ingiallite
ma, poichè non ho tempo e nemmanco un pc
me limito a romper er ghiaccio
per li pochi amici che ciò.
E andiamoooooooooooooooooo!

Che me se riconosce?

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1° quadrimestre a Cagliari

2 Febbraio 2006 14 commenti


E’ un resoconto negativo.
Tutto influenzato da ciò che ad oggi (15 febbraio 2006), è accaduto ai miei cani.
In estrema sintesi.

Ottobre 2005
Nonostante le precauzioni Rocky e Lupetta si accoppiano.
Il “veterinario” che “opera” Lupetta la riduce in fin di vita.
Nella sala operatoria di una clinica veterinaria il titolare mi porge su una garza un pezzo d’intestino di Lupetta già necrotico. Il resto dell’intestino è per metà un groviglio inestricabile in nècrosi.
Lupetta, presa letteralmente per i “capelli”, si riprende dopo due mesi.

Ottobre 2005 – Febbraio 2006
Iniziano le fughe da casa di Rocky.
Tutto il vicinato è in allarme e si lamenta.

Novembre 2005
Un attimo di distrazione e Rocky e Bianchina si accoppiano.

6 Dicembre 2005
Bella, la cucciola di sei mesi, viene dilaniata da Lupetta o da Rocky, e muore dissanguata.
L’ecografia evidenzia che Bianchina è rimasta incinta.
Siamo sotto Natale, Bianchina rimane cinque giorni ricoverata in clinica.

15 Gennaio 2006
Buck, il chihuahua quindicenne della collega e amica Elena, muore tra le ceneri del caminetto.
Forse un infarto.

Febbraio 2006
Faccio sterilizzare Rocky.
Faccio sterilizzare i cuccioli Campione, Principe e Principessa.
13 Febbraio 2006
Lilly, la cagnolina cieca di appena due anni, datami in affidamento da un’amica, muore dilaniata da Lupetta (credo). Non riesco a credere che possa essere stato Rocky, e tanto meno Katy.

La foto della cartolina è Amburgo, la prima ad essermi arrivata.

Ciao a tutti.
L.

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Ciao Buck…

18 Gennaio 2006 13 commenti


Non ho tante parole da spendere.

Anche Buck, il piccolo chihuahua della Elena che non c’è più, se ne è andato.

Domenica 15 gennaio 2006

B u c k . . .

Riferimenti: Il primo approccio di Buck…

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Mi tocca ricominciare da capo.

30 Dicembre 2005 10 commenti

Non sapevo (o non ricordavo) che c’è un limite di parole per scrivere un post…e allora, poichè insisto nel volervi dedicare un pensiero di fine anno, vi auguro un 2006 ricco di novità positive così:

W i blog!
clikkando per caso vi ho scoperti e…….eccomi qua.
Vitty

OLTRE LA REALTA’
Ciò che la mia mano non ha mai potuto sfiorare, questo sei tu!
Noesis

Sensazioni ed emozioni
Un pò di me…
Renata

emilio

SEMPLICITA
le cose semplici della vita: le più belle!!
Verità

Ed eccomi qua ….
Semplicemente quello che passa per la mente di una quasi quarantenne… non solo sorrisi!
Rosagialla

Fragmenta

Forza, venite gente!
L’unione fa la forza, e percorrere un tratto di strada insieme a belle persone è sempre piacevole!
Elena

dormiveglia
tra fantasia e realtà – il blog di zampadura
Zampa

IL BLOG DI MERI
Pagine di vita
Meri

Pralina
La vita e’ come assaporare un cioccolatino… senza sapere qual e’ il suo ripieno.
Patt

Tanti auguri (RAGAZZI NON HO PIU’ TEMPO!)anche a:

Giano torre di babele
Arturo libero di volare
Alessandro di Gennaro & Peppino
Roberto di papaverirossi
CASSANDRO
Arturo ‘o Marziano
Dan Daniel san
Andrea sull’altalena

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Così, tanto per rimanere in contatto,

30 Dicembre 2005 4 commenti

Ora il Blog non è per me più una novità, nel senso che più o meno conosco i meccanismi, gli effetti e i contro effetti che può generare questa sorta di giornale virtuale, privato e pubblico insieme.

E cioè al divertimento, alle emozioni, agli stati d’animo, alle curiosità, agli aneddoti ed alle conoscenze (virtuali e non) che ci siamo scambiati.

Onde per cui vi auguro uno splendido 2006!

Mauro… Pensieri vaganti…
In the cold november rain…
Mauro

Altalena
senza sentimenti e riflessioni non saremmo ciò che siamo…
Andrea

Tra le onde fredde… una luce
“…come se veramente l’aumento del controllo di massa su 350 milioni di abitanti in Europa, possa servire a fermare una persona che ha deciso di farsi saltare su un autobus”(newsletter autistici/inventati).
Ice

Io ballo da sola
Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso volere d’essere niente. A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo.
AngelorDevil

come tu mi vuoi
ho un codice segreto ho un codice cifrato non cerco centri di gravità permanenti non sono una pratica evasa non sono una vertenza chiusa sono come tu mi vuoi
Bianca

Caccabua Blues
Se il mondo va a rotoli… facciamone carta igienica.
Mullet Eye

Nicolecker e tutto ciò che ha dentro
La solita pausa di riflessione dopo 7 anni
Nicolocker

Bolognagenda
appuntamenti, manifestazioni, azioni ed altro di una Bologna possibile e dintorni
RoX

[r]umore delle stelle
*[r]umore sommesso di umore sommerso*
Hermanadesoledad

lifeislove
Per rendersi conto di vivere veramente bisogna amare
Elena 2

Edith
…..il mio diario virtuale….c’é tutto il mio amore qui dentro!
Edith e Fabio

@frodite… racconti e fantasie
Vita vissuta ed immaginata
@frodit&

**__°°§*§__Una bimba in altalena__§*§°°__**
°*°*{…E’ ricercando l’impossibile che l’uomo ha sempre fatto il possibile, coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che appariva loro come possibile non sono mai avanzati di un solo passo..(Bakunin)…}°*°*
Marzietta

1magia
Una magia che ci ha cresciuti, che ci ha stupiti e ancora lo farà…una magia che spero tanto non ci lascerà…
1magia

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Anarchia pura e box

16 Dicembre 2005 22 commenti

Un tempo avevo Lady e Billy, due cagnolini meticci di appena dieci chili di peso ciascuno.

Un tempo con loro anzi, con solo loro due, avevo il tempo giusto da dedicargli.

Sia il tempo per la cosiddetta educazione e sia quello almeno per la Lady, di farla uscire al di fuori della semplice passeggiatina nei dintorni.

Il 2 agosto 2003, Billy morì di avvelenamento.

Nove giorni prima che anche Lady morisse, per il cancro (16 dicembre 2003), raccolsi Katy (7 dicembre 2003), una cucciola di cinque o sei mesi di vita.

Tra gennaio e marzo del 2004, contro voglia, feci sterilizzare la Katy.

Katy, a parte il suo carattere, non ebbe da me nessun insegnamento poiché la morte della mia amatissima Lady, per qualche mese mi tenne giù.

Ad un anno esatto dalla morte di Billy, presi in affidamento Buck, il tredicenne e vispo cihuahua della povera Elena (samarcanda.blog.tiscali.it ).

Il 20 dicembre 2004, raccolsi Lupetta, una meticcia di pastore tedesco di circa due anni.

Dopo un primo periodo di adattamento Katy e Lupetta poterono uscire con me nei parchi di Roma (anche Buck, anche Buck!) ma mentre Lupetta dava ampia dimostrazione di affidabilità, era spesso vicino a me e tornava al volo ai miei richiami, la bella e indisciplinata Katy no.

Comunque, seguendo Lupetta, Katy prima o poi ubbidiva (tornava), ma quando voleva lei.

Erano (sono) due cagnoline giovani, e forti.

Il 25 aprile 2005, raccolsi Bianchina, una meticcia di dalmata di circa due anni che, scoprirò poco tempo dopo, era incinta di quaranta giorni e che avrebbe partorito 8 cuccioli.

Nonostante questa notizia, il 30 maggio 2005, raccolsi Rocky, all’incirca un anno di età, un meticcio, o forse no, di una specie piuttosto rara di pastore belga.

E qui, già, c’è qualcosa che non quadra.

E non tanto e non solo perché avevano previsto per Bianchina un parto di ben otto cuccioli ma anche perché, all’epoca, vivevo in un piccolo appartamento di Roma…

Dopo pochi giorni, tra il 4 e il 5 giugno 2005, Bianchina partorì in casa ben 9 cuccioli, uno dei quali, Marroncino, purtroppo non sopravvisse.

E fin qui…anzi, da qui in poi, la vita di tutti noi, ed anche di chi ho coinvolto (mi riferisco all’impegno, all’aiuto e ai consigli preziosi ma inascoltati di mio fratello Giorgio che già da Roma, e poi a Fiumicino e poi ancora a Cagliari mi ha dato tutte e due le sue mani…), è cambiata da così…a cosà.

Noi (cani e non) non avremmo potuto coabitare a lungo così, nè potevamo farlo in un condominio.

Ed allora, grazie al disinteressato aiuto del mio carissimo Amico Nino, e di suo padre, durante la prima settimana di agosto 2005 ci trasferimmo tutti in campagna, a Sacrofano, ad appena 30 chilometri da Roma.
In questo luogo (un ettaro e mezzo di terreno coltivato con piante di tutti i tipi, una casa e recinti per cani già pronti) saremmo potuti rimanere temporaneamente sino a che tutti i cuccioli e magari anche qualche cane adulto, non avessero preso altre destinazioni (dati in affidamento).

Questo periodo passato in campagna, anche se non privo di episodi di pericolo (vedi scavalcamenti del recinto da parte di Rocky e di Lupetta nel timore di essere abbandonati), e di disagio per me e per alcuni lavoranti rumeni che venivano a sistemare il giardino, è stato bello.

Ma, si sa, non si può e non si deve abusare dell’aiuto da parte di chicchessia e così, dopo tante ricerche, il 13 agosto 2005 andai a Fiumicino per vedere di poter concludere un contratto di affitto con la proprietaria di una villetta, a soli 100 metri dal mare, e che fu l’unica persona che disse sì ad accogliere in casa propria quelli che, allora, erano ben 13 cani Katy, Buck, Lupetta, Rocky, Bianchina e i suoi cuccioli: Campione, Curiosa, Vispa, Sveglia, Bello e Bella e Principe e Principessa.

In questi mesi, mio fratello Giorgio ed io ma anche le nostre sorelle Manuela e Monica e persino nostra madre ci siamo dati da fare per cercare qualcuno cui affidare i cuccioli.
Attaccando i manifesti (veterinari, supermercati ed altro), inviando appelli attraverso internet con i collage di foto dei cuccioli ed anche di Rocky e Bianchina (che Giorgio, sempre lui, aveva preparato) e spargendo la voce.

E lì devo dire che, a parte il periodo poco adatto (giugno, luglio e agosto) ho (abbiamo) verificato quanto sia difficile sistemare un cagnuccio, anche se cucciolo.
Perché basta prendere un qualsiasi giornale di annunci gratuiti o aprire un qualunque sito relativo agli animali o dare uno sguardo agli annunci che sono affissi nelle bacheche dei veterinari perche ci si possa rendere conto di quante centinaia di migliaia di cani, e di gatti, cuccioli e non, abbandonati e non, ci siano in giro.
Tanti che, se anche siano zoppi, orbi od orfani e te li sbattano in faccia gratuitamente, con messaggi strappalacrime ed urgenti, non è affatto facile né certo che trovino una buona sistemazione.

C’è, insomma, una “concorrenza” enorme!

I canili sono strapieni!
E spesso le associazioni (i canili non so) devono rifiutare, o non possono che accogliere temporaneamente quelle intere cucciolate che, giornalmente, gli vengono portate o segnalate.

Il caso Bianchina, per esempio, mi ha fatto conoscere di un dato che non conoscevo. E cioè che, se anche i calori di una femmina di cane sono in media due all’anno, il parto medio, ripeto medio, secondo la razza o l’incrocio, è di 6 cuccioli.
Si và dai due o tre ai dodici, tredici esserini per parto!

E per i gatti è ancora peggio.
Vedi gli innumerevoli calori all’anno di una gattuccia!

Tornando alla mia (banale) situazione e sperando che ciò che scrivo possa essere utile anche ad una sola persona, quando ancora eravamo a Sacrofano, trovammo (grazie a Giorgio) un giovane, Ernesto (che viveva con la sua famiglia in una villetta con giardino a Velletri) cui affidammo il cucciolo Bello.

Il 7 settembre 2005, con i dodici cani rimasti sbarcammo a Fiumicino dove Giorgio (ma fa tutto Giorgio?), nel cortile che circondava la villetta, aveva già predisposto due recinti, uno per i cuccioli, l’altro per gli adulti.

Era, e non poteva che essere un’altra situazione di passaggio, transitoria.
Primo, perché era illogico ed impossibile, tenere e mantenere insieme un così alto numero di cani peraltro in un cortile di una villetta; secondo, perché i patti erano per un contratto d’affitto transitorio (da settembre 2005 a maggio 2006).

Oltre alla relativa ristrettezza dello spazio per gli animali, un’altra cosa è stata pesante per tutti (anche per l’unica famiglia vicina), l’igiene o, meglio, la mancanza d’igiene.

Fortunatamente il cortile era un lastricato, l’acqua e il disinfettante profumato non mancavano ma comunque non si riusciva ad evitare un odore costante e intenso cui io, oramai, mi ero assuefatto.
Ma bastava passare sul marciapiede che costeggiava l’entrata della mia e delle villette contigue per percepire l’olezzo putrefacente (più o meno) che proveniva dalla villetta in cui abitavamo.

Peli, acqua, pisciate e cacate. Tutto troppo.
Tutto troppo in relazione al posto, allo spazio ed alla vita di ognuno.

Passato il periodo delle ferie si contava (cioè noi della famiglia contavamo) sul fatto che forse dal mese di settembre in poi le difficoltà per sistemare almeno i cuccioli fossero minori.
In teoria dovrebbe essere così.

In questa situazione di fatto, il 15 settembre 2005 vengo inaspettatamente informato dal mio Ufficio che il concorso che avevo vinto più di tre anni prima per Cagliari aveva “definito” il suo iter e che mi sarei dovuto presentare in quella città il lunedì successivo, 17 settembre 2005 (sic!).

Gioia perché, anche se inaspettata, questa cosa l’avevo voluta (e la volevo ancora), certo che c…o dopo più di tre anni hanno deciso proprio al momento per me più opportuno!

Ho chiesto e ottenuto un rinvio di 29 giorni.

E così: Giooooooorgio? Ci seeeeeeeeeeeeeeeeeeei?

E così, neanche arrivati a Fiumicino e con i recinti nuovi fiammanti…abbiamo dovuto (Gioooooooorgio?) ricominciare tutto da capo (gulp!).

Grazie ancora a Giorgio, la cucciola Vispa venne affidata ad una simpatica famiglia di Roma che viveva in un appartamento ma con una terrazza di 30 metri quadri.

Grazie alla mia fortuna, Curiosa e Sveglia furono entrambe affidate ad una vitalissima signora che abitava in campagna, in quel di Sacrofano.

Siamo scesi a quota 9 cani: Katy, Buck, Lupetta, Bianchina, Rocky, i due cuccioli neri Campione e Bella e i due cuccioli simil meticci di dalmata Principe e Principessa.

Con questa tribù di cani, con questo branco peloso e meticcio, la sera del venerdì 7 ottobre 2005, Giorgio ed io siamo partiti da Fiumicino per andare ad imbarcarci al porto di Civitavecchia.
Destinazione: Cagliari, Sardegna!

Pensate solo ad immaginare, in una sola macchina, una “comitiva” siffatta.

Solo un pazzo come me.

Campione, Bella, Principe e Principessa e la mamma Bianchina nel vano portabagagli.
Katy, Lupetta e Rocky sul sedile posteriore.
Giorgio, rattrappito a più non posso trai pochi bagagli che gli toglievano lo spazio alle gambe e quello alle braccia e, se ancora non bastasse, il peso assurdo del cihuahua Buck sul resto libero che gli rimaneva.
Ed io, tranquillo e spazioso, alla guida…

Viaggiammo così e, non multati, non ritirati della patente, non denunciati per canile abusivo ambulante e non sottoposti a sequestro preventivo (e successivo) del mezzo e delle merci trasportate, arriviammo verso le 23.25 al porto di Civitavecchia.
Giusto “in tempo” per la partenza (ore 23.30).

Ma il tempo era scarso

Giorgio fece salire prima a me (Giorgio, Giorgio!).
Presi Lupetta e Bianchina e di corsa entrai nella nave, all’ufficio informazioni lasciai i documenti e presi le chiavi delle cucce. Salii sul ponte dov’erano le cucce, schiaffai dentro i due cani e li chiusi a chiave col lucchetto.
Riscesi e cercando di orientarmi ritrovai con fatica l’uscita. Giorgio era vicino alla macchina con Katy e Rocky già pronti al guinzaglio, mi riavviai allora verso il ponte e mentre schiaffavo dentro le cucce senza tanti complimenti anche gli altri due cani, pensai: cavolo! è molto tardi, Giorgio a quest’ora sarà senz’altro già entrato anche lui con la macchina insieme ai cuccioli e al chihuahua Buck.
Sistemati i cagnacci riscendo per andargli incontro. Dannazione ma dove cazzo è l’uscita? L’ascensore qual’era? Ma il parcheggio qual’era? A me sembrava quello ma cazzo non vedevo la macchina nè tanto meno Giorgio!
Giorgio sarà entrato da un’altra parte?
Mi accorgo solo ora che…porca puttana, ma siamo in viaggio! Giorgio dove cacchio sei?
Provo a telefonargli, risponde, si sente poco e male, non capisco.
Vado dal comandante chiedo di chiamarlo perché non so dove siano andati a finire mio fratello e i cagnucci rimasti. I biglietti d’altronde li ho io e lui non sa quale sia la cabina nè, credo, dove siano le cucce!
L’ultima volta che avevo visto mio fratello era ancora fuori della nave, vicino alla macchina (l’unica rimasta).

Ma la nave era partita senza di lui…

Vicino alla macchina, parcheggiata da me un po’ di lato rispetto alla pedana di entrata, Giorgio era stato distratto da uno del personale della nave che stacca i biglietti!

Quindi con grida, urla, minacce e blasfemità?aveva intimato alla nave di tornare indietro!

Il messaggio per fortuna era arrivato, Giorgio era così potuto entrare non so dove e come…e trafelato, sudato e incazzato (neanche più di tanto), con Buck dentro la borsetta appesa al collo e tutti e quattro i cuccioli al guinzaglio…così l’ho reincontrato in uno degli stretti ascensori della nave (sic!).

Se Giorgio quella notte non mi ha scaraventato giù dal ponte in pieno Tirreno…

No comment.

continua con Sogno o son desto?!

Sono andato un pò fuori tema…prossimamente vi rientro…

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Il branco è il branco

15 Dicembre 2005 4 commenti

Il branco è il branco

Chiunque avrebbe potuto notare che l’assembramento, in un’unica comunità, di più di due cani non poteva che essere fonte di pericolo.

Io stesso, all’inizio, avevo considerato, certo in modo inadeguato, questo pericolo.

Ma con l’andar del tempo, e nonostante le reiterate e pericolosissime fughe da casa di Rocky, e poi anche di Lupetta e quelle due o tre volte di alcuni dei cuccioli, credevo, credevo… di avere la situazione sotto controllo (più o meno).

Ed anzi, in questi due mesi che vivo a Cagliari, avevo favorito l’incontro tra i dieci cani, oggi nove, che vivono con me.

Ma il branco è il branco… e se anche a tutt’oggi, e non so per quanto tempo ancora, mi considerano il loro capo branco, nove cani, adulti e non, rappresentano un pericolo costante, per se stessi e, non devo escluderlo, anche per me.

La morte di un cane in un branco non è un evento raro.

Il più debole, o i più deboli, vuoi perché non riescono a mangiare perché sopraffatti dai più forti, vuoi perché da questi subiscono angherie, soprusi e minacce, rimangono ai margini.

E se anche solo per gioco o per conflitto o perché scatta la scintilla dell’istinto, si trovano alla mercè del più forte, o dei più forti, la loro sorte può essere segnata, per sempre.

E questo è quello che si è verificato quel giorno che ho deciso di lasciare insieme due cani adulti e forti… e quattro cuccioli…

Chiunque avrebbe almeno temuto che potesse succedere qualcosa.

La mia superficialità è stata enorme, e letale.

Il branco è il branco.

Ho così deciso, per il loro bene, di separarmi dai due cuccioli maschi, Campione e Principe e, se troverò la persona che li accoglierà insieme, anche da Rocky e Lupetta.

Non temere Patt, la colpa (grave) è sempre dell’Uomo, presunto Lupo… in un branco vero.

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Eri Bella

13 Dicembre 2005 5 commenti


Era un pò che non andavo al Poetto, la lunga spiaggia di Cagliari.

Ho volutamente portato con me Katy, la cagnolina che mi ha lasciato la mia amatissima Lady, nel dicembre del 2003.

Dopo aver ritirato le medagliette a forma d’osso con incisi i nomi dei cagnolini e il numero del mio cellulare, Katy ed io ci siamo diretti verso il mare.

Il mare…un mare color grigio azzurro, sul bagnasciuga una spiaggia a tratti colma di ciottoli color marrone, un cielo plumbeo e qualche rara goccia di pioggia hanno accompagnato la nostra breve passeggiata.

Il tempo di passare dalla tepida luce del giorno alle prime luci serali.

Martedì 6 dicembre 2005, una settimana fa, a quest’ora, rientravo a casa.
E rientravo per prendere i quattro cuccioli per portarli dal veterinario, per vaccinarli.

Quella mattina avevo lasciato aperta la piccola porta che congiunge i due recinti, quello dei cuccioli e quello degli adulti, in modo da dare loro più spazio.

Degli adulti avevo lasciato, in quello che era diventato un unico recinto, solo Rocky e Lupetta poichè avevo visto, nei giorni precedenti, che Bianchina, la meticcia di dalmata e mamma dei cuccioli, dimostrava di voler in un certo senso primeggiare nel gruppo, o nel branco, creando alle volte, col suo atteggiamento, una sorta di reazione a catena.

Dunque Bianchina, Katy e Lilly (la giovane cagnolina senza vista), come i giorni precedenti restavano libere di scorazzare lungo tutto il terreno, mentre i cuccioli Campione, Bella, Principe e Principessa e gli adulti Lupetta e Rocky li avevo lasciati, quella mattina, insieme nel recinto.

Sei cani, adulti e non, insieme in un recinto.

Con loro, insieme a loro, nei giorni precedenti avevo visto il comportamenro dei cani nel branco.
C’erano certo differenze: di età, di dimensione, di carattere e di comportamento.
Comunque, con me, insieme a me, il branco riusciva a trovare un’equilibrio almeno durante il momento del pasto.
Pasto, ovvero crocchette, che disponevo in modo circolare sulla veranda e che dava modo ad ognuno (più o meno) di ricevere la propria porzione.

Sto divagando, sto dilungandomi.

Ed allora, anche per rispetto di coloro i quali, con scritti e non, si sono affacciati tra queste pagine per dare testimonianza del loro affetto, vado oltre, proseguo e concludo.

No, non è andata come pensavo.

Bella, la cucciola nata insieme ai suoi otto fratelli nella casa di Roma, tra la notte del 4 ed il giorno del 5 giugno 2005, che si era molto affezionata a me tanto da appoggiarsi letteralmente col peso del suo corpo robusto tra le mie braccia, e le mie gambe…

Bella, la cagnolina che da quando era piccola mi lavava letteralmente il viso con le sue leccatine e che prendendo all’improvviso la rincorsa saltava in alto cercando di darmi dei morsetti al mento e al naso…

Bella, che la sera prima avevo accarezzato a lungo, a lungo… lungo tutto quel suo corpicino peloso, caldo e amico…

Bella, che due giorni prima avevo visto con gusto giocare nella cuccia con il suo fratello gemello Campione (stesso colore, stesse dimensioni, stessa inclinazione all’obbedienza), quei corpicini vicini vicini e le bocchette aperte a mostrar i candidi dentini, e i gridolini rauco acuti dei cuccioli, di tutti i cuccioli che giocano sereni all’aria aperta…

Bella, quel martedì, non si era allontanata dal recinto.
Bella l’ho scoperta solo il giorno dopo, nel recinto.
Stesa, esanime, bagnata dalla pioggia e sporca della terra.
Fredda, rigida, senza più vita.
Con una smorfia di dolore e ad occhi aperti.
E con due grossi buchi all’addome.

Bella, è morta dissanguata.

Dilaniata da uno dei miei due cani adulti.

Aveva solo sei mesi, appena sei mesi.

Mi scuso se ho impiegato così tanto a scrivere ma so che capirete.

L.

P.S. Qualcosa ho imparato (tardi). Quel che è inaccettabile è aver imparato a spese di un essere vivente.

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La mia Bella, cucciola di cane, da ieri non la trovo. Cerco aiuto!

7 Dicembre 2005 7 commenti

Vivo a Quartu Sant’Elena, località Flumini di Sant’Andrea (lato collina, vicino alla Chiesa), provincia di Cagliari.

Ieri, 6 dicembre 2005 sono rientrato alle 16.30 e una cucciola di cane di 6 mesi, di nome Bella, non era più nel recinto.

Fino a tarda notte l’ho cercata, chiamata a gran voce e fischiato a lungo nei dintorni.
Niente.

Anche stamani.
Niente.

A questo punto ho anche bisogno del vostro aiuto, di tutti.

Chi può segnali la mia richiesta.

Chi me la riconsegnerà riceverà una grossa ricompensa.

Il mio cell. è 3385982113

Grazie anticipato.

Lorenzo

Appena posso aggiungerò la foto

Ora vado a riempire di manifesti con la sua foto la zona dove si è allontanata la mia Bella.

Per chi sta soffrendo

30 Novembre 2005 6 commenti

Penso a ciò che è accaduto e accade nella famiglia di Verità

Coraggio, “sorellina”.

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Dunque, dunque…

4 Novembre 2005 18 commenti

Orbene, sono (quasi) un cagliaritano, un isolano, non più un continentale.
Al Comune di Quartu Sant’Elena ho fatto la richiesta di cambio di residenza così potrò usufruire, tra l’altro, delle tariffe agevolate per navi e aerei, e del S.S.N. (Servizio Sanitario Nazionale).

Un passo indietro.

Il 17 ottobre 2005 ho (finalmente!) preso servizio nel nuovo posto di lavoro e devo dire che (la mia solita fortunaccia…) ho trovato dei colleghi e dei superiori veramente carini (e carine) e con i quali mi sono trovato subito a mio agio.

Ma questo è solo l’inizio!

Dalle finestre della mia stanza, situata al sesto piano di un edificio composto di ben 11 piani, gettando lo sguardo a sinistra vedo parte del porto (parte, perchè il mega edificio dell’Enel oscura la visuale), mentre se butto un occhio sulla destra vedo distintamente, gli edifici dove si lavorava il (?, non ricordo cosa), più su il Bastione di Saint Remy e, ancora più in là, la cupola della Cattedrale di Santa Maria (il Duomo, insomma).

Che vuoi di più dalla Vita?

C’è, c’è ancora di più…

segue…

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Sogno o son desto?!

10 Ottobre 2005 16 commenti

Sono finalmente a Cagliari!
Da Sabato 8 ottobre 2005, sono a Cagliari, e stavolta per restarci.

Due giorni fa, infatti, mio fratello Giorgio ed io, insieme a tutta la cagnara, siamo sbarcati a Cagliari.

E, ad oggi, ci sono stati tanti eventi, buoni.

Con 9 cani in macchina siamo riusciti a fare la traversata indenni (quasi).

I cagnetti distribuiti in 3 gabbie (Katy e Rocky, Lupetta con Bianchina e i cuccioli Campione, Bella, Principe e Principessa tutti insieme.
E Buck?
Il decano Buck, il chihauha della povera Elena, insieme a noi in cabina.

L’appuntamento per la casa (che ho trovato attraverso gli annunci Tiscali che mi ha fornito mia sorella Manuela) è per le ore 13.
La casa, meglio la villetta con 1.500 mq. di giardino, si trova in località Sant’Andrea, a 15 km. da Cagliari e a 700 metri dal mare.

Dopo aver visionato la villetta sono rimasto con i proprietari che avremmo stipulato il contratto lunedì (oggi).

Poi…
Poi, subito dopo, mio fratello ha iniziato a valutare quale e quanto materiale sarebbe servito per costruire 2 recinti e la (mia) fortuna mi ha fatto trovare, di sabato pomeriggio alle 17.30, una sorta di ferramenta generalizzato (è aperto anche la domenica mattina!) dal quale ho comprato la rete, la bombola del gas e persino il mangiare per i cagnucci.

Il generoso è infaticabile Giorgio ha lavorato sensa sosta sino a sera e tutto il giorno dopo (domenica), sino alle 19!

segue…

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Roma – Fiumicino – Cagliari

3 Ottobre 2005 1 commento

E ritorno?

Venerdì 7 ottobre 2005 mio fratello Giorgio ed io partiamo per la Sardegna.
Perchè partite? Forse per via che la Sardegna è bella tutto l’anno?

Si, è bella tutto l’anno, ma…
Allora partite perchè Giorgio (magari, magari!) ha deciso di prendersi una vacanza lampo?
No (quando mai!), ma…

Avete dunque vinto una mini crociera Civitavecchia – Cagliari e ritorno?
Neppure, ma…

Ho capito, Giorgio ha deciso di aprire una attività per proprio conto nell’Isola, ed tu lo accompagni?
Neanche, ma…

Non mi dire che hanno riaperto l’Asinara e il vostro è un accompagnamento coatto!
Nemmeno, ma…

Ah, adesso ci sono: avete deciso di emigrare in Sardegna per prender moglie!
Nemmanco!

E allora, perchè?

Bah, è il caso di scriverlo? E vabbè, lo comunico.

Pare (pare!) che, dopo più di 3 anni (sic) dall’esito di un concorso, io vada (finalmente!) a Cagliari a lavorare.

Ma davvero? Sei sicuro?
Bè, mica tanto. Per motivi relativi ad un contenzioso (di cui non ti tedio) rischio di restare a Cagliari poco tempo.

E poi?
E poi di ritornarmene a Roma.

Bè, sei stato chiaro! Ma allora, vista questa situazione di certezza consolidata…perchè partite?
Perchè devo. Lunedì 17 ottobre 2005, infatti (se nel frattempo non ci sono veti incrociati), devo presentarmi nel nuovo posto di lavoro, pena la mia esclusione. E Giorgio (tanto per cambiare…) mi da non una, ma due mani di aiuto!

Bè, vabbè, male che vada te ne ritorni nella Città Eterna, che vuoi di più dalla Vita?
Niente, solo che…solo che mi ero appena trasferito a Fiumicino con i miei cagnetti impegnandomi a stare in quella casa sino a giugno del 2006.

E vabbè, che ti frega, quando devi partire, ad ottobre? Chiami la Signora, le dici come stanno le cose, che la notizia ti è arrivata improvvisa ed inaspettata ecc. ecc., lasci pulita la casa, riconsegni le chiavi, saluti e te ne vai, o no?
Bè, a parte che le ho dato 2 mesi di caparra (2 x 500,00 = 1.000,00 euro! Li rivedrò?), se poi dovessi ritornare a Roma dopo pochi mesi dove la trovo un’altra persona che mi affitta la sua casa con 11 cani?

Hai ancora 11 cani!?
E già. Quando (durante il mese di agosto) ho avuto la fortuna di avere in prestito la casa e il terreno a Sacrofano del mio carissimo Amico Nino, ho affidato Bello ad una famigliola che vive a Velletri in una bella villetta con terreno e, appena due settimane fa, ho fatto lo stesso per Vispa che è andata a vivere a casa (che ha un terrazzo di 30 mq.) di una famigliola di Roma. Domani poi, insieme a mia sorella Manuela, affiderò due belle cucciole, Sveglia e Curiosa, ad una Signora in gambissima che vive a Sacrofano (in un bel posto di campagna lambito da un fresco ruscello), che ha un maneggio di cavalli e che, naturalmente, si fa delle belle passeggiate a cavallo nei boschi dei dintorni.

E così quanti cani ti rimarrebbero?
Così mi rimarrebbero “solo” 9 cani: gli adulti Katy, Lupetta, Bianchina, Rocky e l’inossidabile Buck e due coppie di cuccioli, i neri Campione e Bella e i bianchi Principe e Principessa.

segue…
Quando?
Non si sa…

A si biri!
Lorenzo & C.

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Il Lupo di Mare e il suo Branco

3 Agosto 2005 16 commenti


Un giorno un Lupo solitario incontrò una lupettina, di nome Lady.
Non fu amore a prima vista ma Lady era come la goccia d’acqua che, piano piano, scava anche la roccia più dura e così…e così il Lupo, non più solitario, fu colpito da una malattia cronica: la canite acuta.

Dopo Lady, il Lupo incontrò Lilly, Max, Billy e persino la gattina Sissy!

Lilly andò a vivere a casa del fratello del Lupo, Max trovò casa in una bella villa di Manziana, la gattina Sissy, dopo un pò di traversie, andò a vivere a casa della mamma del Lupo, mentre Billy entrò nella tana del Lupo, insieme alla Lady.

Passarono degli anni durante i quali il Lupo, nonostante il suo caratteraccio, riscoprì i valori dell’amicizia e della fedeltà, della compagnia e della costanza.

Un brutto anno però, la gattina Sissy morì per insufficienza renale, Billy morì per avvelenamento e Lady morì per il tumore.

Pochi giorni prima che Lady morisse, il Lupo incontrò Katy poi, l’anno dopo, prese in affidamento Buck e introdusse nella sua tana anche Lupetta.

Nel frattempo il fratello del Lupo aveva raccolto Polly che andò a fare compagnia a Lilly.

Un anno più tardi morì anche Lilly, di infarto.

Quello stesso anno il Lupo incontrò Bianchina e Rocky che andarono a fare compagnia a Katy, Buck e Lupetta.

Dopo poco tempo Bianchina dette alla luce nove cuccioli ma Marroncino non sopravvisse…

Il Lupo sapeva che non poteva tenerli con sè ma un giorno decise di dare comunque un nome ai cuccioli, che così chiamò: Campione, Curiosa, Vispa, Sveglia, Bello e Bella, Principe e Principessa.

Ma la tana del Lupo era stretta, troppo stretta per accogliere quel branco di tredici cagnolini, ed allora…

Allora il Lupo decise di trasferirsi in una tana più grande vicino al Mare.

‘O Mare….’o Mare d’inverno e le sue spiaggie estese…

E fu così che, un bel giorno, Katy, Buck, Lupetta, Rocky e Bianchina con i suoi otto cucciolotti andarono a vivere in un posto di Mare.

E fu così che, una bella notte d’estate, il Lupo potè ululare sereno alla Luna.

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Ciao Elena

28 Luglio 2005 11 commenti


L’entusiasmo del primo post di Elena: http://samarcanda.blog.tiscali.it/ef1079515/

Eccomi qui tra voi, amici di Tiscali
postato da hegemon
Martedi 5 Agosto 2003 ore 19:45:20

Ebbene si, che si fa per gli amici? Ho lasciato Virgilio e sono approdata a Tiscali per godere appieno della vostra piacevolissima compagnia. Ciao Lorenzo (sto ancora digerendo gli spaghetti!), un abbraccio a te grande Vitty, un bacione fortissimo a te rosagialla, bentrovata argutissima fragmenta2, un doveroso reverenziale inchino a te missmagda, e salve a tutti splendido equipaggio della Leda. Con l’augurio di iniziare insieme non solo una irresistibile avventura di viaggio ma anche una profonda duratura amicizia. Shalom!

Riferimenti: Uno dei Blog di Elena – Samarcanda

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Cara Bianchina,

19 Giugno 2005 17 commenti


Cara Bianchina,

son passate già 2 settimane da quella meravigliosa notte in cui partoristi ben 9 cuccioli.
E, a tutt’oggi, non ho ricostruito l’esatta cronologia delle nascite.

Ricordo bene il primo: un maschietto nero, “grosso” e dal pelo morbido e liscio;
la seconda: una femminuccia bianca, minuta, stesso pelo del maschietto, con le orecchiette nere e una macchietta nera al di sopra della codina;
il terzo…il più minuto…un maschietto ricoperto da un bel pelo morbido color marroncino. Marroncino, appunto, l’unica creaturina a cui ho dato un nome. L’unico cuccioletto che non è sopravvissuto…

Poi il quarto/a, il quinto/a, il sesto/a, il settimo/a: 2 femminucce nere, di cui una con la pancetta un po’ bianca e un po’ marroncina e dello stesso colore le zampette e l’altra con una macchietta bianca sul dorso; e poi una femminuccia ed un maschietto bianchi, entrambi con le orecchie nere e il musetto rosa. Tutti con il pelo liscio.

Ricordo, invece, gli ultimi due: avevano di particolare il pelo: ondulato. Di un bianco morbido, come un maglioncino di chashmire. Una lei e un lui. L’uno/a tutto bianco/a con una strisciatina di pelo color beige sul fianco sinistro e l’altro/a con l’orecchio sinistro (o destro?) nero.

Cara Bianchina,

i tuoi cuccioli hanno aperto gli occhietti da un paio di giorni e tra una settimana riusciranno a mettere a fuoco le immagini sinora sbiadite e (anche se credo che ciò sia già accaduto) gli si apriranno i condotti uditivi. Insomma, vedranno e sentiranno, non solo con il naso. Come tutti i canucci.
Tutti, o quasi, hanno già iniziato ad abbandonare la loro cuccia. Avanzando con le zampette anteriori e trascinandosi su quelle posteriori. Giusto ieri, tornando a casa, ho assistito ad una scenetta proprio divertente: tu, Mamma Bianchina, stavi allattando i tuoi cuccioli sotto il letto, ma due erano rimasti nella cuccia. Ed allora ho preso questi due e, stesomi sul pavimento, te li ho avvicinati, vicino al gruppo dei fortunati. Che parapiglia! Sul pavimento in cotto le zampine posteriori scivolavano e la lotta per raggiungere la fonte della Vita era proprio improbo. Avrei voluto andare prendere la macchina fotografica (troppo forte questa scenetta) ma, come spesso mi capita, preferisco godermi l’evento con gli occhi…

Cara Bianchina,

oggi, e per la prima volta, verranno due persone per vedere e probabilmente scegliere uno dei tuoi cuccioli.
Delle quattro persone che, sembra, sono interessate ad avere un tuo cucciolo, questa coppia è la prima che verrà per questo scopo.

Cara Bianchina,

non ho parole.
So soltanto che, quando verrà quel momento, cercherò di renderti la cosa meno traumatica possibile.
E vigilerò sull’affidamento dei tuoi cuccioli.
Tu non parli, ma ti farai capire.
Ed io dovrò, in qualche modo, interpretare le tue esigenze e cercare di alleviare le tue sicure sofferenze.
Passo passo, tempo al tempo, col tuo “consenso”, spero di trovare le persone giuste e di non arrecarti troppo dolore.
Vedremo insieme quel che ci sarà da fare.
Insieme.

Riferimenti: Bianchina nel sito di Licia Colò

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Bianchina, bianchini e nerini.

16 Giugno 2005 4 commenti


Poichè mi viene così difficile definire una volta per tutte la cronologia delle nascite dei vari nerini e bianchini, ho tralasciato di mettere le foto dei piccirilli nei prcedenti post.

E’ la prima volta che assisto in diretta a parti plurimi…e la qual cosa, vi assicuro, non è proprio ordinaria.

Insomma sì, mi sono emozionato.

Quando, Katy, Lupetta, Rocky ed io, siamo tornati alle 21.30 a casa dal parco (in cui eravamo stati volutamente a lungo per lasciare in pace la Bianchina), abbiamo scoperto che lei, verso le 22, in salotto, con la sola compagnia di Buck, aveva sfornato il primo cucciolotto nero e maschietto sopra quel cuscinone color blu scuro, dipinto di cagnolini che la mia cara sorella Manuela mi aveva regalato per depositare la Katy appena sterilizzata (sic, non lo farò più con un’altra cagnetta).

E quando, la ovvia curiosità di tutti verso l’accaduto mi ha costretto a separarli da Bianchina.

E quando lei ed io, in una splendida nottata di giugno, dal 4 (giorno del compleanno del mio caro fratello Giorgio), al 5 ci siamo assistiti a vicenda.

E quando, pur preparato, ho ritenuto di non fotografare ne tanto meno riprendere alcun che di ciò che di bellissimo stava accadendo per non estraniarmi dal contesto e per non invadere un fatto così naturale ed intimo.

E quando, durante la lunga e per me estenuante nottata (figuriamoci per Bianchina!), ho potuto ricever in dono una bellissima lezione di Vita: la Bianchina che, mentre partoriva contemporaneamente allattava, e mentre allattava puliva anche i cuccioli con irrefrenabile e costante dinamicità.

Incredibile, ma vero!

E quando solamente all’inizio del sesto parto, ormai consapevole che la Bianchina (come mi avevano avvertito alcune persone), effettivamente faceva tutto da sola (ma io l’ho comunque assistita), mi sono un tantino rilassato…e, dunque, ho ritenuto di poter mettere in campo la cinepresa (ben 3 parti in diretta, gli ultimi) e la macchina digitale.

E quando poi, la domenica successiva, ho visionato insieme a Mamma ciò che avevo ripreso (un vero e proprio documentario), ho potuto rivedere e riscoprire fatti e sensazioni che, nella confusione emozionale dovuta all’evento, non mi ricordavo.

Insomma per farvela breve…vi presento la puerpera Mamma Bianchina e la sua cucciolata intera, compreso Marroncino (l’ultimo cucciolotto sulla destra) il più mingherlino e che avevo già deciso di tenere con me…e il quale, purtroppo, non ce l’ha fatta…

Esperienza.
Esperienza in diretta di un episodio della Natura assolutamente coinvolgente!

E le “cose” sono appena iniziate…

Coesistono in una piccola casa, tra adulti e non, ben 13 canucci.

Please, help me!

Devo sistemare, bene, tutti gli 8 cucciolotti: 1 maschietto nero e 2 bianchi, 3 femminucce bianche e 2 nere.
E questo entro la fine di luglio, ad evitare che Bianchina soffri più del necessario per il distacco dalle sue creaturine.

E devo sistemare, bene, anche un bel meticcio di un tipo raro di pastore belga, raccolto il 29 maggio 2005, nei pressi di casa mia: Rocky, 1 anno, tutto pelo ed abituato a stare con gli umani e gli altri cani…

Ed allora: please, help us!

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Bianchina 16 – 5 giugno 2005 ore 5.45

12 Giugno 2005 1 commento

Ed infine lei, la nona creaturina. Colei la quale, in grossezza, spodesterà il maschietto nero primo nascituro. Anche lei ‘na pecorella!

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Bianchina 15 – 5 giugno 2005 ore 2.45

E’ un altro maschietto, l’ottavo Re di Roma, bianco e grossetto e con il pelo ondulato. Una micro pecorella!

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Bianchina 14 – 5 giugno 2005 ore 2

Nasce il settimo/a, bianco/a con orecchio nero.

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Bianchina 13 – 5 giugno 2005 ore 0.50

Nasce la sesta cucciola, nera con zampette marroncine.

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Bianchina 12 – 4 giugno 2005 ore 23.15

Certo sto pc che si impalla spesso fa passare davvero la voglia! E chissà che combinerà per l’inserimento delle foto…
Viene alla luce la quinta, nera con macchiolina bianca.

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Bianchina 11 – 4 giugno 2005 ore 23.03


E’ la volta del quarto/a, bianco/a.

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Bianchina 10 – 4 giugno 2005 ore 22.53


Nasce il terzo, veramente mingherlino rispetto ai primi due ed è nero, così almeno sembra…

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Bianchina 9 – 4 giugno 2005 ore 22.26


Nasce la seconda, bianca con una macchietta nera.

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Bianchina 8 – 4 giugno 2005 ore 22.11

12 Giugno 2005 1 commento


Bianchina: E’ il mio primo capolavoro! Un maschietto nero nero!
Gli altri in coro: Ooooooooh!

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Nel frattempo

Dalla cucina L. : Ciurma di cagnacci il rancio è pronto!
Dal salone Katy, Buck, Lupetta e Rocky: Bau eccoci!
Dal salone Squit…
Dalla cucina Katy, Buck, Lupetta, Rocky e L. : Squiiit?
Tutti in salone attorno a Bianchina.

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Bianchina 7

12 Giugno 2005 1 commento


Rocky: Dimmi Lupetta, tu che ci sei già passata, ci sei passata, no? Quanto tempo ancora occorre?
Lupetta: E già, ci son passata e proprio per questo so come va. Ma so anche come potrebbe finire…

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Bianchina 6

12 Giugno 2005 1 commento


Buck: Hei ragazzi quì è ancora tutto tranquillo. La gravida è sotto controllo e, per ora, niente!

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Bianchina 5


Lupetta: Ehi Katy, il capo branco ci chiama!
Katy: Dai Lupetta zampettiamo veloci, forse siamo già zie!

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Bianchina 4


Rudy: Ehi Rocky, sono le 21 di alle tue ragazze che forse è ora di rientrare a casa.
Rocky: Hai ragione, forse a quest’ora Bianchina ha già fatto tutto. Bau girls bau, come on with me!

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Bianchina 3

10 Giugno 2005 3 commenti


Katy, Lupetta e Rocky: Tranquilla Bianchina. Oggi pomeriggio noi 3 andremo al parco e torneremo tardi. Vedi tu…
Buck: Io resto di guardia e ti faccio compagnia, ti và?
Bianchina: Bau bau!

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Bianchina 2


Bianchina: Sono le ore 6 del 4 giugno 2005. Ora sono stanca, e stranita. Ho solo voglia di riposare. Il mio ventre è gonfio, i miei cuccioli attendono di nascere.

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Bianchina 1


Bianchina: Bau a tutti! Sono le 2 del mattino del 4 giugno 2005. Durante questa notte sembra che debba succedere qualcosa. Qualcosa che ho già provato tempo fa.

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Forse ci siamo, dai Bianchina!

4 Giugno 2005 5 commenti


Vedrai, andrà tutto bene.

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Rocky

1 Giugno 2005 5 commenti


29 maggio 2005

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8 cuccioli meticci di Dalmata da sistemare bene.

30 Maggio 2005 4 commenti


E sì, sono Bianchina o Blanche.
Sono rimasta incinta, sono stata scaricata sulla via Tiburtina, sono stata raccolta e accolta a casa da Katy, Lupetta e Buck. Mi è stata fatta un’ecografia e…e aspetto. Aspetto che loro, i cuccioli, tra un pò nascano, forti e sani.
Per il resto poi, mi affido a tutti voi!

Bianchina – Blanche

29 Maggio 2005 6 commenti


24 aprile 2005

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Ciao Lilly: salutami Lady, Billy e la gattina Sissy

29 Maggio 2005 4 commenti


8 marzo 2005

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Katy, Lilly. Polly e Lupetta

29 Maggio 2005 1 commento


E così, mio fratello Giorgio ed io, in una settimana abbiamo raddoppiato le cagnoline: alla Lilly, che ricevette “in dono” nel 1991, nel giorno del suo compleanno, Giò ha affiancato la piccola Polly, trovata per strada bagnata fradicia, in quella inaspettatamente piovosa domenica del giorno 13 dicembre 2004; io, invece, alla Katy, che trovai sulla via Cassia il dicembre 2003, ho affiancata la Lupetta, tolta dalla via Tiburtina, il 20 dicembre 2004.

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Lupetta


20 dicembre 2004

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Cara Verità

15 Maggio 2005 15 commenti


Cara Verità,
è da un pò di giorni che ho letto il tuo post, ma solo oggi mi viene l’impulso di scriverti.
E devo anche dirti che, conoscendo il tuo recapito telefonico, trovo un tantino strano che io ti scriva invece di chiamarti e sentire la tua voce.
Ma credo che, se ciò avviene, ci sarà un motivo. Come per tutte le cose.

Sono sincero: ti ho conosciuta in questo contesto e, come altri blogger, ho avuto la percezione di comunicare con una Persona sensibile, altruista e coraggiosa. Ma anche tenace, forte, quando per forza devi essere forte, e dotata di bei sentimenti.
Ho potuto constatare che sai entrare, sai immedesimarti nelle vicende del prossimo e, proprio per questo, sai come individuare le giuste parole, i riferimenti appropriati e, dunque, creare l’atmosfera adatta perché, quel prossimo, non si senta più solo ma, anzi, capito, compreso, aiutato.

Questo è quello che ora mi viene da scriverti. Per telefono credo che sarebbe stato diverso. Vedremo, quando ti chiamerò.

Ora, al di là di questi spontanei pensieri…altro non mi sento di aggiungere.
Tranne una cosa: ti sono vicino.

Lorenzo
Riferimenti: Il Blog di Verità

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Fede, Pace, Unione, Sofferenza, Coraggio, Speranza.

7 Aprile 2005 16 commenti

Avevo deciso di stare in mezzo alla Gente.
In mezzo a quel popolo di pellegrini e fedeli giunti a Roma da ogni parte del mondo.
E questo mi bastava.

Volevo cioè semplicemente cercare di capire cosa spingeva centinaia di migliaia di persone di ogni età a muoversi, ad andare…ad andare a dare l’ultimo saluto a Giovanni Paolo II.

Non ho mai incontrato di persona il Papa.
In questi ventisette anni di pontificato avevo pensato di incontrarlo, di vederlo anche da lontano ma non l’ho mai fatto.
E non l’ho fatto anche perchè mi bastava sapere che lui era là, che lui c’era e agiva.
Lo seguivo cioè da lontano, informandomi di tanto in tanto, attraverso la radio, la tivvù o tramite i giornali, circa la cronaca del suo agire, l’esplicazione dei suoi pensieri e le sue immagini.

Dunque non è che lo cercassi ma lui, comunque, mi interessava.

Per questi motivi ed anche perchè sono Uomo di fede insufficiente…quando martedì scorso, alle 16.40, mi sono incamminato con convinzione per fare una lunga fila (avevo preventivato un percorso di 9 ore), ero motivato non tanto a dare il mio personale ultimo saluto alla persona del Santo Padre, quanto a stare in mezzo a quella Gente, a respirare la stessa atmosfera.

Perchè mi bastava il fatto che lui c’era stato, e che per quel lungo periodo di tempo aveva agito.

Ma il giorno prima ne avevo parlato anche con Mammà la quale allora, nel caso fossi andato veramente a salutare il Papa, mi chiese di lasciargli un pensiero anche da parte sua.
Anche Alessandro del blog aveva espresso lo stesso desiderio e così, doppiamente motivato, ho scelto quel giorno e quell’ora per mettermi in fila.

E così, dopo aver parcheggiato il mio scooter in via Vittorio Emanuele II, ho attraversato a piedi l’omonimo Ponte sul Tevere e poi, percorrendo la breve e scoscesa via di San Pio X, mi sono ritrovato in fila con tante altre persone all’inizio di via Della Conciliazione, via che conduce direttamente in piazza San Pietro ed alla Basilica Vaticana.

Avuto conferma che quella era l’unica fila, ho cominciato a guardarmi attorno e, al di là delle transenne, ho visto spiccare il colore verde giallo e quello arancione delle tute florescenti di decine di volontari, della protezione civile e dei Vigili del fuoco. C’erano anche un’automezzo dei Vigili del fuoco e due pulmini dai quali, proprio in quel momento venivano fatte scendere due persone in carrozzella.
C’erano anche alcuni rappresentanti delle Forze di Polizia.
Alle loro spalle, a fianco di un’edicola, erano accatastate due o tre montagne di bottigliette d’acqua. La donazione di queste bottigliette di color verde chiaro sarà una costante che accompagnerà il corteo lungo il percorso.

Sono compiaciuto, noto che c’è ordine e organizzazione.
Dalla fila, che nel frattempo aumentava alle mie spalle, scorgo lontano ma sento vicina la Basilica di San Pietro.
Il sole è tiepido e c’è un bel venticello che sorvola il Lungotevere e i suoi dintorni.

In fila serenamente dunque, mi stavo avviando ad iniziare quella che consideravo come una sorta di affollata maratona, lenta ma inesorabile, e quindi per me e per tanti come me, particolare ed unica quando a un tratto delle grida in coro ci hanno fatto volgere l’attenzione al di là delle teste delle persone che ci stavano davanti: in quel momento, a poca distanza da noi, un gruppo di qualche centinaia di persone, giovani e non, stava entrando di corsa per via Della Conciliazione in direzione della Basilica, sbracciandosi di gioia e di entusiasmo!

Contagioso.
Ohibò, ho pensato, se è così facile, se siamo già arrivati!
Ma ancora non avevo compreso…

Dopo quest’attimo di sana euforia, la fila in cui mi trovavo ha preso a muoversi ma…ma in direzione opposta al piccolo e movimentato corteo appena passato!
Che succede? Dove stiamo andando? Via Della Conciliazione è a sinistra, noi perchè andiamo a destra?

Guardando la Basilica, a destra e all’inizio di via Della Conciliazione c’è via della Traspontina.
Contrariato e un pò stupefatto seguo gli altri per non rimanere indietro.
Stranamente questa viuzza non è affatto affollata, e seguendo insieme agli altri a passo accelerato il percorso transennato ci ritroviamo a dover svoltare a sinistra nella piccola via Borgo Pio, una delle vie più antiche e caratteristiche della Roma papalina, piena di negozietti e abitazioni e, da svariati anni, area pedonale.

Ma non siamo soli, non siamo affatto soli!

Ecco dov’è la vera coda del corteo, una fiumana umana più o meno accalcata lungo tutta la stradina ed i marciapiedi di destra e di sinistra, sparsa dappertutto tranne che sopra i tetti delle poche macchine parcheggiate o sui pochi tavolini dei bar…

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Ciao Giovanni Paolo II, Papa unico!

1 Aprile 2005 14 commenti
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Il garagista notturno

15 Marzo 2005 29 commenti

Luigino, Gino.
Così si chiamava quel giovane e intraprendente titolare di un’autorimessa che, per tre anni, mi dette l’opportunità di lavorare.
Era sposato e quando lo conobbi aveva già due figlie.
Il terzo figlio arriverà durante il nostro rapporto di lavoro.

Da lui imparai le tecniche per sistemare al meglio le macchine dei clienti: gentilezza, precisione e organizzazione.
Così si fa, in genere, nel lavoro
Un’altra lezione di Vita.

Innanzitutto i clienti.
Disponibilità, sveltezza, gentilezza (salutare sempre per primi, buon giorno o buona sera o buona notte Signor X!).

E poi le macchine, i mezzi che procuravano da vivere.
Esse andavano trattate come delle donne, a mano e in folle, messe millimetricamente in fila una accanto all’altra per risparmiare spazio, sistemate in modo che quelle dei clienti che la mattina uscivano presto stessero avanti alle altre (e viceversa).
Ci vuole occhio, l’occhio diventa esperto e ci vuole il tempo giusto, niente fretta altrimenti può accadere che…una strusciatina…e allora addio alla paga giornaliera.

Ma il mio Capo, attento, sveglio ed equilibrato non drammatizzava anche perché, alle volte, con un po’ di pasta abrasiva…il piccolo danno si poteva risolvere.
Ma era comunque attento il mio Capo, e questo suo atteggiamento responsabile ed esperto l’ho, in parte, recepito.

Gli accordi furono per lavorare un giorno, meglio, una notte sì ed una no per ciascuno, in modo che, alternativamente, ci sarebbero toccati un sabato o una domenica liberi ciascuno…ottimo!
L’orario era dalle 19 di sera alle 7 di mattina…ottimo!
E il garage chiudeva a mezzanotte e mezza per riaprire alle 6 di mattina…sei ore di sonno, ottimo!
All’epoca poi io abitavo in una romantica e micidialmente umida mansardina nei pressi di piazza Bologna, qui a Roma, a due minuti a piedi dal garage…ottimo anche questo!

Un garage di una settantina di macchine, una rampa molto scoscesa con una breve curva per l’entrata e chiusura a mezzanotte e mezza.

Luigi mi aveva ben avvisato che l’orario peggiore, quello di maggior traffico dei clienti era dalle ore 19 alle ore 20, 20 e trenta di sera e che dunque, soprattutto in quell’orario, non bisognava perder tempo: sistemare subito la prima macchina che arrivava, e poi la seconda e subito dopo la terza e di seguito le successive.
Ma stando molto attenti all’ordine di uscita mattutina e a non causare danni!
I clienti che fossero arrivati dopo la chiusura potevano lasciare la macchina, chiusa e con il freno a mano, sulla rampa d’accesso e gettare le chiavi all’interno del garage attraverso una fessura in modo che la mattina il garagista di turno avrebbe potuto “ricoverarla”.

E sapete dove si dormiva?
Dove dormiva il garagista notturno?
In uno splendido appartamento di tre vani, la cui entrata era all’inizio della rampa e le cui finestre affacciavano al garage.
Nella prima stanza c’erano una scrivania, una sedia e persino la tivvì.
Nell’altra c’era un bel letto con un comodo materasso, l’angolo cottura e infine c’era il bagno, ma quello che più gradivo era il fatto che c’erano anche il riscaldamento e l’acqua corrente! Cose che nella mia mansardina erano off limits.

All’epoca ero ancora studentiello fuori corso fuori Università e mi portai dunque un libro da studiare…le intenzioni erano buone ed anche le condizioni (quella bella scrivania!) però…però poi, quando mi accorsi che durante l’orario di lavoro l’arrivo di clienti non mi permetteva di concentrarmi nello studio e poi e poi, la notte, dopo il lavoro mi distraevo con un po’ di tivvì e poi e poi, chissà perché, mi veniva sonno…insomma, bè, forse c’era anche poca volontà ma molto sonno sì!

E venne la prima notte per me.
E durante quella notte accadde qualcosa…
Che dire, è vero che le esperienze sono l’alimento base per imparare però, Dio santo, ma proprio la prima notte!

Ero emozionato ma contento come un ragazzino.
Un ragazzino cui si era data una responsabilità ma anche pattuito una certa paga.
Vabbè, per farla breve (scherzo, eh!), cominciai a sistemare ad una ad una le macchine dei clienti che mano a mano o tutte insieme entravano in garage e lì primo problema: ma chi conosceva tutti i tipi di marce? Ma dov’è la retromarcia di questa Renault! E quest’altra Fulvia come ingrana la retromarcia? Ma no questa è la prima, forse spingendo a L avanti, a destra o a sinistra? O a 7 indietro? Oppure come? Azz, era alzando in sù, e chi l’avrebbe pensato!
Panico, piccolo panico.
Bisognava imparare in fretta altrimenti le macchine si accavallano, i clienti scendevano, salutavano e se ne andavano.
Ma quel signore lì a che ora esce domani mattina? E quell’altro cos?ha detto, a che ora? Questa macchina mi ha detto Luigi và via prestissimo, prima fila! Quest’altra esce solo la domenica, giù in fondo! E quella laggiù? Boh! Per ora la sistemo qua…
Madonna che casino! Sicuramente qualcosa ho sbagliato, vabbè imparerò, cacchio! Ci tengo a questo lavoro e, soprattutto, mi serve assai…

Abbastanza bene, direi, come prima notte.

Era già arrivata l’ora di chiudere, vabbè, pensai di tenere aperto un quarto d’ora in più, per i clienti ritardatari, per i clienti di Gino.
E’ uno sbaglio, mi dirà poi lui la mattina dopo: disponibili sempre, ma sino ad un certo punto. Altrimenti il cliente si abitua (non tutti) e poi, poi lo pretende e poi, poi si deve anche riposare.
E già, l’esperienza!

Ma io ero eccitato, non avevo sonno, ero contento di me ed anche dell’ambiente.
Un lavoro già svolto precedentemente ed anche successivamente in altri garage ma mai più a queste condizioni! Un’attività a contatto anche se breve con le persone, clienti di un certo tipo, datore di lavoro buono ma attento, molto attento e…e appartamento con letto, riscaldamento, acqua corrente e tivvì! E il giorno dopo si staccava alle 7, si faceva una bella doccia calda nella mia vicina mansardina e poi via di nuovo…che vuoi di più dalla Vita!

Ecco, appunto.
E venne il momento di abbassare la saracinesca e di salire su, in appartamento.
Non mi parve vero.
Era proprio casa e bottega.
Mi trastullai con la tivvì e poi, quando mi accorsi che stavo stramazzando dalla sedia…mi tuffai nel lettino dolce e morbido, con un materasso ancor più meglio assai di quello della mansardina e in un locale finalmente caldo.

Buona notte!
Sveglia alle sei meno un quarto.

Mi svegliai un po’ prima e poiché per essere in piena forma avevo già smesso di fumare (28 febbraio 1983 e la cosa andò avanti per 17 anni), dunque, dicevo, non mi preparai l’ovvio cafè…mi sciacquai soltanto le mani e il viso ed aprii finalmente la porta a vetri opachi dell’appartamento che dava sulla rampa.

Ah, che bella giornata!

Come aveva previsto Gino c’era una macchina alla fine della rampa.
Era scura, quasi nera, forse era una Saab, forse una specie di Porche.
Mi avvicinai, dovevo aprire il garage e toglierla da lì ma cosa vidi?
Il finestrino anteriore sinistro era scassato! Vetri per terra e vetri sul sedile.
Rimasi sconcertato.
Qualcuno aveva tentato di rubarla, o di rubare l’autoradio e proprio sotto il mio naso!
Cambiai improvvisamente umore.
Una sorta di blocco, non seppi cosa fare.
Preferii non spostare la macchina, aprii il garage e attesi l’arrivo di Gino.

Gino, oltre che molto attento e sveglio, era previdente, molto previdente.
Essendo abituato ad alzarsi presto, essendo il titolare del garage, essendo puntuale ed essendo soprattutto il mio il primo giorno di lavoro… arrivò prima, molto prima delle 7.

Gli detti subito la brutta notizia.
E anche qui fu per me un’altra sorpresa poiché lui non si scompose più di tanto…e poi capi perché.
Lui, garagista da non molto tempo ma evidentemente più esperto e svezzato di me…sapeva che certe cose accadono, potevano accadere.
E dunque, essendo poi la macchina rientrata dopo la chiusura del garage…non vi era una sua (mia) responsabilità diretta dell’accaduto.
Altra lezione di Vita!
Rimasi un po’ perplesso ma mi affidai alla sua esperienza, alla sua praticità e, dal punto di vista umano…anche alla sua comprensione…

Tre anni.
Tre anni a giorni alterni mi legarono a quel garage di medie dimensioni, a quelle macchine, a quelle poche moto ed ai loro clienti.
E soprattutto a Gino.

Tutto, più o meno, si svolse con una certa regolarità (più o meno…).

E tanti e variegati furono i fatti e i fatterelli di questa esperienza lavorativa.
Fatti, esperienze ed emozioni che poi rimangono in quel prezioso archivio che è la nostra memoria.

Tra questi episodi mi piace ricordarne almeno uno.

In quel periodo io non avevo una macchina ma una bella moto Morini 350 sport, color rosso.
E non posso non ricordare questo aneddoto legato anche, direi soprattutto, a Gino.
Gino possedeva un Mini Minor 1100, color azzurro, che teneva con grande cura.
I sedili erano in morbida pelle nera, le luci dei fari erano analogiche ed aveva anche uno stereo e casse potenti.

Ebbene, un giorno conobbi una bella ragazza…
E allora, un altro giorno la invitai…
E quando ne parlai con Gino sapete cosa mi disse?
Ma prenditi la mia macchina, no? E non farla aspettare!
Gulp!

E così andai all’appuntamento con quel gioiellino di macchina, feci entrare quella bella ragazza in quel salottino così ben arredato e confortevole…e, parlando e ascoltando musica ad hoc, dopo cena…andammo sù, nella mia mansardina…

Quel Mini poi, divenne la mia macchina…per dei bellissimi sei lunghi anni.

Dicevo (cioè, ho scritto) che in quegli anni tutto, più o meno, si svolse con una certa regolarità (più o meno…).

Fino a che.
Fino a che, un brutto giorno, meglio, una brutta sera…

Quel lavoro lo facevo perché, diciamo così, “ne avevo bisogno”.
Poi perché, potendo dormire la notte, il giorno potevo esercitarne un altro…

Ma, vuoi che forse avevo abusato della mia energia giovanile, sia fisica che mentale, vuoi che in fondo la mia Vita era fatta di lavoro e riposo, riposo e lavoro, cioè poco tempo per il tempo libero…fatto sta che, come ho scritto prima, venne quella sera…

Uno dei clienti aveva un Mercedes.
Questo cliente aveva chiesto e ottenuto da Gino di fermare la sua macchina all’inizio della rampa e non giù in garage (come facevano tutti gli altri) dunque, in questo modo, comodo comodo (sgrunt!) e senza “fatica”, lasciava la sua macchina (senza quasi mai salutare, doppio sgrunt!).
Per me era un magnaccia, comunque, sempre cliente era.

Dicevo che, probabilmente, avevo abusato.
Ricordo che quella sera ero stanco, non ricordo cosa avessi mangiato, lì nello “studio” dell’appartamento e al calduccio ma ricordo molto bene cosa bevvi.
Bevvi “del” vino, del vino rosso in uno di quei grossi bicchieri con manico per birra…birra grande.

Sentivo, sapevo di essere abbastanza stanco ma alla stanchezza sopraggiunse, inconsapevolmente, anche un certa mancanza di lucidità…

E giunse anche quel cliente con la Mercedes che, come al solito, parcheggiò all’inizio della rampa del garage, di fronte alla porta dell’appartamento dove io mi trovavo in quel momento.
E, come al solito senza salutare, se ne andò.

Non ricordo se pensai di lui qualcosa o meno…(penso proprio di sì), fatto sta che mi adagiai pesantemente nella sua macchina.
Le chiavi, naturalmente, erano nel cruscotto ma non avviai il motore.
Sganciai il freno a mano e mentre il pesante mezzo iniziava la discesa cominciai con il piede destro a frenare.
Ma non frenava il freno, i freni non funzionavano.
Ebbi un breve tratto di lucidità, come se mi avessero gettato dell’acqua gelida in faccia.

Il garage a quell’ora era aperto, la serranda cioè, era alzata.
Il “quesito” era: tentare di entrare di corsa con la Mercedes nel garage o terminare la corsa in faccia al muro esterno?
Optai per quest’ultima “soluzione”, per fortuna.

Era un Mercedes, non nuovo ma tenuto abbastanza bene.
Era un Mercedes color grigio azzurro metallizzato.
Quel Mercedes sopportò il forte impatto e con esso anch’io.

Digerii tutto il vino.
Ai fumi e alla stanchezza subentrarono una rabbia ed un’angoscia mute.

Avevo sì commesso, durante quegli anni, qualche danno: qualche fanalino rotto, qualche strusciatura di carrozzeria, qualche macchina messa nel posto sbagliato, qualche dormita oltre l’orario, qualche parola di troppo ma questo no, questo era davvero troppo!

Avevo capito che oltre al danno enorme, era giunta per me la fine di un lavoro che sì mi stancava, ma a cui (ancora) tenevo.
E questa sensazione era dovuta non tanto e non solo al pensiero di un giusto licenziamento, quanto all’idea che oramai io ero inadatto a questo mestiere.

Cos’era successo?
Qualcuno l’avrà già intuito.
La Mercedes era naturalmente un diesel e, come tutti i diesel, se non viene avviato il motore non frena!

Ma ormai era tardi…

Freddamente e consapevole di ciò che avevo arrecato al mio datore di lavoro “ricoverai” l’auto all’ entrata del garage, attesi gli ultimi clienti e poi, all’ora solita, chiusi la saracinesca.

Non avvertii volutamente Luigi.
Non per paura di dirgli cos’era successo o per le conseguenze che ne sarebbero derivate, ma in quanto pensai che svegliare una persona che aveva moglie e figli per una cosa che tanto quella notte non si sarebbe più potuta sanare, e che da lì a qualche ora sarebbe venuta a darmi il cambio…era perfettamente inutile ed anzi avrebbe fatto dispiacere di più.

La mattina dopo, come al solito puntuale, arrivò Luigi a darmi il cambio.
Sorridente e attivo come sempre e, com’era spesso solito fare, con due cornetti freschi apposta per me…

Quando gli dissi del fatto…dal suo volto e dalle sue espressioni ebbi conferma della estrema gravità della cosa.

Allora fu che mi sentii veramente un imbecille.
Ed anche impotente a sanare quel danno, e quella situazione.

Non mi licenziò, Luigi, ma disse che d’ora in poi avrebbe fatto da solo.
Giusto, sacrosanto.

Amarezza per la mia imbecillità ma anche per aver creato questo grosso problema a Luigi, a Gino.

Passò qualche giorno di riflessione…diciamo così.
Poi proposi e convinsi (almeno all’inizio) Luigi a continuare a lavorare per lui.
Ma stavolta gratis, fino a quando con quella che era la mia remunerazione io non avessi risarcito totalmente il danno.

Luigi diciamo che accettò, per un periodo, se non altro per riposarsi un po’(è pesante fare il garagista giorno e notte!).
Ma i rapporti, la situazione e lo spirito di entrambi erano mutati.
Per forza di cose.

Così un giorno Luigi, detto Gino, mi disse che così non poteva più continuare.
Che non era neanche giusto che io lavorassi per niente e che, comunque, preferiva cavarsela da solo.

Da una parte mi spiacque, non mi si dava più la possibilità di rimediare.
Ma d’altra parte è stato meglio così poichè, anche in seguito a quel fatto, a quella stanchezza che prima era solo fisica, era subentrata in me anche una certa forma di stanchezza mentale.

Scelse o dovette decidere in questo modo Luigi, e niente mi chiese mai come risarcimento.
Né io lo risarcii in alcun modo.

Esperienza.

Stavolta esperienza sulle spalle di qualcun altro anche se…anche se una mia sagace amica dell’epoca mi disse che: no, non può non esserci l’assicurazione in quel garage. L’assicurazione ci deve essere per forza e l’avrebbe sicuramente risarcito, se già non l’aveva fatto, stai sicuro!

Ma, come si dice, moralmente e non…mi sono sentito più o meno sempre in debito con Luigi, detto Gino.

Poi il tempo, naturalmente, attenua certi stati d’animo e cancella certe situazioni di fatto ma il raccontar oggi quella bella esperienza lavorativa mi ha lasciato un po’(solo un po’) d’amaro in bocca…

Ciao Gino,
quanti figli hai oggi, e quanti nipotini?

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Perché preferisco ciò che può unire.

19 Febbraio 2005 23 commenti

Rileggendo l’intenso commento di Roberto al post precedente, mi sono tornati in mente episodi ed esperienze che ho vissuto e che mi hanno indotto, nel tempo, a rivolgere le mie energie e i miei interessi verso ciò che può unire (in genere) le persone, piuttosto che dividerle.

Si tratta, ad esempio, dei contrasti che sorgono o possono sorgere in ambito famigliare, in quel periodo di età del giovane figlio (dai 13 ai 18-21 anni, più o meno) che contraddistingue o può contraddistinguere un certo atteggiamento di questo alla ricerca della propria identità, della propria crescita e di una propria autonomia e che si può porre in antitesi (non sempre) con il modo di pensare, l’educazione e l’esperienza del proprio genitore.

Il ragazzo capta, recepisce elementi e fattori provenienti dalla propria famiglia, li assimila e poi, con il confronto e le esperienze acquisite tramite le realtà esterne ad essa, si forma, si forgia, insomma cresce.

E fin qui…

Si dice che il bambino possiede una propria personalità già nel ventre della propria madre e che formerà, invece, il proprio carattere in base alle circostanze esterne, alle esperienze vissute.

Dicevo di alcuni episodi ed esperienze che ho vissuto.

La Politica.

La Politica è capace di dividere i membri di una stessa famiglia.

Tenendo conto che ai miei tempi (ed anche prima) la Politica era fortemente ideologizzata, che “conquistava” milioni di persone di ogni ceto ed età, quella Politica entrava con forza anche nelle famiglie, ovviamente.

E dunque, nel mio caso, cioè nella mia famiglia, convivevano due generazioni che avevano vissuto o stavano vivendo una stagione, meglio, un lungo periodo di ideologia politica.

La Politica non è solo l’espressione di idee, magari diverse e contrastanti ma è, soprattutto, l’energia, la benzina che fa muovere migliaia di soggetti per cambiare, per conservare, per decidere.
Decidere, cioè governare una città, una regione, un paese intero.

Solo che, nel mio caso, mio Padre pur avendo vissuto in un periodo per l’Italia intera molto particolare: il fascismo, la guerra e il dopo guerra, non si è mai sognato di influenzarmi anzi, ha voluto saggiamente tenere fuori la Politica o qualsiasi ideologia dalla propria famiglia.

Ma questo l’ho capito nel tempo.

Al tempo invece, io, giovane imbelle e un po? ribelle…piano piano ho recepito ciò che all’esterno della mia famiglia si stava respirando: forti contrasti, generazionali e non, tra persone, ripeto persone, fortemente ideologizzati.
E “vittima” né è stato anche mio Padre.
Il quale però sopportava, meglio, mi sopportava perché capiva ciò che io poi, capirò più tardi.
Un conto è la Politica, un conto è la propria Famiglia e gli interessi di questa da tutelare!
Ma lui era Genitore, uno dei tanti, che aveva già avuto l’esperienza di conoscere la forza, non sempre la ragione, della Politica e che comunque, al di là di questa, per la sua natura responsabile, come marito e come padre non intendeva certo farsi condizionare dall’esterno, né condizionare i membri della propria famiglia.

Per cui mi sopportava, cercando non di convincermi ma di spiegare le ragioni per cui non bisognava fare di tutta un erba un fascio (quest’ultima non è stata mai una sua espressione ma il senso, ho capito e ho recepito successivamente, era quello).

Il buon senso, il buon senso nelle cose della Vita.

Anche nella mia giovanile esperienza di convivenza entrò la Politica.
E quindi vissi personalmente, da pari a pari con la mia ragazza, l’influenza della Politica.
Quella esperienza mi fece fare il primo passo avanti: la Politica non deve dividere due persone, la politica deve restare fuori. Alla Politica decisi di porre un limite, quel limite.
In altre parole preferisco un buon rapporto umano (amicizia, amore e quant’altro) che la Politica, anche se questa fosse condivisa.
Anzi, proprio per la mia natura, mi piace la diversità nel rispetto, senza pregiudizi né prevaricazioni.

Ditemi, chi può dire di avere la Verità in tasca?
Nessuno!

Si può essere simpatizzanti o meno, tendenzialmente di una idea o di un’altra ma (e qui finisco volentieri di scrivere di Politica…), ma con sagacia, ragione e apertura mentale.
O no?
Bah, scriverebbe Giano…

La Fede o la Religione.

Anche qui: eravamo tendenzialmente cattolici (siamo in Italia, conviviamo con lo Stato Vaticano) ma mai in famiglia si è degenerato in un’ortodossia bigotta e presuntuosa, tutt’altro.

Il buon senso…il rispetto del prossimo.

Un altro episodio di gioventù mi fece intendere come possa essere stupido l’Uomo, o come possa farsi condizionare.

Palio di Siena, 2 luglio 1975.

Lì, frequentando quella bella cittadina colta e ricca, conobbi del Palio: della magnificenza e cura con la quale si prodigavano i senesi delle varie contrade nei preparativi, delle tavolate fornite di ogni ben di Dio che si formavano in quei deliziosi vicoli, della bellezza e superbia di quei magnifici cavalli, lustrati a lucido, adorati e tenuti in palmo di mano dai contradaioli…

Ebbene in quei giorni seppi anche che se i genitori di una stessa famiglia appartenevano a due contrade diverse e tradizionalmente “nemiche”, questi si dividevano, si scontravano, si accanivano uno contro l’altra.
Con un tifo ed una esasperazione altro che da stadio!

Lo stadio, il calcio.

Credo che a questo punto sappiate già come la penso ma voglio raccontarvi l’ultima volta che andai allo stadio Olimpico, qui a Roma, soprattutto per vedere i nuovi lavori di copertura.
Vi andai con mio nipote Daniel, un bravo ragazzo lavoratore e uno sfegatato tifoso romanista.
La squadra avversaria era inglese.
Curva sud, naturalmente.

Ebbene, da quel che ho visto, da quel che ho capito lo spettacolo non era quello in campo ma…ma quel gruppo di giovani facinorosi e agitati che, appiccicati alla rete giù in basso, ad ogni mancata occasione della Roma si accasciavano per terra con sceneggiate da melodrammone drammatico urlando disperati: nooooooooooooooooooo!, maledicendo l’arbitro e gli schifosi Inglesi e rivoltandosi poi, afflitti e schizofrenici, verso di noi che stavamo seduti e noi, da parte nostra, ad imprecare e ad agitare le bandiere e, stando in piedi sui sedili, a battere all’unisono e sempre più forte i piedi e ad inveire a nostra volta.
Io, ovviamente, ho beccato una di quelle aste di bandiere sul naso.

Ma io dico…ma che cazzo siete venuti affà!
Ma andatevene affanculo!

Vabbè lo so, ho trasceso.
Dopo stò attacco de parolacce (quando mi incazzo scrivo romanaccio), dunque dicevo, tutto questo per dirvi che: ma a me che me frega di stà incazzato, chi m?ho fa fà?

La Vita è una sola e me devo pure arrabbià?

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Poesie dedicate al Padre

19 Gennaio 2005 62 commenti


Prendo in prestito alcune Poesie dedicate al Padre dal sito indicato dal nostro Roberto.
http://www.luigiladu.it/
Coincidenza vuole che l’autore del sito sia Sardo, ed anche la maggioranza dei Poeti (e che Poeti!).
La Sardegna, Cagliari, dove dovrei (vorrei) andare a lavorare…
Se volete contribuire con altre Poesie o dediche o aneddoti relativi al Papà…mi farebbe piacere leggerli.
Buona giornata a tutti!
Lorenzo

A mio padre

Se dovessi dipingerti

non farei il tuo ritratto.

Disegnerei

il tepore d’un abbraccio d’amore

il sorriso d’un saggio

le note

della più dolce e eterna sinfonia.

E vedrei te:

il tuo viso

il tuo sorriso.

Te

che desti

che hai dato e sempre dai

senza arraffare mai

Tu non sei come gli altri.

tu sei…di più!

Sei grande:

sei poeta.

Musicista dell’anima

scultore di parole

cantore “de sentimentos limpidos d’incantu”

di sogni

di chimere

di fresche primavere

di “mill’arcos de chelu”.

Tu sei di più:

sei grande.

Sei poeta!

Rosalba Satta Ceriale

A mio padre

Uomo introverso

ricoperto

da una poco curata

barba canuta.

Uomo accigliato

arguto.

Sei come la tua vita.

Enorme.

La tua essenza

mi affascina

e mi sorregge.

Paolo Satta

A un padre poeta

Tu semini sorrisi

anche quando traspare la tristezza

ed il volto trasuda

fatica e sofferenza.

Il tuo verso

è una stretta di mano

un incontro con Dio

un ritrovarsi

un darsi agli altri

un fermarsi ? deciso ? ad osservare

“prattas, guruttos galu a fracu ‘e fenu”

con l’occhio- terso ? di chi non sa scordare

il fresco canticchiare

“de sa prus bella e durche pizzinnia”.

Tu semini sorrisi…

rivestendo sbiaditi arcobaleni

con la luce di un cuore

che rigurgita amore

senza freno.

E se il tuo canto

ogni tanto

ha il sapore del pianto

è perché ti soffermi a rattoppare

i brandelli di vita

di chi non sa scrutare

oltre il suo io minuto

e che vende “pro nudda

peri cussos tres soddos de respiru

pro basare sos pedes propriu a chie

li catticat s’ispiritu…”

Rosalba Satta Ceriale (Budoni)

A un padre poeta 1

Che privilegio
aver vissuto accanto alla poesia!
Che ricchezza infinita
il tuo ricordo
fatto di primavere.
Il tuo volermi bene
ha riempito di favole il mio cielo.
Eri…il gigante buono.
La mia arsura d’azzurro.
La voglia di sognare.
Eri lo sguardo terso.
L’anelito dell’anima.
La brama d’infinito…
L’amore
-quello vero-
ha il tuo sorriso.
Ed il tuo abbraccio
sorregge
ancora e sempre
il mio cammino
quando l’inganno
sparge il suo veleno.
Il tuo ricordo
è tutta una poesia
…e la Poesia
-tua compagna fedele di una vita-
intinge le sue ali
nel tuo cuore…

(Tua figlia Rosalba)
giugno 2003

Rosalba Satta Ceriale (Budoni)

La Poesia che segue non è dedicata espressamente ad un Padre, ma al Poeta Tonino Ruji, che potrebbe esserlo…comunque sia è bella, molto bella!

Dopo aver visto i tuoi dipinti e letto le tue poesie…

Così ti vedo…

(a Tonino Ruju)
di

Rosalba Satta Ceriale

E’ là

nelle tue tele

che il respiro del cielo

prende per mano il cuore.

E là

la purezza del volo,

la grande tenerezza

delle case di ieri,

e i sentieri del bosco,

e il rosso dell’autunno,

i tramonti,

ed il mare,

e il “vento palpitante”,

e l’azzurra bellezza

del paesaggio solare…

E’ là

il lentischio

ed il mirto

e “i cardi e il fieno giallo”…

E’ là la luna.

La tua “luna di fonte”

…amica della vita

eterna ispiratrice di purezza.

E tutt’intorno

si muove la poesia…

I tuoi versi ribelli:

“l’ansia selvaggia

delle tue illusioni,

le tue rocce spogliate,

la chioma sciolta

della tua fontana”.

La tua magia è il canto

sommesso e lieve

“d’ansie antiche”

“di fontane assetate”

“di piogge di silenzio”

“di esplosioni di sole”.

Il tuo volare alto

il tuo planare

il tuo andare lontano

e ritornare

è qua:

dentro il cuore dell’uomo…

(I versi e le parole virgolettate appartengono a Tonino Ruju)

Quante volte papà

Quante volte papà
incerta ed insicura
ho cercato il riparo
della tua grande mano,
del tuo sorriso,
delle tue spalle protettive.

Quante volte papà
confidandoti i miei sogni
ho pensato che niente
avrebbe potuto turbarmi,
che niente avrebbe potuto
offuscare la mia felicità.

Quante volte papà
con nostalgia ripenso
a quando bambina,
mi portavi sulle tue spalle
alle passeggiate in riva al mare
ai giochi alle risate.

E’ ora che anni son trascorsi
sento nel profondo del mio cuore
che tra noi segreti non devono esserci
e tra 10, 20 30 anni sarà ancora così.

Auguri papà.

Gianfranca Ladu (26 marzo 1990)

Queste righe sono state scritte da mia figlia Gianfranca, all’ora tredicenne, in occasione del mio quarantesimo compleanno. (l.l.)

Riferimenti: Chi era Camillo Sbarbaro, il Poeta del Tigullio

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Quei bei capelli bianchi, quello sguardo responsabile…

11 Gennaio 2005 31 commenti

Sarà perchè a Roma da tanti giorni c’è un bel freddo secco, un cielo terso ed un’ottima visibilità…
E questo tempo mi fa star bene…e, dunque, mi viene da pensare alle cose belle della (mia) Vita…
Sarà l’incontro casuale (?) con lo sguardo di alcuni uomini di una certa età che mi è capitato, mi stà capitando in questi giorni di incontrare fugacemente.
L’ultimo incontro (per ora) stamani: fermo con la moto al semaforo rosso, ho osservato sulla destra un uomo di una certa età con un bel cappotto lungo color beige che attendeva anch’egli il via libera pedonale.
E mentre tutt’attorno noi, centauri e automobilisti, eravamo pronti a scattare per il verde…lui era lì allo stesso incrocio: alto, viso espressivo, molto espressivo (ah, le esperienze!), e attendeva…
Mi chiedevo se anche lui si chiedeva: “Ma dove corrono tutti?!”
Ed allora, e volutamente, mi son girato ancora verso di lui per riottenere il suo sguardo, quasi una tacita e reciproca intesa…e lui, e i nostri sguardi si sono incrociati di nuovo poi…con calma la (ri)partenza…

E’ a mio Padre che penso.

Anche lui una volta bambino, poi Uomo, e poi Genitore.

Mi dicono che (normalmente) il bambino cresce e diventa Uomo.
E Uomo significa, o può significare, che si è adulti abbastanza da essere capaci di badare a se stessi.
E fin quì…

Gli Uomini (e le Donne, è ovvio) possono diventare di fatto Genitori.
Ma alcuni Uomini, pur essendo genitori di fatto, non hanno la capacità, direi l’ulteriore crescita umana, tale da essere anche (e da sentirsi) Genitore.
Cioè colui il quale, oltre a saper badare a se stesso, ha la capacità/volontà di occuparsi anche dell’altro/a in senso lato e, specificatamente, del proprio figlio e, dunque, della Famiglia intera…

Mio Padre, e tanti Uomini e Donne come lui, quella capacità e quella volontà, quel senso del sacrificio giusto e amato, per i suoi figli e per la famiglia intera, lo aveva dentro di sè, naturalmente.

E quando gli accarezzavo quei suoi bei capelli bianchi…e scorgevo quelle tre lunghe rughe sulla bella fronte, e quell’altra lì, poco sopra dove poggiano gli occhiali…i suoi occhiali da lettura…attraverso i quali osservavo i suoi chiari occhi belli…e scorgevo quel suo sguardo così amorevole e consapevole…e poi, quella sua bocca bella e il suo sorriso dolce amaro…e quella fossettina in fondo al mentuccio…

Somigliava un pò a Vittorio De Sica, mio Padre.

La Vita, anche per lui, non è stata nè tenera nè bonaria ed i suoi figli, e i nipoti che ha potuto vedere…siamo stati le sue gioie e i suoi dolori.

Ma era, ed è, un Genitore…

Ti penso Pà.
E grazie ancora di tutto.

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Adempiere agli impegni.

7 Gennaio 2005 4 commenti

Polèmica sf. [dal greco, attinente alla guerra]
controversia o contesa, per iscritto e verbale, e spesso vivace, su argomenti letterari, artistici, scientifici, politici, sociali, ecc.
// Controversia //
N. contesa, discussione, critica, diatriba, combattimento /
polemista, polemizzare, aprire o chiudere una polèmica /
vivace, fiera, aspra, acre, cortese, disgustosa, rissosa.

Siamo in Italia, e da quando ho preso cognizione (cioè circa trent’anni fa) del modo di intendere e dell’utilizzo di questo sostantivo in Italia, l’ho tenuto fuori e lontano dai miei interessi.

In altre parole, il polemizzare italiano, lo trovo uno dei modi più sciocchi di perdere tempo.
Almeno per me, che ascolto.

In certi frangenti, mi piace la gente che parla poco, in modo sensato, con assoluta mancanza di prosopopea e col normale rispetto delle idee altrui.

Ma soprattutto mi piace la gente che compie i fatti.

Noi “poveri” umani mortali stiamo contribuendo.

Le Organizzazioni non governative ed i Governi devono agire nell’immediato, nel medio e nel lungo periodo, per risollevare le sorti della gente dei Paesi dell’Est Asiatico sopravvissuta al maremoto.

E allora…

Adempiamo agli impegni presi, e senza perderci in chiacchere!

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Umanità

31 Dicembre 2004 20 commenti

Il 26 ottobre scorso la mia tivvì ha fatto tilt.
Dopo una decina di giorni ho sentito il desiderio di vedere qualche buon film o qualche buon documentario (storico, sulla natura), ma è stato un momento, poi mi è passato.
In questo periodo ho acceso la radio, mi sono sintonizzato su Radio-rai 24, ho acceso di tanto in tanto il Pc ed ho aumentato, da due a tre, le uscite quotidiane con i miei cagnolini.
A proposito di cagnolini, alla giovane Katy che ho raccolto un anno fa sulla via Cassia e al veterano Buck, il chihuahua della povera Elena, si è aggiunta un’altra cagnolina, Lupetta, che ho raccolto sulla via Tiburtina undici giorni fa.

Non mi è mancata la tivvì, anzi.
La becero mania che vi dilaga, la iper produzione di spot pubblicitari sincronizzati che interrompono senza sosta un programma o un film (caro dignitoso Fellini…), l’informazione guidata e senza scrupoli (cari Lauretta Masiero e Federico Fellini…), mi rendono sereno nel pensiero che mi viene in mente: non ho perso niente di ché, anzi.

Non ho visto dunque immagini, né mi è capitato di vedere foto di giornali (on line e cartacei), relative agli effetti devastanti, tragici, mortali che il maremoto ha causato in quei paesi che sono lambiti dall’Oceano Indiano.
Mentre sto scrivendo ascolto una notizia che mi fa pensare: 16.000 euro in favore delle popolazioni colpite dalla catastrofe naturale sono stati raccolti dalla città di Beslan, in Ossezia?

Umanità!

E mi sento piccolo, piccolo.

A coloro che possono permetterselo…l’augurio di cuore per un mondo migliore.

A chi, in Asia o in Africa e nel resto del mondo, non ha più neanche le lacrime per piangere…le mie parole scritte non servono a niente.
Per loro possono contare solo i fatti che da parte nostra riusciremo ad ottenere in loro favore.
Da parte nostra, “poveri” umani mortali.

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Contribuire si deve!

30 Dicembre 2004 6 commenti

Contribuire si deve!
Contributi a favore delle popolazioni asiatiche colpite dalla catastrofe.

Colgo al volo l’invito di Tuppa: Basta un sms al numero unico 48580 per donare 1 euro ai Paesi colpiti dal maremoto. Il Tg1 e gli operatori mobili Tim, Vodafone, Wind e 3 insieme per soccorrere le popolazioni asiatiche.
http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,96476,00.html

Save the Children si è attivata rapidamente per assistere i bambini e le famiglie colpite dal devastante terremoto-maremoto nel Sud Est Asiatico in Sri Lanka, Indonesia, India, Myanmar e Thailandia.

In particolare, Save the Children sta provvedendo alla fornitura di ripari temporanei, acqua potabile, cibo e generi di prima necessità. Inoltre siamo attivi per il ricongiungimento famigliare dei bambini separati dai loro parenti.

Per donazioni:

- Bonifico Bancario intestato a Save the Children Italia onlus
?Emergenza terremoto Sud-Est Asia? Banca Etica – ABI 05018
CAB 03200 N. c/c 114442 CIN N

- Conto Corrente Postale 43019207 con causale “Emergenza terremoto Sud-Est Asia”

- On-line all’indirizzo: www.savethechildren.it/donazioni

Le donazioni a sostegno dei centri chirurgici e di riabilitazione di Emergency possono essere fatte tramite:

- carta di credito on-line

- c/c postale intestato a EMERGENCY n° 28426203

- c/c bancario intestato a EMERGENCY n° 713558 CAB 01600 ABI 05387 CIN: V presso Banca Popolare dell?Emilia Romagna
E? possibile scegliere la formula “bonifico bancario automatico”

- assegno bancario intestato ad Emergency (non trasferibile) da inviarsi a Emergency, via Orefici 2 – 20123 Milano.

Ricordatevi sempre di indicare i vostri dati (nome, cognome, indirizzo e numero civico, cap, citta? provincia): solo così potremo tenervi aggiornati sulle nostre attività e sull?utilizzo dei fondi.

deducibilità fiscale
http://www.emergency.it

Medici Senza Frontiere ? Campagna raccolta fondi ?Maremoto?Ccp 87486007 ? causale ?Maremoto?
Numero verde: 800996655
Donazioni on-line con carta di credit www.medicisenzafrontiere.it

UNICEF
Conto Corrente Postale n. 745000
Conto Corrente Bancario n. 000000505010 presso Banca Popolare Etica CIN M – ABI 05018 – CAB 12100 con causale “Emergenza Maremoto”.
Per donazioni con carta di credito, rivolgersi al Numero Verde 800.745.000
www.unicef.it

CROCE ROSSA ITALIANA
Conto Corrente Postale n. 300004 intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 00187 Roma con causale “Pro Emergenza Asia”
Conto Corrente Bancario n. 218020 intestato a Croce Rossa Italiana presso Banca Nazionale del Lavoro – Tesoreria Roma Centro ABI 01005 – CAB 03382
www.cri.it

CARITAS ITALIANA
Conto Corrente Postale n. 347013
Conto Corrente Bancario presso Banca Popolare Etica – Iban IT23 S050 1812 1000 0000 0011 113 – Bic CCRTIT2T84A
www.caritasitaliana.it

CESVI – che significa cooperazione e sviluppo – è un’organizzazione umanitaria indipendente, fondata nel 1985 a Bergamo, dove ha la sede centrale.

CESVI opera in tutti i continenti per affrontare ogni tipo di emergenza e ricostruire la società civile dopo guerre e calamità.
Ma soprattutto CESVI interviene con progetti di lotta alla povertà: non elemosine, ma iniziative di sviluppo sostenibile, che fanno leva sulle risorse locali e sulla mobilitazione delle popolazioni beneficiarie.

http://www.cesvi.org/donazionionline.asp

Adozioni a distanza:

http://solidaria.org/sections/sections.jsp?section=040+Adozione+a+distanza#news661

http://www.santegidio.org/it/solidarieta/minori/adoadist1.htm

http://quimamme.alcheragroup.com/articoli/6344_10_12_52.asp

http://www.chiamalafricafano.org/

Diffondete nei blog questi messaggi per la solidarietà: anche così possiamo fare qualcosa.

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Natale buooono a tutti!

25 Dicembre 2004 13 commenti
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Lady e Lilly f

23 Dicembre 2004 4 commenti


Diciamo che, anche se tardivo, il mio primo approccio con dei cagnolini non è stato poi così malaccio, anzi…Poi, durante gli anni, i mesi ed i giorni passati insieme…scoprirò cosa vuol dire avere un cagnuccio per amico…continua

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Lady e Lilly e

23 Dicembre 2004 Nessun commento


Lilly si fa sentire, cioè abbaia, quando ha fame (e quando mai!?) e quando, durante una passeggiata, vuole continuare a zampettare se ci si è fermati per troppo tempo… Lady? Lady era silenziosissima! Abbaiava solo in due occasioni: quando fingevo di lanciare la pallina da tennis e…e quando sentiva nell’aria che c’era un gattuccio nei dintorni…

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Lady e Lilly d

23 Dicembre 2004 Nessun commento


Quando diventarono adulte Lady pesava appena dieci chili…Lilly (che era, ed è, un pò più grande) cinque chili in più. E mentre Lady poteva essere un incrocio tra un volpino e una lupetta ed aveva la coda che si arricciava, Lilly sembrava assomigliare ad un cagnetto da caccia, aveva la punta della coda dura come un fil di ferro e ricurva a mò di uncino all’estremità e zampettava, zampettava, zampettava quasi senza mai fermarsi, e tutt’ora continua così, vero Giò?…

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Lady e Lilly c

23 Dicembre 2004 Nessun commento


Ambedue, è ovvio, erano vivaci e giocherellone ma…ad esempio, la Lady disdegnava l’acqua mentre la Lilly…tutto il contrario. Vero Giò? Ancora oggi Lilly se c’è una bella pozza d’acqua…d’estate o d’inverno…

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Lady e Lilly b

23 Dicembre 2004 Nessun commento


Sia Lady che Lilly giocavano con la famosa pallina da tennis ma…mentre Lilly, a tutt’oggi, conserva un vorace appetito, una fame atavica (gulp!), Lady (oh, my Lady!) era così delicatina, così raffinata e modigerata nel mangiare che, prima di (eventualmente) assaggiare, annusava con attenzione…anche se si trattava di un bel bocconcino di carne macinata fresca! Che Signora la Lady…

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Lady e Lilly a

23 Dicembre 2004 Nessun commento


Le due cagnoline andarono subito d’accordo…Ma và, proprio come gli umani! (annoterebbe sarcasticamente il Giano) e, nel breve periodo, mio fratello ed io notammo tra di loro alcune differenze, caratteriali e non…

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Lady e Lilly

23 Dicembre 2004 Nessun commento


E cosi…due piccole cagnoline entrarono nella mia casa, e nella mia vita. Non avendo, per la verità, intenzione di tenermi nè l’una nè l’altra…( io, libero e scapestrato, non conoscevo ancora i cagnucci…) per cui, il quattro giugno successivo “regalai” a mio fratello Giorgio una inaspettata (molto inaspettata…) cagnolina: la piccola Lilly, di soli due mesi…

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Lilly a

23 Dicembre 2004 Nessun commento


Infatti, dopo solo quindici giorni dall’incontro con Lady, nella notte tra il 27 e il 28 maggio 1991, fui svegliato da un lamento piccolo ma costante, continuo. Affacciato al balcone di casa non riuscivo a distinguere la direzione di quel richiamo straziante che attribui ad un micetto. Ma con le prime luci dell’alba…

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Lilly

23 Dicembre 2004 Nessun commento


Mi sembrava strano che il Pc non si fosse ancora impallato…che stress! Vabbè, comunque…Io non lo sapevo (ancora) ma da quell’anno, e per quattro anni, fui colpito da una malattia rara: la canite acuta…

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Lady g

22 Dicembre 2004 Nessun commento


Era piccola la Lady…ed era socievolissima, dolcissima e serena. Di scarpe porto il 42…

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Lady f

22 Dicembre 2004 Nessun commento


Presto mi accorsi di alcune caratteristiche di Lady, carinissime. Era socievole, molto socievole, con tutti gli umani ma in particolare con i bimbi. Quando sentiva le loro voci sottili infatti, Lady si girava gioiosa verso di loro e andava loro incontro per farsi accarezzare roteando veloce la sua coda…E come erano contenti i bimbi! Ed io con loro…

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Lady e

22 Dicembre 2004 Nessun commento


Lady era piccola sì ma aveva le zampette lunghe ed era molto agile. Ricordo che per gioco incrociavo le braccia e vi poggiavo sopra la pallina da tennis che lei, saltando da ferma, riusciva delicatamente a prendere…

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Lady d

22 Dicembre 2004 Nessun commento


Quella Villa deliziosa (un vero orto botanico!), restaurata e riaperta al pubblico dopo decenni di abbandono era il nostro campus e il nostro parco giochi. La Casina delle Civette all’epoca (1991) non era stata ancora restaurata ma anche in quello stato colpiva l’immaginazione e la fantasia perchè sembrava appartenere alle fate…

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Lady c

22 Dicembre 2004 Nessun commento


Abitando vicino a Villa Torlonia (Roma), portavo spesso la piccola Lady lì a zampettare. Ricordo bene la prima paura per Lady per l’attacco improvviso da parte di una femmina di boxer e…e il suo primo innamorato (e geloso) di un sol giorno, un barboncino nero. Tutte esperienze, per lei, e per me…

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Lady b

17 Dicembre 2004 11 commenti


Ricordo che usci prima dal lavoro per portare Lady dal veterinario. L’adagiai nella borsa tascapane che appesi al collo per averla davanti a me, montai sulla mia Vespa 200 XP, ed insieme partimmo. Quello fu il primo dei tanti viaggi che, nel corso degli anni, facemmo insieme. E Lady da subito si comportò benissimo, neanche un pò di paura…Il veterinario la trovò sanissima e disse che aveva all’incirca tre mesi di vita…

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Lady a

17 Dicembre 2004 2 commenti


E quando Lady, il 13 maggio del 1991, alle ore 13.25, si affacciò nel bar interno al mio posto di lavoro, dove io stavo mangiando il mio panino, forse solo l’apparente indifferenza dei pochi colleghi presenti mi spinse a raccoglierla…

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Lady

16 Dicembre 2004 Nessun commento


In verità da ragazzino avevo avuto la fortuna di tenere in casa dei gattucci, dei canarini, qualche pesciolino rosso ed una tartarughina ma un cagnolino no, mai…

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Cara Pralina…

15 Dicembre 2004 4 commenti


Quando ci si dedica a degli esseri viventi…
Raccogliendoli casualmente dalla strada o ricercandoli di proposito…
E li si accoglie amorevolmente in casa…
Dedicando loro anima e corpo…
Loro che a loro modo, spontaneo, autentico, vero…
Sanno in mille maniere dimostrare il loro affetto…
E che vivendo con noi ventiquattro ore su ventiquattro…
Diventano uno di noi, anzi, membri speciali della famiglia…
Cui riversare tutta o parte della nostra capacità di amare…
E che di noi conoscono ogni gesto, ogni parola, ogni segreto…

Quando condividiamo con loro la nascita, la nascita dei cuccioletti…
Osservando quei piccoli gomitoli arruffati cercare le mammelle della mamma…
Mamma sfinita che poi li lecca con amore…
Approfittando poi del loro beato e momentaneo sonno…
Per fare i bisognini e bere un poco d’acqua…
Quando iniziano a guardarsi attorno, a zampettare, a giocare…
Mostrando subito i pronti riflessi e gli occhi attentissimi…
E il corpo sinuoso, i balzi felini e gli atterraggi morbidi…
Tali da renderci un po’ invidiosi della loro agilità…

Quando diamo loro da mangiare, li curiamo, li vezzeggiamo…

Quando tutto ciò, ed altro ancora, insegna o ricorda a noi umani…
Come dovrebbe essere il rapporto tra i nostri simili, e nei confronti dei più deboli…
E che invece di combatterci l’un l’altro, pieni di rabbia o di prosopopea…
Dovremmo da loro, e dalla Natura intera prender esempio…
Quando invece continuiamo a farci del male con sorda cecità…
Non essendo più capaci di soffrire e di amare…
E ci distacchiamo dal mondo chiudendoci in noi stessi…
Quando tutte le porte sembrano irrimediabilmente chiuse…
Loro sono sempre lì ad attenderci, loro sono sempre quelli…

E quando anche loro, per un motivo non banale, ci abbandonano…
Il mondo intero sembra crollarci addosso…

Ma l’Amica Natura saprà ristabilire l’equilibrio…

Riferimenti: Il diario di Pralina

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Ben arrivata Katy

9 Dicembre 2004 7 commenti


C’era la mia amatissima Lady quel giorno con me
Quel giorno era il 7 dicembre del 2003
Quando ti raccolsi dalla strada
Sulla strada che portava al pronto soccorso veterinario
Lì, Lady fu giudicata inguaribile e inoperabile
Quel giorno piansi come un vitello
Vergognandomi di fronte ad una coppia
Di te chiesi solo che età potessi avere
Cinque o sei mesi, femmina, rispose il veterinario
Poi, insieme a Lady e a Lilly ti portai a casa
A casa, dove sino a quattro mesi prima c’era anche Billy
Dieci giorni insieme alle due sorelle acquisite
Poi Lady volò via.

Lilly rimase con noi ancora qualche giorno
Poi tornò dal mio fratellino
Rimanemmo io e te
Io un tantino accasciàtiello
Te curiosa, esuberante, piena di Vita e…
E, scoprirò presto, poco ubbidiente, anzi, per niente!
Non sono stato un bravo maestro da insegnarti cose
Quei primi mesi così importanti
Ed ancor oggi per il tuo senso di libertà, o per curiosità
Alle volte non mi dai certezza del tuo ritorno
Ma queste due righe buttate giù così
Per ricordare la dolce Lady
Son sì per te, piccola Katy
Ma anche per me.

Riferimenti: Un Amore senza…

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Ciao Meri!

4 Dicembre 2004 1 commento


Mi sono accorto che il tuo blog “non esiste più”.
Il tuo blog, con quella parte di te che hai voluto trascrivere e che ci hai fatto conoscere.
Personalmente ho ricevuto da te attenzione e partecipazione.
Attenzione e partecipazione soffuse in maniera discreta.
Discreta e sensibile come sai essere tu.
Un pensiero amico a te, cara Meri, ovunque tu sia!

Ti dedico questo secolare ulivo della tua bella Isola.

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Ciao Eduardo!

1 Novembre 2004 20 commenti


«Napule è ?nu paese curioso:»

scrisse in una delle sue tante poesie

«è ?nu teatro antico, sempre apierto.

Ce nasce gente ca senza cuncierto

scenne p? ?e strate e sape recità.

Nunn?è c? ?o ffanno apposta; ma pe? lloro

?o panurama è ?na scenografia,

?o popolo è ?na bella cumpagnia,

l?elettricista è Dio ch? ?e fa campà.
Riferimenti: Eduardo De Filippo

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Un Pensiero

29 Ottobre 2004 6 commenti


a Elena

Il giorno non è stato tenero per te
La notte forse sarà con te serena

Riferimenti: Samarcanda

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E va bene cambio foto ma…

26 Ottobre 2004 11 commenti


Va bene cambio foto ma…
…ma non l’intento.

Diciamo che smettere di fumare è:

- sinonimo di intelligenza
- un atto di volontà
- salutare
- anche un risparmio

Inoltre:

- non si puzza più (almeno per il fumo)
- non si ha più la bocca impastata
- non si intossica chi ci sta vicino

E conseguenzialmente, per recuperare…si può riprendere a fare sport!

Comunque, e a prescindere…una parolina agli Amici che passano di qui.

E’ da un po’ di tempo che vedo con distacco questo mezzo emozionale che è il Blog.
Con distacco vedo il mezzo, non le Persone che scrivono.
Anzi, sento a me vicini, quasi presenti fisicamente quelli di voi con i quali ci sono stati scambi di commenti (e che commenti!), di e.mail (molto belle) o di una semplice (e sonora) telefonata.
Tra di noi, con un variegato e personalissimo modo di proporsi, di esprimersi, ci si è scambiati notizie, fatti e fatterelli anche personali, contornati da battutine ed incoraggiamenti, moniti e consigli.
Ed opinioni ed emozioni hanno dato a questo menù la salsa, il sugo, hanno fatto cioè da collante a questa sorta di feeling comunicativo.

Bene.

In questo periodo però, pur continuando a seguire quel gruppo di blogger cui mi sono affezionato, non comunico.
E non comunico perché in questo contesto mi sento ora un pesce fuor d’acqua.
Ma mi dispiace.
Mi dispiace cioè non dare un segno a quella Persona cui, fino all’altro ieri, avevo dato spesso un segnale.

Faccio degli esempi espliciti.

Da tempo ormai il mio mouse clicca sempre in questo ordine (il mio zoccolo duro):

Meri
Zampadura
Verità
Vitty
Renata
Emilio
Rosagialla
Fragmenta
Pralina
Giano
Gennaro & Peppino
Roberto

e poi

Elena
Libero di volare
Layla
Luca

Nonostante ciò:

Meri, l’ho seguita poco.
Zampadura, da quanto è tornata non le ho scritto neanche un ciao.
Verità, non ho trovato le parole.
Vitty, leggo ma non sono all’altezza.
Renata, non trovo le parole.
Rosagialla, credo che comunque mi senta.
Fragmenta, leggo ma non sono all’altezza.
Pralina, da lei sono scomparso.
Giano, leggo, sorrido e vado avanti.
Gennaro & Peppino, quando ho visto la foto del papà e di Eduardo avrei voluto scrivere che di quella camicia bianca e di quel marmocchio sentivo il profumo, profumo di pulito. Non l’ho ancora scritto.
Roberto, simpaticissimo l’aneddoto sul fumo, ma contatti zero.
A CASSANDRO non ho più risposto.
Ecc. ecc.

Vorrei dirvi che la mia non è un’autocritica ma è una considerazione che vi espongo in modo piuttosto semplicistico ma sincero.

Come molti di noi, ho scoperto il Blog per caso.
Il primo approccio è stato piuttosto euforico, pazzoide, surreale.
Ho scritto di getto, ho letto un po’ di tutto e un po’ di tutti, idem per i commenti.
Volutamente (ma senza aver preso prima un’effettiva coscienza, e conoscenza del blog) mi sono trovato a scrivere di cose di casa mia, e a conoscere alcune vostre vicende personali.
Istintivamente o emotivamente ho risposto ai vostri commenti e ho commentato ai vostri post, ma ho avuto anche il tempo e lo stato d’animo adatti ad esprimermi in modo razionale, quasi freddo.

Per delle mie vicende personali ho avuto sostegno, solidarietà e comprensione.
E manifestazioni molto carine d’affetto, le più variegate.

Nonostante ciò ho compreso che al di là del mio monitor c’erano altre Persone come me (con sentimenti, umane ecc. ecc.) solo nel momento in cui qualcuno (più di uno) me lo esplicitò direttamente, scrivendomi attorno a questa semplice constatazione (una sorta di frustata virtuale!).

Nel frattempo una sorta di filo rosso virtuale aveva legato un certo gruppo di blogger i quali, per un motivo o per l’altro, si ritrovavano (per una sorta di tam tam conosciuto e amico) spesso insieme per commentare un post sì, ma soprattutto per partecipare a mega occasioni per divertirsi (inviti a feste non stop, accessori compresi) o a mirabili saghe marinaresche…senza età e senza preclusioni, con indimenticabili incursioni da parte di blogger arguti, frizzanti ed ironici…gli attori di questo palcoscenico virtuale hanno riso molto, e hanno fatto molto sorridere.

Poi questa compagnia si è sciolta (col tempo le cose cambiano), ed allora ogni attore si è trovato un proprio spazio personale ed un proprio ruolo nel blog.

Nel frattempo sono apparsi numerosi nuovi blogger che hanno a loro volta catalizzato un certo numero, un gruppo di blogger (la storia si ripete).
Nel legger di alcuni post di questi recenti blogger ritrovo i temi, i quesiti e i problemi di sempre, con una predisposizione in più per l’effimero, il pettegolo e un’accentuazione del truculento.

Comunque, e a prescindere…anche se vi seguo (più o meno) non mi sento certo un estraneo, ma un pò estraneo sì.

Un caro saluto a tutti.

Lorenzo

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Che sia l’ultima!

16 Ottobre 2004 15 commenti


E non è la prima volta!

Non è la prima volta che tento di smettere di fumare.

Fumare: la più grossa fesseria contro la mia Vita…e di chi mi stà vicino.

Che questa sia l’ultima schifezza che mi fumo!

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L’unica notizia che aspettavamo è arrivata

28 Settembre 2004 14 commenti

L’unica notizia che aspettavamo è arrivata.
Ci sarà tempo per ricostruire, ora vogliamo solo ringraziare tutti coloro che hanno collaborato a questa meraviglioso risultato, a partire dal mondo arabo a musulmano che in tutto il mondo, ed in Iraq, si è mobilitato in modo corale. Un ringraziamento alla società civile, alle forze politiche, alle organizzazioni religiose, alle organizzazioni della resistenza irachene.
Un ringraziamento alla società civile e alle forze politiche italiane. Un ringraziamento ai governi, a quello italiano e a quelli dell’area. Molti sono stati partecipi seguendo la linea del dialogo e della collaborazione.
Abbiamo detto all’inizio di questa vicenda che il rapimento dei nostri quattro operatori di pace era una metafora della guerra. Che in Iraq ci sono milioni di altre persone ostaggi, della guerra e della violenza, prigionieri e rapiti. Non ci scorderemo di loro, chiediamo a tutti di non scordarli.
Vorremmo sperare che anche la liberazione delle margherite possa essere una metafora della fine della guerra, e dell’occupazione, che possa prevalere anche per tutti gli iracheni la linea del dialogo e che tacciano le armi.
pubblicato 28 09 2004

dal sito http://www.unponteper.it/liberatelapace/

Le quattro persone sequestrate, tra cui le due Simona, che lavorano per Un ponte per sono state rilasciate.
Per loro ed i loro parenti è la fine di un incubo.
Per noi è una buona notizia.
Lorenzo

Confidenze ed illusioni: sulla rete con le molle!

26 Settembre 2004 14 commenti

Riprendo il tema del comunicare attraverso quelle forme che prevede il veicolo Internet, un argomento più volte trattato da più blogger.

Tema che ho voluto trattare con voi prendendo spunto da una sorta di commento/confessione di Massimo sull’uso di Internet (v. Copio e incollo da Rosagialla http://velamaremonti.blog.tiscali.it/tk1574327/#commenti).

Aggiungo anche un interessante post di Ghismunda (v. Internet deprivation http://ghismunda.blog.tiscali.it/nx1616124/)

Certo, comunicare è bello (in senso lato).

Esprimersi, confrontarsi e conoscere di opinioni diverse ed originali è utile.

Accresce la nostra esperienza e il nostro senso critico, ed accresce (ma spesso non è così) la consapevolezza che si vive in un contesto sociale variegato, molto variegato.

Questo nella Vita reale, a quattr’occhi con la Persona o le Persone, o informandosi qua e là.

E fin qui nulla di nuovo, molto di scontato.

Anche in rete si comunica.

Cosa?

Quello che si è disposti a comunicare.

C’è il Blog, in particolare questo Blog di Tiscali, che permette di comunicare scrivendo.

Scrivendo con un post su un blog “personale”, e scrivendo con un commento.

Tutto ciò che viene scritto diviene in tempo reale di dominio “pubblico”, cioè conoscibile in rete da una indefinita moltitudine di persone.

Quindi chi scrive sa già che i suoi pensieri, concetti, espressioni ed altro saranno potenzialmente conoscibili da un certo numero di persone.

Persone…

E questo è il punto, almeno per me.

Capisco la necessità ma anche il piacere di comunicare, e la comodità (nello specifico) dello strumento blog.

Si intavolano argomenti e discussioni, si comunicano fatti e fatterelli, si trasmettono sensazioni ed emozioni a più e più Persone.

Può essere anche creativo il blog e, per certi limiti, anche istruttivo.

Ma attenzione alle confidenze.

Perché se anche si scrive per se stessi e/o per avere un riscontro (per lo più positivo) da parte di chi legge, ci si espone.

E se anche può sembrare strano, qui ci si espone come nella Vita reale.

Solo che nella Vita reale si ha un confronto/scontro vero, diretto ed immediato.

Qui, il confronto è mediato.

Mediato dall’Illusione (consapevole o meno) di un principio di buona fede: che dietro ad ogni scritto ci sia una Persona per bene, che i commenti pro siano autentici e disinteressati ecc. ecc.

Alle volte, leggendo qua e là, mi chiedo se quel blogger nella Vita reale, di fronte a Persone sconosciute, avesse parlato di sé o avesse fatto una considerazione nello stesso modo e negli stessi termini in cui lo ha scritto ed evidenziato nel blog…

Alle volte sì, mi rispondo.

Molte volte penso proprio di no.

Anche a me è capitato di confidarmi.

Di esporre in rete alcuni tratti della mia persona, ed alcune mie emozioni.

E alle volte mi è capitato di farlo quasi d’istinto.

Spinto cioè più dall’emotività del momento che dalla razionalità.

E se anche sinora non ho avuto fastidiosi denigratori di sorta, mi sono comunque esposto.

Ma un po’ di prudenza non guasta, tenendo anche a mente che, sempre in questo blog di Tiscali, tutti possono scrivere di tutto (più o meno) nel più assoluto anonimato.

Anche se non li conosco, né mi interessano, vorrei fare un accenno ad altre due forme di comunicazione in rete: il messenger e le chat.

Credo di aver capito che lì, il grado di confidenza risulti maggiore, diventi più intimo.

E, viste le premesse…la domanda sorge più spontanea dello sgorgare d’un ruscello di montagna: confidereste le cose a voi più intime ad una persona di cui non avete un riferimento certo e sicuro, non sapete effettivamente chi è e che cosa fa nella Vita, e della quale non avete mai visto neanche le sue mani né il colore dei suoi occhi?

Io, con qualche e.mail, l’ho fatto.

Ma sono grande, sono uomo ed anche fortunato.

Ma soprattutto non mi sono mai lasciato andare a considerare questi aggeggi in rete sostitutivi di una sana Vita di relazione.

La mia opinione è che quello che si ritiene scritto confidenzialmente, e sottolineo scritto confidenzialmente, è riferito ad un perfetto sconosciuto.

Questo sconosciuto, e sottolineo sconosciuto, depositario non richiesto di nostre intime conoscenze…potrà farne un uso distorto in tutta la rete, e non solo.

Ragazze e ragazzi, giovani e non, vi invito dunque a fare attenzione, molta attenzione.
Ad evitare false illusioni o autosuggestioni.
E cocenti e più o meno inaspettate disillusioni.

Riferimenti: Un post di Insopportabile sui siti in rete

The end of Katy and Buck’s story on the beach – N° 18 Tramonto

26 Settembre 2004 2 commenti


Buck: Un pensiero a te…..

Katy and Buck on the beach – N° 17

26 Settembre 2004 1 commento


Buck: Katy, ma che ha combinato Lorè, ha inserito in questa storia
una foto della Montagna! Che caos!
Katy: Che vuoi farci Buck, quando uno ha una certa età…
Buck: Eh, ma guarda me come sono arzillo!
Katy: Tu sei un eccezione caro Buck, anzi l’Eccezione per eccellenza!
Sta terminando il giorno topino, tra un pò il sole tramonterà dietro quei monti, non è bello?
Buck: E’ bellissimo, cara Katy!
Katy: Domani è un altro giorno, topino mio!
Buck: Per noi sì, cara Amichetta.

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Katy and Buck on the beach – N° 16

26 Settembre 2004 Nessun commento


Katy: Guarda Buck, il nostro Amichetto è venuto a salutarci!
Cagnuccio meno giovane: Piccolo Buck, sei un testone ma anche un simpatico Amichetto. Bau bau Buck, bau bau dolce Katy, alla prossima!
Buck: Anche tu sei simpatico. Bau bau Amichetto, alla prossima!
Katy: Bau, alla prossima!

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Katy and Buck on the beach – N° 15

26 Settembre 2004 1 commento


Cagnuccio meno giovane: Ei Buck dai, tuffati con me!
Buck: Ehm, no grazie, preferisco rimanere con le zampette per terra!

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Katy and Buck: Bau Giò! – N° 14

26 Settembre 2004 Nessun commento


Buck: A Lorè, è la quinta volta consecutiva che si impalla il Pc, ma perchè non lo butti?
Lorè: Dici, Buck?
Buck: Dicio, dicio!

Cagnetto meno giovane: Ehi giovanotto, nun ce sta niente ‘a fà con me, non ci provare!
Buck: Solo una carezzina!
Cagnetto meno giovane: Sei un pò di coccio, giovanotto. Bè vado a farmi una bagnetto, tu non vieni?

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Katy and Buck: Ciao Giò! – N° 13

26 Settembre 2004 Nessun commento


Katy e giovane e meno giovane cagnolini: Ciao Buck!

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Katy and Buck: Ciao Giò! – N° 12

26 Settembre 2004 1 commento


Katy: Come dice Rosagialla, ops Giò, ed eccoci quà…cosa sarebbe la Vita senza Amici?
Giovane cagnolina: Hai ragione Giò!
Meno giovane cagnolino: Sì Giò, anch’io sono d’accordo con te!
Buck: Sai Giò io ti voglio bene, attenta però alle fregature!

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Katy and Buck solidali con Rosagialla – N° 11

25 Settembre 2004 2 commenti


Meno giovane cagnolino: Bau cagnetti, ci sono anch’io!
Katy: Bau, meno giovane cagnolino ti unisci a noi?
Meno giovane cagnolino: Ma certo, più cagnucci ci sono più ci si diverte!
Giovane cagnolina: Hei Buck ma perchè mi giri sempre attorno?
Buck: Me gusti bimba, me gusti!

Katy and Buck solidali con Rosagialla – N° 10

25 Settembre 2004 Nessun commento


Buck: Grazie Katy! Ciao ciccina, io sono Buck!
Giovane cagnolina: Hei ma io non sò niente di te!
Buck: Non ti preoccupa, bimba. Io sono esperto ti guiderò io.
Katy: Buck, mi raccomando….

Katy and Buck solidali con Rosagialla – N° 9

25 Settembre 2004 Nessun commento


Katy: Ciao giovane cagnolina, mi chiamo Katy.
Adesso faccio un fischio al mio amichetto.
Bau Buck Bauuuuuuu!
Giovane cagnolina: Ciao Katy, chi è Buck?
Katy: Ora te ne accorgerai giovane cagnolina, hai voglia se te ne
accorgerai…

Katy and Buck solidali con Rosagialla – N° 8

25 Settembre 2004 Nessun commento


Katy: Caro Buck, io non riesco a stare ferma, vado a perlustrare i dintorni.
Buck: Okey bimba, mi ascolto ancora un pò di musica e poi ti raggiungo.

Katy and Buck solidali con Rosagialla – N° 7

25 Settembre 2004 Nessun commento


Buck: Hai visto Katy come si stà bene quì?
Katy: Sì topino, c’è anche l’acqua (non salata) da bere!

Katy and Buck solidali con Rosagialla – N° 6

25 Settembre 2004 Nessun commento


Katy: Arrivo topino!

Katy and Buck solidali con Rosagialla – N° 5

25 Settembre 2004 Nessun commento


Buck: Hei Katy vieni quì da me, voglio scendereeeeeeee!

Katy and Buck solidali con Rosagialla – N° 4

25 Settembre 2004 Nessun commento


Katy: Bau bau carissima Giò!

Katy and Buck solidali con Rosagialla – N° 3

25 Settembre 2004 1 commento


Buck: Ehi Giò un bau affettuoso!

Katy and Buck – N° 2

25 Settembre 2004 Nessun commento


Katy: Eccomi quì Buck!
Siamo a settembre e questa spiaggia è tutta nostra!
Ora vado a farmi un giretto nei dintorni…

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Katy and Buck on the beach – N° 1

24 Settembre 2004 1 commento


Buck: Questa è storia di uno di nooooooooi!
Bau Katy a te!

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Aljazeera

23 Settembre 2004 2 commenti
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Adnkronos

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Rainews24

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Amnesty international

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Medici senza frontiere

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Emergency

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Le Guerre e i conflitti nel mondo

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Cecenia

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Un ponte per

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Enzo Baldoni: a zonzo per Bagdad e dintorni.

22 Settembre 2004 1 commento

Pensieri e parole profondi – II parte

21 Settembre 2004 1 commento

Dopo vari e inutili tentativi… di aggiungere altri scritti al post precedente, supero l’ostacolo creando una seconda parte.

Con gli stessi scopi, le stesse motivazioni.

Italiani sequestrati in Iraq

postato da elena

Mercoledi 14 Aprile 2004 ore 06:30:50

Ho appena sentito il TG. Quattro civili sono stati sequestrati dagli iraqeni. Li ho visti seduti per terra con in mano il loro passaporto, ho visto i sequestratori armati fino ai denti, ho sentito le preoccupate interviste rilasciate dai loro familiari. Ed ancora una volta mi chiedo: che cosa c’entra l’Italia con questa guerra che non è nostra? Perchè si mandano a morire tante persone per delle mire politiche molto discutibili, perchè si parla di pace ed invece si combatte?

E’ tutto un controsenso. La pace è un colomba con un ramoscello di ulivo nel becco non un soldato armato di tutto punto. Non ci può essere pace imposta con le armi.

E poi, cosa vogliono fare gli Usa con l’appoggio degli alleati? Non conoscono le tradizioni di quel popolo, nè la lingua, nè i loro usi e costumi…come pretendono di portare pace in una terra lontana anni luce dallo stile di vita occidentale e soprattutto dalla mentalità occidentale?

Gli Iraqeni ci considerano invasori….ma non abbiamo fatto lo stesso noi, a suo tempo, per rendere l’Italia unita e libera? Con quale diritto possiamo arrogarci il compito di mettere ordine in una terra che non ci appartiene?

Tremo per la sorte di quei quattro uomini, perchè purtroppo conosco già quale sarà la risposta del governo.

Mi auguro solo che ne possano uscire vivi. Soprattutto per le loro famiglie e per quel bimbo che aspetta il ritorno del suo papà.

Inshallah!

Ho una bambina di 5 anni

postato da Un padre

Venerdi 3 Settembre 2004 ore 23:52:47

Ho una bimba di cinque anni. Stasera mentre si addormentava la ossevavo con rammarico e dolore. Mi sono commosso nel vederla dormire come un angelo. Poi un senso di angoscia mi ha perforato la mente ed il cuore. Quello che sta accadendo nel mondo a migliaia di banbini ha dell’orrido.
Un incubo senza risvegio. Non riesco nemmeno ad immaginere l’il dolore che un piccolo ed inconsapevole angelo possa provare. Così innocente, così puro. Mi strazia, l’idea di avergli dato la vita in un inferno così atroce. Più che la vita sembrerebbe una promessa di condanna al’infelicità, all’inferno. Capisco perche molti si rifiutano di dar seguito alla loro progenie. Ci vuole molto coraggio e una dose condoderevole di altruismo misto ad incoscenza. Penso che in fondo mia figlia sia fortunata ad essere nata qui in occidente, ma non so fino a che punto questo possa garantirgli una vita felice e sana. Penso a tanti piccoli bambini simili a mia figlia che hanno toccato l’inferno in questi giorni in Russia per mano di terroristi oramai sempre più simili a dei serial killer, tutti con una valida giustificazione, con una ragione. La cui ragione sovrasta qualsiasi innocente indifeso come un bambino. Tutto ciò non é buono. Tutto ciò esce da qualsiasi logica. C’é qualcosa di perverso nell’animo umano che si placa soltanto davanti al raggiungimento ed alla soddisfazione del proprio istinto di morte.

400 morti circa!

postato da Insopportabile

Venerdi 10 Settembre 2004 ore 11:02:18

Circa è un numero imprecisato,
uno o più esseri umani
che per comodità di cronaca
vengono etichettati come circa.
Esseri umani che scritti o letti non ci fanno più paura.
La tv ci ha allontanato dalla realtà
al contrario di come faceva la radio.
Ci impressionavano quei racconti gracchianti
perchè era la fantasia che colorava il resto.
E il cervello funzionava.
Ora le slide catodiche ci arrivano agli occhi
senza passare per il cervello.
Distanti e abulici,
se vedessimo nostra moglie pugnalata alla tv
non ci preoccuperemmo.
E’ la potenza dello splatter in 2D.
Manca la terza dimensione:
La paura.

Un sincero sconforto

postato da medusa

Mercoledi 8 Settembre 2004 ore 10:23:59

Rapimenti, attentati, stragi, Ok, bisogna viverlo questo mondo.
Leggo, ascolto, mi informo.
Crudeltà, errori politici, giochi sotterranei, sottovalutazioni.
Penso, inorridisco, rifletto, considero.
Ma il mondo non mi ascolta.
Va avanti da sé, come una macchina che ormai sa dove andare (dalla parte sbagliata, però!).
E tutta la gente intorno a me (salvo poche eccezioni) ha lo stesso tipo di reazione.
E sul blog si riflette (come è logico che sia) la vita.
Chi scrive sconcertato, chi lancia accuse a questa o quella fazione politica o religiosa.
Chi specula, chi è scoraggiato, chi è sorpreso.
E chi, occupato da futili problemi legati all’essere o non essere sexy, oppure alla convenienza di indossare il calzino bianco, se ne frega.
A questo punto non so se il cervello di queste persone sia ormai fritto, oppure se sia una difesa di fronte allo schifo continuo. Se così fosse non potrei condannare certi atteggiamenti
Basta.
Qualcuno mi accuserà di cinismo, ma non ne posso più di aprire il giornale e leggere le notizie che leggo. Sono stufo.
Che a pensarci bene ci sono notizie simili o peggiori che neanche si leggono sui giornali, perché non fa comodo o non fanno notizia.
Ci sono morti di serie A e morti di serie B.
Un commento che mi ha lasciato Fede, mi ha ricordato che all’indomani dell’11 settembre si discusse se giocare o no Roma-Real Madrid, all’indomani della vicenda in Ossezia mi sembra non sia venuto in mente a nessuno di rimandare la partita dell?Italia.
Baldoni, i francesi, le due italiane, lo stesso tragico accadimento, ma diversi approcci.
Ma potrei sbagliare.
Vorrei sbagliare.
No, non mi piace.
Mi sono stancato.
Voglio sorridere.

“Due cani abbaiano alla luna” 1996
olio su tela
50 x 70

Orrori del XXI secolo

postato da Mary

Giovedi 16 Settembre 2004 ore 08:31:17

Non bastano le candele alle finestre, la catena di SMS, la grande e puntuale pietas degli italiani per non morire anche noi dentro la terribile tragedia di Ossezia.
Non assomiglia a nessun tragico avvenimento della storia. Nessun orrore può eguagliare la fila infinita di barelle e di stracci che coprono i corpi mutilati di creature innocenti.
Si parla di 400 morti, tra figli e genitori, ma 300 persone mancano ancora all’appello.
La tortura ed il martirio di centinaia di bambini di Beslan non avrà mai una vera ragione, mai un alibi, mai un perdono.
E’ difficile e doloroso pensare che c’è chi crede che la liberazione di un popolo passi attraverso un crimine così orribile.
Gli assassini (no terroristi, nemmeno guerriglieri) si sono macchiati di un delitto atroce ed inutile e si sono messi contro il mondo.
Hanno condannato a morte il loro popolo ed i loro figli spezzando per sempre una speranza di libertà. E rafforzato ancora di piùla spirale d’odio, di rancore e di rabbia.
Una follia, una guerra aperta che era l’ultima cosa che questo mondo di odio doveva aspettare.
La tragedia dell’Ossezia divide il mondo in due: musulmani cioè ceceni cioè assassini e gli altri, cioè noi.
C’è chi dice, flebile speranza, che davanti a questo terrorismo e a questi massacri bisogna sperare ed avvicinare l’Islam moderato.
Ma oggi c’è ancora qualcuno che crede all’Islam moderato?

http://lifeislove.blog.tiscali.it/dm1606679/

L’inferno!!

postato da dolceutopia

Sabato 4 Settembre 2004 ore 17:15:37

Bambini innocenti…donne inviate all’inferno…

Tutti tutti nello stesso inferno!

Rabbia, odio… e nessun timore… nessuna pietà…
tanta paura…

Da quanto tempo la gente del Est d’Europa vive nella incertezza
nel buio…

Perché i mezzi d’informazione e il mondo guarda a loro solo attraverso immagini di bimbi fatti a pezzi?! Perché non prima?! Perché si tace?

La UE tace anche adesso… non prende posizione. Perché?!

Dieci anni di guerra in Cecenia, decine di migliaia di morti e di sfollati a causa di questa guerra tra forze federali russe e milizie islamico-independentiste locali. Lo stesso tra gli scontri tra Armenia e Azerbaigian per la contesa del Nagorni Karabakh, e della Georgia contro i ribelli secessionisti dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud e ancora conflitti minori locali…mai risolti.

La storia ci racconta che questi conflitti hanno radici secolari… da quando la Russia inizia la sua la sua espansione verso sud, verso le sponde settentrionali del Mar Nero.

Soffocata dalle repressioni staliniane, la resistenza cecena si è risvegliata dopo la caduta dell’Urss sotto l’impulso di Giokhar Dudaiev, leader indipendentista degli anni ’90, ucciso nell ’96 dall’intelligence di Mosca. Figura oggi rispecchiata nel terrorista Shamil Basaiev.
Basaiev si ha servito dell’assistenza di altri gruppi terroristici come i Talebani, contribuendo così ad ampliare le ramificazioni di quella rete del terrore di Qaeda.

Nel referendum del marzo del 2003 veniva approvata la nua Costituzione che concede l’autonomia alla Cecenia, pur prevedendo che la repubblica caucasica resterà a far parte della Federazione russa. Mesi dopo in Ottobre dell 2003 viene eletto presidente Kadyrov(chi era stato nominato da Putin nel 2000 capo della amministrazione cecena). Nel Giugno 2004 Kadyrov è ucciso in un attentato. Poi il 29 Agosto viene eletto presidente il candidato del Cremlino Alu Alkhanov…

Ora…aspettiamo…

Quanto terrore ancora? Io vorrei capire meglio… sapere di più…
E domandandomi ancora perché usare bambini? Fino a dove arriva questa mostruosa sete di guerra e vendetta…questo TERRORISMO senza limiti né regole…
L’inferno!!

http://rifleman.blog.tiscali.it/bz1593753/

Pensieri e parole profondi.

20 Settembre 2004 2 commenti

Alcuni di voi sanno esprimere i propri Pensieri con parole, frasi, concetti, prose e poesie, veramente toccanti.

Ed avendo l’esigenza, la necessità di soffermarmi a riflettere…trascrivo quì alcuni vostri scritti.

Scritti profondi.
Molto profondi.

E di questo vi ringrazio.

CECILIA d’Ossezia

postato da fragmenta

Sabato 4 Settembre 2004 ore 13:14:46

Ho molto pianto;
L’angoscia, l’orrore
riservati al ventre della madre.
Fugge il pensiero
Oltre il mare e le instabili stelle
d’un cielo inorridito e ammutolito.

E’ questo il tempo?
Trovarmi tra il fuoco e il fondo
d’un abisso imperscrutabile
e privo d’un incantesimo possibile.
Notte di pianto, notte di lacrime amare
ingannata e offesa da sofistico inganno.

E’ questo il tempo?
Finzione d’una finta immutabilità
d’una genesi di morte
accecata da divina speculazione.
Valorose autocopie giacenti
dentro e fuori a spettrali disegni.

E’ questo il tempo?
Interminabile sfilata di occhi spenti
sparsi ancor ardenti e aggrappati
alle coscienze effigiate di vivente bramosia,
sepolcrale mummificazione.

Sei tu, mia Cecilia d’Ossezia
che mi fai piangere e intristire;
così ignuda, in tua bellezza
così fragile, in tua fanciullezza
così perduta, in tua innocenza.

Con te, fra le mie braccia
muore un sogno, muoio anch’io.
E guardo il mare grande;
insieme, oggi,
viaggiamo nell’infinito giorno
per riprenderti il tuo sorriso,
le speranze a te rubate.

fragmenta

Colpevoli.

postato da Enya

Venerdi 27 Agosto 2004 ore 02:20:22

Chi fermerà questo fiume di sangue?
Noi siamo la fonte del flusso, e ne siamo i primi avidi consumatori
nessuno farà nulla
siamo intrisi, inzuppati di sangue
non abbiamo solo le mani sporche.
Ci ripuliamo con le parole
le belle parole, i buoni propositi, le ottime sane intenzioni
le dotte disquisizioni…
finchè non sarà il nostro sangue quello che scorrerà in qualche lurido vicolo
in un punto qualsiasi del mondo…
granello di polvere sacrificabile
siamo tutti colpevoli del nostro sangue versato inutilmente
del nostro dolore senza tempo
siamo colpevoli in quanto uomini
è questa la nostra condanna

spettatori o attori del dramma
tutti colpevoli…
anche per queste lacrime che sanno d’ipocrisia.

una fiammella …

postato da rosagialla

Domenica 5 Settembre 2004 ore 22:55:15

è quella che illumina il ricordo
di un’atrocità subita…
il ricordo
di vite spezzate
per un assurdo ricatto
vorrei pensarvi felici
dolci anime
ora libere
di correre nei sentieri
dell’eternità…
Una preghiera
solo una preghiera
e la consapevolezza
che se un giorno
vorremo la pace
ancora abbiamo
molto da fare….

Ci vuole coraggio!!!

postato da Meri

Lunedi 6 Settembre 2004 ore 01:24:38

Accendo il pc per scrivere stasera………devo!!!
Sbircio un pò qua e là e la mia attenzione viene attratta da alcuni blog che espongono una candela. Io non scrivo post per esporre candele e mi fa rabbia vederle in giro………..per il semplice motivo che non dovrebbero esserci, per il semplice motivo che nessun bimbo dovrebbe morire in maniera così assurda. Piccole anime che vagano in un’altra dimensione, sul piano astrale, che cercano pace……..
Nessuno ha mai colpe per questi massacri, nessun valore più per la vita, uccidere è normale, è all’ordine del giorno…..ci sono forse vite che hanno più valore di altre??? Io non credo…i bambini fanno più notizia, commuovono l’opinione pubblica, scene strazianti da mandare in onda su tutti i tg, scene di morte vendute al miglior offerente……..notizia da prima pagina……..
Ci vuole coraggio, ragazzi!!! Ci vuole coraggio al giorno d’oggi per mettere al mondo un’altra vita,, ci vuole un pizzico di egoismo per farlo…..i bambini hanno bisogno d’amore, di attenzioni, di qualcuno su cui contare, hanno bisogno di una Famiglia…..
Bambini lasciati soli davanti a una tv……….bambini che non hanno mai un abbraccio……bambini che nessuno ascolta………bambini che sognano una favola……..bambini che hanno fame………bambini che hanno fame d’amore……..bambini che si svegliano la notte dopo l’ennesimo incubo……….bambini che cantano……..bambini che ridono…….bambini che sorridono al volo di una farfalla…….bambini che hanno voglia di diventare grandi………bambini che si sentono soli………bambini che volano in cielo, come piccoli angeli…….

Qualche volta amare un figlio, significa scegliere di non regalargli l’inferno, significa scegliere di non metterlo al mondo…….
Preciso……..con non metterlo al mondo intendo dire non concepirlo.

Guardo il mondo e

postato da Pra

Venerdi 3 Settembre 2004 ore 16:31:55

Guardo il mondo e non mi piace…
Guardo il mondo e non capisco…
Guardo il mondo e vorrei capire….
Perche’…
Perche’???
PERCHE’???????

Perche’ si deve arrivare a tanto!
Perche’ si deve arrivare a questo punto!
Anche loro sono mamme…
Anche loro sono padri…
Anche loro sono stati bimbi…

Quanta puo’ essere la disperazione per arrivare a gesti cosi’ estremi?
Quanto puo’ valere la propria vita per non rispettare piu’ la vita degli altri…. e dei bambini poi?
A che punto siamo arrivati?
Non si puo’ tornare indietro?

Non mi basta che mi si dica che sono terroristi!
Non mi basta!
Prima di terroristi sono persone…. sono state persone… sono mamme… sono papa’…. sono fratelli… sorelle…. figli…

Voglio capire…
Cosa c’e’ di dietro!
Quanto male c’e’ dietro per arrivare a tanto!

Voglio capire….

Parità

postato da Ghismunda

Mercoledi 8 Settembre 2004 ore 23:24:35

Nei miei sogni di emancipazione femminile avevo pensato a qualcosa di diverso. La perfetta parità con gli uomini l’abbiamo raggiunta proprio là dove non avremmo voluto. Uguali come carnefici, uguali come vittime. Erode ha indossato la gonna e il chador, gli ostaggi sono meravigliose volontarie di pace. Pari nella violenza e nella crudeltà dei criminali, pari nell’innocenza di tutti i sequestrati.

Criminali
Il paradosso di donne che, nate per dare la vita, diventano strumento di morte per i figli di questo mondo, non è nuovo e non dobbiamo per forza trasferirci in Russia o in Israele per vederlo realizzato. Anche la cronaca di casa nostra ci parla di donne che infieriscono sui propri figli. E senza motivo apparente. C’è una condanna a trent’anni a ricordarcelo. Ciò che è nuovo è l’intensità e la frequenza degli atti.
Perché le donne uccidono i bambini?
Tra le pareti domestiche si può mettere sul banco d’accusa la solitudine, la depressione, la vendetta di euripidiana memoria, l’abbandono, le difficoltà materiali, la disperazione. O il buio di un attimo, da cui indietro non si torna. Sono in realtà spiegazioni mancate, pure ipotesi o impotenti constatazioni, che non servono a dar ragione, a chiarire ciò che non ha logica, ciò che per sua natura la mente rifiuta. Che non servono a giustificare. Mai.
Prevenire è difficile, intuire è impossibile: le famiglie oggi sono bunker corazzati, impermeabili, per invidia, gelosia e diffidenze, al calore del vicinato e della comunità. Tutto diverso da una volta, quando si era poveri, ma belli. All’esterno le famiglie appaiono “normali” e felici; quando esplode la tragedia, vengono a galla odi e rancori indicibili. Nidi di vipere.

E fuori di casa? Nella politica, nella storia? Perché le vedove nere hanno ucciso bambini nel primo giorno di scuola, pare addirittura inseguendoli, affinché non potessero fuggire? Qualcosa troviamo da mettere sul banco d’accusa. Ad esempio, quel vuoto dell’anima, quella terra bruciata del cuore, quel gelo, quell’aridità, diventata paradossalmente terreno fertile per il fanatismo religioso, per l’integralismo. Per il terrorismo. Le donne cecene non sanno ormai nemmeno più piangere. Il 20% della popolazione è stata eliminata. Rapimenti, torture, stupri, esecuzioni di massa hanno ridotto la Cecenia ad un paese spettrale, senza vita. Negli ultimi anni sono stati uccisi 40 mila bambini. Per quelli di Beslan abbiamo pianto, per questi no. Ma non è colpa nostra. E’ che non sappiamo. Amnesty e qualche altro volenteroso hanno denunciato le stragi, ma in uno Stato come quello russo, fondato ancora su una struttura in buona parte nelle mani dei servizi segreti, sul modello della vecchia Unione Sovietica, di cui Putin, ex Kgb, è l’ideale continuatore, non si viene mai a sapere nulla con esattezza. Neanche adesso. Credo sia lecito pensare che per una madre, una moglie, una sorella, a cui sia stato portato via tutto, anche l’ “onore”, a causa di uno stupro russo, farsi saltare in aria insieme a quelli che considera “nemici”, costituisca una ragione paradossale di vita. Possiamo intuire, forse capire. Giustificare in nessun modo. Mai.

Vittime.
Siamo in ansia. Increduli e sgomenti abbiamo appreso del rapimento delle due volontarie italiane, impegnate nella solidarietà, a favore dei bambini e della civiltà. Non solo ostaggi maschi, venuti a racimolare dei soldi o a fare libero giornalismo, ma donne, cariche di umanità, contrarie alla guerra, generose con la popolazione irachena.
C’è in Italia un quotidiano che viola regolarmente, secondo me, i più elementari principi della convivenza e della deontologia professionale. Dopo aver deriso ed offeso il povero Baldoni, definendolo “il pacifista col kalashnikov”, amico dei terroristi, soffia ora irresponsabilmente sul fuoco, alimentando intolleranza e violenza. Oggi titolava che i pacifisti sono vittime di chi gli ha fatto credere che l’Islam è buono. Quasi a dire ben gli sta, così imparano. Quasi a dire, anzi, senza quasi, che non bisogna distinguere, che il male sta tutto dall’altra parte, che l’unico possibile comportamento è lo scontro di civiltà, senza esclusione di colpi. E’ la violenza, ancora e sempre. Se possibile, di più. Lo sterminio. Un’energica soluzione di forza, senza pensare che non è una soluzione, ma solo la premessa per altri episodi di terrorismo, lì o altrove, forse a casa nostra. In una spirale infinita. Putin ha dichiarato che porterà la guerra “preventiva” in ogni parte del mondo, per arrivare ad uccidere anche i ceceni in esilio. Questa non è più “politica”. Ammesso che lo sia mai stata.
La radicalizzazione e lo spostamento di strategia degli atti terroristici dipende, secondo me, dalla guerra e dal suo inasprimento, che ha portato al pullulare dei gruppi più disparati, non necessariamente di matrice ideologica, anche di delinquenti comuni, che provano a sfruttare la tattica dei rapimenti, per far soldi con i riscatti, magari vendendo i rapiti ai veri gruppi terroristici. Nel caos generale si viaggia ormai alla media di decine e decine di morti al giorno, in quello che avrebbe dovuto essere dopoguerra e “svolta”. Non ci facciamo nemmeno più caso.
Anche la guerra, tutte le guerre, non distinguono tra civili e militari. Le bombe cadono su tutti, uomini, donne e bambini, in modo perfettamente speculare al terrorismo, che colpisce tutti, uomini, donne e bambini.
Non riuscirò mai a stabilire differenze, graduatorie e gerarchie tra i morti ammazzati dei vari paesi.

E non penso che ci si debba impegnare di più per salvare i due ultimi ostaggi, solo perché donne. Un governo deve impegnarsi sempre al massimo ed allo stesso modo per salvare la vita dei suoi cittadini. Di tutti, anche di quelli, come Quattrocchi, di cui continuiamo a non condividere scelte e comportamenti. Anche di quelli, come Baldoni, “turisti di guerra”, curiosi e amanti della verità. Non credo che finora sia stato fatto tutto il possibile. Troppi i punti oscuri, le contraddizioni, i dubbi che non scioglieremo mai. Spero che lo si faccia questa volta, perché due esseri umani innocenti e coraggiosi, casualmente donne, possano tornare a casa ed al loro splendido progetto di vita.

Miracoli

postato da zampadura

Giovedi 9 Settembre 2004 ore 16:39:56

La notizia delle due volontarie italiane rapite, non mi dà pace. La prima supposizione, ieri, è stata che si fossero lasciate coinvolgere in qualche atto identificato come presa di parte attiva in quel conflitto. Succedono anche cose così, ma in seguito ho letto tutto quello che ho trovato, e mi sono convinta che la mia supposizione non era possibile.
Da ieri mi contorco tra il bisogno di scrivere ed un qualcosa che me lo impedisce, forse un senso di colpa per essere cittadina di questo maledetto Medio Oriente, israeliana, per di più. Come tutti, leggo, segue gli orrori giornalieri, direi che in un certo senso, li vivo, eppure raramente, se non mi tocca proprio da vicino, sento un coinvolgimento ed un furore così profondi.
Molti anni fa, quand’eravamo relativamente giovani, è morto all’improvviso un membro del nostro kibbuz. Il dolore che ho provato, nonostante non fossi particolarmente in amicizia con lui, è stato così intenso che mi son detta che non voglio vivere in un posto dove i dolori (e le gioie) che normalmente si provano per la famiglia ristretta, si moltiplicano per dieci e magari di più, a causa della la vita comunitaria.
La settimana scorsa, quando questo blog non era funzionanate e c’è stato l’attentato a Beer Sheva, alcuni blogger che avevano il mio indirizzo mail, mi hanno scritto per assicurarsi che io e la mia famiglia stiamo bene. Mi hanno scritto che da quando siamo in contatto si sentono più coinvolti dalle notizie che arrivano da questa parte del mondo.
Da quando i miei genitori sono morti non ho più legami familiari in Italia e gli “amici” sono pochissimi. Sono arrivata alla conclusione che il mio coinvolgimento dipende dalla solidarietà che provo a causa vostra. Sono sbarcata qui per esercitare il mio italiano, ho trovato legami che, virtuali o no, mi coinvolgono molto.
Il blog è diventato il mio ponte verso l’Italia. Mi ha riunito a qualche cosa che avevo perso da tempo. Di solito mi dà gioia, adesso dolore.
Per me non è questione di opinioni politiche, non sono nel dialogo della politica italiana. Penso a che cosa passi per la testa di queste due ragazze, spero che non soffrano troppo fisicamente. Il silenzio, dalla loro disparizione, potrebbe significare che ci sono contatti segreti per liberarle, oppure che i rapitori non avevano le idee chiare sul cosa richiedere dopo, e quando lo sapranno e richiederanno cose, forse, impossibili per i governi europei, che cosa succederà? Non penso alla morte che a volte è una liberazione, penso alla sofferenza fisica e psichica.
Ho sempre pensato che la prigionia sia la peggior cosa, la morte porta dolore a quelli che ti amano, la prigionia e quello che comporta, portano sofferenze che, a volte, ti accompagnano per il resto della vita.
Mi snervo leggendo certi saccenti post, mi snervo leggendo i ringraziamenti del ministro degli esteri agli istituti islamici in Italia, mi snervo con mio marito che dice che possono aiutare anche dall’Italia senza andare in posti così, mi snervo vedendo come l’Europa è lontana dal capire certe mentalità o, se le capisce come si sacrifica tutto agli interessi pecuniari
(non solo in Europa). Questo lo dico perchè una vocina interiore mi dice che se invece di ringraziare gentilmente gli istituti islamici gli avessero detto, gentilmente, che se nel giro di X giorni le giovani non sono restituite sane a salve, l’Italia si vedrà costretta a chiudere i battenti di tutti gli istituti islamici, chissà perchè penso che “l’appello” sarebbe più effettivo. Questo intendo quando parlo del non conoscere la mentalità.
Voglio con tutte le forze sperare che si facciano cose dietro le quinte e che avranno successo.
Bisogna credere nei miracoli.

Il seme della violenza…

postato da Giano

Domenica 5 Settembre 2004 ore 19:10:45

Per chi si stupisce di tanto orrore.
Per chi crede ancora nella innata bontà dell’uomo.
Per chi continua a sognare un nuono Eden.
Per chi non sa, non ricorda o fa finta di non sapere.

Perchè tanta malvagità nel mondo?
Volendo, potremmo trovare risposta nella storia del pensiero umano, ma poichè anche i maggiori pensatori possono essere contestabili, allora cerchiamo la risposta da fonte molto più autorevole, al di là dell’umana imperfezione.

“Non maledirò più il suolo a causa dell’uomo,
perchè l’istinto del cuore umano
è incline al male fin dalla adolescenza…
( Genesi VIII,21 )

Chiaro?

Non lo dico io,
lo dice Dio.

Dedicato ai piccoli ostaggi d’Ossezia

postato da Alessandro

Venerdi 3 Settembre 2004 ore 13:38:20

Dedicato ai piccoli ostaggi d’Ossezia.

Non so chi sia questa bambina che appare nella foto accanto al giovane padre, mangia un biscotto. è ancora viva, ma per quanto tempo?
Se l’orrore ha un nome, eccolo: bambini in ostaggio.
Se l’orrore ha un volto eccolo: le donne kamikaze che inseguono i bambini per farsi saltare in aria con loro,in un abbraccio di morte.
Se la nostra umanitá ha una vergogna eccola: non poter piú difendere i bambini che mangiano i biscotti, che vogliono solo mangiare un biscotto e stare fra le braccia dei padri.
L’orrore ormai ha un volto e un nome, é la nostra profonda vergogna.
In quale mondo vi abbiamo fatto vedere la luce, a voi che vorreste solo mangiare biscotti e stare in braccio ai padri?
Ho le lacrime agli occhi, e nel cuore un’ira assassina..che non promette niente di buono.

Pensieri

postato da Libero_di_volare

Domenica 5 Settembre 2004 ore 10:51:17

Spesso noi siamo vittime inconsapevoli dei numeri.

Molti hanno capito questo strano meccanismo che ci induce a disperdere la nostra forza emotiva quando non riusciamo, per via di una nostra limitazione, ad identificare l’individualità di ciascuno consegnandola ad un numero, identificandolo con un insieme.

Lo stesso concetto di insieme, che comprende una serie di cose, numeri, persone, anche concetti ed astrazioni, tutte identificate da uno o più particolarità in comune, certamente ha una validità matematica ma ha anche il grave difetto di farci perdere l’attenzione per il singolo accentrandola, invece, sull’insieme stesso.

Il notiziario delle otto del Lunedì ci dice: “i morti sulle strade, nel finesettimana, sono stati 54″ e noi incaselliamo questo numero in un elenco settimanale confrontandolo, semmai, con il dato della settimana precedente, oppure dell’analogo finesettimana dell’anno precedente.

Nessun pensiero ci sfiora sull’individualità di quei 54 a meno che non ci richiamino alla mente tragedie che ci hanno toccato da vicino, a cui abbiamo assistito, oppure ne abbiamo vista una immagine alla Televisione o sui giornali.

Questa trasposizione, trasferimento, su una situazione emotiva particolare suscita in noi il fenomeno del “gia visto” cioè il progressivo processo di standardizzazione dei sentimenti, la cosiddetta rassegnazione, accettazione, reazione di difesa, (chiamatela come volete), che ci corazza l’anima e ci fa dimenticare il dato o, almeno, a farcelo archiviare senza che si creino in noi i cosiddetti circoli virtuosi dell’elaborazione e approfondimento degli stessi dati.

Cioè noi non cerchiamo informazioni, non vogliamo scientemente o a livello del subcosciente approfondire ed elaborare risposte a cio che è accaduto.

Se, invece, ci si trova di fronte alla conoscenza dell’individuo, se ci viene messa sotto gli occhi l’individualità di ciascun componente di quel numero, potremmo, a cuor leggero, fare lo stesso percorso di archiviazione?

Non sarebbe estremamente più difficile mettersi in pace la coscienza e tornare alle nostre normali occupazioni?

Il nostro dovere principale consiste nel non dimenticare mai che dietro i numeri ci sono persone, con i loro problemi, con il loro vissuto, con i loro sogni, infranti, con le loro consistenze e le loro fragilità.

E, intorno alla loro realtà vi erano i loro cari, i loro amici, il loro mondo, la loro esistenza le cui propaggini pian piano dobbiamo, in coscienza, sapere che, certamente, toccheranno, alla fine, anche il nostro mondo, perchè i legami che esistono, visibili ed invisibili, sono talmente tanti e vari, che tutta l’Umanità è circondata e accomunata in un singolo organismo planetario, da una società globale che dovrebbe accomunarci in un sentimento di fratellanza universale e non nelle specificità di singoli individui sempre in lotta con i suoi simili.

Eppure, nella storia dell’Umanità, questo invito è stato, continuamente, fatto.

Perchè, allora, siamo preda ancora dell’Egoismo e dell’Ignavia?

La summa di tutti questi avvertimenti oserei dirla con le parole di John Donne, spesso abusate e sprecate, che invitano alla comprensione:

Nessun uomo è un’isola, intero in sè;
ogni uomo è una pezzo del continente, una parte del tutto.
Se una zolla è portata via dal mare, l’Europa è più piccola,
allo stesso modo se fosse un promontorio
allo stesso modo se fosse la dimora di un tuo amico
o se fosse la tua.
Ogni morte d’uomo mi diminuisce,
perché io partecipo dell’umanità.
E così non mandare mai a chiedere
per chi suona la campana:
essa suona per te.

Per far capire come basta estrarre un nome, una storia, da quell’insieme di numeri per riportare l’attenzione su piani piu battuti dalla coscienza vorrei citare una poesia di Fragmenta che con un nome (un nome emblematico appartenente ad una morticina della Peste di Milano nei “Promessi Sposi” del Manzoni) identifica e connota una tragedia.

Ho molto pianto;
L’angoscia, l’orrore
riservati al ventre della madre.
Fugge il pensiero
Oltre il mare e le instabili stelle
d’un ielo inorridito e ammutolito.

E’questo il tempo?
Trovarmi tra il fuoco e il fondo
d’n abisso imperscrutabile
e privo d’incantesimo possibile.
Notte di pianto, notte di lacrime amare
ingannata e offesa da sofistico inganno.

E’questo il tempo?
Finzione d’una finta immutabilità
d’una genesi di morte
accecata da divina speculazione.
Valorose autocopie giacenti
dentro e fuori a spettrali disegni.

E’questo il tempo?
Interminabile sfilata di occhi spenti
sparsi ancor ardenti e aggrappati
alle coscienze effigiate di vivente bramosia,
sepolcrale mummificazione.

Sei tu, mia Cecilia d’Ossezia
che mi fai piangere e intristire;
così ignuda, in tua bellezza
così fragile, in tua fanciullezza
così perduta, in tua innocenza.

Con te, fra le mie braccia
muore un sogno, muoio anch’io.
E guardo il mare grande;
insieme, oggi,
viaggiamo nell’infinito giorno
per riprenderti il tuo sorriso,
le speranze a te rubate.

Fragmenta

Questo serve anche a dimostrare che la mente, tanto affascinata dalla scienza e dalla logica, cade facilmente in un errore di fondo e ricorrente:

L’uomo non può e non deve affidarsi completamente alla Ragione Illuministica che pur avendo tanti pregi commette errori pazzeschi quando vuole globalizzare il Pensiero Umano.

Bisogna aprire la Mente e l’Anima alla concezione Romantica della vita, occorre capire che i soli numeri non hanno quel valore assoluto che vorremmo avessero ma sono solo l’involucro, il mezzo, con cui la mente cataloga vite, passioni, sentimenti.

Dietro ogni numero si cela una persona, un accadimento.

Il nostro compito è conoscere cio che c’è dietro ciascun numero, solo così saremo finalmente uomini e non animali evoluti.

Emilio a Beslan, Ossezia – Settembre 2004.

postato da emilio

Martedi 7 Settembre 2004 ore 04:43:43

“Mi chiamo Maria e ho sette anni.
Ho tantissimi amici e mi piace giocare e corriamo sempre. Poi a volte cadiamo un po’ e ci facciamo male alle ginocchia e le mamme corrono e ci tirano su arrabbiate. Ma poi ricominciamo a correre e gridiamo e ridiamo sempre.
L’altro giorno è cominciata la scuola e siamo andati tutti nella sala grande. Poi sono arrivati tutti. C’erano le maestre e le mamme e qualche papà. Ci sono anche dei bambini che piangono ma io ridevo perché mi piace la scuola perché si lavora ma si gioca anche e facciamo tanti disegni e impariamo a leggere e a scrivere e cantiamo.
Poi sono arrivati degli uomini che gridavano e io non ho capito cosa dicevano però ci hanno mandato tutti vicino al muro e poi uno mi ha presa dal braccio e mi ha fatto un po’ male.
Non mi ricordo se la mamma piangeva ma non lo so bene perché mi diceva di non avere paura. Ma io avevo un po’ di paura perché quell’uomo col fucile nero aveva una faccia arrabbiata come mio zio una volta che gridava ma non mi ricordo perché. Ma quel signore mi ha portato via dalla mamma e poi mi sono messa a piangere. E lui mi ha piccchiato in testa. Poi mi girdava che dovevo stare zitta ma non mi ricordo. E’ difficile ricordarsi tutte le cose magari perché siamo piccoli. Ci sono tante cose da ricordare ma credo che i grandi si ricordano di fare tutto e io invece non mi ricordo niente. E’ difficile quando mi dicono di ricordarmi ma certe cose me le ricordo. Mi ricordo gli occhi della strega del film che diventano rossi e grandissimi. Me li sono sognati tutte le notti per un po’ di giorni e ogni tanto ancora adesso. Poi mi ricordo lo zio che gridava forte e la nonna che è morta ed era tutta bianca con il vestito nero. Poi mi ricordo una volta che papà piangeva e parlava dei soldi. Ma non so cosa diceva. Ma non mi ricordo cosa ho mangiato e quando me lo chiedono dico sempre che non lo so. Forse sono troppo piccola per sapere tutto.
Poi quel signore mi ha fatto levare il vestito perché faceva tanto caldo ma non so perché mi toccava e mi dava fastidio e mi ha fatto male e mi teneva ferma mentre un altro rideva e mi davano fastidio. Però mi sono messa a gridare e mi ha tappato la bocca. Ma poi non mi ricordo bene.
Poi mi sono addormentata e mi sono svegliata che avevo sete e fame e sentivo ancora un po’ di male. Poi mi scappava la pipì e quel signore ci ha detto che potevamo farla lì. Ma mi vergogno e mi sono messa a piangere e poi mi è scappata.
Poi non mi ricordo dov’era la mamma e avevo sete ma non c’era acqua e ogni tanto mi gridavano qualcosa ma non mi ricordo. Non so perché mi ricordo dello zio che gridava ma non mi ricordo di questi soldati che gridavano. Non mi ricordo bene.
Poi piangevo perché avevo fame e tanta sete e uno mi ha spinta per terra e mi sono fatta male alla spalla e alla testa e quel soldato mi ha gridato che ero cattiva. Ma io non avevo fatto niente.
Poi è caduto tutto dal soffitto e non vedevo più niente e c’era tantissima polvere e mi pare di scappare ma poi sono caduta.
E ora sono qui.”

“Piccola mia, so che questa lettera ti sta già arrivando nel momento stesso in cui la scrivo. Piccolo dolcissimo amore mio infinito, so che il tuo corpo non è altro che uno dei tanti, ormai in processione. Ma so anche che il nostro infinito amore non ci separerà mai, io sarò sempre con te e tu sarai con me. Dentro di me, per sempre, mio piccolo splendido fiore. Ti ricordi quando ti chiamavo fiorellino mio? Ecco come sei: il fiore più bello che il Paradiso oggi accolga.
So che la mamma è lì con te e ti sta sorridendo. Dì alla mamma, per me, che l’amo ora più che mai e questo tormento non lascerò che mi uccida, per i tuoi fratellini e per quello che nella vita, da ora in poi, dovrò fare. Perché ho capito improvvisamente che sbagliavo quando dicevo che gli uomini vanno rispettati, per qualsiasi cosa dicano e per qualsiasi cosa in cui credano.
Ma non ti preoccupare, mia piccola meravigliosa stellina, ora gioca, gioca con la mamma e ridi, ridi sempre, ché io possa da qui sentire il suono delle vostre amatissime voci e riesca ad addormentarmi un po’, nel vostro sorriso.”

“Carissimo amico,
in queste ore di immenso dolore, ti scrivo affinché tu sappia quanto il terribile dramma che mi ha colpito mi abbia fatto cambiare idea sullo stato delle cose.
L’uomo è una specie meravigliosa ma nasconde sentimenti alieni, talvolta. Ma come in un’ipotetica invasione dallo spazio, di forze ostili e implacabili, inesorabili e spietate, abbiamo il dovere di difendere noi stessi e i nostri cari.
Amico mio, la perdita delle mie donne mi ha aperto gli occhi sul tipo di battaglia che ci aspetta: non dobbiamo credere che gli uomini siano tutti uguali. E’ un’illusione credere che alcune menti possano accogliere i principi fondamentali del bene e dell’onore. Abbiamo a che fare con forze che vanno al di là del concetto stesso di natura come la intendiamo noi. Talvolta, nell’uomo si può concretizzare una distorsione estrema. E come tale, va vista.
Io non combatterò mai per distruggere, ma per preservare. E fintantoché davanti a me si presenterà l’estremo male in queste forme, io lo vedrò come un’entità da sopprimere, come un meteorite da frantumare, come un’onda anomala da infrangere, come un’esplosione vulcanica da cui difendersi. Perché io credo fermamente nella naturalità delle cose, ma da alcune cose dobbiamo difenderci in modo altrettanto assoluto e naturale, come altrettanto naturlamente la nostra coscienza ci dice di proteggerci. Senza cattiveria, senza rancori e sempre, dico sempre, senza vendetta nel cuore.
Sono soltanto alieni da respingere.
Un giorno, forse, anche le chiese e i governi capiranno questo.
Spero solo che non abbiano mai a capirlo com’è accaduto a me.”

—————————————————————–

Ho fatto non poca fatica a trovare il coraggio di pubblicare questo racconto di fantasia. Ho sentito l’enorme peso di profanare qualcosa di infinitamente più elevato e intoccabile rispetto alle mie misere parole di uomo fondamentalemente agiato e felice.
Ma, per quanto in modo zoppicante e incerto, ho sentito fortissimo il dovere di avventurarmi in questa azzardatissima impresa comunque ben conscio di dover accettare anche la critica più dura. Ho dovuto trovare quel coraggio dentro di me per dare voce a un sentimento straziante, perché potendolo rileggere un domani, io possa ricordare con i miei stessi sentimenti di oggi.
Sostanzialmente l’ho fatto per me. Ma l’averlo pubblicato è per voi: tradurre la sofferenza di altri in una visione propria, povera, certamente, ma personalissima, in modo da non dimenticare, ogni volta che gli occhi si posino sul nostro foglio. Il mio suggerimento è quindi: fatelo. Fate quello che ho fatto io, e fatelo per voi stessi, e per nessun altro; con il vostro personalissimo film interiore, immedesimandovi veramente in una fantasia reale. Reale come le urla che, se fate attenzione, sentite. Sentite chiaramente, piano piano, le urla di quei bambini mentre gli scoppi e le raffiche e il puzzo si diffondono tra le lacrime, tra il fiato stritolato dal terrore e i muscoli impazziti dalla sete.
Insanguinate il vostro pennino e scolpite sulla carta i ricordi per un domani, da nascondere in un cassetto. In un momento di solitudine, piegatevi sul tavolo, socchiudete gli occhi e lasciate che il pensiero divenga partecipazione. Non appendete ritagli di giornali redatti da altri, non registrate videocassette di servizi altrui, non tentate di rammentare date e fatti, non è un esame da mandare a memoria. Sarà invece il vostro modo per avvicinarvi alle diverse umanità che strillano lontano. Lontano dai nostri telecomandi, dalle nostre poltrone. Dai nostri sdegni nel bar e dalle frasi fatte sui blog.

Questa è la mia candela. Accesa per sempre, per ogni volta che rileggerò.
Il suo fuoco, ogni volta, mi brucerà.

Guerre? Un businness per pochi.

9 Settembre 2004 5 commenti

Conseguenze per i più?

Violenza, distruzione, morte, odio.

Vorrei essere nei panni di una di quelle donne sequestratrici dei piccoli di Ossezia.

Come sarei diventata così?

Una scheggia impazzita?

Una plagiata?

Una cattiva e basta?

Una disperata senza più un cervello?

E un cuore?

Non lo saprò mai.

Ma posso ideare qualche risposta tutta occidentale.

E cioè di parte. Insufficiente.

E resto a guardare sino a quando non sarò colpito anch’io.

Riferimenti: Guerre dimenticate…

In un mondo che…

9 Settembre 2004 8 commenti

…non ci vuole più
respiriamo liberi
io e te…

Ciao Lucio
Arrivederci Irene

P.S. Il post precedente: Un quarto vive, due terzi sopravvive, un quarto muore che riportava alcuni post dedicati alla tragedia d’Ossezia o a miserie e a reazioni umane (Fragmenta, Renata, Rosagialla, Meri, Pralina, Giano, Alessandro, Libero di volare ed Emilio) non c’è più.
Ho tentato di reiscriverlo ma non ci son riuscito.
Si vede che doveva andare così.
Nel frattempo non avendo voglia di scrivere attorno alle solite banalità e pseudo problemi…non ho scritto niente.
Come altri Blogger…

Ho notato che è tornata Zampadura che saluto cordialmente.
E saluto anche chi passa di quì.

Una cortesia: se qualcuno conosce il testo della canzone di Lucio Battisti…me lo riporta con un commento o con un post?

Grazie

Lorenzo

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Katy and Buck’s Story 28 – The End

1 Settembre 2004 17 commenti


Katy: Hei Buck, a che cosa stai guardando?
Buck: Hem, niente di particolare, davo una sbirciatina…
Katy: Uhm, quì gatta ci cova!
Buck: Ma come hai fatto a indovinare?

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Katy and Buck’s Story 27 – Tremilacentocinquantametri!

1 Settembre 2004 Nessun commento


Katy: Hei, che fine ha fatto il piccolo Buck? Mi conviene tornare indietro e domani giornata tranquilla! BAU Buck BAUUUUUUUU!

Katy and Buck’s Story 26 – Il riposo del Guerriero due

1 Settembre 2004 1 commento


Buck: Ah, beatitudine dell’altitudine! Topine e topini miei, io sono in estasi!

Katy and Buck’s Story 25 – Il riposo del Guerriero uno

1 Settembre 2004 Nessun commento


Buck: Basta, più di così non voglio salire! Sono a tremilacentoventottometri, un record per un chihuahua della mia età!

Katy and Buck’s Story 24 – Che faticaccia!

1 Settembre 2004 Nessun commento


Buck: Pant pant, arf arf (ci vorrebbe la Renata!) non sò ma il mio naso mi dice che c’è qualcosa che non quadra…e poi questi sassi, e che frescuciello!

Katy and Buck’s Story 23 – Ancora più in alto

1 Settembre 2004 Nessun commento


Katy: Stavolta sì che è dura, piccolo topino, dai che ti aspetto!

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Katy and Buck’s Story 22 – Huuuuuuuuuuuuuuuu!

1 Settembre 2004 Nessun commento


Katy: Hei Buck, datti una mossa!

Katy and Buck’s Story 21 – Ed eccomi quà!

1 Settembre 2004 Nessun commento


Buck: Da quì domino la situation!

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Katy and Buck’s Story 20 – Insieme

1 Settembre 2004 Nessun commento


Katy: Dai Buck, devi sempre marchiare il terreno! Zampetta veloce che dobbiamo fare il giro di tutto il lago, ed è enorme!
Buck: Perdincibacco! Masculo sogno, e traccia della mia superiorità debbo lasciare! Vai avanti femmina, io mi cerco un posticino al sole!
Katy: E va bene, ma non ti trastullare come al tuo solito, BAU!

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Katy and Buck’s Story 19 – Intervallo

1 Settembre 2004 1 commento


Il Lago del Gran Palù

Katy and Buck’s Story 18 – La carica di Katy!

1 Settembre 2004 1 commento


Katy: Adesso basta Buck! Hai il cuoricino pazzeriello, sei in alta Montagna, hai cuccato tutto ‘o jorno, basta così, vattenne!
Buck: Tsè tsè, ma perchè non fai come me che mi faccio i fatti miei, non sarai un tantino invidiosa? O gelosa?
Katy: Ora basta! Sono più grande di te e mi devi ubbidire, capito mi hai?
Buck: Tsè tsè, invidia o gelosia sunno!

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Katy and Buck’s Story 17 – L’approccio e…

1 Settembre 2004 Nessun commento


Buck: Bella topina mia grandissima! Ti sei messa nella posizione doc, arrivoooooooo!

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Katy e Buck’s Story 16 – Dov’è la mia topina?

1 Settembre 2004 Nessun commento


Buck: Oh, ma che vuole ‘sto quà con stà mano? Io voglio la Titina, io cerco la topinaaaaaaaaa!
Katy: Di già! Ma sei proprio un fissato!
Buck: Macchè fissato e fissato, è la mia natura…la mia innata virilità ha bisogno di dimostrazioni pratiche!
Katy: Nun te reggo cchiù!

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Katy and Buck’s Story 15 – Finalmente si mangia!

1 Settembre 2004 Nessun commento


Buck: Era ora che mi dessero qualcosa da masticare (si fa per dire!)
Polenta e spezzatino di vitello non sono poi tanto male, ma perchè mi tengono appeso ad una sedia?
Katy: Perchè sei piccino e sotto il tavolo ti perderesti…hei, ma a me niente?

Katy and Buck’s Story 14 – Primo!

1 Settembre 2004 Nessun commento


Buck: Arf arf ed ancora arf arf, mi hanno dato un passaggio nella mia borsetta e son riuscito a superare la Katy ed arrivare per primo!
Arf arf e ancora arf arf…mi merito un premio!

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Katy and Buck’s Story 13 – Ed oplà!

1 Settembre 2004 Nessun commento


Buck: Ecco fatto! Hai visto?
Katy: No, veramente no! Ma sei sicuro?
Buck: Certo, guarda come mi guarda in modo trasognato! Ho fatto colpo sai, ed io mi sento tutto arzillo!
Katy: Mah, se lo dici tu..comunque dai muoviamoci, dobbiamo raggiungere il Rifugio Larcher!
Buck: Facciamo a chi arriva prima?
Katy: Ma dico, ti sei bevuto il cervelletto o è il pisellino che ti fa sentire così stranulato?
Buck: La seconda che hai detto, bimba, la seconda!

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Katy and Buck’s Story 12 – La trappola

1 Settembre 2004 Nessun commento


Buck: Cara Katy, mi sono messo nella mia borsetta portatile che ha gli stessi colori della topina…son sicuro che apprezzerà! Tu reggimi il gioco!
Katy: Sì ma sbrigati, può arrivare il pastore o quel cagnaccio peloso che si porta appresso!
Buck: Non ti preoccupa, bimba. Sarò veloce come il vento!

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Katy and Buck’s Story 11 – La preda

1 Settembre 2004 Nessun commento


La topina (im)maculata beve ignara…

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Katy and Buck’s Story 10 – Bimba, bimba eccomi quà!

1 Settembre 2004 Nessun commento


Buck: Arf, arf e ancora arf, arf!
Ho una certa età, perdinci, ma come vedi me la cavo!
Katy: Bravo Buck! Guarda quante belle topine nei dintorni, vieni c’è una sorpresa per te!
Buck: Slurp! Daaaavvero! Dimmi, dimmi non mi lasciare sulle spine, diamine!
Katy: Seguimi e vedrai…

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Katy and Buck’s Story 9 – Me tapino!

1 Settembre 2004 Nessun commento


Buck: Sono riuscito a scappare anch’io ma dove sarà la Katy?
Accidenti quanti sassi ma ce la farò, oh sì che ce la farò a raggiungerla!
Bau bau Kaaaaty! Kaaaaty bau bau!

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Katy and Buck’s Story 8 – Beccati!

1 Settembre 2004 Nessun commento


Katy: Accidenti topino, Lò e Lè ci hanno scoperti!
Buck: Non ti preoccupa bimba, io li distraggo, tu scappaaa!

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Katy and Buck’s Story 7 – Intanto Buck ha già cambiato partner…

1 Settembre 2004 Nessun commento


Buck: Ho che bel maschietto! Vieni quì che t’accarezzo!
Cuccare ho ho
Cuccare ho ho ho ho!
Bel maschietto: Ohibò e questo coso da dove spunta fuori? E soprattutto, cosa vuoi da me?
Buck: Non te preoccupa bimbo, penso a tutto io!

Katy and Buck’s Story 6 – A me il fresco, please!

1 Settembre 2004 Nessun commento


Katy: Che vuoi di più dalla Vita?

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Katy and Buck’s Story 5 – Che sete!

1 Settembre 2004 Nessun commento


Katy: Incorreggibile dongiovanni questo topino!
Ma adesso anch’io sono libera, libera di cercarmi un bel posticino fresco…

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Katy and Buck’s Story 4 – A me, a me!

1 Settembre 2004 Nessun commento


Buck: Eccomi bimba ma non son quì per quello che pensi tu, ho adocchiato una giovane barboncina!
Katy: Sei sempre il solito Buck, sempre il solito!
Buck: Scusa bimba ma le vacanze son fatte per divertirsi!
Bau bau mia bianca preda, arrivooooo!

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Katy and Buck’s Story 3 – La fuga!

1 Settembre 2004 Nessun commento


Katy: Hei Buck che ti avevo detto?
Sono sfuggita al controllo di Lò e di Lè e ho già trovato lavoro!
Dai Buck vieni a darmi una zampa, sono tante queste mucchette.
BAU BAU! BAU BAU!
Buck: Bimba, arrivo, arrivo anch’io!

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Katy and Buck’s Story 2 – La strana coppia siamo noi!

1 Settembre 2004 Nessun commento


Buck: Hei Katy perchè ci hanno lasciati legati quì?
Katy: Perchè i signorini devono fare i loro comodi ma appena mi libero…
Buck: Che intendi dire?
Katy: Aspetta e vedrai!

Katy and Buck’s Story 1 – Ma che vacanze sono!?

1 Settembre 2004 Nessun commento


Katy: al solito la sveglia suonerà tra poco, alle 6.30!
Ma già Lò e Lè sono svegli, anzi Lè è già in piedi e in meno di
dieci minuti avrà già fatto il caffè (anche per Lò), si sarà fatto
la barba ed avrà fatto pure colazione!
Buck: non ti preoccupà bimba!
Non ci fanno dormì? E allora visto che siamo abusivi comincio ad
abbaiare bau bau bau!, voglio uscì, bau bau bau! seguimi bimba!
Katy: BAU BAU BAU! Anch’io ora voglio uscire! BAU BAU BAU!

Lò e Lè: Shhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh silenzio, zitti o ci cacciano!

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Copio e incollo da Rosagialla

30 Agosto 2004 13 commenti

Un commento da leggere con molta attenzione.

Mi scuso con Fiore e Massimo se non ho preventivamente chiesto loro il permesso, ma non ho tempo.

A voi i commenti, le opinioni.

Massimo in pace….. [Lunedi 30 Agosto 2004 ore 06:56:38]

I toni aspri da parte!
Le repliche pure!
Solo un pensiero pacifico se posso, se poi non posso cancellalo pure, non ci sono problemi, capirò.

Come può un blog essere reputato reale a tal punto da non poterne fare a meno?
Questa domandina me la pongo da prima di leggere il tuo o altri blog, quindi non è una domanda diretta a te, è solo una sorta di impaurita curiosità generica. Ho il terrore che questo mondo virtuale possa diventare la meta di persone che nella vita reale hanno una sorta di blocco. Fin qui non ci trovo nulla di male, anzi! Conoscere brave persone, chiacchierare, scambiare opinioni pacificamente aiuta a costruire il nostro carattere, confrontarsi con altre realtà e scoprirne sempre di nuove ci arricchisce. Ma ho una paura matta delle ripercussioni che possano avere determinate controindicazioni di chi tende a trasformare o scambiare il mondo reale con quello virtuale. E sai perché mi pongo questa domanda? Non ho timore di aprire il mio cuore in questo blog, perché so che ci sono persone comprensive e allora lo faccio senza riserbo. Mi pongo questa domanda perché anche io tempo fa ci sono cascato cara Giò. Tempo fa mi sentivo talmente inutile, così depresso da non avere una vita reale vera, non avevo una donna al mio fianco, non avevo degli amici con cui uscire il fine settimana per una cena in compagnia, non avevo alcun tipo di rapporto interpersonale che andasse al di là di un buongiorno e buonasera. Il resto era buio pesto. E’ stato uno dei momenti peggiori della mia vita e solo dopo essere riuscito a capire e reagire posso dire che è stato tremendo.
In quel periodo mi sono buttato a capofitto dentro un blog, ho sfogato tutte le mie frustrazioni personali e ho trovato tante persone che mi hanno saputo ascoltare e anche aiutare. Poi piano piano ho iniziato a entrarci sempre di più fino ad arrivare alla connessione 24h su 24 e li probabilmente ho esagerato. Tendevo a fidarmi ciecamente delle belle parole di chi mi commentava e reputare loro come amici e amiche fidate. Senza accorgermene mi ero creato un mondo sociale virtuale che mi aiutava a superare la mia solitudine e non farmi pensare ai miei problemi. All’inizio era divertente, tutto filava liscio fino a quando non ho iniziato a venir meno ai miei doveri al lavoro, perché la testa era altrove…era in questo mondo dorato dove tutto funzionava alla perfezione, sono venuto meno ai miei doveri come padre e i miei figli piccoli hanno risentito seppur in silenzio delle mie mancanze come padre. Non giocavo più con loro, non gli prestavo l’attenzione dovuta che si presta ai propri figli, a volte quando mi chiedevano qualcosa neppure rispondevo, perché ero troppo impegnato a leggere i commenti dorati che le persone mi lasciavano.
Per non parlare dei rapporti interpersonali con colleghi, donne (essendo divorziato) etc .etc.
Mancava solo il tasto invio per la frase da dire a voce al capo ufficio!
Stavo esagerando e qualcosa iniziava a farmi capire che quello era sbagliato.
Poi tutto ad un tratto arrivò “l’amore” via chat. Iniziai a frequentare una donna in chat, poi sempre più spesso i riferimenti al sesso e ai sentimenti si sprecavano fino ad arrivare a dirle e dirmi “ti amo” ancor prima di conoscerla di persona! Ebbene si, è successo ed è successo perché sia io che lei ci sentivamo soli, sconfitti dalla vita e avevamo solo bisogno di affetto, senza neppure conoscerci abbiamo saltato ogni tappa e una volta conosciuti la prima cosa che abbiamo fatto è stato l’amore. E’ durata pochi mesi, ci vedevamo poco perché la distanza di qualche chilometro e il lavoro non ce lo permettevano, ma quando questa infida persona, che non conoscevo assolutamente e che “amavo veramente” accecato dalla solitudine, non ci ha pensato 2 volte a prendermi per i fondelli e riempire di balle campate per aria per i suoi interessi personali, ci ho sofferto da matti.
Sono stato male indovina per quanto? 1 giorno!!! 1 solo perché mi sono bastate 24 ore per capire che mi ero fuso il cervello senza accorgermene. Ho fatto tutti gli errori più grossolani che si potessero fare. Ho dato fiducia ad una sconosciuta, ho trasformato la mia vita in una scatoletta chiamata computer dove tante persone sono in grado di dire bugie su bugie senza esser mai scoperti. Anche se sono convinto che siano solo una minoranza ci sono e fanno male! Specie quando una persona affranta, sensibile, depressa, trasferisce la sua vita dentro un monitor.
Dopo un giorno ho capito che non ci si può fidare di un rapporto che sia sentimentale, o sia di amicizia con il primo che capita. E che prima di esternare i miei sentimenti ad una persona dentro questa scatoletta ci metto un bel po e preferisco guardarla negli occhi che farlo per mezzo di un commento. Alcuni ora minimizzeranno il problema pensando che siano “semplici frasi di cortesia”, forse per alcuni è così per altri è un sentimento di simpatia verso i confronti di un lettore virtuale…ma altri, quelli che sono soli, quelli che VIVONO dentro un computer perché hanno ben poco che li soddisfa nella vita reale sono molto più sensibili e se qualcuno si prende gioco dei loro sentimenti ne soffrono tanto…ma tanto che non serve neppure spegnere il computer per far sì che il dolore sparisca, perché quel dolore li segue nella vita REALE.
Ora, la mia infelice incursione (visto quello che ho causato nei tuoi confronti e che non avevo assolutamente intenzione di fare) era dedita al dialogo su questo aspetto che avevo colto.
Se poi mi sono sbagliato meglio così. O se poi si tende ad affogare il dialogo perché fa male parlarne va bene lo stesso. Capisco, e capirò anche se questo commento verrà cancellato. Anzi, mi scuso in anticipo.
Immagino che molti di voi non credano che sia possibile che si arrivi ai livelli che ho elencato prima, altri penseranno che solo un debole ci possa cascare, ma in fondo chi non è mai stato debole in un periodo della sua vita?
L’unico motivo per cui mi ostino a voler ricordare e parlarne è perché ci sono passato in prima persona e non voglio vedere altre persone che soffrano per colpa di elementi che non meritano importanza e che si nascondono dietro un monitor convinti che tutto sia lecito.
Questo non deve accadere e visto che non siamo nella testa degli altri e non ci vogliamo permettere di voler o poter cambiare in pensieri di costoro, l’unico metodo è parlarne. Non si deve per forza arrivare a soffrire per colpa di persone che neppure conosciamo e che neppure ci conoscono. E’ per questo che mi arrabbio quando leggo che una persona vuole bene ad un’altra non conoscendola di persona. Ieri ho letto un commento, una ragazza è entrata dentro un blog di una persona e le ha scritto che leggendo i suoi post per la prima volta sarebbe stata capace di dirgli che gli voleva bene. Questo è eccessivo, perché qui chiunque si può spacciare per chi non è realmente, e le fregature sono tante, e per chi ha il cuore e la forza di affrontarle i problemi sono pochi ma per chi come tanti di noi sono deboli fragili e di conseguenza più esposti perché indifesi fa male gente…fa un male cane. Allora cerchiamo di aprire gli occhi! Cerchiamo di non risolvere i nostri problemi in una chat o in un blog perché è ben diverso del reale. Perché qui si è a rischio di prendere una batosta più grossa di quella che abbiamo preso nel reale. E poi ci si stupisce quando si leggono di ragazze stuprate e uccise da persone conosciute in chat, o di suicidi per l’amore perduto che si era conosciuto per chat. Questo non deve succedere, non perdiamo di vista che i nostri problemi sono nella vita reale e che prima o poi dovremo affrontarli e avere le palle di sconfiggerli!
Non ci si può rifugiare in un blog per sempre, perché il giorno che manca la corrente…

Ecco, sono riuscito a scrivere un romanzo. Chiedo umilmente scusa per questo commento probabilmente fuori luogo e genrico, ma tenevo a far chiarezza su alcuni aspetti che non mi andava di far passare come cattivi da parte mia. Il rispetto prima di tutto.

Questo è l’ultimo commento che mi riguarda. Sparisco da dove sono arrivato.
Chiedo umilmente scusa per aver creato un po di scompiglio ma ripeto…non era mia intenzione.

P.S. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio…almeno non al computer!

Saluti Giò, ti auguro una vita reale piena di gioia e serenità.

Saluti a tutti

E finalmente stamani piango

29 Agosto 2004 20 commenti

Rileggendo di Elena…pensandola com’era stata con me.

Nei momenti in cui le sbrilluccicavano gli occhi per l’innata voglia di vivere…e in quelli in cui si chiudeva in un, per lei, anomalo mutismo.

Non sono stato tenero con Elena.
Neanche con lei.
L’ho anche presa in giro, in Sardegna.
E come purtroppo alcuni miei atteggiamenti possono ferire chiunque…ho ferito anche lei.

Questo è quanto.
Non lo scrivo per autoassolvermi, per ricevere frasi che giustifichino il mio carattere od altro.

E’ il mio pensiero.
Conseguenziale a tutto quello che sinora c’è stato nei rapporti con Elena.
Amica e collega sì, ma…con quella alle volte freddezza, e durezza che mi contraddistinguono.

Ripeto.
Non scrivo per lavarmi la mia coscienza.
Sò che lo rifarei (più o meno).

Io sono stato, sono e sarò sempre così.
Con tutti.

Ecco, scrivo quel che scrivo perchè non vorrei che apparisse solo un lato della medaglia della mia persona.
L’Amico che aiuta, per interderci.
No.
Io sono e rimarrò cinico e opportunista.
Di tanto in tanto starò vicino alla Persona che ritengo possa esserle di aiuto ma ad un certo punto…non sapendo come altri annullare me stesso, mi fermerò, facendolo chiaramente capire.

Non sono perfetto, nè lo voglio essere.

Ringrazio comunque Elena per avermi offerto la sua Amicizia che ho condiviso in lunghi momenti di questo nostro, purtroppo breve, rapporto umano.

Ciao Elena, donna orgogliosa, vitale, umana…

Katy, Buck e il profumo di resina

23 Agosto 2004 5 commenti

E’ il profumo degli Abeti.
Particolare, tenue ed intenso insieme, che pervade le mie narici già al risveglio, che di primissimo mattino mi accompagna durante le escursioni e che ritrovo la sera al mio ritorno.

Già otto giorni di Montagna in Trentino, insieme ai cagnolini Katy e Buck.
E devo dire che Buck, il tredicenne chihuahua di Elena, se la stà cavando benone.

Sinora non è mancato a nessuna delle escursioni che abbiamo fatto: due volte da Marilleva 1400 al Monte Vigo (mt. 2179) e giù sino al Lago delle Malghette (mt. 1890); da Malga Mare (mt. 1968) sino al Rifugio Larcher al Cevedale (mt. 2607!); da Pejo Fonti (mt. 1393) in cabinovia sino al Rifugio Lo Scoiattolo (mt. 2034); da Pellizzano (mt. 919) al Lago dei Caprioli (mt. 1310); l’intero perimetro (ed anche oltre) del bellissimo Lago di Pian Palù (mt. 1668) ed oggi nella splendida Val di Rabbi ci siamo fermati a goderci il sole al Rifugio Al Fontanin, a soli 1400 metri…

Solo ieri, al Rafting di 15 chilometri sul torrente Noce il piccolo Buck e la piccola Katy sono mancati, ma per il resto…eccoli quì con me, più vispi che mai!

Alla giovane e monella (non mi sente!) Katy piace tanto salire e scendere per i sentieri, bagnare le zampette ed il corpo nei freschi torrenti, bere la loro acqua chiara e correre poi a perdifiato tra i prati verdi e i freschi boschi!

Dalla sua borsetta che porto a tracolla, al piccolo Buck invece piace tanto guardare dall’alto; con quegli occhietti vispi e la linguettina di fuori, annusa lesto l’aria che lo circonda ed appena s’accorge di un’odore a lui piacevolmente noto… od appena intravede un qualcosa di peloso che si muove…eccolo lì, non può più stare a guardare e agitandosi scompostamente tenta di uscire da quell’involucro caldo e protettivo per tuffarsi in testa in giù!
Perchè?
Perchè, come sapeva molto bene Elena, il piccolo Buck adora mostrare tutta la sua virilità: con i cagnetti e le cagnette di tutte le taglie, di tutte le razze e persino con le mucche di tutti i colori!
Ho la prova fotografica del tentativo (fallito!) dell’approccio di Buck a varie mucche dei dintorni…

C’è qualcosa però che mi ritorna in mente.
Anche ora, quì, in questa biblioteca comunale di Di Maro da dove stò postando.

Lady, un anno fa, era quì con me.
Da anni venivamo insieme in questa parte del Trentino.
Ora quegli stessi sentieri…
Lady, la mia piccola, amatissima Lady.

E Billy, il volpino un pò bassotto.
Appena un anno fa già non c’era più.

E ritornano in mente coloro che non ci son più.

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Andalucia

13 Agosto 2004 17 commenti


La Costa del Sol, Malaga e dintorni.

Torremolinos, Bepàlmadena, Fuengirola, Marbella, San Pedro de Alcàntara sino alla Punta dell’Europa: le Colonne d’Ercole, lo Stretto di Gibilterra.
E poi il Marocco…Tangeri, Casablanca.
Ma soprattutto Granata, Còrdoba, Ronda e Sevilla.

Dal 26 agosto all’8 settembre 2004.

Base operativa a Torremolinos, a 13 km. dall’aeroporto di Malaga.
L’appartamento in residence è per 4 persone

Quest’anno ho deciso per la Montagna, per cui chi fosse interessato a questa occasione per la Spagna può contattarmi via e.mail entro sabato 14 agosto (just in time! poi parto).

velamaremonti@tiscali.it

Vi indico un sito:
http://www.andalusia.it

Bye!

Lorenzo

Riferimenti: Spagna

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Solo!

10 Agosto 2004 13 commenti

Sì, solo!

Lontano dalla solita routine, dal solito chiassoso e alienante contesto urbano, dai parenti e dagli amici.

E, a maggior ragione, lontano dai mezzi di comunicazione, di massa e non.

Non sarei completamente solo come vorrei ma…i miei cagnucci Katy e Buck li potrei portare.

Ma qual’è il luogo, anzi l’elemento nel quale io mi sento veramente solo, libero e forte?

Dove sento (finalmente!) che non ci sono più confini, limiti e barriere?

Libero di guardare lontano, lontano, lontano…

Libero di sentire quel rumore amico, anzi quei rumori amici.

Solo, libero e forte.

Così libero da poter (finalmente!) pensare retroattivamente al vissuto senza condizionamenti.

Libero di spaziare con lo sguardo…ed anche con il cuore e con la mente a 360 gradi.

Libero di ascoltare.

Libero di parlare con me stesso.

E libero di esprimere tutto quello che ho accumulato dentro.

Libero di parlare con chi mi ritorna in mente.

Libero di pensare, di ricordare, di rievocare e di riflettere.

Libero di guardare lontano verso l’infinito.

E libero di alzare gli occhi verso l’infinito.

E così libero di sfogarmi, di gridare, di urlare la mia rabbia.

Libero di piangere lacrime liberatrici senza inibizioni.

E libero di riassumere, ancora una volta, il senso della Vita.

Quell’elemento è il mare, l’acqua.

L’unico elemento in cui mi sento completamente a mio agio.

L’unico elemento più agitato di me…che mi placa.

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Non ho un titolo

7 Agosto 2004 5 commenti

Ovvero…sarebbe stato: “Quanto è bella Villa Ada!”, ma non mi sento di mettere un titolo così positivo se penso al prossimo post che scriverò, se lo scriverò (tranquilli, è solo un’autoriflessione internazionale e non).

Al resoconto di metà giornata, pensavo ad un certo filo.
A quel filo, frutto di coincidenze, volute e non volute dall’Uomo, che legano, o possono legare tra loro degli avvenimenti, degli episodi, dei fatti e delle sensazioni.
E sui quali, per i quali, è consequenziale riflettere.

Episodi e avvenimenti di natura…come dire naturali (tratti dalla Natura) e voluti, o subiti, dall’Uomo.

Stamani ho volutamente portato i miei due cagnolini a Villa Ada, una delle più belle e soprattutto più fresche Ville di Roma.
E li ho portati in quell’angolino delizioso del parco che sembra fatto apposta per loro.
Ed i loro padroncini.

Bello è il prato verde e corto,
fresca è l’aria sotto i maestosi alberi,
liberi sfrecciano i rondoni a Primavera
e fresco è il ruscello d’acque chiare…

E la chicca del posto è proprio il ruscello.
Un ruscello d’acqua fresca e pulita, profondo dai 50 ai 30 centimetri, largo all’incirca un metro e mezzo, lungo una trentina di metri e che, come d’un tratto appare in questo tratto di parco (!), così d’un tratto scompare sottoterra per andare poi ad alimentare il bel laghetto distante una cinquantina di metri.

Mi è stato detto che, per alimentare il laghetto, è stata fatta volutamente una derivazione da una delle grosse condotte d’acqua dolce che disseta la città di Roma.

Acqua fresca e pulita dunque, e anche potabile!

E c’è un bel ponticello di legno che demarca così due spazi, due aree verdi comuni.

E così, per quelle situazioni di fatto che si rinnovano con stabile periodicità, e che giuridicamente potremmo definire gli usi, in questo tratto di Villa Ada, si usa (ed è consentito, diciamo così) portare i propri cagnolini (e soltanto essi) lasciandoli liberi…liberi…liberi…

Ve lo immaginate un contesto così?
Intendo dire così bello, istruttivo e socializzante per loro?
Penso di sì.

E così da quando la Katy ha dimostrato di rispondere ai miei richiami (più o meno), ho ripreso questa buona e sana abitudine (anche per me!).

Ma oggi è stata la prima volta del piccolo Buck, il già tredicenne cihuahua di Elena.
La nostra Elena http://samarcanda.blog.tiscali che da soli dieci giorni purtroppo non c’è più…

Buck, il piccolo Buck, insieme ad una ventina e più di cagnucci di tutte le taglie e razze, e anche senza razza, i meticci insomma!
Come la mia Katy.
Buck dapprima “tenuto” al guinzaglio e poi, dopo aver visionato bene bene tutti i presenti ed i loro comportamenti, slegato, liberato ma…ma guardato a vista!

Preoccupati?
Preoccupati che 2 chili e 300 grammi potrebbero rappresentare il classico vaso di coccio ecc. ecc.?

Che questo non più giovane (all’incirca i nostri 80 anni!) topino con il cuore piuttosto scassatiello e con le rotule che gli fuoriescono…potrebbe essere in pericolo?

Macchè, ma và, ma va là!

Tranquilli.

Lui è quello di sempre, quello di prima…
Piccolo ma intraprendente, molto intraprendente!

E’ il più piccolo esemplare di…ehm cane che io abbia mai avuto e, anche per questo, ho una doppia responsabilità…

Ma lui è quello di sempre, quello di prima…
E’ cioè rimasto con quelle caratteristiche che la Elena mi descriveva prima che lo conoscessi, che ho intravisto in Sardegna e che da ultimo ho avuto conferma da me, nella mia camera da letto! (vedi post che precede):
lui pensa solo a una cosa, a cuccare!

E così, dopo una scelta accurata (?), si è trovato un maschietto amico di taglia il doppio di lui…l’ha cercato, ha compiuto gesti ultra amichevoli, l’ha insomma stimolato…l’altro a suo volta ha fatto altrettanto e insieme…insieme hanno cuccato!

Cuccato, si fa per dire!
Insomma entrambi hanno tentato…

Bah, che tempi, dico io!

Solo che, a differenza di noi umani, gli animalucci (è ovvio) non hanno e non possono avere quelle remore, quelle preclusioni mentali o i dettami del cosiddetto perbenismo o di Santa Romana Chiesa, ma antipatia e simpatia sì, eccome!
E, dunque, se lo fanno tra lo stesso sesso è per piacere sì ma soprattutto per amicizia.
E’ un segno di amicizia, insomma.
Altrimenti, come tra sessi diversi, se tra di loro non c’è comune accordo e simpatia non lo fanno (almeno di solito…).

Stamani quindi avevo da una parte la Katy, libera, serena, di carattere, forte, giovane, amante dell’acqua, delle corse sfrenate con i suoi simili ecc. ecc….e dall’altra parte (in questo caso era proprio dall’altra parte del ruscello) questo fregnetto (scusa Elena) che insieme all’altro cuccavano, meglio, tentavano di cuccare a tutto spiano (o quasi).

Ti ricordi Elena…quando morì il mio piccolo Billy…proprio quì mi scrivesti così: “Ora Billy è nel Paradiso dei cani, corre felice nei prati e cucca a tutto spiano!”…

Guardando lui ho pensato a te, cara Elena.
Ho pensato che ti avrebbe fatto piacere vederlo così, così vispo e vitale…
E vedrai che con me farà ancora tante altre esperienze vitali.
E’ questo che vuoi, no?
Che lui vivi la sua restante Vita in modo sereno sì, tutelato e amato sì, ma soprattutto libero di esprimersi come si sente…

A proposito.
Pensando al lungo viaggio da affrontare e all’altitudine (da 1400 metri in sù) avevo volentieri rinunciato alla Montagna per Buck.

Ma ieri mi sono consultato con il mio veterinario e mi ha detto che la Montagna non fa male a Buck.
E allora, con le dovute cautele, Buck verrà con noi, un mio Amico e la Katy.
Porterò per lui un tascapane speciale.
Quello stesso in cui adagiai la piccola Lady il giorno in cui la trovai…

D’altronde Buck zampetta, hai voglia se zampetta!
Quindi zampetterà con noi sino a quando lo riterrò poi, quando le camminate saranno di 9, 10 ore…(anche prima, anche prima!) lui sarà sempre con noi ma, in quel tascapane…

E da lassù guarderà le alte Vette, gli stormi, il falco, i laghetti ghiacciati, le nuvole vicine e i tramonti…
Sentirà odori e profumi.
Guarderà le mucche e i cavalli.
Sentirà i richiami delle marmotte e forse le sentirà.
Che dici ci proverà anche con loro?
C’è da scommeterci!

Mi sono dilungato tantissimo, chissà perché?

Probabilmente perché oggi ho tempo, anzi, il giusto tempo.
Poi perché anche questa giornata mi ha ispirato.
E, non in ultimo, perché il Pc si è impallato solo 9 volte! (sinora).

Ed allora vorrei terminare con quell’accenno che ho fatto all’inizio:
le coincidenze della Vita, i pensieri, le riflessioni.

Anche oggi è una giornata particolare cara Elena, per te e i tuoi Cari.

Mentre tu sei deposta lì, il tuo piccolo Buck continua a vivere…vivere di te.

Ora è il piccolo cuoricino di Buck che và avanti.
Anche per te.
Anche per chi a questo mondo, a modo suo, ti ha voluto bene davvero.

Con affetto.

Lorenzo

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Il primo approccio di Buck…

5 Agosto 2004 6 commenti

Quando Elena mi parlava del suo piccolo Buck, un cihuahua di ben 13 anni, ne parlava sempre con affetto sì, ma soprattutto per una sua specialità…

Quando (solo due mesi fà) Elena ed io decidemmo di partire per la Sardegna, convenimmo che prima era opportuno fare le dovute presentazioni tra il suo Buck e la mia Katy, la cagnolina che mi ha lasciato la Lady.

E così, un paio di settimane prima della partenza, in una bella e ventosa giornata di sole, ci incontrammo tutti e quattro al mare, alla “Rotonda”, in quel Lido di Ostia.

E lì, per la prima volta, la Katy ed io, conoscemmo il Buck.

Per la verità avevo intravisto un coso sul braccio sinistro della Elena mentre arrivava in macchina un pò trafelata, ma lì per lì non avevo collegato.

Poi Buck, letteralmente calato dall’alto da Elena…fece la sua apparizione nella sua totale maestosità e regalità.

Non ho avuto mai cagnucci di grossa taglia ma…ma questa specie di topino, di ragnetto…questa specie ehm…di cagnetto color beige (è vero i dettagli più o meno corrispondevano: n° 4 zampette arcuate, una codina ritta, n° 2 occhietti neri, vispi e vistosi, n° 2 orecchiette che giganteggiavano, una linguetta penzolante…) superava la mia più fervida immaginazione.

Superati agevolmente i convenevoli e le formalità di rito (annussamenti a cerchi concentrici, starnuti di soddisfazione, piroette e giravolte) dei due cagnolini la Katy non sembrava particolarmente interessata (forse anche lei l’ha scambiato per qualcos’altro?) mentre il Buck, completamente a suo agio e sicuro di sè, con una marcia inarrestabile iniziò a cercarla con un’idea fissa…trascinando con se la Elena che a stento cercava di trattenerlo.

“Ecco, lo vedi? Buck, sei sempre il solito, lascia stare la povera Katy!”.
“Che ti avevo detto Lorè? Per lui non ci sono nè limiti nè differenze, che sia grande o piccolo, che sia una femmina o un maschio…alle volte anche con un gatto…lui pensa solo a cuccare, a cuccare!”.

In verità a questo fregnetto sembrava non interessare altro, puntava dritto dritto al suo scopo, imperterrito e bramoso di toccare, fare, cuccare!

Ma la Katy, anche un pò sorpresa (non disturbata) da tale veemenza ed insistenza non è che se lo filasse più di tanto…lei, giovane inesperta e, purtroppo, molto purtroppo…sterilizzata (sic).

E lì, in quel di Ostia, avvenne il primo incontro tra i due cagnolini.

In Sardegna i due piccolini hanno condiviso con noi la super stressante traversata in mare (7 ore e passa!) in un traghetto colmo a dismisura di gente; la suite e la prima spiaggia in quel Golfo degli Aranci; il viaggio in macchina verso Cagliari; l’appartamento in bed and breakfast insieme a Tiziana, la favolosa proprietaria; qualche corsa nel Garden for Dogs, un pezzo di terra appositamente creato per i cagnucci a due passi da casa e qualche passeggiatina a Cagliari e dintorni.

Solo in due posti Katy e Buck non li abbiamo portati con noi: ad Iglesias e in quella circostanza (proprio due mesi fà) in cui la Elena, Luca del Blog ed io ci dedicammo un’intera giornata in barca a vela…

Ed al ritorno in nave, Katy e Buck viaggiarono anche in una cabina di lusso…

…………………………………………………………..

Da Domenica sera Buck è con noi, con la Katy e con me.

Trovai Katy in una strada di Roma, il 7 dicembre 2003.
Allora nella mia casa c’erano altre due cagnoline: la Lilly di mio fratello Giorgio e Lady…la mia amatissima cagnolina.
Lady la lasciai andare 9 giorni dopo…
Qualche tempo dopo riconsegnai Lilly a Giorgio.
Katy dunque rimase sola e unica proprietaria dell’intero territorio casalingo.

Ma da Domenica sera…questo territorio è stato letteralmente invaso da questo enorme, invadente ed esigente gigante canino!

Come l’ha presa Katy?
Insomma…

Ed allora, come feci con la mia amatissima Lady…quando di tanto in tanto “capitava” in casa un altro cagnuccio…(dopo 15 giorni Lilly! ciao Max! caro Billy…non eri il suo tipo ma hai condiviso con Lady, con noi otto anni di quella che possiamo considerare Vita…, gattina Sissy, ricordi quando cercavi la Lady e dormivi accanto a lei per ricevere caldo e affetto?), ho iniziato a “confortare” Katy, a starle più vicino e a farla sentire la più amata, la prima Donna!

Ma…nel contempo, con gesti, paroline e richiami affettuosi ho dato la possibilità al piccolo e traumatizzato Buck di ritrovare una famiglia.

Fin dall’inizio il piccolo Buck mi ha seguito, con lo sguardo e avvicinandosi a me con quelle zampette arcuate (lunedì scorso il veterinario mi disse che oltre ad un cuore molto scassatiello, al piccolo Buck fuoriuscivano le rotule…), ha risposto quando lo chiamavo, ha abbaiato (abbaiare? in questo caso, è ovvio, è un ‘eufemismo) quando era l’ora di cena e…e continua a farlo.

Anche quando la mattina andiamo a fare una passeggiatina in quel tratto meraviglioso di Tiburtina antica Buck mi(ci) segue.
Tranne un paio di volte che, a un tratto, fa dietro front e si allontana…
Altra particolarità di cui mi parlò Elena.

Quando accarezzo Buck la Katy mi si avvicina semioffesa pretendendo quantomeno il doppio delle carezze e l’immediata cessazione dell’offesa…

Sò io come fare.

E in questi pochi giorni di convivenza ho potuto vedere piccoli ma significativi avvicinamenti tra i due esserini viventi.

Come l’altro ieri sera quando, seduto alla mia poltroncina avanti ad un Pc al solito impallato…ho abbassato lo sguardo e…e ho visto che c’erano due corpicini semiaddormentati vicini…sempre più vicini…

Ma vi ricordate com’era il Buck di Elena?

E allora vi racconto di ieri sera (meglio notte) quando, dopo una giornata particolare, mi sono ritirato esausto in camera da letto e…e, pensando a come probabilmente faceva la Elena…ho per la prima volta fatto un’eccezione alle regole di questa convivenza.

Ho preso delicatamente in mano il piccolo Buck e l’ho adagiato sul letto all’altezza delle gambe.
In un attimo anche la Katy è balzata sul letto, naturalmente!
Avevo la lucetta accesa e nella semincoscienza di un corpo assonnato e stanco, con gli occhi semichiusi…ho notato un balzo in avanti nei rapporti tra i due.

Buck che camminava veloce sul letto, sulle mie gambe (mi ha dato l’impressione che mi passasse sopra un ragnetto di una certa dimensione!) cercava la Katy, e indovinate un pò perchè?

Indovinatooooooooooooooooo!

E la Katy, sorpresa, piacevolmente sorpresa, ci stava…e col suo musetto dava delle spintarelle a quel corpicino tutto a un tratto vispo e guizzante!

Ripresa un pò di lucidità e avendo capito l’antifona…stremato dalla necessità di dormire ho preso allora in mano Buck, l’ho adagiato sul pavimento, la Katy lo ha seguito per cercarlo, lui si è ficcato sotto il letto, poi è riemerso e poi…poi ho finalmente spento la lucetta, ho sentito qualche rumoretto, dei respiretti ansiosi e poi…

Buonanotte!

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Due parole agli Amici Blogger

4 Agosto 2004 16 commenti

E’ un pò di tempo, cioè è da un certo numero di post, che non rispondo, non replico nè ringrazio per i vostri commenti.

E questo non tanto e non solo per mancanza di tempo, quanto per la mancanza del giusto tempo.
E cioè di quello stato mentale, psicologico, che permette, in tempo reale, di riflettere bene prima e di rispondere altrettanto dopo, insomma di poter scrivere ciò che uno sente al momento opportuno in replica ad un commento-considerazione.
E questo vale anche per la lettura dei vostri post e per i commenti che vorrei lasciare.

E questo anche se i vostri commenti al mio post o i vostri post e i commenti ai vostri post (gulp!) sono interessanti, stimolanti e accattivanti.

Poichè, come tutti, penso che l’autore del post sia gratificato se vi siano commenti, e stimolato a rispondere ad essi, sia se si tratti di repliche che sostanzialmente riaffermino il concetto espresso nel post e sia, e a maggior ragione, se pongono nuovi e diversi quesiti, diversi punti di vista, altri interrogativi.

Bello sarebbe poter spaziare a 360° e in tempo reale…

Ed inoltre non replico nè commento anche per un motivo tecnico.
Dovuto al fatto cioè che il mio Pc è tornato a reimpallarsi spesso.
Mesi fa mio fratello Giorgio aveva fatto un restilyng (si scrive così?) completo di questo coso (la Ram era stata sostituita e raddoppiata) e aveva risolto al 95% il problema.
Da un po’ di tempo a questa parte invece (sempre la Ram? O forse per un virus? Non sono proprio uno specialista!), questo coso è tornato ad impallarsi per cui, mentre sto scrivendo su word o direttamente in rete…zac!, al momento naturalmente più inopportuno la freccetta si blocca, si blocca il Pc, si blocca la mia vena…e devo riavviare il coso!

E così mi passa la voglia di riscrivere, e passa di mente anche l’attimo fuggente…

Anche per questo misero post dovrò riavviare (ancora non so quante) più volte il Pc.
E la qual cosa mi fa stare in tensione…perché da un momento all’altro il coso potrebbe…zac!, ribloccarsi senza preavviso.

Se aggiungo poi che, nonostante dal mese di aprile, ho chiesto e ottenuto l’abbonamento all’ADSL di Tiscali ma che da allora non l’ho ancora installato, per incapacità (sic) e per pigrizia, nonostante le minacciose e.mail della Società sarda che mi concedevano ancora pochi giorni di proroga…potete capire…

Il tempo passa in modo non proficuo e la bolletta telefonica aumenta sensa un senso…

Questo è quanto.

Poi c’è un altra motivazione.
Come credo possa capitare di pensare a molti di noi, il veloce utilizzo di questo aggeggio in rete, nel caso specifico del Blog, mi fa considerare già datato un post soltanto di un giorno prima…e che, se per un motivo o per l’altro, non sono riuscito a leggerlo né tanto meno a commentarlo, mi porta a superarlo, a snobbarlo, a meno che non mi colpiscano il titolo o l’immagine o le sue prime frasi o il nickname di chi l’ha scritto.
E questo (almeno per me) per una sorta di curiosità/necessità di conoscere delle “ultime notizie” (ergo dell’ultimo post in ordine temporale) anche se di tutt’altro argomento e tenore…

Proviene forse dal fatto che sono (siamo) abituati a leggere e a ricercare le ultime notizie sul fatto di cronaca, od altro, scritte sul giornale o a conoscere quelle dell’ultimo telegiornale?
Sennò chissà che cosa succede?
O dalla velocità di Internet?
O dalle due cose messe insieme?
E/o da qualcos’altro ancora?

Fatto sta che nel mio caso concreto sono rimasto indietro…

Indietro?
Ma dietro a che?

In questo Blog di Tiscali (ad esempio) tutto quello che è stato scritto rimane ormai in rete (www!) e l’intera rete è come un enorme motore di ricerca.
Basterebbe infatti estrapolare da questo scritto una frase, inserirla in uno dei motori di ricerca, cliccare su cerca per uguale e…e oplà!, si ricaverebbe in tempo reale il testo per intero, il suo autore ecc. ecc.

Ma allora (forse sono andato un po’ fuori tema, anzi senza forse) al di là delle mie personali motivazioni per le quali non ho replicato alle vostre impressioni/espressioni e al proprio tempo libero, e al numero di Blog, Blogger, post e commenti vari, mi chiedo: perché c’è tutta questa fretta? Questa frenesia di scrivere, leggere e commentare e ancora e ancora commentare, leggere e scrivere?

O sono io che ho questa impressione?

Ma nonostante le mie considerazioni, più di uno di voi argutamente potrebbe osservare che: “Però il tempo di scrivere i tuoi maledettissimi post lo trovi, come lo spieghi?!”.
“E trovi pure il tempo di lasciare qualche tuo commentucolo nei post altrui!”.

Già, non saprei come altrimenti (ri)spiegarmelo/velo.

Se non vi rispondo entro una settimana…

Altra questione riguarda le poche e.mail che ricevo.
Si tratta di posta privata e alla quale, a parte l’oggetto, dovrei rispondere in tempi brevi se non altro per educazione e cortesia.

Eppure anche lì…

Lorenzo

Per questo pseudopost ho impiegato più di 2 ore, tra lentezza concettuale atavica, mania di perfezionismo, sigarette, caffè e impallamenti vari…
Sinora il coso si è impallato solo 9 volte, a quest’ora del giorno e sempre senza preavviso…sopravviverò?
Voi sicuramente!
Comunque sia…capita di peggio, di molto peggio…

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Riflessioni…

3 Agosto 2004 7 commenti

Riflessioni personali ma da condividere.

Al punto di intimità cui siamo arrivati…si può continuare a scrivere a cuore aperto e a replicare, se si vuole, a ruota libera.

Qualche considerazione personale.

Con Elena, per la prima volta mi è venuta in mente una cosa, e mi son sentito un tantino diverso da prima.

Ne ho visto pochi andarsene, in verità.
Pochi rispetto a coloro i quali per la professione che svolgono o per l’età, o per il posto nel mondo dove si trovano ne hanno viste molte, ma molte di più di Vite spegnersi.

Eppure…

Ero in camera da letto, ripensavo a questa tragica fine (quale fine non lo è?) e mi è venuto spontaneo un pensiero:
Però, ne stò cominciando a vedere di Persone che se ne vanno!
Non sono molte, però mi sono intravisto tra coloro i quali cominciano a vederne andarsene un bel pò. Dai compagni di scuola, ai parenti, agli amici, ai colleghi e persino agli animalucci…epperò mi dico: io ci sono ancora!
Insomma mi son visto (e per un attimo anche sentito) come un robusto vecchio che nella sua “lunga” Vita avesse già visto mano a mano andar via molte Persone, a lui note e non…

A freddo poi, ho realizzato che la mia personale concezione del Vivere!…,seppur imperfetta e criticabile, si fosse ulteriormente rafforzata.

E voglio quì esprimere il mio concetto di Vivere!

Vivere non è tanto e non solo inteso nel senso di godersi l’attimo, assaporare le cose semplici, vivere quest’unica Vita in senso lato (quanti al Mondo possono solo pensare a quest’ultimo concetto?…) quanto…quanto alle parole da dire in tempo, alle cose da assolvere in tempo, alle Persone da amare in tempo…durante la loro esistenza.

Ora!
Domani non si sà.

E a maggior ragione quando si ha sentore che la Persona cara, per un motivo psicologico e/o fisico non banale, stia piano piano declinando, si stia esaurendo…dobbiamo allora sì avere il dovere e il coraggio di trattarla da Persona normale…, e di farla star “bene” nel modo, o nei modi, a lei più consoni.

Voglio esprimere anche un altro mio concetto, un pò datato e caro, e non per questo giusto e condivisibile.

Sicuramente vi è capitato di parlare e di ascoltare le voci della Gente attorno alla Persona deceduta ed alla Morte in generale.

A me è capitato spesso e volentieri di ascoltare, tra le altre, queste affermazioni:

Riferite alla Persona che non c’è più:
“Adesso lui/lei sono sereni”, “Hanno raggiunto finalmente la Pace”, “Hanno smesso di soffrire”.

E, riferito ai presenti:
“Loro sono sereni, noi continuiamo a soffrire!”, “Soffro da morire e non vedo l’ora di raggiungerli”, “Beati loro in fondo, noi continuiamo il calvario”.

Ebbene no!

Per ciò che mi riguarda, per quello che penso fino ad oggi (domani non sò…) solo una cosa è certa:
Io (e chi è vivo con me) respiro, vedo, sento, gusto, tocco…vivo!
Gli altri…non sò, e non mi risulta.

Ciò che hanno fatto o potuto fare un attimo prima (ed io c’ero), lo hanno vissuto.
Dopo…non sò, e non mi risulta.

Per inciso voglio chiarire il mio punto di vista verso la Fede, qualunque Fede.
Riguardo al dopo…indicato dalla Fede, io dico che (ed ora lo scrivo anche), che qualunque cosa possa far del bene all’Uomo, ben venga!
Lo sanno bene coloro i quali prima o in punta di morte ne hanno sentito l’Essenza.
Io stesso non mi auto escludo.

Epperò, relativamente al concetto che ho voluto esprimere prima, io dico (ed ora lo scrivo pure), io ci sono, Beato me!

Lorenzo

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Billy e Buck

2 Agosto 2004 11 commenti

Me l?aspettavo…e per questo mi ero preparato.

Ieri la figlia di Elena mi chiama e mi chiede se conosco qualcuno a cui affidare Buck.
Lo prendo io, le rispondo.

E così ier sera sono andato a prendere Buck, il cihuahua di Elena.

Un anno fa, in questa stessa stanza dove stò scrivendo, alle 16.45, dopo due giorni di agonia, moriva di avvelenamento il mio piccolo Billy, il mio piccolo cagnuccio un po’ volpino e un po’ bassotto.

Ora Buck non resterà più solo.
Quando non ci sarò io, ci sarà la Katy a tenergli, a tenersi compagnia.

E così mio fratello Giorgio ed io in una settimana abbiamo raddoppiato!

Lui aveva la Lilly e domenica scorsa ha trovato una piccola yorkshire che ha chiamato Polly.
Io avevo la Katy e ho preso in affidamento il piccolo Buck.

Spero solo che la Elena sia contenta…

Cani, brava gente!

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Elena, i suoi contatti virtuali, i suoi figli.

2 Agosto 2004 8 commenti

Nell’Agosto del 2003 ritenni di far conoscere ad Elena il Blog.
Fù l’unica collega a cui rivelai questo mezzo per scrivere delle pagine della propria Vita perché intuivo che di lei potevo fidarmi.
Ed ebbi ragione.
Le chiesi però esplicitamente di non rivelare né farsi scorgere in ufficio ad evitare speculazioni sulla propria Vita privata.
Ed Elena era d’accordo, e così si comportò.
E le feci conoscere il Blog perché, avendola in quel periodo meglio conosciuta, avendo appreso dei suoi molteplici interessi ed esperienze, della sua innata curiosità di sapere e della sua creatività, della sua carica umana, ritenni per lei interessante quel mezzo virtuale.
E ad Elena piacque il Blog, hai voglia se le piacque!
E voi lo sapete, lo potete constatare.
E poi ci sono quegli altri mezzi, seppur virtuali, di comunicazione, di scambi di battute e di frasi che sono gli smn, le chat, le e.mail ecc. ecc.

La misi in guardia, la Elena, nel non dar troppo credito, nel non ritenere del tutto veritieri certi contatti e di non perdere di vista la realtà, la sua realtà, fatta di contatti umani reali, sostanziali.

Ma lei, come d’altronde tanti Blogger, considerava affatto veritieri, reali e concreti questi contatti umani virtuali ed era certo consapevole che avrebbe incontrato anche alcune falsità e cattiverie gratuite.
Elena d’altronde sapeva come gestire questo mezzo, questi mezzi virtuali.
Essendo molto comunicativa, esplicita, spontanea e trasparente riusciva a far giungere il suo pensiero, a far trasparire la sua persona con estrema facilità, e spontaneità.

Ora lei ha smesso di scrivere purtroppo.
Ma non ha smesso di comunicare i suoi pensieri, i suoi stati d’animo, le sue passioni, le sue poche gioie, i suoi profondi dolori.

A chi per la prima volta si è avvicinato alla Elena che non c’è più…potrà conoscerla ugualmente.
A chi l’aveva già conosciuta Elena rimarrà ancor più nel suo cuore.

Mi rivolgo ora ai suoi due figli.
Se avranno l’opportunità di leggere, e conservare… gli scritti della propria Madre potranno forse anche loro trovare nuove e antiche tracce di lei, e farne tesoro.

Forza, venite Gente!

30 Luglio 2004 20 commenti


L’unione fa la forza, e percorrere un tratto di strada insieme a belle persone è sempre piacevole!

Ricordiamola così col suo motto, col suo affetto, con la sua disinteressata generosità.

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L’Arrivederci ad Elena

29 Luglio 2004 42 commenti

Saluteremo Elena.

Nella sua Ostia.

Nella Chiesa di Santa Monica.

Venerdì 30 luglio 2004.

Ore 15.

Io, insieme ai Cari e agli Amici di Elena, sarò lì.

E darò ad Elena il nostro Arrivederci.

Per tutti gli Amici di Elena, virtuali e non, vi sono, vi siamo vicini.

Un Pensiero grande alla nostra Guerriera della Luce, alla nostra Samarcanda.

Alla nostra Unione degli Opposti…

Alla nostra piccola, dolce ed incompresa Elena.

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Elena Samarcarda…non c’è più.

29 Luglio 2004 26 commenti

Sembrerò crudele a scriverlo adesso, ma credo che Elena l’avrebbe voluto.

Elena, l’Amica e collega non c’è più.

Non mi sento di aggiungere altro.

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Cagnolina abbandonata

28 Luglio 2004 2 commenti


E’ stata raccolta da mio fratello, domenica 25 luglio 2004.
Quel giorno a Roma ha piovuto un sacco e la piccola cagnolina era fradicia e tremante per il freddo (e non solo).

Giorgio l’ha portata a casa, a casa dove c’è la Lilly, la cagnolina di 13 anni.
L’ha lavata, le ha dato da mangiare e, insieme alla Lilly, l’ha portata fuori per i bisogni.

Lunedì, Giorgio ha portato questa sorta di Yorkshire dal veterinario e questa è la e.mail che mi ha inviato:

Ciao Doc., questa è la cagnolina che ho trovato. Ha circa 2 anni ed è bella vispa. E’ un pò spelacchiata ma solo per un fatto ormonale, non ha malattie. Qualche pulce (adesso anche meno, le ho fatto già due volte il bagno) ed ha le mammelle infiammate. Quindi niente che non si possa curare con qualche medicina.
Ciao. Giorgio

Nè Giorgio nè io possiamo tenerla.
Giorgio ed io cerchiamo una persona o una famiglia che intenda prendersene cura per tutta la Vita.

Allora chi si offre?

Il Trovatore

20 Luglio 2004 5 commenti


Il Trovatore

Dramma in 4 atti di Giuseppe Verdi
Libretto di Salvatore Cammarano

DIRETTORE Pier Giorgio Moranti

REGIA Franco Zaffirelli
SCENOGRAFIA Franco Zeffirelli
COSTUMI Raimonda Gaetani
COREOGRAFIA El Camborio
MAESTRO D?ARMI Renzo Musumeci Greco

Maestro del coro Marco Faelli
Direttore del Corpo di Ballo Maria Grazia Garofoli
Light Designer Paolo Mazzon
Dir. Allestimenti scenici Giuseppe De Filippi Venezia
Regia ripresa da Marco Gandini

INTERPRETI

Il Conte di Luna Roberto Servile
Leonora Dimitra Theodossiou
Azucena Dolora Zajick
Manrico Marco Berti
Ferrando Riccardo Zanellato
Ines Sonia Caramella
Ruiz Gianluca Floris
Un vecchio zingaro Angelo Nardinocchi
Un messo Cristiano Olivieri

Riferimenti: La rassegna all’Arena di Verona

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Madama Butterfly


Madama Butterfly

Tragedia giapponese in 3 atti di Giacomo Puccini
Libretto di Giuseppe Giocosa e Luigi Illica

DIRETTORE Daniel Oren
SCENOGRAFIA Franco Zeffirelli
COSTUMI Emi Wada
COREOGRAFIA Michiko Taguchi
Maestro del coro Marco Faelli
Light Designer Paolo Mazzon
Dir. Allestimenti scenici Giuseppe De Filippi Venezia

INTERPRETI

Cio-Cio-San Fiorenza Cedolins
Suzuki Francesca Franci
Kate Pinkerton Mina Blum
F. B. Pinkerton Marcello Giordani
Sharpless Juan Pons
Goro Carlo Bosi
Il Principe Yamadori Alessandro Battiato
Lo zio Bonzo Carlo Striuli
Il Commissario Imperiale Angelo Nardinocchi
L?Ufficiale del Registro Nicola Troisi
Madre di Cio-Cio-San Veronica Simeoni
Cugina di Cio-Cio-San Maria Letizia Grasselli

Francesco Crivellino: Costumi di F. B. e Kate Pinkerton, Sharpless

Riferimenti: Il sito dell’Arena di Verona

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Aida


Aida

Opera in 4 atti di Giuseppe Verdi
Libretto di Antonio Ghislanzoni

DIRETTORE Daniel Oren

REGIA Franco Zeffirelli
SCENOGRAFIA Franco Zeffirelli
COSTUMI Anna Anni
COREOGRAFIA Vladimir Vassiliev
Maestro del coro Marco Faelli
Direttore del corpo di ballo Maria Grazia Garofoli
Light Designer Paolo Mazzon
Dir. Allestimenti scenici Giuseppe De Filippi Venezia
Regia ripresa da Marco Gandini

INTERPRETI

Il Re Deyan Vatchkov
Amneris Larissa Diadkova
Aida Micaela Carosi
Radames Salvatore Licitra
Ramfis Carlo Colombara
Amonasro Alberto Mastromarino
Un messaggero Enzo Peroni
Sacerdotessa Antonella Trevisan
Primi ballerini ospiti Myrna Kamara
Primi ballerini ospiti Pascal Jansson
Primo ballerino Giovanni Patti

Riferimenti: L’Arena di Verona

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Che Occasione!

13 Luglio 2004 8 commenti


Quattro giorni di Opere all’Arena di Verona!

Oggi si inizia con l’Aida, Opera in 4 atti di Giuseppe Verdi, Libretto di Antonio Ghislanzoni: Radamès, Ramfis, Aida, Amneris, il Re e Amonasro…

Mercoldì la Madama Butterfly, Tragedia giapponese in 3 atti di Giacomo Puccini, Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica: Cio-Cio-San, Suzuki, F.B. Pinkerton, Sharpless, Kate Pinkerton, Goro, Il Principe Yamadori, Lo zio Bonzo, Il Commissario Imperiale, L’Ufficiale del Registro, Madre di Cio-Cio-San e Cugina di Cio-Cio-San…

Giovedì la Traviata, Melodramma in 3 atti di Giuseppe Verdi, Libretto di Francesco Maria Piave: Violetta Valery, Flora Bervoix, Alfredo Germont, Giuseppe, Annina, Gastone, Barone Douphol, Marchese d’Obigny, Dottor Grenvil, Domestico di Flora e il Commissionario…

E infine venerdì: Il Trovatore, Dramma in 4 atti di Giuseppe Verdi, Libretto di Salvatore Cammarano: Il Conte di Luna, Leonora, Azucena, Manrico, Ferrando, Ines, Ruiz, Un vecchio zingaro, Un messo e i Primi ballerini ospiti…

Quest’anno non c’è la Carmen di Bizet ma…

…ma che vuoi di più dalla Vita?

Grazie sorella Manuela!

Un caro saluto a tutti!

Lorenzo

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Quel che non farei…

5 Luglio 2004 43 commenti

Quello che non farei, se incontrassi un/una Blogger, è scriverne poi sul Blog.

Non descriverei la persona, anche se dovesse avere i capelli verdi o se non li avesse affatto, nè se risultasse antipatica o meno, nè tantomeno allegherei una foto, semplicemente perchè non vi saranno foto.

Nè alluderei o farei riferimenti che possano poi in qualche modo farla riconoscere o identificare.
E questo della privacy è un tema a cui tengo molto.

Sono per la discrezione e il rispetto e ci tengo che l’incontro rimanga una cosa mia e di poche persone, e non di pubblico/virtuale dominio.

Vorrei infatti non essere invadente e farei in modo che il “dopo” fosse come il “prima” dell’incontro, e cioè che ognuno di noi, nel continuare a scrivere nel Blog, non si sentisse poi condizionato.

Di certo però, “dopo”, quando mi risistemerò davanti a questo monitor, associerò quel nickname a quel volto, ricorderò quelle parole e quella voce, e sorriderò.

Ciao.

Lorenzo

IL POST CHE PRECEDE: “QUEL CHE NON FAREI” E’ SCRITTO QUI’ POICHE’ E’ GIUNTA L’ORA DE…..

ERRORE: SESSIONE NON VALIDA!

Se la Montagna non và da Maometto…
postato da Lorenzo [lunedi 5 luglio 2004 ore 07:11:49]

Cari blogger vicini e lontani…continuando il discorso del post che precede: “Vorrei conoscervi di persona”, penso che invierò una e.mail a quelle persone delle quali vorrei approfondire la conoscenza, che vorrei sentire per telefono e, magari, se si è reciprocamente d’accordo e se si ha il tempo, che mi piacerebbe incontrare de visus (che vuol dire? boh!).

E poichè a me piace viaggiare in Italia…si potrebbe prendere un caffè insieme.

In alternativa, se qualcuno di voi non ha proprio niente di meglio da fare…potremmo incontrarci quì a Roma, dove troverebbe un’autista-guida tutto fare, o quasi.

Allora quando ci vediamo?

Un caro saluto a tutti!

Lorenzo

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Vorrei conoscervi di persona.

2 Luglio 2004 12 commenti

L’ho sempre pensato, e l’ho anche scritto.
A me il virtuale non piace, nel senso che non lo considero del tutto veritiero, sia nel senso bello, cioè che la persona potrebbe essere migliore di quello che appare, e sia nel senso inverso.

Ma lo considero però un mezzo utile, anche perchè adeguato ai tempi celeri di oggi, per conoscere in senso lato.

E fin quì ci siamo.

Nel caso specifico del Blog poi, credo di aver capito che per chi lo utilizza, con post, con commenti o limitandosi a leggerlo, questo mezzo rappresenti alle volte una valvola di sfogo, deteriore o non, un metodo di confronto, con gli altri e con se stessi, un modo “nuovo” di comunicare ecc. ecc.

E questo lo trovo positivo solo che, personalmente, dopo aver letto qualcosa di voi ed aver intuito come può essere la persona che scrive, o semplicemente commenta, e avervi trovato delle affinità od altri motivi di interesse (sentire il bisogno di dare una mano o un consiglio o un confronto), ad un certo punto questo Blog mi stà stretto.

Nel senso che, per alcune persone che “frequento” un pò di più di altre o, al contrario, per tizio o tizia di cui ho letto un solo post o commento e che mi ha particolarmente colpito, mi vien voglia di conoscerla.

Innanzitutto magari sentire prima la sua voce, e riappropiarsi così di uno dei sensi (l’udito) e poi, se si è d’accordo, incontrarci (v. vista).

Ma in genere questo mezzo ha la sua “carta vincente” proprio nel fatto che non è assolutamente necessario sentirsi per telefono nè tantomeno incontrarsi di persona.

E penso che, forse la maggioranza di noi, per i motivi più svariati (immediatezza del confronto, mancanza di tempo, distanza, privacy, discrezione, timidezza, preferenza per uno scambio epistolare, handicap fisici o psichici ecc.ecc.), preferisca o sia costretto a limitarsi a scrivere e a leggere.

Bene, ma a me non basta.
Nel senso che, come è mia abitudine, mi piace vedere, ascoltare, parlare, provare insomma quelle sensazioni che, penso, siano comuni a ciascuno di noi nella Vita reale.

Ma non mi piace il raduno di massa.
Mi piacerebbe incontrare poche persone e farle entrare, se si è reciprocamente d’accordo, in quelle conoscenze che poi, forse, un giorno, potrebbero diventare Amicizie.

C’è almeno un punto però con il quale si può non essere d’accordo con me.

La curiosità non esaudita di incontrare quella persona, e che rappresenta quell’alone misto di fantasia e suggestione che è, forse, l’altra carta vincente del Blog.

Sono dell’idea, infatti, che ciò che si crea tra due persone in questo Blog (empatia, interesse, curiosità, odio, simpatia ecc. ecc.) sia, o possa essere diversa da ciò che si potrebbe riscontrare, in un senso o nell’altro, dal vivo.

E dunque credo che il “dopo”, l’eventuale incontro, sia diverso dal “prima”.
Sia in senso positivo che, al contrario, in senso negativo.
Penso infatti che, per taluno di noi, ci si possa rappresentare meglio di quello che si è o, al contrario, peggio.
E dunque, al di là degli scritti, dei commenti, delle reazioni e delle idee fin quì espresse, l’incontro dal vivo potrebbe essere o una delusione, o una ulteriore conferma ed altro ancora.

Per cui c’è gente che preferisce fermarsi quì, utilizzando questo mezzo per allargare le proprie conoscenze in questo modo ed altri, tra cui mi ci metto anch’io che, arrivati ad un certo punto, casualmente o volutamente, preferiscono il confronto diretto.

Un saluto a tutti.

Lorenzo

P.S. Allora quando ci vediamo?

Per il tuo seno

1 Luglio 2004 10 commenti


Il mio non è uno sfogo.
E parlo, o meglio, scrivo, con cognizione di causa.

Stamani mi è venuto a trovare un Signore, il quale, per il lavoro che svolgo, mi ha chiesto delle informazioni.
Ed io gli ho fornito quelle informazioni.
Solo che, nell’impeto, nel giusto afflato dell’esposizione delle ragioni per le quali questo Signore era giunto sino a me, un suo accenno, un suo veloce accenno a certi “anni 80″ che hanno inciso, eccome, sulla Vita dell’ intera sua famiglia…mi ha fatto rievocare sensazioni e fatti sempre vivi in me, e sempre vive reazioni di disgusto.

Non sarò breve, credo, per cui chi non ha tempo e voglia di leggere, o ha il cuore tenero o è debole di cuore…è meglio che non prosegui la lettura di questo miserabile, o miserevole post.

Per facilitare chi legge darò dei nomi di fantasia alle persone ed ai personaggi che compongono il puzzle che seguirà.

Puzzle è termine inglese, credo, ma quì la vicenda è tutta, interamente, inequivocabilmente tipicamente italiana.

Questo Signore lo chiamerò Carlo.

Negli “anni ’80″ Carlo aveva una giovane moglie, Anna, e due splendide figlie, Eleonora e Giulia, rispettivamente di 6 e 5 anni.

Anna era una Donna previdente, nel senso che, per ciò che riguarda il tema Salute, era per la prevenzione.
Ed infatti, con metodica determinazione, Anna svolgeva quegli accertamenti, quelle analisi di routine che le donne dovrebbe fare e che, purtroppo, ancora oggi molte donne, troppe donne, ancora non fanno.

Pur essendo giovane, Anna era cosciente, consapevole del valore e dell’attualità di svolgere visite preventive.
Per tutelare la propria Salute ma anche per il bene della sua famiglia, le figlie, il marito.

Tutto bene i primi anni.
Anna aveva conosciuto un medico specializzato, che chiamerò Dottor x, che lavorava, e lavora, in un ospedale pubblico.
Tutto bene i primi anni.
Poi, un giorno, una radiografia al seno individuò una piccola macchia…

Se l’aspettava Anna, o forse no.
Forse proprio chi è per la prevenzione, chi non è fatalista o attendista, riesce, forse, a capire subito di cosa si può trattare, e ad attutire il colpo, forse.

Ma credo che, fatalisti o preventivi, donne o uomini che siamo, tutti, mi ci metto anch’io naturalmente, dal giorno della notizia, di quella che è ancora una nefasta ipotesi, alla conoscenza dell’evidenza, o supposta tale, della prova cioè, radiografica od altro, tutti, dicevo, cambiamo…non siamo più quelli di un attimo prima e, forse, purtroppo, può capitare che non potremmo più essere…quelli di prima.

E, insieme alla persona che conosce di questa notizia, anche coloro che la circondano, parenti stretti ed altri, subiscono un contraccolpo, chi più e chi meno…

Anna informò subito il Dottor x del risultato della lastra, ed anche dei due esami ulteriori (biopsia ed un altro che non ho memorizzato) consigliati dal radiologo.
Fù rassicurante il Dottor x, ma anche fuorviante.
Questi infatti non mostrò nessuna emozione, né preoccupazione e, sicuro di sé, prescrisse ad Anna delle vitamine e le impose un tutt’altro esame (Carlo me l’ha detto ma non ho memorizzato né, in verità, ho mai sentito dire prima di questo esame).
E così, in contrasto con il parere del radiologo, il Dottor x mise la Vita di Anna su un certo binario…preordinato, precostituito.

Certe mie considerazioni/affermazioni sono opinabili, sempre.
Ma è anche vero che, non a sproposito, mi sono autodefinito cinico e opportunista.
Questo, per inciso.

Ma torniamo ad Anna.
Lei forse immagina o sospetta qualcosa ma penso, credo, che neanche lei abbia ritenuto di pensare che quelli sarebbero stati i suoi ultimi anni di Vita.
Ma non ero nella mente di Anna e, sicuramente, ciò che io penso non ha nessun nesso e connesso con la sua vicenda, oramai…

I mancati esami diagnostici prescritti dal radiologo e la “terapia” indicata dal Dottor x che riteneva non vi fosse nulla di serio nel quadro clinico di Anna, impedirono a quest’ultima di conoscere della reale gravità della patologia, e della sua evoluzione ed aggravamento…

Cosicché, il giorno stabilito, il deux ex machina, cioè il Dottor x, emise la sentenza…
C’era un tumore al seno, piuttosto evidente e, naturalmente, maligno.

Ma come, non era una sciocchezza?
Non era tutto sotto controllo?

No, evidentemente no.
E per Anna iniziò la prevista, ancorché non prevedibile né auspicabile procedura di quello che, una Persona a me tanto cara, soleva definire il “famigerato Protocollo”.

E già, in questi casi, al punto in cui era arrivata Anna, per la non libertà di scelta della cura che vige in Italia (avete presente l’articolo 32 della Costituzione?), il Ministero della Sanità prevede un suo Protocollo. Cioè ciò che, in seguito a ricerche, sperimentazioni, risultati e statistiche…ditemi voi se ho trascurato qualcos’altro…quest’ente ritiene di dover far applicare, da parte delle strutture ospedaliere, nei confronti di quelle donne che, disgraziatamente, risultano colpite da tumore al seno.

E dunque, per grave omissione ed imperizia del Dottor x, la appena 32enne Anna dovette sottoporsi a quell’intervento chirurgico che la privò dei linfonodi, a quel ciclo di chemioterapie e poi ai mirati raggi x, tutti già predisposti con Protocollo statale.

Ma Anna è forte, reagisce o cerca di farlo, ma le sue pur giovani forze ed anche il suo forte equilibrio psichico cominciano, progressivamente, a vacillare.

Ma non è tanto il Male in sé, la menomante operazione chirurgica o gli effetti collaterali della devastante chemio e degli apparentemente meno invasivi raggi x che colpiscono Anna.

Ciò che più sconvolge Anna, ed i suoi famigliari, ed in primis suo marito, è il senso di sfiducia, pressochè totale, nei confronti di quelle strutture sanitarie pubbliche deputate alla salvaguardia della salute dei cittadini (sic).

Mettiamoci un attimo nei panni di Anna.
Una persona previdente, abbiamo visto, ed anche fiduciosa nel prossimo, come il marito d’altronde.
Prossimo riferito, nel caso specifico, a quel Dottor x, luminare di quella struttura, che aveva preso nelle sue mani la Vita di Anna e che l’aveva sempre rassicurata, anche di fronte all’esito di esami positivi…

Solo chi ci passa sa.

Otto mesi durò il calvario di Anna.
Otto mesi, e quella famiglia fù privata di una moglie, e della propria madre.
Eleonora e Giulia, le ragazze, quando Anna andò via, avevano 15 e 14 anni…

Ma lasciò testamento Anna, la quale, insieme al marito, aveva iniziato una causa, la sua Causa, contro colui il quale ritenne responsabile in toto della tragedia.
Ma la sua Causa era stata iniziata non tanto per una sua Giustizia personale, che non le avrebbe restituito né la serenità né tanto meno la Salute…quanto per gli altri, per le altre donne che avrebbero avuto la “sfortuna” di imbattersi in questa specie, purtroppo non rara, di “Medico”.

Anna ebbe l’opportunità, ed anche la forza, di essere presente alle primissime udienze.
Poi, nell’89, a soli trentadue anni, smise di soffrire.

Ma prima di andarsene Anna espresse al marito questo desiderio: “vai fino in fondo Carlo, non tanto per me oramai, quanto per gli altri. Impedisci a questo Medico di arrecare altri danni. Vai fino in fondo”.

E Carlo, che aveva seguito passo dopo passo ogni evento, ogni esame, ogni colloquio che Anna aveva sostenuto con il Dottor x, prese il testimone e andò avanti.

Carlo non si era mai occupato prima di Sanità, né tanto meno di Giustizia.
Almeno in questi termini.

Come un qualsiasi comune cittadino che ha avuto la “malaugurata sorte” di incappare nel tunnel della Sanità prima e in quello della Giustizia poi, Carlo si è dovuto rimboccare le maniche.
Conoscere dell’una e dell’altra.
Ma, se nel caso della Sanità, di quella struttura ospedaliera e del Dottor x, Anna e Carlo non poterono che subire, ed Anna ha perso la Vita…in quello della Giustizia, Carlo, l’ultimo Genitore, sente di poter andare fino in fondo, deve assolvere ad un impegno, a un dovere morale.

E andrà fino in fondo.

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I Faraglioni, figli delle onde

29 Giugno 2004 5 commenti


Tutto è cambiato, niente è cambiato.
Il mare, le onde, ogni cosa scorre, diviene, muta, ma loro, i Faraglioni, no.
Così pare, almeno.
Loro sono là, sempre là, antichi e nuovissimi.
Il Faraglione di Terra o Stella, il più alto (110mt.), quello di Mezzo (81 mt.), bucato da una scenografica galleria, quello di Fuori, lo Scopolo (104 mt.), un dado gettato a sfidare l’energia della risacca: eterne cartoline di Capri a mezz’ora di cammino dalla Piazzetta…

Eppure quei tre monoliti che da terra si inoltrano nel mare sono invece il segno delle lente e inarrestabili dinamiche della crosta terrestre: il riassunto stenografico di una colossale rivolta geologica che milioni di anni fa ha cancellato la banchina minerale stesa “tra l?Europa e l?Africa sua materna”, così scriveva Filippo Tommaso Martinetti, che qui soleva tuffarsi a capo della centuria futurista, da Enrico Trampolini a Francesco Cangiullo, da Benedetta a Fortunato Depero.

Il moto ondoso e il vento hanno scolpito quelle tre dita calcaree in un tempo umanamente senza tempo, i movimenti tellurici le hanno conficcate nel più alto fondale dell’isola (500 mt.) creando fenditure e forcelle ciclopiche.
Marinettianamente: “frecce minerali scagliate nella tavolozza impressionistica del mare condensato notturno, blu blu blu di Prussia, maiolica blu, marmo blu”.

Sono creature selvagge i Faraglioni.
E impressionanti.

Il paesaggio dell?uomo è lontano, li sfiora appena con le candide processioni di ville e palazzine che scendono verso Marina Piccola, con le scalinate che si indovinano nel ricamo roccioso della scogliera.
Il mare che li circonda è ancora oggi un’autentica meraviglia, nonostante il continuo assalto di pescatori e subacquei.
Le pareti sommerse dell’arco del Faraglione di Mezzo, per esempio, sono un affascinante arazzo giallo di celenterati a forma di fiori.
Il fondale che contorna lo Scopolo è invece una ricchissima rassegna di echinodermi, tra cui stelle marine rosso carmigno, viola o maculate giallo-arancio, la Martasterias glacialis dal color verdebruno e dal dorso spinoso, e il terribile riccio marino Centrostephanius longispinus con i suoi giganteschi aculei di 20-25 centimetri.
Non mancano altre presenze importanti, scorfani, murene e polpi che però trovano crescente difficoltà a mimetizzarsi in una roccia sempre più spolpata dai cercatori di datteri di mare e altri molluschi.
Sul versante occidentale del Faraglione Stella, l’omonima grotta a forma di arco, percorribile in barca a remi, accoglie popolose colonie di idrozoi e gasteropodi.
Il personaggio più straordinario di questo zoo non abita però sott’acqua: è la lucertola azzurra del faraglione e vive esclusivamente sulle rocce dello Scopolo…

Come si sono formati i Faraglioni?

La principale azione esercitata dal mare sulle coste è quella di demolizione dovuta al moto ondoso; l’azione martellante dei frangenti agisce sulle fessure, aprendo varchi e fratture che si allargano progressivamente.
L’acqua spinta nelle cavità comprime l’aria, e ritirandosi successivamente determina una sua rapida espansione.
Per quanto riguarda i Faraglioni, bisogna considerare poi che quando esiste un promontorio che si inoltra verso il mare l’azione di erosione sui suoi fianchi è superiore a quella frontale a causa delle rifrazioni dei fronti d’onda che variano la direzione di propagazione convergendo verso il “collo” del promontorio stesso.
Il “collo”, sottoposto a quest’energica azione erosiva, col tempo si assottiglia sempre più, fino ad essere completamente reciso.
La testa del promontorio, il Faraglione, appunto, resta così isolata nel mare…

Amici blogger,
arrivate di mattina alla stazione di Mergellina, a Napoli, prendete l’aliscafo da quel porto e…e a mezzogiorno esatto sarete già alla Piazzetta di Capri a godervi un aperitivo…poi, a piedi, in taxi o con l’autobus scendete a Marina Piccola…di fronte a voi si presenterà uno spettacolo maraviglioso… i giganti del mare, le sculture degli dei, i guardiani dell’isola: i Faraglioni!

Provare per credere!

Ciao a tutti.

Lorenzo

Er forasacco

23 Giugno 2004 9 commenti


Er forasacco

E’ la stagione,
ma anche l’opera
incompiuta
der l’Omo pigro.

E’ un attimo,
un’annusata
improvvida
e il danno è fatto.

A un tratto,
ar cane mio
je pija a starnutì
fitto fitto.

M’accatto
‘a povera bestia
e corro in cerca
der veterinario.

Er primo è chiuso,
ma l’altro
piuttosto noto
invece è aperto.

Quì te portai,
quel giorno brutto
con Lady in braccio
già quasi in lutto.

E’ sera,
‘na virgola de’ Luna
s’affaccia
e ci saluta.

E le Stelle,
sinonimi della Vita che fù
intensamente
ce stanno a guardà…

(Lorenzo)

Katy (Lido dei Pini-Lazio febbraio 2004)

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Mens sana in corpore sano

21 Giugno 2004 10 commenti


Oggi smetto di fumare.

Voglio vedere chi è più forte, la nicotino o gestualitàdipendenza…
o la mia forza di volontà di non fumare.

Olbia (SS) Tavolara vista da Molara.

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Facoltà di Scienze Politiche

14 Giugno 2004 26 commenti

E’ una Facoltà che mi ha sempre affascinato, ed attratto.

Perchè racchiude in sè elementi preziosi per conoscere il nostro passato e, di conseguenza, per capir meglio chi siamo e perchè…e dove ci stiamo dirigendo…

L’Idea innanzitutto, o meglio le Idee che hanno attraversato il Mondo cosiddetto Occidentale e che, applicate a quel Mondo, e non solo…hanno così influenzato l’intera nostra Storia…fino ad oggi…

L’Economia, macro e micro…

Le Lingue, di derivazione Latina e Anglosassone…

La Storia e la Geografia…

Il Diritto e la Filosofia…

Le Organizzazioni Internazionali e la Diplomazia…

La Statistica…

And last but not least

l’Informatica…

http://spol.unica.it/html/dovesiamo.asp

In verità già ad agosto del 2002, in previsione di venire a lavorare a Cagliari, avevo versato al Banco di Sardegna i 10.33 euro quale preiscrizione a questa bella Facoltà (codice 02), codice corso 30, numero di matricola 16821.

Quest’anno riuscirò ad iscrivermi all’anno accademico 2004/05?

Mi piacerebbe, sono tentato.

Non mi iscriverei ad una Facoltà per pura conoscenza personale, anche se medio-alta, ma lo farei, se stavolta riuscirò nell’intento, per un investimento.

Un investimento per il futuro, prossimo venturo.

After Cagliari I’ve another Dream, Paris…

Ma andiamo per ordine, un passo alla volta, tempo al tempo ma…ma un consiglio mi sento di dare a chiunque passerà di quì.

E per chiunque intendo giovani e non…

Saggiate le vostre forze e conoscenze, pratiche e/o culturali, e guardatevi attorno.

Preparatevi un bel Curriculum, è importante.

Se ancora avete poche frecce al vostro arco, non disperatevi, tranne rare eccezioni si parte dal basso, sempre.

Frequentate corsi di specializzazione, fate pratica con lavori diversi.

Tenete le antennine ben distese, pronti a captare l’eventuale occasione o chance.

Fatevi conoscere, e conoscete persone di tutti i ranghi e ceti.

E la mossa conseguenziale sarà il mettersi alla prova, il tentare, persino l’espatriare se può servire a smuovere una situazione precaria o stagnante.

Datevi comunque sempre un obiettivo, uno scopo nella Vita, meglio se medio-alto.
E, come si fà per una bella pianta, sfrondate la vostra Vita delle foglie e dei rami secchi, ergo, non perdetevi più di tanto in mille rivoli…ma badate al sodo.

Pochi obiettivi, concreti e realistici.

L’inizio è in salita è ovvio ma dopo un pò che, con tenacia e serenità, avrete percorso un certo tratto di strada…voltatevi indietro e vi accorgerete di essere più avanti di prima…e di aver fatto piuttosto che non aver nemmeno tentato…

Quale delle due situazioni vi farebbe sentire meglio?
Quale delle due situazioni vi darebbe una opportunità?

Al di là del raggiungimento del pieno obiettivo che vi siete posti o meno, vi sentirete comunque stimolati, sempre in corsa e, se proprio dovesse andar male rimarreste comunque con una carta in più da giocare.
Magari alla prossima partita…

E dopo questo consiglio/esortazione, vi auguro un giorno migliore dell’oggi.

Lorenzo

Solstizio d’Estate a Cagliari…

12 Giugno 2004 16 commenti


E’ solo ufficioso.

Nel senso che, venerdì scorso, avendo telefonato per avere notizie/novità sull’esito del corso-concorso di due anni fà…l’impiegata dell’Ufficio competente mi ha informato che sì, in tutta Italia, si stanno inviando a rotta di collo ai vincitori le letterine di convocazione/presa di possesso.

Ma il mio nominativo è compreso?

E con quale qualifica?

La settimana ventura saprò…

Nel caso, lunedì 21 giugno 2004, dovrò trovarmi nuovamente a Cagliari per iniziare una nuova esperienza lavorativa e se così sarà, forse, a questo punto…non mi conviene neanche disfare la valigia…

Ma, se così non sarà, mercoledì 30 giugno 2004, resta comunque fissato il tentativo di conciliazione.

Vedremo.

Per intanto resta una settimana di tempo.

Una settimana per spazzare via dal tavolo del mio Ufficio le decine di pratiche che mi restano da definire. Pratiche relative ad un lavoro/servizio che svolgo da dieci anni e che mi piace. E che se anche, in alcuni periodi, ha subito ingiusti, iniqui e vessatori “ostacoli”…non mi ha impedito di porre a termine il mio diritto/dovere a svolgere la mia attività a servizio dei cittadini.
Attività che, credo, di aver svolto in scienza e coscienza.

Mi mancherà quel tipo di attività…
Mi mancheranno quei colleghi…coscienziosi e dignitosi…

Ma quel che è stato fatto, nel bene e nel male, rimarrà in me, per sempre.

In mezzo secolo di Vita non mi sono mai trasferito dalla mia Città…ma parto per un’Avventura nuova e diversa, consapevole del delicato ruolo che andrò a svolgere.

Sò quel che andrò a trovare.
Una Città ridente e piena di Vita, Cagliari.
Un’Isola, e che Isola!, bagnata dai Mari e dal Sole e ricca di misconosciute oasi naturali, dell’entroterra e non…

Un nuovo lavoro di responsabilità, una casetta in riva al mare e, chissà, una barchetta…

Se per il giorno più lungo dell’anno dovrò (su mia scelta!) trasferirmi a Cagliari, dovrò per ora solamente prenotare il traghetto per me e per la Katy, la cagnolina che mi ha lasciato la Lady…
Un Pensiero anche al povero Billy…e alla sfortunata gattina Sissy…

E alla mia cara sorella Irene…
E a mio Padre, l’Uomo semplice e saggio dai folti capelli bianchi…

So dunque quel che andrò a trovare, più o meno…

Lascio cinquant’anni di Vita romana vissuta, più o meno…e credo che, se le cose andranno così, apprezzerò ancor di più quei viali, quei parchi, quelle fontanelle, quelle chiese…e l’atmosfera di quell’Isola felice che è la Città di Roma.

Due cose credo di poter affermare.

La scelta non casuale di Cagliari mi farà frequentare di più l’Amica Natura…

Quando, il più lontano possibile, sarà giunta l’ora…vorrò essere seppellito nella mia Città…eterna.

Dopo questa smielata, melodrammatica e foscoliana sviolinata…mi permetto di condividere con voi, cosiddetti amici virtuali, questa mia…augurando, soprattutto ai giovani, una analoga e stimolante scelta di Vita.

Lorenzo

Roma, 13/05/04 Sollecito di pagamento

11 Giugno 2004 10 commenti

In effetti…forse…a memoria…visto che era tanto che non vedevo una bolletta della monopolicamica Telecom…

Ier sera vado per connettermi e…ci scusiamo ma per problemi amministrativi…potete contattare il Contact Center Amministrativo al numero verde gratuito…

Nel ripescar nella posta gettata lì…sul tavolo…in effetti…forse…a memoria…ecc. ecc….

Ma se avessi pagato alla scadenza i 225,50 euro come sarei potuto andare in vacanza in Sardegna?

Beh, per ora pago (già) gli interessi di mora ma tenuto conto che risparmio sul non uso di Internet…

Ad maiora

Lorenz

La L.E.D.A., domani…

5 Giugno 2004 27 commenti

Ci siamo.

Domani, Elena, Luca ed io partiamo in barca a vela da Marina di Capitana a Villasimius.

E’ per me il clou delle mie ferie in Sardegna.

Oggi però, insieme alla Elena, siamo andati ad assaporare la spiaggia e il mare di Chia…poi a Nora e le rovine fenicie, puniche e romane…

Che vuoi di più dalla Vita?

Un Pensiero per tutti, in particolare a chi non può…più.

Lorenzo

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Scuola di vela – Isola di Caprera – I preparativi

28 Maggio 2004 14 commenti


Il cabinato a vela è all’ormeggio, in un’ampia insenatura al riparo dai venti.
E’ una bella giornata di giugno.
Notate l’abbigliamento dei corsisti.

‘Ancora
attrezzo di metallo, fissato ad una catena o a un cavo, che facendo presa sul fondo ha la funzione di trattenere un’imbarcazione all’ormeggio sia alla ruota che a una banchina. Il suo peso deve essere proporzionato al dislocamento (salpare, arare, appennellare, spedare, tenere, dare fondo, afforcare, filare per occhio)

Andana (in andana):
ormeggiarsi parallelamente alle altre barche (con la propria rivolta verso la banchina). In seconda o terza andana: in seconda o terza fila

Andatura:
nome dell’angolo formato dall’asse longitudinale dell’imbarcazione e la direzione del vento apparente; bolina, bolina larga, traverso, lasco, giardinetto, poppa

Anemometro:
strumento che misura la velocità del vento

Anemoscopio:
strumento che indica la direzione del vento. Se posto in testa d’albero prende il nome di windex o banderuola (v. mostravento e segnavento)

5 Giugno 2004 – Sailing Blogger’s equipment

28 Maggio 2004 2 commenti


Quando si và in barca a vela è necessario equipaggiarsi in un certo modo, con pochi e basilari elementi.

1° – Le scarpe devono avere le suole in gomma leggera (fondamentale, altrimenti non si sale!) per non rovinare il legno. Meglio se antiscivolo.
2° – Un leggero giubbotto impermeabile e antivento.
3° – Una felpina (per chi non è caloroso…)
4° – Un cappelluccio con visiera, occhiali e crema da sole.

Inoltre…in apnea: maschera, boccaglio e pinne e, per chi è sub: muta, pesi, bombole, profondimetro, coltello e segnale galleggiante.

E poi…macchina fotografica subacquea usa e getta, materassino o canottino.

Per chi è curioso…e gli piace osservare gabbiani e delfini: il binocolo.

E per chi è uno sportivo comunque…ma non sà nuotare…non vuole scendere in acqua…o ha altro da fare…gli bastan un telo da bagno e il costume!

Abbattere:
allontanare la prua dalla direzionedel vento.

Abbrivio:
inerzia dell’imbarcazione quando continua un suo movimento anche se sono cessate le azioni di propulsione (vela, motore, remi, altro)

Accostare:
cambiare direzione; l’atto di spostare la prua verso sinistra o verso destra. Affiancarsi a un’altra imbarcazione o ad una banchina

A collo:
quando una vela prende il vento dal suo lato esterno, quello rivolto verso prua; prendere a collo, abbatte, frena o fa retrocedere l’imbarcazione. Manovra che si usa anche per mettersi in cappa

Agguantare:
bloccare, cessare di filare una catena o un cavo. Termine usato prevalentemente durante l’operazione di ancoraggio o di ormeggio, sta a significare anche quando l’ancora ha fatto presa sul fondo

Albero:
asta che si eleva verticalmente dalla barca e serve a trasmetterle come forza propulsiva la pressione del vento sulle vele

Alisei:
venti costanti provocati dal riscaldamento dell’aria nelle zone equatoriali; spirano nell’Oceano Atlantico e Pacifico orientale, da nord-est nell’emisfero boreale e da sud-est in quello australe

Alambardata:
improvviso e violento spostamento della prua rispetto alla rotta seguita o quando la barca è all’ancora, è causato dal vento o da un colpo di mare

Allascare (o lascare):
termine riferito alla vela, significa portarla al limite del fileggiamento lascando la scotta

Allineamento:
la linea retta che congiunge due punti, in navigazione i punti che si usano possono essere elementi della costa (capi, scogli, vette) o punti cospicui (campanili, ciminiere, fari) o segnali appositamente posizionati (mede, dromi, miragli). Quando si vedono sovrapporsi 2 punti ci si trova sul loro allineamento

Amantiglio (o mantiglio):
manovra per sostenere un’asta; comunemente sostiene il boma quando la randa non è issata e solleva e sostiene il tangone

America’s Cup:
storica regata che prende questo nome nel 1851 quando gli americani strapparono agli inglesi la “Coppa delle 100 ghinee”, sfida a cui partecipavano i più grandi yacht da regata. Dal 1958 la disputano imbarcazioni “12 metri stazza internazionale (S.I.)”. Nell’America’s Cup i detentori (defender) vengono sfidati da una sola imbarcazione (challenger) selezionata da una serie di regate: Si svolge secondo le regole del classico triangolo di regata. Si svolge ogni 4 anni

Nella foto la spartana, dura e famosa Scuola di Vela dell’Isola di Caprera.
Cabinati a vela 7-8 mt.
Sardegna – Giugno 2003

Lassù sull’attico…

27 Maggio 2004 2 commenti


E’ il 10 maggio 2004.
Coincidenza vuole che sia anche l’ottavo compleanno di Francescino, il nipotino italo-tedesco.

Ore 12
Verbale di eventuali imperfezioni (ci sono, ci sono) e consegna delle chiavi!

A Giorgio, il mio fratellino, è stata consegnata la sua prima casa in cooperativa, un attico con super attico (gulp!).

E lui, Giorgio, non appare così entusiasta così come, per esempio, avverrebbe per me.

Ma Giorgio è una persona molto equilibrata.
Parla poco, gli piacciono le battutine, sdrammatizzanti e non e, soprattutto, fà i fatti.

E così, con le sue proprie mani, assolutamente soltanto con le sue risorse guadagnate duramente (He works by motorcycle 363 days on year…and always, always on the road. During the last twelve years he’s gone on holidays only two once…), Giorgio ha ottenuto quello che forse per i più degli Italiani è una delle mete più ambite, e volute.

Ma per lui è “solo” un investimento.
Lui, l’ha fatto anche per gli altri…in previsione di…
Grande!

Domenica, 16 maggio 2004

Ore 11 e successive.

Oggi si inaugura alla “grande”, con Mammà, Lilly (la cagnolina tredicenne di Giorgio) e la Katy.
Ci sono solo il tavolo e le sedie della cucina di quella che era la casa di Papà, conservate, insieme ad altri mobili, per questa evenienza.

Già, evenienza.
Perchè, si sà, non tutte le cooperative portano a termine i lavori…
Ma a Giorgio, per Giorgio, questa realtà era un atto dovuto, cribbio!

E così osservo lo sguardo e la felicità che traspaiono dagli occhi e dalle espressioni della nostra ottantenne Mammà.
Osservo lui, Giorgio, il più “piccolo” della famiglia, il piccolo-grande Uomo…

Ma ci sono anche loro.
Lilly e Katy.
Due generazioni di cagnoline, due amiche fedeli e costanti…

E venne l’ora del “pranzo”.
Qualcosa, più di qualcosa (almeno per me, affamato cronico) dalla più vicina rosticceria.
E siamo lì, noi tre, per adesso a goderci una meravigliosa giornata di sole in una casa nuova…spoglia ma panoramica e già tanto, ma veramente tanto accogliente!

Ad un certo punto però Mammà dalla finestra del balcone nota una pecorella e…e, poi, un agnellino…
Non dò tanto peso alla circostanza (stò mangiando in quel momento e sono irrefrenabile!) ma Mammà si accorge che accanto alla coppia c’è un’altro agnellino…disteso per terra…

Lascio la tavola e mi scorgo dal balcone.
E’ vero, a quanto si vede la pecorella ha appena partorito.
Ha partorito in quei momenti due creaturine.
Un agnellino ha appena la forza di stare in piedi e di succhiare avidamente le sise della pecorella.

Ma l’altro?
O mio Dio, no!
L’altro agnellino è riverso per terra, immobile, sotto il sole cocente e…e non dà segni di Vita!

Mi blocco.
Resto incredulo, interdetto e…e, in quel momento, non sò proprio cosa fare, mi sento impotente.
L’agnellino è morto?

Passano lunghi, dolorosi minuti di sgomento…
Resta immobile l’agnellino.
E’ morto, o nato morto.
Nooooooooooooo!

La mamma-pecorella si avvicina al suo corpicino immobile, lo fiuta, ci gira intorno e poi, poi sollecitata dall’altro agnellino riprende a dargli il latte.

Che brutta giornata.
Non mi interessa più niente.

Resto attonito di fronte a quella morte così precoce.

Ma il Miracolo della Natura c’è, avviene.
Sarà passato un quarto d’ora, una mezz’ora.
La mamma-pecorella ritorna verso il suo cucciolo.
Stavolta lo spinge col musetto, lo sollecita, gli dà le leccatine e stavolta, per la prima volta, vedo in lui dei segni di Vita!

Ma allora non è morto!
Dai pecorella, dai!
Dai agnellino, dai!

E così, con Amore di mamma…il cucciolo si dà una smossa e con tanta, ma tanta fatica riesce, sì eccolo ci stà riuscendo! riesce a muoversi, ad alzarsi su quelle zampette così gracili e…e una volta sulle quattro zampette, intontito ma vivo, si guarda intorno.

Poi, per emulazione, per il richiamo materno, si avvicina anche lui alle sise di mammà!

Tiriamo tutti, ma dico proprio tutti, un sospirone di sollievo…

Adesso sì che si può continuare a festeggiare.
Una casa nuova e…e due nuove vite!

Se solo Papà fosse quì con noi…come sarebbe felice!
Se anche la giovane sorella Irene fosse quì con noi…come parteciperebbe a questa gioia…

E se anche la gattina Sissy, e i cagnolini Billy, e la Lady fossero ancora quì con noi…

Scusate.

Lorenzo

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Invasori invasati, arabi, ceceni e dintorni, suicidi e non…

22 Maggio 2004 11 commenti

Sono un occidentale.
Nato in Italia nel periodo del cosiddetto boom economico e vissuto, fino a poco tempo fà, in un Europa che, dopo le due Guerre mondiali, è riuscita a mantenere la Pace più o meno per sessant’anni, più o meno: è l’Europa comunitaria.
E vivo bene.

Sono un Arabo.
Nato in uno di quei “campi” palestinesi dove l’incertezza e il terrore è il nostro pane quotidiano.
Se la racconto ancora, anche se malamente, è per volere di Allah.
E, per difendere quel poco che mi resta, sono disposto anche al sacrificio della mia Vita.

Sono una Cecena.
Nata sotto i bombardamenti di quella che fù la più grande potenza militare orientale, l’Unione Sovietica, della quale Unione il mio Paese “faceva parte”.
Ora, si chiama più semplicemente Russia.
La Russia di Putin.
E, come extrema ratio, darò la mia Vita in cambio della Libertà.

Sono un Irakeno.
Appena nato sono stato costretto a convivere con una Dittatura lunga e feroce.
La Dittatura di Saddam Hussein.
Qualcuno ha pensato di liberarmi dal Dittatore e ha letteralmente invaso il mio Paese.
Cercherò di liberarmi dai nuovi Dittatori e userò la mia stessa Vita per dimostrare a questi occidentali e al mio Popolo quanto forte sia la mia Dignità.

Ma il liberale Occidente, il liberale cittadino occidentale capisce cosa significa arrivare a suicidarsi per la libertà del proprio Paese?

Pensiamoci un attimo lungo…

E poi ci sono anche coloro che sono morti senza aver imbracciato un fucile, e senza necessariamente suicidarsi.

E poi (non) ci sono coloro i quali non sono potuti neanche nascere…

Ma a noi che ci frega?
E’ così “lontano” tutto ciò!
Tanto se non fosse per Mamma TV…ne sapremo ancor meno.
Tanto c’è Mamma TV che, poi, ci tira sù…

Amen.

Riferimenti: Perchè non siano morti invano…e le Guerre dimenticate

Vivi Blogger, vivi!

19 Maggio 2004 11 commenti


Sardegna – Giugno 2003

Verso l’Isola di Tavolara e Molara

Cabinato a vela 12 mt. e

e…residence per poveracci…

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I’ve a Dream…

17 Maggio 2004 14 commenti


Chi potrebbe chieder di più?

Lorenzo
Riferimenti: Maggio 2004 a Cagliari?

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Katy 17-24 aprile 2004 Breuil-Cervinia 2000 mt.

15 Maggio 2004 8 commenti


Avevo già notato in Katy il piacere del fresco e il disagio per il caldo.

E infatti, quando siamo arrivati a Cervinia, a quell’altitudine e con la neve fresca…Katy si è trovata perfettamente a suo agio!

Con il musetto si è divertita a spostare la fresca neve…e, gioiosa, scavava scavava…e saltava quà e là zampettando vivacemente come…come un cucciolo di essere vivente che scopre qualcosa d’insolito e piacevole…

Che sia figlia di qualche Huscky?

L’ho sospettato, lo sospetto ancora….

Se così fosse, avrei problemi per l’educazione, son “teste dure” gli Huscky, amano la libertà, e l’indipendenza (che belli!) e, infatti, un giorno Katy si è allontanata sù per la Montagna imbiancata di Neve fresca…e, nonostante i miei richiami, non è tornata…è l’ho anche persa di vista…

Allora, poichè sono il suo tutore…non potendo competere con lei nella corsa, nè tanto meno erpicandomi sulla neve fresca…ho cercato di aggirare l’ostacolo.

Ho seguito la strada asfaltata finchè fosse possibile, poi, seguendo il crinale della Montagna son salito lungo lo stretto muretto di un’abitazione con le mani arrampicato alle inferriate…alla fine, trafelato, esausto e inc…ato…l’ho rivista…lontana da me una trentina di metri…

Katy, Katy (con voce decisamente dura!).

Katy, Katy, vieni quì? (sottomesso!).

Poi, finalmente, mi torna in mente lo stratagemma…le grido: guarda che cosa ti ho portato! (era falso, non avevo niente con me, sic!) e lei…lei si avvicina…

Penso, è fatta, è mia!
Appena vicina (ma non troppo) tento di afferrarla al volo con una mano, macchè!
Lesta e diffidente come un cucciolo di Huschy mi scarta…..

Mi dò del cretino (per tante ragioni…) poi, al secondo tentativo mi preparo meglio e…oplà, placcata!

E, stavolta, per la prima volta, la meno (come si dice a Roma).
La meno un pò forte sul sederino e la minaccio…

Ma di chi è la colpa, secondo voi?

Con Billy e Lady, i miei cagnolini, ero abituato troppo bene.
Un solo gesto o uno schioccar di dita, senza parole, e loro ubbidivano…

Tempo al tempo, con Katy ci conosceremo a fondo e…e saremo inseparabili, come è stato (purtroppo è stato) con Billy e la Lady.

Cani, che brava gente!

Riferimenti: E’ Lady che mi ha lasciato Katy…

Katy, Toby, il piccolo cagnolino e…e Mammà

15 Maggio 2004 4 commenti


E così, dopo il Mare, Katy ha conosciuto anche la Montagna e la Neve!

Durante la sua settimana bianca Katy ha avuto un compagnuccio di giochi, Toby (il secondo da sinistra), un coetaneo meticcio, raccolto dai proprietari di un semplice e carino ristorante-pizzeria dove Mammà ed io andavamo a pranzare.

Il piccolo, ma adulto, cagnuccio maschio, pensava ad una sola cosa….

E Mammà e lì, che sorride serena.

Cosa vuoi di più dalla Vita?

Riferimenti: Un post ispirato dalla Generazione dei miei Genitori…

In Montagna con Mammà

15 Maggio 2004 2 commenti


Ottant’anni.
Ottant’anni e restare comunque curiosi delle cose belle, comunque ottimisti e propositivi.
Nonostante tutto il trascorso personale e storico, nonostante il presente personale e la cronaca non certo idilliaca di questi tempi…che fà risorgere antiche situazioni e sofferenze personali…Mammà è predisposta comunque al sorriso.
Ma sorride, se vede che attorno a Lei c’è il Rispetto, la Bontà e l’Altruismo ma anche la battutina carina.
Gran Male invece riceve dalla Maleducazione, dall’Egoismo e dalla Cattiveria (un termine che solitamente usa) e di questi tempi….

Se anche con Mammà ci sono dei punti di vista diversi su alcune questioni (chi non ne ha con il proprio genitore, il proprio fratello/sorella, il proprio partner o l’amico/a?), altre ci accomunano.

Da chi avrei appreso io, se non dai miei Genitori?

E visto che non siamo eterni…ho proposto a Mammà di andare una settimana in Montagna, insieme alla Katy.

La risposta immediata?

Sì, perchè no, e poi Cervinia mi piace.

E così, un mese fà, a quell’età, Mammà ha preso il treno tutta sola…
Katy ed io abbiamo viaggiato in macchina…e ci siamo poi ritrovati alla Stazione di Chatillon (Aosta).
Da lì, tutti insieme stavolta, siamo saliti per la nostra destinazione.

In quella zona bella, la neve esiste, persiste e resiste a quasi tutto il mese di Aprile!

E due giorni dopo il nostro arrivo, c’è stata anche un’intera, meravigliosa, auspicata (almeno per me!) giornata in cui è nevicato…

E allora che fà Mammà?

Non si perde d’animo, affatto!

Di sua spontanea iniziativa entra in un negozio sportivo, la Katy ed io restiamo fuori a goderci la neve e…e dopo un pò, la Signora Margherita esce con un bel paio di pantaloni e un carinissimo cappuccio in testa!

E così, con indosso il suo inossidabile impermeabile, i guantini felpati neri e quei femminilissimi stivaletti, gli occhiali da sole e l’ombrello…Mammà, Katy ed io continuiamo a passeggiare sotto la neve che cade bella e copiosa…

Mai perdersi d’animo!
Mai perdersi un’occasione!

E i giorni successivi, pieni di Sole e di Neve, ci hanno visti protagonisti di giorni per Lei belli e indimenticabili…

Cosa vorresti di più per un Genitore?

Riferimenti: Un post che mi ispirò Mammà, Papà e la loro generazione

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Billy e Lady insieme… Marsia 1400 mt

14 Maggio 2004 6 commenti


Billy, è andato via sabato 2 agosto 2003, alle 16.45
Lady, l’ho lasciata andare martedì 16 dicembre 2003, alle 21.20
Riferimenti: Cani, che brava gente!

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Billy 5 aprile 1999 Roma

14 Maggio 2004 2 commenti
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5 agosto 1995 ore 19 Billy

14 Maggio 2004 4 commenti


E’ la data del sequestro della libertà…
Quando lo incontrai, Billy era al mare, a Lido dei Pini (Lavinio), e aveva sì e no 5 anni, sì e no…
Ed era libero…
Riferimenti: Billy the King

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Ottobre 1991 Max

14 Maggio 2004 2 commenti


E’ il periodo in cui mi “imbattei” con il primo maschietto.
Aveva sì e no 8 mesi, sì e no…
Dopo un mese di “adozione”, Max andrà a vivere in una bella villa piena di verde, a Manziana (Roma).
Lido dei Pini (Lavinio).

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28 maggio 1991 Lilly

13 Maggio 2004 6 commenti


E’ la data in cui raccolsi la “sorellina” di Lady.
Aveva sì e no 2 mesi, sì e no…
Lido dei Pini (Lavinio).

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In Trentino con Lady

13 Maggio 2004 4 commenti
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13 maggio 1991 ore 13.25 Lady

13 Maggio 2004 5 commenti


E’ la data in cui incontrai la mia prima, amatissima, cagnolina.
Aveva sì e no 3 mesi, sì e no…
Una delle tante escursioni in Montagna (Trentino).
Riferimenti: Lady e il prof. Luigi Di Bella

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Sabato 5 Giugno – Bollettino del Blogger

8 Maggio 2004 22 commenti


Cari amici Blogger,
la traversata in barca a vela è stabilita per la data nel titolo.

Per ora siamo in quattro ad aver aderito.

Rimangono liberi altri quattro posti barca.

Due posti li riservo per me, per due amici speciali.

Vi riporto gli accordi che sono intercorsi con il noleggiatore:

“Le confermo la disponibilità di una delle nostre imbarcazioni (Sun Odyssey 37 ? 40 ? 43) a seconda delle disponibilità, per una uscita giornaliera (ore 09:00 ? 17:00 circa) il giorno sabato 05 giugno 2004 con imbarco e sbarco presso il porto turistico di Marina di Capitana (CA).

L?imbarcazione sarà condotta da un nostro skipper e nel prezzo è compreso il pranzo a bordo (spaghettata) e le bevande. L?itinerario previsto è la navigazione costiera verso Villasimius e l?isola dei Cavoli con la possibilità di sostare in rada per fare il bagno e pranzare. Variazioni potranno essere necessarie a seconda delle condizioni meteo.

Imbarco minimo 6 persone, massimo 10 persone (skipper escluso)”.

Vi ricordo che il prezzo è di 35 euro a persona.

Entro domani, domenica 9 Maggio, attendo la conferma esplicita di chi vuole aderire, via post, e via e.mail con un recapito telefonico per accordarci sui dettagli.

Buon vento!

Lorenzo

Riferimenti: Camera vista mare, posto barca offresi…

Navigare in Internet e…

5 Maggio 2004 18 commenti

…e navigare in Mare!

E’ Maggio, insieme a Giugno, il mese migliore per visitare la Sardegna e navigare i suoi Mari.
La Natura è al suo fulgore e i mari sono ancora poco frequentati.

Chi come me ha già avuto la fortuna di fare navigazione d’altura, con una barca a vela, ha già assaporato le emozioni, alcune forti, altre più tranquille, che sempre accompagnano chi sceglie questa esperienza.
Esperienza che consiglio a chiunque abbia confidenza con il Mare, almeno una volta nella Vita.

Sì, perchè in Mare aperto, in quel mare profondo e blù e lontano dalle spiagge affollate, dove l’abilità del navigatore stà nel saper condurre al meglio la barca e, in particolare, a saper governare le vele: la randa (la vela principale) e il fiocco, sfruttando l’intensità e la direzione del vento e delle correnti, l’avventura non manca mai…
Anche perchè chi partecipa ad una traversata in mare è totalmente coinvolto e può prendere parte alle manovre del comandante la barca.

Dopo un pò di navigazione infatti, viene spontaneo porre delle domande, chiedere dei consigli e proporre anche di fare un pò di pratica.
Anzi, sarà lo stesso comandante a proporre di fare qualche esercizio, qualche manovra, anche solamente mantenere la rotta tenendo il timone!

Ed io credo che, il solo fatto di navigare come navigavano gli antichi, e sentirsi addosso quel vento e il profumo del mare, e il rumore dello sbatter delle vele, e la barca che s’inclina veloce, e gli spruzzi d’acqua sul viso, e il sole abbagliante, e i gabbiani in volo…

E questo, ed altro ancora, condiviso per un giorno con persone amiche…

E poi verrà il momento di ancorare la barca in rada, e di tuffarsi nelle acque fresche e pulite…

E di stendere poi il corpo appena bagnato sul ponte, ad esser asciugato dai raggi del Sole…

E poi verrà il momento della spaghettata, della bevuta e delle battute e delle confidenze…

E poi verrà il momento del ritorno…con un’esperienza indimenticabile!

Questo è quello che propongo agli amici Blogger di Cagliari e non.
Una giornata in barca a vela.
Nei giorni 2 (festa della Repubblica), 5 (sabato) o 6 giugno (domenica).

Due potranno essere gli itinerari:
1) Cagliari-Capo Teulada; rotta sud-sud/ovest
2) Cagliari-Capo Carbonara-Isola dei Cavoli-Mortorio; rotta sud-sud/est.

La barca dispone di minimo 6 posti ad un massimo di 10.

Il costo a persona, per una giornata tipo (dalle ore 9 alle ore 17) è di 35 euro.
Nel costo è compreso lo skipper e…e la spaghettata.

Ora, poichè devo dare conferma entro questa settimana (domenica 9 maggio), chi di voi vuole provare questa esperienza, o ripeterla, dovrebbe darmi la propria adesione in tempo, in questo post o via e.mail.

Un caro saluto a tutti, e buon vento!

Lorenzo

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E la L.E.D.A. si avvicina…

29 Aprile 2004 22 commenti

La virtual idea, la sagace e simpatica idea della Vitty (http:/vitty.blog.tiscali.it) di postare alcuni racconti tratti dalle pagine del diario di bordo della Nave virtuale da lei creata, la L.E.D.A. e al cui nome Fragmenta (http://fragmenta2.blog.tiscali.it) attribuì un acuto significato, presto comincerà ad essere una vera e propria barca a vela.

Si tratterà di un primo assaggio, una sola giornata.
La L.E.D.A. potrà imbarcare un numero limitato (dagli otto ai dieci) di amici Blogger e salperà dal porto di Cagliari nei primi giorni di Giugno.

Cara Vitty, se vorrai (se potrai), tu sarai l’ospite d’onore…e se lo desideri potrai prendere tu il comando.

Ma a proposito di avventure della L.E.D.A., non posso non citare almeno altri due omologhi della Vitty: Elena (http://samarcanda.blog.tiscali.it) e soprattutto Libero di volare (http://isola_di_arturo.blog.tiscali.it) con le 10 puntate de “La Saga della Leda”.
E a proposito di te, Libero di volare, che arrivasti secondo
ad un giochino da me proposto sul Blog di Elena mesi fà, ti offro, se vuoi, questa giornata a bordo della L.E.D.A. (per il weekend promesso ti farò sapere).

Inoltre credo che, vista la sede d’imbarco, qualche amico di Cagliari e dintorni possa (voglia) partecipare…

Buon vento a tutti!

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Una nuova Vita

26 Aprile 2004 10 commenti

“La nascita di un figlio, soprattutto se è il primo, è un evento meraviglioso e insieme di grande impatto emotivo, che introduce nell’esistenza dei genitori un universo di sensazioni e di esperienze nuove, per la maggior parte impreviste e imprevedibili.
La gravidanza prima, e le crescenti responsabilità imposte dalla nuova vita poi, richiedono indubbiamente un processo di adattamento fisico e psicologico determinato da diversi elementi: precedenti esperienze in fatto di bambini, ricordi della propria infanzia, fattori economici e soprattutto emotivi.
Ma il processo non è mai a senso unico.
Ogni bambino ha una sua individualità, e il suo specifico comportamento modificherà in qualche modo quello delle persone che gli staranno accanto.
Anche lui ha bisogno di tempo per adattarsi a mamma e papà, esattamente come i genitori al figlio.
Essere genitori è insomma il ruolo più bello e complesso che si possa ricoprire ed è anche, paradossalmente, l’unico per il quale non si riceve alcun addestramento specifico.
Tra le ragioni più nascoste e significative che spingono la coppia a decidere di avere dei figli, ha un peso certamente determinante per la donna la concezione, un pò sorpassata, che solo diventando madre potrà realizzare in pieno la propria femminilità.
Un ruolo importante è svolto molto spesso dal ricordo della propria infanzia: se è stata felice, perchè spinge a desiderare di offrirne una simile a un figlio proprio; se non lo è stata, perchè induce i genitori ad aspirare a darne una migliore a un loro bambino.
Comunque sia, una volta messi di fronte alla realtà della gravidanza, per quanto desiderata e pianificata, i futuri genitori sono spesso sorpresi di non provare tutto l’entusiasmo previsto, e di conseguenza si sentono in colpa. Ma un pò di ambivalenza è più che naturale: diventare genitori è un evento decisivo, irreversibile, e sarebbe semmai strano che non intervenisse nemmeno un briciolo di apprensione di fronte alle nuove responsabilità che il ruolo comporta”.

————————————

“Mettere al mondo un figlio è, sì, un atto naturale, ma anche un atto di profonda consapevolezza e, sempre di più, di libera scelta.
E’ un’occasione straordinaria, certo la più alta, di entrare in prima persona nei meccanismi biologici, di seguire quindi gli inizi della vita e dell’adattamento all’ambiente, che saranno poi fondamentali per lo sviluppo del bambino”.

Cara Verità,
tutto quello che precede non è farina del mio sacco.
E’ stato ripreso dall’Introduzione de “Una nuova vita” La gravidanza, il parto e il primo anno del bambino, a cura del dottor David Harvey, ed. idea Libri.

Avrei voluto dedicarvi una Poesia o una Fiaba attinente alla bella notizia vostra…ma la ricerca tra i miei libri non ha avuto esito (qualcuno, sarcasticamente, dirà: ma non sei su Internet? E non conosci i motori di ricerca?).

E così ho ripreso in mano un libro che, al di là delle proprie idee ed esperienze, considero ben fatto ed utile.

Ma mi è servito da spunto
perchè il dolce frutto
che dall’incontro tra nord e sud
in tempo è scaturito
mi ha lasciato un pò intontito
e senza parole…

Per voi tre.
Lorenzo

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Biagi e Montanelli

30 Gennaio 2004 100 commenti

Li conosco pochissimo, non posso dunque citare nulla circa la loro carriera, presente o passata, ma qualcosa di loro in me permane.

Il Biagi, scrittore e giornalista, dietro quel suo modo di porsi, alle volte distaccato, apparentemente freddo, razionale e lucido mi ha dato sempre l’idea di un professionista serio, preparato e ben consapevole del ruolo importante che può assumere la sua attività nel campo dell’Informazione.

Montanelli, anch’egli scrittore e giornalista, con quel carattere così focoso, col suo modo di esprimersi chiaro e a volte un pò polemico, credo che abbia sempre voluto dare una sua personale impronta caratteriale al fatto o ai fatti da raccontare.

Oltre alla grande professionalità che li contraddistingue, credo che entrambi abbiano in comune alcune altre caratteristiche.

La schiettezza.
Il descrivere, il raccontare e il confrontarsi in modo diretto, senza tanti fronzoli o giri di parole.
E in questo mi sembra che, pur nella loro diversità, abbiano voluto e saputo distinguersi nella pletora degli esercenti l’attività giornalistica.
Attività gratificante, ma non sempre facile e spesso legata a situazioni di opportunità, di dipendenza e di compromessi.

La chiarezza e la semplicità nella esposizione dei fatti.
Il riferire cioè in modo che anche la Persona meno colta possa seguire e comprendere ciò che sta leggendo, aiutandola ad informarsi e a interessarsi anche ad argomenti non di facile consumo.

L’autonomia, o presunta tale, nel dar visione ed esposizione di fatti e circostanze anche delicate, scomode.
Il dare cioè una visione di sé, dei propri scritti e dei propri pensieri in modo affatto originale ed autonomo da una specifica posizione di parte, cercando di offrire al lettore un alto livello di veridicità e di obiettività, così consoni ad un sano giornalismo di informazione.

L’anticonformismo.
L’abbattere cioè certi steccati, o schemi precostituiti e andare oltre, a fondo, tenendosi al di fuori di sterili dibattiti, di polemiche da cortile.
Informare il lettore della Notizia ma anche di cosa c’è dietro la Notizia, ed anche cosa può significare quella data Notizia in un contesto più generale.

La Memoria.
Il richiamare episodi fondamentali della storia dell’Uomo, per non perdere il senso della Memoria, della Storia e saper riassumere in poche righe, fatti di cronaca o di storia, passati o recenti, che siano significativi per comprendere anche la situazione attuale.

E infine, a voler loro guardare dentro, al di là dell’atteggiamento esteriore e delle parole dette e di quelle scritte, un’altra similitudine non posso non rilevare.

Entrambi hanno un grande Cuore, un Cuore che pensa tutto italiano.

E questo di lor
tutt’oggi mi pervade
e come l’arida terra
la chiara acqua brama
di lor vorrei bermi ancor
perchè di lor mi manca…

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C’è un tempo per tutto…

27 Gennaio 2004 56 commenti

…o non è mai troppo tardi?

Secondo voi esiste un limite di età, della propria Vita, per raggiungere determinati obiettivi anche non materiali, per realizzare alcuni desideri, per ottenere, anche casualmente, ciò che vorremmo?
Vorrei stimolare una riflessione/discussione su pochi elementari quesiti.

1) Studiare, approfondire la propria cultura anche senza l’obiettivo di un titolo di studio.
2) Lavorare e, una volta conquistato questo fondamentale mezzo di sostentamento, cercare di migliorare il proprio lavoro, cambiandolo o specializzandosi.
3) Mantenere interessi in qualche campo, variegati e nuovi.
4) Essere degli sportivi, anche minimamente.
5) Essere curiosi, di ciò che ci circonda.
6) Fare determinate esperienze, rischiose o audaci (volare col parapendio, scalare l’Everest).
7) Se si è scelto di non sposarsi, convivere. 8) Sposarsi.
9) Avere dei figli.
10) Migliorare, migliorare se stessi non da un punto di vista economico ma come Persona, soggetto di Vita.
11) Fare quella determinata “cosa” che non si è fatta mai, perchè non c’è stata occasione, perchè non la si è voluta fare prima o non la si è mai pensata prima (il tema della “cosa” è a libera e soggettiva interpretazione).
12) Imparare ad amare, a voler bene in senso lato.
13) Ricercare l’Amore, con la a maiuscola.

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Nati con i fiocchi… bianchi!

24 Gennaio 2004 57 commenti

E finalmente Carlotta ce l’ha fatta!
Ieri, 23 gennaio 2004, Roma è stata cosparsa di qualche fiocco di neve ed alle 16.55 ho ricevuto un sms da mia sorella Manuela, grande amica degli animalucci e dei gattucci in particolare: è nato il primo, un maschietto tutto nero, come il padre!
La gattina di mia sorella Manuela, una persiana color squama di tartaruga (!?), pur avendo avuto il bacino fratturato per una accidentale caduta era diventata madre per la seconda volta.
A settembre dello scorso anno aveva già messo alla luce una vivacissima (mi dice Manuela che le femminucce sono sempre così) gattina di color grigio chiaro, Guendalina e, ieri, il seme di Teodoro, ex unico maschio di casa, ha dato ancora una volta i suoi frutti.
Alle 17.10 Manuela mi ha telefonato e mi ha fatto vivere in radiocronaca diretta la nascita del secondo: ecco sta uscendo, lo vedo…è ancora nella placenta ed è più piccolo, sicuramente è una femmina…ora devo andare…
Alle 17.40, in tre quarti d’ora, Carlotta ha partorito quattro cuccioli, tre (vivaci) femminucce di color grigio chiaro e l’unico nero maschietto.
Brava Carlotta!
Ora in casa Manuela ci sono in tutto 8 gatti!
Teodoro, Clarissa, Carlotta, Guendalina e quattro gattini cui dare ancora un nome, anzi no…Manuela non può dargli un nome perché, purtroppo, non potrà tenerli…
Ma non erano nati con i fiocchi?!

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Che Fortuna avere Katy!

23 Gennaio 2004 30 commenti

E’ un pò che ci sto pensando, è da poco che me ne sto rendendo conto.

La piccola Katy, la cagnolina di 10 mesi che ho raccolto il 7 Dicembre 2003 quì a Roma, sulla via Cassia all’altezza del Grande Raccordo Anulare, è entrata in casa e, piano piano, doce doce, sta entrando in me…

I giorni successivi alla perdita della mia amatissima Lady hanno naturalmente inciso sul mio stato d’animo, sino ad un chiaro sintomo di depressione.

Ed allora ho pensato di mettere in pratica un meccanismo di autodifesa per me prima inimmaginabile, e mai adottato in simili circostanze.

Non pensare, non pensarla, evitare di farlo (sic)…

Ho smesso di pensare, di sognare, di ricordare.

Evito di leggere il diario di lei, di guardare quelle medicine, il suo lettino ancora lì, le sue foto (sic)…

Ed anche se a malincuore, devo dire che, almeno sino a stamani, sono quasi riuscito nell’intento.

E’ per questo che mi ritrovate quì, piuttosto disponibile.

Io che ho sempre voluto e potuto soffrire, dopo…che ho potuto parlare, sfogarmi, piangere, sorridere, rendere partecipe qualcun’altro e sentirmi poi più rilassato e più sereno e, per questo, più vicino alla Persona o all’animaluccio che non ci son più…in questa circostanza ho scelto di evitare di pensare.

Mi dicono che è un passo avanti ma che ogni dolore va poi rielaborato, piano piano, nel tempo…perchè a quella specie di airbag che si è volutamente inserito in testa, e nel cuore, e che in questo momento fa da intercapedine, di tanto in tanto dovrà farsi qualche buchetto…per sgonfiarlo.

Ed oggi un buchetto l’ho sicuramente già fatto, lo sto facendo.
E’ per questo che probabilmente sto scrivendo anche di Lady.

Ma Lady mi ha lasciato Katy!
E’ questo che sento forte, adesso.

E allora ogni giorno che passa Katy mi conosce di più, io rivedo in lei i dolci ed affettuosi atteggiamenti di una qualsiasi cagnolina e…e allora stiamo stringendo un nuovo e già vissuto rapporto solidale.

La serenità, la prima sensazione che vorrei trasferirle.
La sicurezza, farle capire che sono sempre pronto se c’è qualcosa che non va.
Le parole, aiutarla a farmi comprendere.
I gesti, idem come sopra.
L’uscire in cerca di altri compagnucci.
La passeggiatine tanto care anche alla Lady.
Le corse sfrenate tanto necessarie ad un cucciolo.

Era così, tanto per scrivere, perchè questa giornata è così.

In questo momento sto ascoltando una canzone dolcissima…Blowing in the wind…

Un caro saluto a tutti.

Lorenzo

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Il porta a porta

20 Gennaio 2004 21 commenti

Alle ore 9, dentro a un palazzo, all’ultimo piano di una scala, davanti alla porta di un appartamento.

a) Drin…
b) Chi è?!
a) Signora stiamo dando prodotti in omaggio!
b) No, non mi interessa
no, non vi apro!
non c’è nessuno…
bau bau bau!
chi vi ha fatto entrare?!
che dite non capisco!
non ho tempo
non ho soldi
non voglio niente
ho già tutto
mamma non c’è
sono sola in casa
sto facendo il bagno
sto per uscire!
ma chi è che distrurba a quest’ora?
adesso chiamo il portiere!
andate via!
a) Va bene grazie!
———-
a) Drin…
…..
Driiiin…

a) ‘Ca nun ce stà niscuno!
———-
a) Drin…
b) Chi è?
a) Signora stiamo dando prodotti in omaggio!
b) Un momento.

La porta si apre.

a) (Tutto d’un fiato):
Buongiorno Signora stiamo dando prodotti per la casa in omaggio!
Ecco questo è il deodorante Tobac, leggero e profumato….tenga!
Questo è Usoform, il disinfettante per il bagno………..tenga!
E questo è lo shampoo al catrame per tutti i tipi di capelli…..tenga!
b) Ma sono tutti in omaggio?
a) Sì Signora, sono tutti in omaggio se lei…(e dal fondo del borsone
compaiono magicamente due bei boccioni, uno rosa e l’altro verde)…
se lei acquista uno di questi due bagnoschiuma: uno all’essenza di rosa,
tipicamente femminile o l’altro alla fresca fragranza di pino, per
tutta la famiglia…..tenga!

…..

b) Oh, no no no!
E no, io pensavo che…
E no eh! Lei ha detto che…
Ah ecco, c’era la fregatura!
Sì, Maggio, Giugno e Luglio!
Ma allora non sono in omaggio!
a) Bè sì, quei tre prodotti che lei ha in mano sono in omaggio!
Sono in omaggio se lei acquista uno solo di questi bagnoschiuma al
prezzo di solo 3.050 lire!
Può acquistare anche tutte e due i bagnoschiuma, uno per lei, uno per
suo marito ed avrà ben sei prodotti in omaggio!
Conviene Signora, conviene!
I prodotti sono buoni ed economici, e sono sempre utili!
Dove li trova quattro prodotti a solo 3.050 lire?
Meno di mille lire ciascuno!
Psssssssss….senta il profumo del Tobac, senta!
E guardi che il disinfettante lo può usare per tutto il bagno!
Anche per il pavimento!
Lo shampoo poi, morbido e denso, trattiene la caduta dei capelli!
E senta, senta che profumo ha questo bagnoschiuma all’essenza di rosa!
O forse lei preferisce quello alla fragranza di pino?

…..

b) Guardi lei è simpaticissimo ma no, guardi proprio non mi interessa!
No, io uso i miei prodotti.
Non ho soldi.
Mia moglie non c’è.
Senti, non te faccio perde tempo.
Mi ha fatto perdere un sacco di tempo!
Devo chiudere, ho lasciato il gas acceso.
Guardi, veramente…
Tenga, se li riprenda!

a) Va bene, grazie!

———-

b) E me li dia, va!
E’ sicuro che sono buoni?
a) Ma certo Signora, li uso anch’io e guardi che capelli!
b) Ma io non li ho mai sentiti questi prodotti!
a) E’ vero, è perchè non sono in commercio e per questo costano così poco!
b) Ma no no no, ci ho ripensato, se li riprenda!

a) Va bene, grazie!

———-

b) Guardi lo faccio più per lei.
Oggi è fortunato!
Aspetti quì che vado a prendere i soldi.
Ecco, tenga, la prossima volta però…
Mia moglie non c’è, ma li prendo lo stesso.
Damme quà, va!
Speriamo che siano buoni.
Non mi servono ma li prendo lo stesso…
Mi servivano proprio!
Prendo un’altra confezione anche per mia figlia.
Li prendo perchè capisco.
a) Grazie signora, buona giornata!

E così tutto il giorno, in Città e nei paesini limitrofi, nei quartieri bene e in quelli popolari, con la pioggia e con la grandine, con i portieri che ti inseguivano, quelli che facevan finta di niente, i doberman alla porta, le porte in faccia, un panino veloce, i sigarilli, l’Umanità, l’Indifferenza.
Due pulmini volkwagen alla mattina, i due capigruppo, Alberto e Carmelo (mi piace ricordarli), 18 tra ragazzi e ragazze, un borsone da venti chili ciascuno, un isolato, una strada, una porta, tante porte.
Ma io, la sera, le 10.000 lire le dovevo portare a casa.

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A questo punto…

18 Gennaio 2004 37 commenti

…non posso non fare una considerazione.
Una considerazione che a molti di Voi farà piacere, e darà anche un pò di soddisfazione.

Mi sento meglio.
C’è un certo risveglio dell’Animo.
Una quasi voglia di rivivere una Vita normale.
E lo devo anche a Voi, misconosciuti donatori di buone Parole, e di Sentimenti.
Spero di fare presto anch’io la mia parte…
Grazie Donne e Uomini, giovani e non.
Oggi, è già un altro giorno.
Lorenzo

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Sono giù.

16 Gennaio 2004 44 commenti

Sono giù.

Nel mio Animo è subentrato l’Inverno.
Qualcosa di negativo che ti fa vedere in negativo anche quello che non lo è.
Le semplici cose da svolgere di tutti i giorni, e che tutti sono capaci di fare, sembrano così difficili.
Ripeto, sembrano.
E’ un peccato.
Momenti di Vita persi…quando potrebbero essere ben spesi per stare bene e per essere d’aiuto a qualcuno.
Ma ora è così.
Passerà.
Dispiace non essere presenti.
Ma mancano l’Ispirazione, e lo Spirito.
E’ uno sfogo, forse la richiesta d’aiuto o di un confronto con Gente per bene.
Questo giorno, cinque anni fa, moriva la mia cara Sorella Irene, a quarantanove anni.
Questo giorno, un mese fa, moriva la mia cagnolina, Lady.
Non l’ho presa bene.
Volevo comunicarlo ai cari Amici che ho trovato qui.
Non tanto e non solo per bisogno di conforto (che male c’è?), quanto per esser chiari, per chiarire con voi perché sono così assente.
Di solito non sono così, ritengo di essere piuttosto altruista.
Ma oggi non posso dare più di tanto.
Volevo comunicarvelo, semplicemente.
Quando starò meglio ve ne accorgerete, mi farò sentire.
Ora, ad evitare ulteriori lagnosi piagnistei, vi saluto qui, ringraziandovi ancora di tutto l’affetto e il calore umano che ho ricevuto.
Tutto ciò è umano, non è niente di drammatico né irrisolvibile.
Avevo però bisogno e sentivo il dovere di scriverlo.
Ripeto, niente di drammatico.
E’ soltanto l’Inverno nell’Animo.
Passa, e torna la Primavera!
Un abbraccio a tutti.
Lorenzo

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Un caro saluto!

8 Gennaio 2004 32 commenti

A tutti i cari commentatori che son passati di quì.

Innanzitutto vorrei ringraziarvi della vostra presenza, delle care parole, degli auguri, delle dimostrazioni di affetto, dei consigli e delle vostre Testimonianze di Vita.

Non ritengo, in verità, di utilizzare più il mezzo virtuale del Blog.
Sarà il mio attuale stato d’animo, ma fin quando era in Vita e avevo ancora Speranza che la mia cagnolina vivesse ancora, il mio stare a casa e passare il tempo sul Pc aveva un senso, forse.
Ma da quando è mancata la mia amatissima Lady è come se con lei si fosse esaurito un periodo.
Anzi, senz’altro si è esaurito quel periodo, quei dodici anni passati insieme…purtroppo.
E quindi sento che il Blog, i Post, i commenti e i contatti virtuali avuti in questi mesi abbiano avuto sì un senso, un senso che rimarrà sempre, ma anche che la funzione che il Blog ha avuto per me, in questo periodo, abbia anche esaurito la sua funzione.
Insomma, preferirei finirla quì.
Legando questa Esperienza a quello che di bello ho ricevuto e, forse, ho dato, e al Ricordo dei miei compagnucci di Vita: Billy e Lady, i miei due cagnolini, e la sfortunata gattina Sissy.
Vorrei forse, se riesco, allegare la foto dei miei compagnucci.

Non è niente di drammatico, voi lo sapete.
Altri sono i drammi veri!
E’ una semplice considerazione.
D’altronde io stesso non ho mai ritenuto il virtuale un mezzo idoneo ad ampliare le proprie Esperienze di Vita.
La Realtà, almeno per me, è molto più convincente.
Ma vi seguirò comunque, perché siete Persone valide.

Ringrazio sinceramente tutti, e senza discriminazioni.

Lorenzo

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Rovaniemi e dintorni… (Vacanze ed Esperienze).

30 Dicembre 2003 50 commenti


Sì, feci bene quella volta ad approfittare di visitare uno “zoo” molto speciale, al Circolo Polare Artico, 66° 30′ latitudine Nord, a – 30°.
Era già quasi buio, quel primissimo pomeriggio, in quel di Lapponia.

Ero già all’interno dello zoo, equipaggiato come sulle Dolomiti, quando a un tratto mi pervase un dolore alla testa, all’altezza della fronte, scoperta e gelata.
Non avevo indossato il cappuccio di lana!
Ma, a parte la fronte, era un Freddo secco e, come il Caldo secco del Deserto, non faceva male.

Immaginatevi di esservi trovati lì, soli e lontanissimi dal Pensiero di un qualsiasi agglomerato urbano.
Immersi in un contesto totalmente naturale e freddo e non panoramico (10/15 mt. di visibilità), completamente circondati dalla neve e dal ghiaccio, dove l’unico colore era il bianco, e dove un invisibile cielo, già buio, era coperto da nubi bianco grigie compatte che facevano trapelare solo una tenuissima luce.

Non esistevano rumori, tutto era ovattato.
La vista era appannata, non chiara e l’atmosfera…l’atmosfera era glaciale.
Dove poggiavo i miei scarponi, sopra i rami degli alberi, sui pochi lampioni accesi di una luce irreale e attorno a quel ponticello in legno scuro…tutto era bianco, tutto era ricoperto da una coltre di neve dura e compatta.

Ero solo ma, questa uniformità di colore e silenzio, e questa scarsa visibilità non mi erano nuove nelle zone di Montagna.
Ma ciò non mi fece accorgere della loro presenza…
Mi appoggiai su un muro di neve e, casualmente, guardai giù.
Tutto bianco, sempre meno visibilità, niente di distinto.
Feci per andarmene quando un ringhio abnorme, vicino ed inaspettato, letteralmente mi fece raggelare, mi ghiacciò, in tutti i sensi, e mi bloccò a testa in giù.
Senti il Cuore in gola, una sensazione rara.
Era Paura, Terrore direi.
Paralizzato e incapace ancora di realizzare, vidi poi indistintamente spuntare da quel fondo due punti neri vicino a qualcosa di roseo e che veloci risalivano quelle che scoprirò poi essere le mura imbiancate della fossa dove c’era la Fièra, l’Orso polare!
E assolutamente incapace di reagire, immobilizzato da un pericolo sconosciuto, poi intravidi anche quella massa bianca e gigantesca che spostandosi velocemente si ergeva altissima, altissima! poggiandosi pesantemente su quell’incredibile bianco totale.
Un altro pauroso ringhio e stavolta con le enormi fauci aperte e il fiato grosso verso di me, a pochi metri.
In pochi decimi di secondo di quell’incontro ravvicinato, venni catapultato nella stessa situazione psicologica di chi si fosse trovato malauguratamente a tu per tu, solo e disarmato e nel proprio ambiente naturale, con la più mostruosa, enorme, immane e carnivora Fièra che possa esistere, e pronta a sbranare la preda.
In quegli attimi mi considerai totalmente inerme, preso completamente alla sprovvista da “un altro da me” sconosciuto, e alla sua mercé.
Ebbi Paura.
Un lunghissimo brivido percorse tutta la mia spina dorsale.
Quell’Eco terribile e quell’impatto tremendo, improvviso ed inaspettato, non li avevo mai provati prima.

Fece tutto lui.
Dopo interminabili secondi, quel quattro/cinque metri di Orso bianco si decise poi ad abbandonare quella posizione e quel muro invisibile di neve, lasciandosi andar giù in un tonfo pesante e, solo allora, realizzai.
A freddo poi mi dissi: a Lorè, se è uno zoo avranno preso delle precauzioni, no?
Già, ma io non avevo chiesto né se c’erano degli Orsi, né tanto meno dove fossero…
Bravo!
Grazie.

Ora che, finalmente, il bianco Orso si era staccato dalla parete di ghiaccio e ringhiando e sbuffando, e voltando di tanto in tanto quell’enorme testona, mi voltava le spalle allontanandosi a quattro zampe, lì giù, in basso, il “meglio” era forse passato…
Seguendo con lo sguardo l’Orso potei finalmente mettere a fuoco quel fondo ghiacciato monocolore.
E allora notai altri due Orsi polari, apparentemente più tranquilli e, soprattutto, più distanti.
Seppi poi che una di loro era una femmina.
E, alfine, cominciai ad intravedere anche il contorno della fossa, le pareti alte e ghiacciate e la sua profondità.
Era veramente profondo il fosso, ora.
Ma prima, quando quel gigantesco Orso bianco si era alzato sulle zampe posteriori e si era letteralmente scaraventato con tutta la sua forza ad una parete a me invisibile…prima non mi era sembrato così sicuro, anzi!

Passata la Paura tremenda e consapevole che difficilmente sarei ritornato lì, osservai ancora, stupìto, quelle meravigliose e agghiaccianti forze della Natura che si muovevano a proprio agio in quell’ambiente come se fossero state libere, libere su una banchisa polare… poi, con rispetto e tanta, tanta soggezione, salutai per sempre quelle altère Fière, quei bianchi Orsi…polari.

Credo che il mal di testa mi fosse improvvisamente passato…

E allora scoprì altre meravigliose creature.
All’interno di un circolare recinto murato, una sorta di cilindro a cielo aperto alto 1,5 metri, c’erano decine di donnole ed ermellini.
Code lunghe e vistose, corpi piccoli ed affusolati, veloci e scattanti, pelli morbidissime.
Occhietti visti, baffetti e dentini aguzzi, molto aguzzi!
Marroni e bianchi, erano così a portata di guanto che li si poteva sfiorare, al volo però!
Non si lasciavano accarezzare.
Il recinto era alto solo 1,5 metri…
Sono sempre stato contrario a mettere a disagio, o a intimorire degli animalucci ma…ma la tentazione era forte.
Scavalcai il recinto, col solo scopo di sentirmi immergere in una così affollata e rara circostanza.
Non l’avessi mai fatto!
Lo spazio, è vero, non era tanto ed anche se io non avevo cattive intenzioni però…però dopo pochi secondi, loro, soprattutto i loro dentini aguzzi, mi fecero capire che ero un ospite non gradito, un intruso insomma e che, per me, era meglio che restassi fuori!
E così feci, salvando i miei pantaloni e non solo…

Incontrai poi un magnifico e maestoso esemplare di Alce reale, e…e non ricordo se fu sogno o realtà, un Asino gigante!
Mi sembrò di essere un piccolo personaggio in una Fiaba scandinava…

Ma al di fuori di quello zoo estremo, quello che in quel di Finlandia era agevole incontrare erano le Renne.
Lungo le bianche e sterminate pianure, sommerse da fitti boschi di pini ed abeti innevati, ho incontrato decine e decine di Renne.
Renne volutamente lasciate allo stato semibrado.
E durante le poche ore di luce del giorno o nelle ore della lunga notte polare era molto facile imbattersi, in incontri improvvisi e casuali, con questi stupendi esemplari della Natura…

Durante una notte polare eravamo usciti con gli sci di fondo a fare una passeggiata nei dintorni dello Sky Hotel Ounasvara quando, a un tratto, alzando gli occhi verso un cielo nero e pulito, ci apparve un effetto ottico breve e molto suggestivo di Aurora boreale: quello straordinario fascio di luce si rappresentò come un treno, un lungo treno che, improvvisamente, attraversava veloce l’Atmosfera con le finestre di alcuni dei suoi vagoni illuminate da una vivida luce gialla…

L’ultimo dell’anno, con gli Amici vacanzieri, svolgemmo una tipica gara in motoslitta sul fiume ghiacciato Ounasjoki, ma la mia era troppo lenta…e dopo aver goduto nel pomeriggio, in una tenda e attorno ad un falò, della tipica atmosfera lappone, a Mezzanotte, su quel fiume ghiacciato e alla sola luce dei fuochi d’artificio, brindammo tutti insieme al Nuovo Anno…

E così, ora come allora, brindo con Voi all’Anno Nuovo!
Buon 2004 a tutti di Cuore, e senza discriminazioni!
Lorenzo

Vi allego la mia foto dell’epoca, fine ’91…

Riferimenti: La Finlandia in un sito

La Vita è…

27 Dicembre 2003 45 commenti

…è anche rivolgere un Pensiero ai nostri Cari, che non ci son più.

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Un Amore senza…

20 Dicembre 2003 77 commenti

…senza soluzione di continuità.

Vi è capitato di avere un Amore ricambiato, costante e fedele nel tempo?
Di avere anche qualche normale incomprensione senza lederlo mai?
Spero di sì.
E vi è successo che per un motivo non banale questo Amore se nè andato?
Può esserci capitato, è nell’ordine dell’umana Natura.

Ma avreste minimamente pensato o vi è addirittura capitato di trovarne immediatamente un’altro, di Amore, così ricambiato e costante e fedele?

E non cercato e men che mai voluto, soltanto casuale?

E che sin dal primo approccio, dalle prime giornate trascorse insieme rilevate una totale sintonia con l’Amore appena lasciato?

A me è capitato, stà capitando…

Si tratta del nuovo e già vissuto rapporto d’Amore con una cagnolina.

Katy è entrata casualmente nella mia Vita, non voluta e non cercata.
Ed è entrata quando già la mia Lady, il mio Amore fortemente ricambiato per 12 anni, era già sofferente, morente…

E mai, proprio mai avrei voluto o quantomeno pensato ad un’altra creaturina.

Lady non c’è più.
Da pochissimi giorni.
E la sua mancanza sarebbe stato per me uno strazio, ne sono sicuro!
E avrei voluto veramente soffrire, soffrire di lei e del suo ricordo pregnante, presente.
Lady è stata con me in ogni luogo, sempre.
Era la mia compagnuccia fedele e discreta, amabile.
Non l’avrei mai lasciata andare, se solo avessi potuto farlo.
Ma ho dovuto, purtroppo.
Ed ero pronto a vivere del Ricordo di lei, delle sue Testimonianze affettive, del suo Amore incondizionato ed unico, almeno per me.

Ma Katy è quì, nella casa ormai anche sua.
Ed è una cucciola, vispa e attenta e già ho potuto constatare alcune caratteristiche già viste, già vissute con la mia Lady.

E questo è il punto!

Il suo modo di porsi, i suoi gesti sono totalmente rassomiglianti a quelli di Lady da piccola e che aveva mantenuto a Vita, come se fosse sempre una cucciola o comunque sempre affettuosa e fiduciosa in me.

E allora una volta constatata questa verosomiglianza, all’inizio mi ha proprio stupìto ed anche un pò sconvolto.
Troppo somigliante a Lady!
Perchè?
Avrei potuto raccogliere una cagnolina più adulta, con un suo carattere già ben definito, magari un pò isterica (poverina!) o depressa (poverina lo stesso!).
O una giovane caratterialmente difficile.

E invece no.
La cucciola Katy è com’era da cucciola e poi da adulta la Lady!

E allora sapete cosa mi sconvolge di più?
Non tanto la constatazione di una somiglianza che potrà essere spiegata dal fatto che tutti i cuccioli son così!
Ma quanto che con Katy, con la sua vivacità ed affettuosità, io penso poco, troppo poco alla mia Lady!
Incredibile, non l’avrei mai pensato ed anzi “non vedevo l’ora” di soffrire per Lady…

Mi pongo allora da terzo, come un qualunque di Voi potrebbe vedere la cosa.

E visto che è così, almeno per adesso…
Grazie Lady, grazie Amore mio grande, grazie di Cuore piccolina mia!

Il tuo imperfetto padroncino Lorenzo

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Lady e la Camelia rossa.

18 Dicembre 2003 18 commenti

Voglio finirla quì, insieme a Voi.

Lilly, Katy ed io siamo a goderci un pomeriggio di Sole, nei campi intorno al Circolo sportivo, a due passi da casa.
Quando siamo arrivati c’erano già tre Persone, due ragazze ed un ragazzo e due cagnolini, che già conosco.
Lilly senza guinzaglio, Katy con, ancora.
Quattro cani sui prati, due femminucce e due maschietti.
Quattro umani all’aria aperta, con i loro amichetti.
Dopo poco il gruppetto ci saluta e si avvia.

Ho ritenuto ora di poter già sciogliere Katy dal guinzaglio e farla correre a piacimento.
Ma perchè c’è la Lilly con noi.
Prima però, a titolo scaramantico, le ho attaccato un piccolo contenitore al guinzaglio con dentro un rotolino di carta: nome, via e numeri telefonici.
Ma non deve servire mai.
Stà a me, alla mia vigilanza e tutela, agli insegnamenti che darò alla Katy, e alla sua fiducia che vorrà porre in me.

E gradatamente abbiamo già iniziato, senza forzature con solito metodo classico: chiamarla con tono deciso, non gridare e non rincorrerla mai, aspettando tenacemente che si avvicini, che ti sfiori e, a quel punto, carezze e commento di soddisfazione.
Questo perchè lei abbini l’ordine ad una cosa piacevole, per lei.
Questo perchè lei possa essere meglio tutelata, da me.
E’ andata benino.
Piano piano, doce doce e tempo al tempo…

Lilly starà con noi fino a Venerdì.
Sabato infatti mio fratello Giorgio se la riporterà a casa sua e potrà riassaporare la sua compagnia, e viceversa.
Da quando scoprii che Lady aveva un brutto Male gli chiesi di potermi lasciare la Lilly, per tenerle compagnia.
E lui, generosamente, l’ha lasciata a noi.
Ora è tempo che Lilly torni dal suo caro padroncino.

Ieri mattina, Giovedì 17 Dicembre 2003, mia Sorella Manuela ed io ci siamo incontrati.
Siamo andati in un vivaio a cercare un vaso ed una pianta.
Lei è l’esperta in materia, e non solo…
Siamo stati fortunati, abbiamo trovato quello che cercavamo.
Poi, siamo andati a casa mia.
Inboccata la strada vicina a quella di casa, un Pensiero mi è arrivato in testa: era la prima volta che ritornavo con Lady che non c’era più.
Ho poi espresso questo Pensiero a mia Sorella.

E’ la seconda volta quest’anno, e sempre con Manuela.
La prima mi aiutò ad adagiare Billy ai piedi di un giovane Ulivo.
Billy è morto per avvelenamento.
Alle 16.45 di Sabato 2 Agosto, quì in casa sua.
Ora è per Lady che lei è quì.
Insieme, dopo aver pianto in camera da letto ai piedi di quella creaturina, l’abbiamo raccolta, ed adagiata ai piedi di una Camelia rossa.

Billy e Lady, i miei compagnucci di Vita, mi hanno offerto una serenità costante, un’Amore senza limiti, infinito.
Scodinzolii e rappresentazioni d’affetto quotidiane, fedeltà assoluta.
Questi sono i cagnucci, tutti!
Basta saperli considerare Esseri viventi e non come li definisce il Codice una semplice cosa, una proprietà inanimata.
E come Esseri viventi dovrebbere essere tutelati, anche dalle Norme.

Ma stà a noi, in primis, tutelarli.
Altrimenti è meglio non riceverli in casa, ed illuderli.
Mi rivolgo per primo a me.
E questo vale per tutti gli animalucci…

Ora per me si è chiuso un ciclo, almeno così mi appare.
Trarrò da queste Esperienze nuova linfa vitale.
Nuova e rinnovata voglia di Vivere!
Riferimenti: Cani, che brava Gente!

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Lady sta morendo…

16 Dicembre 2003 29 commenti

…quì tra le mie braccia, nella sua casa.

I sintomi sono quelli.
Il respiro, l’abbandono delle zampette, del corpo e della testolina, lo fanno pensare, me lo fanno purtroppo pensare.
Beve ancora, non so per quanto ancora.

E poi verrà quel momento illusorio in cui sembrerà riprendersi.
Quell’attimo prima della fine.

Tra qualche ora, per pochi giorni.
Cosa cambia ormai.

Ho parlato con mia Sorella Manuela, le ho fatto ascoltare quel respiro.
Anche lei lo riconosce.
Riconosciamo ormai quello stadio di una Vita che si sta esaurendo.
Negli Umani come negli animalucci.

Stamani lei sarà quì, semplicemente per stare vicino alla Lady.
Stamani telefonerò al Veterinario, Lady non deve soffrire più di tanto.
E’ il minimo e purtroppo il massimo che mi è concesso di darle.

Una presenza dolce e disinteressata, un’Amore vero e costante.
Una Vita dedicata a me.

Potrò sembrare cinico, nel raccontarlo ora.
Ed io lo sono.

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Uscire dall’isolamento.

15 Dicembre 2003 16 commenti

Oggi si preannuncia una bella giornata di Sole, almeno quì a Roma.
Il cielo è pulito, già luminoso di una giovane Alba.
E’ un pò che ci penso.
Mi stò isolando, mi sono isolato un pò troppo per i miei gusti.
Niente di drammatico, assolutamente.
Ben altri sono i problemi della Gente!
Epperò, qualcosa mi dice che è meglio che mi dia una mossa.
Il palliativo Blog non è un buon succedaneo, nè potrebbe mai esserlo, della Realtà vivente.
L’ho sempre pensato e continuo a pensarlo.
Ma a prescindere, mi sono accorto (e finalmente!) che non ho un granchè di rapporti umani.
A me piace organizzare cene tra Amici e non, di tanto in tanto.
Andare al Cinema, al Teatro, ascoltare Musica dal vivo e alla fine del Film, della Rappresentazione o dell’ascolto parlarne a caldo con gli Amici di turno, magari davanti ad una bella Pizza Napoli ed un boccale di birra.
Mi entusiasma poi fare delle escursioni in Montagna e non, con il Club Alpino Italiano (tutto l’anno!) o il WWF (da Aprile a Ottobre, mi pare).
O con pochi Amici organizzare una Gita interessante.
Magari due volte al mese, non c’è problema.
Io mi ritengo una Persona appagata, che è stata (ed è) fortunata perchè ha vissuto bene, quindi mi “accontento”.
Tutto quì, scemenze mattutine!
Ma qualcosa, appunto, mi dice che prima mi muovo, meglio è.
Diamoci una svegliaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
Un caro saluto a tutti.

Lady, domani…

8 Dicembre 2003 78 commenti

Volevo rimanesse un fatto privato, mio.
Ma la Speranza che da qualche minuto è subentrata nuovamente in me, per la Lady, mi induce a condividerla con Voi…

L’alta febbre che giorni fa ha intorpidito il corpicino della mia Lady era dovuta ad una infiammazione all’utero.
In questi ultimi giorni, pur avendo portato Lady dai Veterinari, sentivo che c’era qualcosa che non andava.
Ma non tanto e non solo da parte di Lady, che aveva perso l’appetito, che le zampette posteriori erano ancora estremamente deboli (troppo deboli!), che si vedeva (cribbio!) che qualcosa non andava.
Quanto dalle risposte dei Medici.
Non mi convincevano, non mi bastavano.

Sabato, con Lady e Lilly, siamo andati a casa di mia Madre per il week end.
La guardo Lady.
Ha il pancino gonfio, la respirazione è corta, è debole.
E allora ieri, Domenica, (e finalmente!) porto Lady al Pronto Soccorso.
Ecografie, lastra.
Diagnosi:
Piometra chiusa, utero fortemente dilatato da materiale ipoecogeno (pus).

Le tre cavità uterine sono strapiene di liquido.

Non solo.
Le cavità toraciche sono piene di liquido metastatico.

Da una parte, l’addome gonfio spinge sul diaframma, dall’altra il liquido nel torace…Lady ha una scarsa capacità polmonare.
E si vede, si sente…

Se i polmoni di Lady fossero liberi, l’operazione chirurgica di asporto dell’utero e delle ovaie si potrebbe fare, e anche con buone probabilità di successo.
Ma ha un’insufficiente capacità polmonare.
Non sopravviverebbe ad una anestesia.

Non c’è niente che si possa fare.
Solo darle dell’antibiotico, in attesa di…

Stavolta piango.
La riporto a casa di mia Madre.

Penso, cosa posso fare?

Mi decido.
Telefono ancora al Pronto Soccorso
Dottore possiamo aspirare un pò del liquido dalle cavità toraciche?
Magari respira un pò meglio…
Sì, si può fare però non cambierebbe molto.
Mannaggia a me che non ciò pensato prima!

Ripartiamo, dall’EUR al Pronto Soccorso, vicino Corso Francia, a Roma.
Lady come al solito è buona.
Si fa aspirare circa 300ml. di liquido dalle cavità toraciche, metà siero, metà sangue.
Basta, dico io, fermiamoci quì, mi sembra che stia collassando.
E ci fermiamo.
Dottore, Dottoressa, ma non c’è proprio niente da fare?
No, ci dispiace.

Torno a casa, ritelefono al nostro caro Veterinario:
anche lei mi conferma che non c’è niente da fare?
La situazione è quella che è, si potrebbe operare ma l’insufficiente capacità respiratoria non consente l’anestesia, il cuore cederebbe.
Grazie Dottore.

Perchè è così stavolta, dove ho sbagliato?

Al Pronto Soccorso avevo chiamato anche la Dottoressa Umana, che ha in cura la Lady con il Metodo del Professor Di Bella.
Dà dei consigli al Veterinario del P.S., si prodiga.
Le dico di stare sù, che la terrò informata.

Ritorno a casa di mia Madre e insieme anche ad una cagnetta che ho raccolto sulla Cassia la prima volta che ho portato Lady al P.S., e che mia Madre mi ha consentito di portare a casa sua.

Penso.
Telefono a mia Sorella Manuela.
Grande amica degli animali, e dei gatti in particolare.
Mi dice: perchè non chiedi al Dott…..se si può fare l’anestesia con l’epidurale? Cioè, come per le Donne, addormentando solo la parte inferiore del corpo?
Va bene, chiedo, grazie Manuela!

Chiedo al nostro caro Veterinario.
Non so, farò qualche telefonata a qualche mio collega, ci risentiamo Martedì.
Non mi ha detto no.
Mi ha dato il tempo di una Speranza ma…ma devo aspettare Martedì per sapere?
Non è meglio agire già Martedì?

Come è mia sfacciata abitudine, in certi casi non vado più per il sottile e attendo fino alle ore 19 di oggi, Lunedì 8 dicembre 2003 e…e telefono.
Telefono al nostro caro Veterinario avendo bene in mente queste semplici e secche parole: Dottore, la operiamo Martedì?
E va bene, o la và o la spacca, la porti Martedì.
Va bene, grazie!

E così è, o sarà…

Mi sento un pò ridicolo, io, Uomo di cinquant’anni, a scrivere di queste cose, per condividerle un pò con Voi…
Scusate.
E scusate se non sono presente in Blog, ma so che capirete…
Grazie, un abbraccio a tutti.
Lady, Lilly, Katy e Lorenzo

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Perchè non siano morti invano…

24 Novembre 2003 30 commenti

Sarò drastico, superficiale e niente affatto diplomatico.
Ogni mia considerazione è opinabile.

La polveriera Irachena è ormai esplosa.
La malamministrazione americana non è capace di risolvere il problema da se stessa creato.
Chi come l’Italia ha ritenuto di intervenire, seppure con una Forza di Pace, ha commesso un errore madornale.
Ha sbagliato il tempo.
Ma ora è tardi, non si può recriminare.

L’O.N.U., gli Stati di cui ne fanno parte, devono cambiare rotta.
Devono riunirsi, decidere ed intervenire, ora e con tutti i mezzi, diplomatici e non.
Devono mostrare la Forza del Diritto Internazionale.
Il Presidente di turno dell’Unione Europea deve convocare urgentemente i rappresentanti dei Governi e degli Stati e decidere, intervenire, ora e con tutti i mezzi, diplomatici e non.
Le posizioni di Francia e Germania in Europa sono fondamentali.
Anche le Organizzazioni internazionalmente riconosciute devono dimostrare di esserci, di pesare, di contare.
L’Iraq, l’Afghanistan e la questione del Medio Oriente sono tre tasselli di un unica scacchiera.
L’Opposizione americana deve sostituire l’attuale governo repubblicano.
L’Opposizione israeliana deve sostituire l’attuale Governo Sharon.
E prima dei prossimi conflitti nelle ex Repubbliche sovietiche, anche la Russia, sebbene di Putin, deve trovare un suo ruolo mediatore.
Come ai tempi della Guerra Fredda e sempre per il Petrolio.

L’Italia ha già donato il sangue.
Ma il Terrorismo è in agguato, ed è un nemico infido, difficile da snidare ma non impossibile.
Quali e dove sono depositate le ricchezze del Bin Laden e di Saddam Hussein?
Chi risponde?
Chi non risponde deve essere messo in condizione di farlo, deve essere obbligato.
Lo Stato, il Governo che non collabora deve essere boicottato, in tutte le forme e duramente.
Le Banche che hanno in deposito beni e ricchezze dei possibili mandanti del Terrorismo devono essere costrette a svelare il segreto d’ufficio, con ogni mezzo, anche Penale.
Quali sono le fabbriche che le producono e verso chi sono smerciate le cosiddette armi di sterminio di massa?
Chi ne risponde?
Idem, come sopra.

L’Evento, gli Eventi sono eccezionali.
Soltanto con una coalizione internazionale, la più ampia possibile, si può pensare di cominciare a combattere il Terrorismo.
Il Sangue, e di Innocenti, sgorgherà a fiumi, senza preavviso, senza possibilità di difesa e senza un motivo.
Questo è il Terrorismo.
Colpire nel mucchio, tanto la Vita non vale niente, quella degli altri.
E colpire nel mucchio di inermi, nella massa, nelle Città e nei punti nevralgici e significativi gettando le basi per creare un Terrore diffuso, una Paura latente, uno Sgomento senza limiti.

Non si può non considerare anche l’aspetto pseudo-religioso di questi feroci e vili assassini.
Feroci e vili assassini cui si è inculcato il Martirio liberatorio e appagante per una Felicità semprieterna.
Ma questi sono carne da macello, per un macello ben più vasto.
Restano vivi e ben coperti i mandanti, esiste infatti certamente una Strategia del Terrorismo, dei Terroristi.
Obiettivo?
Forse i Paesi Arabi moderati.
Forse mantenere il dominio sul Petrolio e su aree geograficamente strategiche.
Forse combattere l’Occidente.

E allora ogni mezzo può essere lecito.
Mezzi eccezionali e transitori, in tempi eccezionalmente gravi, possono essere leciti.
E diventano leciti se sono riconosciuti a livello Internazionale ampio.
Purchè si cominci, presto!

Onore ai Militari e ai Civili caduti in una vigliacca azione di Terrorismo.

Riferimenti: Le Guerre dimenticate

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L’Indifferenza.

21 Novembre 2003 62 commenti

Non parlo per me.
Il mio acquisito cinismo mi impedisce ormai di sorprendermi.
Ma per non restare a mia volta indifferente alla Indifferenza, di tanto in tanto ci penso, e rifletto.
Da osservatore distaccato, non partecipe e non coinvolto, guardo ad alcuni eventi quotidiani.
Quando raramente salgo sull’autobus, ad esempio.
Vedo una multitudine di persone, di tutte le età.
Ecco appunto di tutte le età, ma è come se non vi fosse differenza alcuna.
Seduti sui sedili e con lo sguardo altrove, giovani e giovanissimi, maschi e femmine, ed anche Uomini apparentemente sani.
E in piedi attraccate alle maniglie ed affini persone che spesso avrebbero il diritto, se non altro morale, ad un posto.
Donne e Uomini di una certa età, oppure con un bambino in braccio o con una caterva di buste per la spesa…
Non posso non vedere.
Se si avvicina una persona anziana e il ragazzino seduto non si alza dopo 10 secondi, lo invito a farlo.
Per me era normale, da ragazzino.
Lo scatto, al primo apparir della persona anziana, o della Donna e una vergogna per essermi fatto trovare già seduto.
Oggi le guardo, le persone sugli autobus o nella metropolitana.
Sembra un coacervo informe di massa umana, senza alcun orgoglio o stima di sè, figuriamoci di un sano altruismo.
Se qualcuno invece fa quella mossa, si alza, cede il posto…ah, che sollievo!
Uno su diecimila, e me lo guardo ammirato e penso: uno su diecimila è ancora vivo, buon per lui…

Nel traffico.
Da sempre viaggio in moto, la macchina va bene per il fuori città o per la sera.
Noto alcune cose, almeno qui a Roma, altrove non so.
Il mezzo più grosso mangia il mezzo più piccolo.
Succede allora che:
il camion intima alla macchina di fermarsi
la macchina intimorisce il motorino, la bicicletta e il pedone
il motorino si fa sberleffe della bicicletta e del pedone.
Così, mentre apparentemente siamo degli esseri più o meno umani, con 4 arti ed un pseudo cervello, dentro la lamiera più o meno gommata sembriamo degli invincibili testa di c.
E allora c’è la corsa per accaparrarsi quel metro e mezzo lineare, lo scatto per partire ed arrivare primi e la quotidiana, ripeto quotidiana intimidazione verso colui che in in quel momento si trova nella situazione realisticamente più debole.
Non lo sopporto, e sarò così finchè campo.
Mi piace invece, di tanto in tanto, dare la precedenza, fermarmi al semaforo al punto giusto, non intralciare e non intimidire i pedoni, mettere la freccia in tempo, dare tempo al tempo, tenere la giusta distanza, non frenare di botto, rispettare le regole.
Ed esigo che siano rispettate, le regole.
Impossibile.
E allora cozzo.
Cozzo e mi incazzo se vedo il sopruso, la minaccia, l’intimidazione.
Nel traffico cittadino come nella Vita.

La Vita.
Tutti corriamo, trafelati e ansiosi.
Ma dove?
Per raggiungere che?
Per risolvere cosa?
E allora tutti gli “ostacoli” diventano uguali, un unico e scomodo Ostacolo.
Vuoi che sia una persona anziana sull’autobus, un cane che attraversa la strada, un mendicante che rompe, una macchina di troppo, un semaforo lento.
Persino un’autombulanza ferma con i feriti accanto diventa solo un intralcio, un ostacolo al nostro avanzare senza testa e senza più cuore.
Sic
E questo è niente.
Se poi uno sta male?
O ha “solo” fame?
O chiede qualcosa?
Che palle!
Mò che vuole questo, proprio a me mi deve scocciare?
E allora si tenta di evitare, ci si allontana per non farsi coinvolgere più di tanto, felici e sereni di averla scampata, ancora una volta.
Che Uomini!
E che Donne!
Le Donne e gli Uomini di oggi!
Sic

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Con Lady in campagna

17 Novembre 2003 28 commenti

Domenica mattina, Lady ed io in campagna nei pressi di Soriano del Cimino, provincia di Viterbo, Lazio.
Il cielo era coperto ma non è piovuto, e l’aria era calda.
Era tanto tempo che non facevo una gitarella con la mia piccirilla.
Lady è una cagnolina, di 12 anni.
E’ sempre venuta con me, in ogni dove io andassi.
E ieri, finalmente, in viaggio insieme, come sempre.

A casa di nuovi amici.
Una bella villa con tanto terreno attorno.
E su quel terreno, tra l’altro, tanti Ulivi.

Ed è la raccolta delle Olive, nere e verdi.
Siamo in quattro a grattare dai rami, con i pettini di plastica, le Olive poste ad altezza d’Uomo.
Altri due hanno invece un arnese munito di un lungo manico con all’apice una sorta di frullino a batteria per far cadere le Olive dai rami più alti.
Sotto le piante sono stese larghe reti color verde scuro pronte a raccogliere i frutti.
E’ uno spasso.
Ad ogni grattata cadono decine di Olive, qualcuna cade anche in testa ma non fanno male.
Il ramo, le foglie dell’Ulivo sono veramente forti.
Dopo la grattatina i rami vengono spogliati dei frutti ma rimangono integri ed anche le foglie rimangono pressochè intatte.

La Lady annusa, osserva, passeggia curiosa nei dintorni.
Qualcuno chiede di lei, qualcun altro la accarezza.
Lady scodinzola, è serena, gode della nuova compagnia.

E arriva il tempo del pranzo.
In 14 attorno ad una grande tavolata, sedie in legno scuro antico, qualche quadro alle pareti, il camino acceso di sottofondo, niente radio, niente TV.
Siamo a casa di una bella famiglia allargata.
C’è il pater familias, la moglie e la sorella.
Persone distinte.
Ci sono poi i figli, tutti maschi e relative consorti.
Qualche nipotino e gli amici.
Che vuoi di più dalla Vita?

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Commissaria svedese Watson, Brava!

7 Novembre 2003 26 commenti

Una “Notizia” dalla Tivvì.

Il Commissario europeo all’Ambiente, la Signora svedese Watson, ha proposto di emanare una Direttiva che obblighi le industrie della chimica a far testare a proprie spese, la nocività e la pericolosità per l’Ambiente e la Salute dei cittadini europei di elementi e prodotti da commercializzare ma…ma attenzione, prima che questi vengano posti in commercio!

La Signora Watson, nostro Commissario all’Ambiente, attraverso il riscontro avvenuto con le analisi del suo sangue, ha dimostrato che nelle sue vene “scorrono” anche 28 elementi estranei e nocivi.
Elementi estranei e nocivi alla Salute, penetrati nel corpo attraverso l’ambiente in senso lato, inquinato a più non posso.

Svedese, Donna, sicuramente capace e, dicono, anche caparbia.
E i maschietti d’Europa, come reagiranno?
Indovinate un pò…

Lo Smith è un provocatore palese.

7 Novembre 2003 7 commenti

Crocifisso: Smith, via da Tribunale Sara’ la richiesta del presidente dei musulmani d’Italia
(ANSA) – PESCARA, 7 NOV – Niente crocifisso nell’aula del Tribunale dove si sta discutendo una causa su questo oggetto. Lo chiedera’ il presidente dell’Unione Musulmani d’Italia, Adel Smith, il 19 novembre, nell’udienza in cui si decidera’ se dare seguito all’ordinanza del giudice Montanaro che disponeva la rimozione del simbolo cristiano dalla scuola di Ofena. Smith ha detto: ‘non mi si sentirei molto garantito con il crocifisso appeso sulla testa di chi deve giudicare’. © ANSA

Il cittadino italiano Smith è un provocatore.

Se è anche parzialmente vera la “Notizia” dell’Agenzia ANSA su riportata, lo Smith insiste.
Il mezzo, adire l’Autorità giudiziaria competente per rivendicare la lesione di un Diritto, è lecito.
Il fine, o i fini, mi appaiono abbastanza evidenti.
Smith insiste nel rivendicare il riconoscimento di un Diritto.
Ma lo fa (se la Notizia verrà documentalmente confermata) nelle forme tipiche di un personaggio e probabilmente di una mentalità, politico/religiosa/eversiva e totalitaria tipica.
Le Autorità, statali e non, preposte alla salvaguardia e tutela dei Diritti di tutti i cittadini, sicuramente hanno vigilato e vigilano sulle attività passate e presenti dello Smith.
Io non mi preoccupo.
Il problema sarà tutto dello Smith.
Al primo passo falso…
E il primo passo falso potrebbe essere rappresentato da un’azione temeraria, in senso giuridico…
Ma credo che un tipetto così, prima o poi, cadrà nella sua stessa trappola…

Ricordo ciò che son venuto a sapere, tramite i Blogger e le mie ricerche, circa la questione: Scuole, Crocifisso sì o Crocifisso no?.
Vedi mio precedente post: Lettera aperta a Memo: art. 3 della Costituzione Italiana e suoi Riferimenti.
Qualcuno o qualcosa interromperà lo Smith…
Un granello arrugginito è facilmente individuabile,
basta una calamita.
Ora comincio a rompermi i coion!

Aria di Neve nei dintorni…che Goduria!

7 Novembre 2003 18 commenti

Ho sempre amato il Freddo.
Mi fortifica, mi fa respirare meglio.
La vista e l’odorato sono ancora più sensibili.

Quì a Roma, appena fuori del Grande Raccordo Anulare, case e Campagna, l’aria è dolce ma, ma nei dintorni si intuisce il fresco che arriverà.
E guardando lassù quelle nuvolette bianco opache e compatte penso, penso a come affatto diversa dev’essere l’aria da quota 1.200 in sù…

L’aria ma anche i dintorni.
Il bosco ed i suoi abeti, gli itinerari e i percorsi erti.
Sù, sù e ancora sù.
Salire la Montagna lungo i suoi crinali, la strada più sicura per un escursionista ed anche la più panoramica, segnando a mente punti fissi e particolari per riconoscere il ritorno…
E l’umido e la muffa lungo i tronchi ed i sassi che indicano il Nord.

E’ il non rumore.
Solo quello dei propri passi che acciaccano qualche ramoscello secco, incontrano qualche sasso o il rumor delle felci spostate dalle mani, dalle braccia.

E’ il non rumore.
Quando volutamente ci si ferma per auscultare i dintorni…
Per ritrovare l’amica Natura che ci ha accolto, ancora una volta.
Per ritrovare ciò che di più vero possa esistere nel nostro Mondo.
Per pensierare alle Persone care che non ci sono più.
Per ritrovar se stessi
il proprio essere vero e rasserenato,
al momento.

E sgorga, può sgorgare un Pianto umano e consolatorio.

E’ la Vita
questa Vita oggi,
quì da solo
solo con i miei Pensieri.

Come ci complichiamo la Vita.
Tra rancori e polemiche.
Tra dictact e monotonie.
Tra corse sensa senso e senza arrivo.

Eccolo l’arrivo
anzi la partenza
il percorso
e…e l’arrivo.

La Natura,
che tutto dà
e nulla in cambio chiede.

La Natura,
nostra Amica
fedele e sicura.

Fedele e sicura se non viene stravolta dall’Uomo…

Maggio 2004 a Cagliari?

5 Novembre 2003 20 commenti

Un caro amico/collega me l’aveva anticipato.
Una cara collega oggi me lo conferma.
Forse (dico io) a Gennaio 2004 si riprendono i corsi-concorsi iniziati già nel 2002 e interrotti dopo pochi mesi, a Maggio di quell’anno.
E interrotti a seguito della Sentenza n. 194/02 della Corte Costituzionale (Maggio 2002) che ha ritenuto illegittimi i criteri di inquadramento alla graduatoria degli aspiranti partecipanti ai corsi-concorsi così come definiti dalla Amministrazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Un passo indietro.
Nel 2001, il Ministero dell’Economia e delle Finanze emise un Bando.
Un Bando per dei corsi-concorsi.
Il Bando indicava quali Titoli avrebbero costituito punteggio.
Laurea, anzianità di servizio, corsi di formazione con esame finale ecc.ecc.

Due passi indietro.
Nel 1998 sentii per la prima volta parlare di una possibilità di corsi-concorsi nella Pubblica Amministrazione.
Dopo aver ben ponderato di cosa si trattasse, ricordo che espressi alla Dottoressa Segretaria di un Dirigente Generale la mia considerazione molto positiva in merito, accentuando la mia contrarietà, invece, su ciò che avevo visto fare fino ad allora da parte della mia Amministrazione…

Ci credevo.
Cioè credevo che (finalmente!) c’era qualcosa di buono.
Dare cioè agli impiegati la possibilità di migliorare la propria condizione professionale ed economica ma impegnandosi, studiando, seguendo un corso cioè e con esami finali…
Oggi, rimango di questa opinione.

Del Bando del 2001 tre cose mi colpirono particolarmente:

A) Al termine delle graduatorie provvisorie
(quelle cioè compilate solo sulla base dei Titoli), attraverso Internet si poteva constatare a che punto della graduatoria ci si era collocati.
E questo avveniva per tutti coloro che avevano espresso la loro volontà a partecipare (inviando la richiesta con il relativo punteggio) e per tutti i Dipartimenti che compongono l’Amministrazione.
Dipartimenti Centrali (a Roma) e Dipartimenti Provinciali (in tutti i Capoluoghi d’Italia).
Si poteva dunque raffrontare il proprio punteggio con altri punteggi, i punteggi indicati in ogni singolo Dipartimento d’Italia.
E da quel punteggio si conosceva quindi della propria classifica e si verificava se si rientrava nel numero di posti messi a disposizione per l’effettivo inquadramento nella nuova e superiore qualifica in quel particolare Dipartimento oppure magari, per uno 0,25 in meno, si era fuori.
Fuori dai papabili, ma non fuori comunque dalla partecipazione ai corsi-concorsi.
Perchè una cosa è la graduatoria provvisoria basata sulla sommatoria dei punteggi relativi ai soli Titoli, ma a questi però vanno poi aggiunti i punteggi ottenuti in seguito agli esami, gli scritti e gli orali.
E la Partita, dunque, era tutta da giocare…

B) Inizialmente, e fino ad una certa data, si poteva optare per un corso-concorso finalizzato ad aumentare di un grado (o passaggio) la propria carriera o (udite, udite!) addirittura 2 gradi sopra!

C) E ancora, fino ad una certa data si potevano indicare, come opzione, ben 3 Dipartimenti, Centrali e/o Provinciali.

La cosa mi stuzzicava assai.
La mia Laurea avrebbe avuto un riscontro, non solo cartaceo.
Studiare e migliorare non è per me un problema, anzi.
Forse stavolta l’Amministrazione faceva qualcosa di buono, forse.

E venne il tempo delle scelte.
Scorrendo attraverso Internet le classifiche provvisorie di tutta Italia, rilevai che il mio punteggio (solo Titoli) era buono.
Era buono, ma non a Roma dove il numero di partecipanti, l’anzianità di servizio di molti di loro ed i posti messi a disposizione dall’Amministrazione mi ponevano out, fuori dai papabili quantomeno di 40 posti.

Roma la conosco, ci vivo, l’amo.
La Città di Roma, non l’Amministrazione del Ministero però.
E allora durante quei mesi interlocutori e in attesa della decisione sul passaggio o grado e sulla destinazione che avrei dovuto comunicare all’Amministrazione entro l’Ottobre del 2001, pensai…

Ho sempre ricercato un’Amministrazione, macchè dico, mi sarebbe bastato incontrare un solo Dirigente che avesse dimostrato di essere un vero Funzionario dello Stato, un Funzionario con il Senso dello Stato.
Chimere, stupidaggini, amenità…

E allora il mio pensiero andò a Trieste.
Trieste, bella città di Confine…
Bella Città sì,
Amministrazione del Tesoro probabilmente in linea ma…
ma, mi dissi:
a Lorè ma tu ti ci vedi imbacuccato in un cappotto in mezzo ‘o Viento della Bora?
Tutto l’anno o quasi senza ‘o Sole!
Tu che vivi nell’Isola felice di Roma!
Bè, veramente…no, direi proprio di no…

E allora, siccome Roma l’avevo esclusa, perchè partecipare è bello però…allora considerai due elementi direi vitali.
La Città che sceglierò dovrà essere ridente, accogliente e bagnata dal Sole.
In fondo a me cos’è che piace?
‘O Sole
‘O Mare…
Coniugare tutto ciò con una Buona Amministrazione?
Impossibile, realisticamente impossibile in Italia, per mia cruda esperienza…
E allora non pensai più a una mitica buona Amministrazione, pensai alla Novità, al cambiamento e miglioramento professionale.
Stessa o peggiore Amministrazione?
Forse,
ma con il Mare, il Sole…

Pensai a Napoli, Napoli e i suoi dintorni…Sorrento, Positano, Amalfi, Ravello, Minori e Maiori e poi…poi Capri!
Conosco i Napoletani e la loro meravigliosa Lingua.
Conosco i condizionamenti pesanti, anzi pesantissimi, di una certa Organizzazione malavitosa, la Camorra.
Amo comunque i Napoletani per tutto ciò che rappresentano, anche nel Mondo ma…ma riguardo al lavoro, quel lavoro, quello Pubblico no.
Conoscendomi… dopo un giorno ci sarebbero stati problemi.
Nel lavoro sono piuttosto tedesco, il che…
A Napoli ero posizionato bene, molto bene e poi a 2 ore da Roma…
Ma la esclusi.

Pensai a Firenze,
Città colta e Città d’Arte.
In classifica ero un gradino out, 16° su 15 posti.
La Città, quella Gente così colta eppure con la Lingua non solo metaforicamente tagliente, mi attraeva.
Eppoi quanto a lingua, la mia è piuttosto affilata…

Ma oltre al Sole volevo anche il Mare, possibilmente, e allora…e allora come non pensare a Cagliari e alla Sardegna?
I Sardi li conosco.
Se sei sincero e schietto, se non offendi e non sei presuntuoso (tipico atteggiamento del Romano), se rispetti e sei leale, forse, sei accettato.
Forse.
Ma se sei accettato, lo sei Vita natural durante.
Anche se non sei accettato, lo sei Vita natural durante.
Ma io sono ottimista.

Ricordo che nel 2001, al solito abbastanza schifato della mia Amministrazione, avevo fatto domanda di ferie (i miei ultimi 5 giorni dell’anno) per andare alle Isole Eolie, per disintossicarmi un pò, ne avevo proprio bisogno!
Avevo comprato il biglietto del treno per Napoli, da lì mi sarei imbarcato con la Nave per le Isole siciliane.
Sarei dovuto partire Sabato 22 Settembre, nel pomeriggio.
Per coincidenza era il giorno del compleanno della cara mia sorella Irene, era mattino e mentre stavo tornando a casa, per coincidenza incontrai un esserino peloso che…che si trascinava sul marciapiedi…

Era Sissy.
Una gattina grigio/bianca sporca e abbandonata (purtroppo era così), una piccola e dolce gattina che trascinava un pò quelle zampette posteriori e miagolava…piangeva…chiedeva aiuto…
Le Isole Eolie rimangono là, non si muovono, lei, la piccolina non posso lasciarla là, pensai.

E con mio fratello Giorgio, in una scatola e in moto, subito la portammo dal nostro Veterinario che era lì a due passi.
Felice di averlo fatto ma…ma a casa io avevo il “maschietto di casa”, Billy e la femminuccia, la Lady, i miei due cagnolini.
E Billy era un vero cagnuccio…

Giorgio prese con sè Billy che tenne così compagnia alla Lilly, la cagnuccia di mio fratello ed io, io portai a casa della Lady…la Sissy.
Non voglio tediarvi (anche perchè sono andato superfuori tema, ormai) ma loro, una cagnetta meticcia di 10 anni, la Lady e una gattina malata di forse appena 2 anni (che Pena!) la Sissy embè, non ci crederete, sono riuscite a dormire insieme fin da subito, l’una a fianco all’altra.
Era la Sissy che aveva bisogno di caldo, calore ed affetto.
E la Lady accettava…
E io me le guardavo, un pò incredulo, un pò commosso.
Che insegnamento per noi Umani.

Sissy è morta quest’anno, a casa di mia Madre.
Quando arrivai a casa sua con la Lady, il suo corpicino era ancora caldo…

Perchè sono grato a Sissy.
Perchè grazie a lei rinunciai alle vacanze e conservai i miei ultimi 5 giorni di ferie.
E quei giorni li spesi per andare a vedere con gli occhi miei gli Uffici a Firenze e a Cagliari.

Firenze si autoescluse.
Si autoescluse per via dei conflitti interni che ho chiaramente visto in quell’Ufficio, per l’accoglienza da parte dei Colleghi, per la massa di Gente, stranieri e non che s’ammassava in quello stupendo, storico e artistico Centro ma piccolo, troppo piccolo per me, e per il 16° posto su 15…

Cagliari si autopromuovette.
Arrivai a Cagliari il mattino seguente.
Il Mare, i Gabbiani, il Porto.
E poi la ristrutturazione in corso di Viale Roma (quegli enormi lastroni a cielo aperto!), il Viale, quello, che mi avrebbe condotto a via XX Settembre, sede del Dipartimento del Ministero.
Cagliari, il centro di Cagliari l’ho ritrovato restaurato, bello, vivo, piacevolmente calmo, normale…
Ricordo che lungo i portici di Viale Roma incontrai un venditore di foto antiche, foto di Cagliari antica e non solo…
Ne comprai 5, le conservo tra le cose mie più care.
Stetti più di un’ora con questo Signore, dimentico dell’appuntamento, del motivo per cui ero sbarcato, rapito dagli eventi.
Se questo è stato il primo effetto…ritengo di non aver scelto male…
E i colleghi?
Stupendi, dignitosi e alla mano…
Che vuoi di più dalla Vita?

Firenze si era autoesclusa, rimaneva “solo” Cagliari.
Ma vi dirò che poi, consciamente, ero sollevato dall’aver escluso Firenze perché linguacciuto sì, lo sono, ma solo per difesa, ma se deve essere uno stile di vita, bè no, non mi interessa.
E allora era rimasta Cagliari, quella che conteneva in sé questi elementi:
‘O Sole
‘O Mare
e ‘a Dignità…

Quel corso-concorso lo vinsi (15-17 Maggio 2002).
Arrivai, incredulo, settimo su 7 posti (non ultimo, eh eh!).
Poi la sentenza della Corte Costituzionale bloccò tutto.
Da allora ho diffidato la mia Amministrazione ad adempiere, ho esperito la procedura del tentativo di conciliazione.
Arriverà prima la decisione del Giudice del Lavoro o il mio inquadramento (dovuto) da parte della mia Amministrazione?
Si accettano scommesse!
La L.E.D.A. intanto, s’avvicina…

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Regime illiberale? No, grazie!

30 Ottobre 2003 31 commenti

Non ho mai vissuto in uno Stato autoritario.
Nè lo è stata la mia Famiglia, autoritaria.
E’ vero, in Italia e per vent’anni c’è stato il Fascismo.
Fascismo che è espressione non solo politica, di un Regime autoritario.

Nella mia sia pur non breve Vita, ho incontrato alcune persone che sono nate e che sono vissute prima e durante il Regime Fascista.
Alcune persone per fortuna sono a tutt’oggi ancora viventi, e possono raccontare un’Arco di Vita, per me, eccezionale.
Veramente eccezionale…
E prima di loro, c’erano i Nonni, con tutti i vecchi problemi di quell’Italia lì, quella anche del Brigantaggio, del Latifondi e della Gente misera e ignorante.
Nonni che han passato la Grande Guerra, che c’erano nella Seconda e che hanno tramandato ai loro Figli.
Quei Figli che si trovavano in Italia durante il Regime Fascista e che ancora la raccontano, ancora possono raccontarla.
E quelle giovani Donne e giovani Uomini che dopo il Fascismo, la Guerra, la Pace, il Piano Marshall, la ricostruzione, il primo voto alle Donne, al Referendum Monarchia o Repubblica, la Democrazia e la Costituzione, i Partiti e i Sindacati, le scoperte scientifiche e il boom economico, la plastica e i Vitelloni, l’automobile e gli elettrodomestici, la minigonna, i Movimenti e il ’68, il Divorzio e il Nuovo Diritto di Famiglia, la “crisi” petrolifera e l’inflazione a due cifre, Aldo Moro e le Br, Tangentopoli e le Mafie, l’Europa dei 6 e poi dei 25, i nuovi immigrati e le nuove crociate…ebbene quei “giovani” sono quì, ancora quì a raccontarla.
Eccezionale!
Irripetibile?
Forse.
E forse avrei voluto esserci, forse.
Ma mi è comodo, molto più comodo raccontarla da qui, oggi davanti al Pc…

E c’è (o c’erano) chi c’è stato bene sotto il Fascismo.
Perchè in Italia c’erano Ordine e Disciplina.
Perchè nelle Scuole si insegnava.
E si insegnava anche ad essere ordinati e disciplinati, orgogliosi di essere Italici.

E c’è (o c’erano) chi invece osteggiava il Fascismo, lo osteggiava ideologicamente e politicamente.
E opponeva al contrario l’ipotesi di un altro Regime, un’altro Stato autoritario.
E lo fece finchè fu possibile.

E c’è (o c’erano) chi invece rifiutava ogni tipo di Regime, di Destra o di Sinistra perchè era un liberale.
Liberale nelle forme, un pò meno forse nella sostanza, ma mai mai attiguo al Pensiero di Uomo chiuso e ristretto in un Regime.
E lo fece finchè fu possibile.

Questo in Italia.
E ciò è in sintesi, molto, purtroppo troppo in sintesi, ciò che mi è stato tramandato, ciò di che ho potuto leggere, ciò di che ho appreso al di fuori dei libri attraverso la mia personalissima esperienza di Vita.

E del mio giudizio, sempre sui Regimi autoritari, anche quì e per mia fortuna per presa di coscienza indiretta, non posso non menzionare quelli Comunisti.
Quei Paesi dell’Est Comunisti che insieme formavano l’Unione Sovietica.

E a sentir chi non c’era vissuto, anche lì vigeva l’Ordine ma anche la Giustizia sociale.
Il Popolo studiava ed era colto, i servizi sociali erano ampi ed efficienti.
E quel Popolo che aveva vinto la Guerra, aveva perso ben venti milioni di vite umane.

Un giorno cominciai a riflettere.
Gli Uomini possono essere tutti uguali?
No, mi risposi.
Nasciamo già diversi, ognuno dal ventre della propria Madre.
E già lì, lì dentro possediamo la nostra Personalità.
Il contesto successivo poi, la Famiglia, l’ambiente circostante, formerà quello che sarà il nostro carattere, la nostra peculiare Vita.
Fa niente! Se anche si è biologicamente diversi, lo Stato ha il dovere di garantire a tutti e in parti uguali gli stessi diritti!
Come scusa? Come fa a garantire tutto a tutti se siamo diversi?
Ma con il Comunismo!
Lì è la vera Giustizia sociale, lì non vi sono più ineguaglianze!

Riflettei.
Propaganda pro e propaganda contro.
Così come per il Fascismo, la propaganda, il sentir dire pro o contro c’era anche per il Comunismo.

Riflettei e decisi.

L’Uomo non potrà e non dovrà mai essere uguale, nè essere costretto a vivere in un Regime autoritario.
Non potrà, perchè infinite sono le idee, i pensamenti, le situazioni singole e sociali, le caratteristiche precipue di ognuno di noi.
Nè dovrà mai essere posto in condizione forzosa perchè, a questo punto, non più dell’Uomo si potrà parlare ma, ma di un’ameba, di un essere privato delle sue meravigliose facoltà, di una inutilità seppur vivente, di un non-Uomo, di un non-Senso.

Qualunque Regime illiberale che voglia con coercizione decidere dell’Uomo potrà avere anche una certa durata ma nel mentre, le Menti e i Cuori delle Persone potranno essere solo scalfite e mai, mai sconfitte…

Per la prima volta…

30 Ottobre 2003 6 commenti

E’ tardi e ho sonno.
Poichè non sssssssssssssssssssssssssssssssò cosa scrivere, e neanche se la Redazione di Tiscali mi ha riconcesso di postare e in ultimo e in pejus ho lasciato la Tivì accesa sul 1 nel mentre c’è il Bossolo che tenta di arrampicarsi sugli specchi mentendo a più non posso,
sapete che vi dico?
Buonanotte a tuttiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii…
sic

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Lettera aperta a Memo: art. 3 della Costituzione Italiana

26 Ottobre 2003 30 commenti

SESSIONE NON VALIDA ECC.
ACC!

Non posso postare ma per i miei amici Blogger vorrei continuare…
E allora posto!
Martedì 28 ottobre 2003 ore 23.00

Caro Memo,
anche tu hai una parte di Ragione.
Mi spiego.

I Patti Lateranensi del ’29 tra lo Stato Italiano e lo Stato Vaticano, e sue successive modificazioni e integrazioni, non hanno invero posto in discussione i due Regio Decreti del ’24, art. 118 e del ’28 con i quali si stabilì di evidenziare il simbolo della Cristianità negli edifici pubblici.

Bene.

La Costituzione Italiana del ’48, relativamente alla questione religiosa o di culto, enuncia dei principi nei seguenti artt. 2, 3, 7, 8, 19 e 20.
Nel caso in specie, forse, gli articoli che rilevano sono il 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla Legge…, l’8: Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla Legge…e il 19: Tutti (anche i non Cittadini ndr.) hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa…

Nella Costituzione Italiana poi, l’art. 24 indica che: Tutti (anche i non Cittadini ndr., ma pare che lo Smith lo sia) possono agire in Giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi…
e l’art. 28: I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente resposabili…
Inoltre l’art. 98: I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione…e all’art. 102: La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari…e ancora l’art. 111: Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati…

Al Capo II de Delle Fonti del Diritto (Disposizioni sulla legge in generale del Codice Civile) l’art. 12 (Interpretazione della Legge) al 2° comma recita: Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe; se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i principi generali dell’Ordinamento giuridico dello Stato.

E questo credo che sia il punto nodale della vicenda concreta.

I Regio Decreti sono ancora in vigore, poiché nessuna legge successiva (sembra) li ha espressamente o indirettamente abrogati.
Ma nel frattempo e in relazione sempre alla professabilità delle religioni, l’Ordinamento giuridico mediante Sentenze, provvedimenti e pareri istituzionali (Corte Costituzionale, Cassazione, Avvocatura dello Stato ecc.) ha delineato un quadro complessivo che indica:

1)la completa Libertà di non professare alcun credo religioso, e di non essere obbligati a scuola all’ora di Religione;
2)la pari dignità e i pari diritti tra le diverse confessioni religiose (ma dinanzi ai rapporti instauratisi tra Stato e Vaticano questa parità non può non essere smentita, e questa è Storia) .

Questi elementi, credo, siano stati raccolti quali supporti normativi e giurisprudenziali per motivare il ricorso del cittadino Smith prima, e l’Ordinanza del Giudice del Tribunale dell’Aquila poi.

I Giudici mi sembra, caro Memo, possono decidere (anche) in seguito a Interpretazione, appunto.
E in mancanza di un riferimento normativo chiaro e definito, credo che l’Interpretazione sia stato il mezzo (riconosciuto in Diritto ai sensi dell’art. 2, comma 2 di cui sopra) adottato dal Giudice dell’Aquila per il caso in specie.

L’Ordinanza poi, probabilmente emessa inaudita altera parte (cioè ritenendo plausibili al momento le sole dichiarazioni del ricorrente e senza quindi aver ascoltato la controparte subito, ma riservandosi di farlo al più presto) in questo caso dunque, esplicita immediatamente i suoi effetti ma localmente, per quel caso concreto e per quella scuola.
E fa subito Giurisprudenza.
E’ un Caso, oltrechè giuridico, anche sociale e religioso insieme.

Caso che, oggi, smuove certe “coscienze un pò addormentate” che gridano in coro allo sfregio ed alla bestemmia (sfogo umanamente e storicamente comprensibilissimo) e che hanno reazioni più che legittime visto anche da quale soggetto, lo Smith per intenderci, è stato rivendicato il diritto, è stato posto il problema all’autorità giudiziaria.

E questo Caso, anche Giuridico, farà Scuola?
Darà dunque l’opportunità, nei modi e nelle sedi competenti, di dirimere (una volta per tutte?) il quesito?
Si può o si deve affiggere il simbolo della Cristianità negli edifici pubblici?
E un obbligo?

Mi sembra però di aver capito che le norme di riferimento non obblighino, non impongano ma invitino, esortano, consigliano.

E nelle Scuole, edifici dedicati all’Insegnamento, rimane obbligatorio?
Se sì, i diritti degli altri (cittadini?), scolari, genitori, corpo insegnante e operatori di altre religioni o di nessuna può essere leso?
E allora e infine (seppur a malincuore) non è giuridicamente corretto abolire (sic) non quello, ma tutti i simboli religiosi dalle scuole?

Una alternativa?
Affiggere i simboli di tutte quelle religioni cui appartengono gli scolari che sono presenti nell’aula?
Bè insomma, mi sembra un tantino poco pratico e foriero di continui litigi…
O no?

A mio parere quindi, caro Memo, non è quel Giudice da inquisire, Giudice al quale è stata posta la questione giuridica e che non poteva esimersi dal dare una risposta giuridica, appunto come è suo dovere.
Ma è lo Smith da tenere accuratamente d’occhio.

Lo Smith è un provocatore.
Lo Smith ha provocato nel figlio l’attitudine a destabilizzare l’ambiente circostante.
Lo Smith ha senz’altro volutamente provocato quei Genitori, quegli alunni e quegli insegnanti appartenenti (quantomeno) a quella Scuola, a quella Classe.
Classe dove il suo figliolo cerca quotidianamente di imparare qualcosa…
Lo Smith non poteva non sapere del brivido che avrebbe poi percorso tutta la spina dorsale d’Italia.
Lo Smith ha volutamente adito il Giudice competente sapendo che, al di là del sia pur probabile provvedimento positivo, avrebbe scatenato un putiferio.
Lo Smith è, e rimane qui in Italia, nonostante altri e più gravidi motivi di provocazione, di destabilizzazione.
Per quali motivi?
Forse lo sa solo Allah!
Forse…

Di seguito lascio un contributo alla discussione.

In risposta ad un quesito avanzato da una scuola della Regione Emilia-Romagna, il 16 luglio 2002 l’Avvocatura dello Stato di Bologna ha emesso il parere che qui riportiamo per intero.

Con parere n. 63/1988 del 27 aprile 1988 il Consiglio di Stato, Sez. II, dopo aver premesso la necessità sotto il profilo interpretativo di tenere distinta la normativa riguardante l’affissione dell’immagine del Crocefisso nella scuola da quella relativa all’insegnamento della religione cattolica, si è occupato di stabilire se le disposizioni citate, le quali consentono l’esposizione dell’immagine del Crocefisso nelle scuole, siano tuttora vigenti oppure siano da ritenere implicitamente abrogate, perché in contrasto con il nuovo assetto normativo in materia, derivante dall’Accordo, con protocollo addizionale, intervenuto tra la Repubblica Italiana e la Sante Sede, e con il quale sono state apportate modificazioni al Concordato Lateranense dell’11.2.1929.

Il Consiglio di Stato ha affermato che la norma contenuta nei citati art. 118 R.D. n. 965/24 e R.D. 1297/28 sono tuttora vigenti e non possono essere considerate abrogate implicitamente dalla regolamentazione concordataria sull’insegnamento della religione cattolica, derivante dall’Accordo, con protocollo addizionale, intervenuto tra la Repubblica Italiana e la Santa Sedo di modifica al Concordato Lateranense dell’11.2.1929.

Ha argomentato il Consiglio di Stato, infatti, premesso che “il Crocefisso o più esattamente, la Croce, a parte il significato per i credenti, rappresenta il simbolo della civiltà e della Cultura cristiana nella sua radice storica, come valore universale e indipendentemente da specifica confessione religiosa”, le due norme citate, di natura regolamentare, sono preesistenti ai Patti Lateranensi e non si sono mai poste in contrasto con questi ultimi.

Nulla infatti viene stabilito nei Patti Lateranensi relativamente all’esposizione del Crocefisso nelle scuole o, più in generale negli uffici pubblici, nelle aule del tribunali e negli altri luoghi nei quali il Crocefisso o la Croce si trovano ad essere esposti.

Conseguentemente le modificazioni apportate al Concordato Lateranense, con l’accordo ratificato e reso esecutivo con la Legge 25 marzo 1985 n. 121, non contemplando esse stesse in alcun modo la materia de qua così come nel
concordato originario, non possono influenzare, nè condizionare la vigenza delle norme regolamentari di cui trattasi.

“Non si è quindi, tuttora, verificata nei confronti delle medesime, alcuna delle condizioni previste dall’art. 15 delle disposizioni sulla legge in generale.
In particolare, non appare ravvisabile un rapporto di incompatibilità con norme sopravvenute nè può configurarsi una nuova disciplina dell’intera materia, già regolare dalle norme anteriori.

“Occorre, poi, anche considerare che la Costituzione Repubblicana, pur assicurando pari libertà a tutte le confessioni religiose, non prescrive alcun divieto alla esposizione nei pubblici uffici di un simbolo che, come quello del Crocefisso, per i principi che evoca e dei quali si è già detto fa parte del patrimonio storico.
“Nè pare, d’altra parte, che la presenza dell’immagine del Crocefisso nelle aule scolastiche possa costituire motivo di costrizione della libertà individuale a manifestare le proprie convinzioni in materia religiosa.

“Conclusivamente quindi, poiché le disposizioni di cui all’art 118 del RD
30 aprile 1924, n. 965 e quelle di cui all’allegato C del R.D. 26 aprile 1928, n.
1297 concernenti l’esposizione del Crocefisso nelle scuole, non attengono
all’insegnamento nella religione cattolica, nè costituiscono attuazione degli
impegni assunti dallo Stato in sede concordataria, deve ritenersi che esse
siano tuttora legittimamente operanti”.

Tale orientamento interpretativo è coerente, del resto, con l’interpretazione data dalla Corte Costituzionale degli artt. 2, 3, 7 e 19 Cost,: dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale (sentenza nn. 203 del 1989; 13 del 1991; 290 del 1992) emerge, in particolare, che gli artt. 3 e 19 Cost., tutelano i valori di libertà religiosa nella duplice specificazione di divieto:

a) che i cittadini siano discriminati per motivi di religione;
b) che il pluralismo religioso limiti la libertà negativa di non professare alcuna religione.

Tali valori concorrono con altri (artt. 2, 7, 8 e 20 Cost.) a struttura del principio di laicità dello Stato, che non implica indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni, ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale (così testualmente, sent. n. 203).

La Corte di Cassazione (Sez. III, 13.10.1995) ha affermato in particolare, che non contrasta con il principio di libertà religiosa, formativa della Costituzione, la presenza del Crocefisso nelle aree scolastiche: “Il principio della libertà religiosa, infatti, collegato a quello di uguaglianza, importa soltanto che a nessuno può essere imposta per legge una prestazione di contenuto religioso ovvero contrastante con i suoi convincimenti in materia di culto, fermo restando che deve prevalere la tutela della libertà di coscienza soltanto in quanto la prestazione, richiesta o imposta da una specifica disposizione, abbia un contenuto contrastante, in modo diretto e con vincolo di causalità immediata, con l’espressione di detta libertà: condizione, questa, non ravvisabile nella fattispecie”, nella quale si discuteva della lesività del principio di libertà religiosa proprio ad opera dell’esposizione del crocefisso nell’aula scolastica adibita a seggio elettorale.

Conclusivamente, dunque:
1) le disposizioni che prevedono l’affissione del Crocefisso nelle aree scolastiche vanno ritenute ancora in vigore;
2) l’affissione del Crocefisso va ritenuta non lesiva del principio di libertà religiosa.

Libertà religiosa e comune senso del Pudore.
postato da Lorenzo [domenica 26 ottobre 2003 ore 15:30:12]

Non mi piace “parlare” quando non sò.
Ma stavolta azzardo, meglio vorrei leggere le vostre opinioni.

Ai miei tempi (sic) ricordo che all’Aquila c’era un Giudice che emetteva Ordinanze (tra l’altro) a tutela del rispetto del Comune senso del Pudore e dei Sentimenti religiosi.

I Films (ma non solo) erano sotto la lente della Giustizia.
E quel Giudice dell’Aquila, se nel visionare il Film riscontrava motivi di lesioni al Diritto, ne disponeva l’immediato Sequestro nei Cinema di tutta Italia e il divieto assoluto di poter esser venduta e visionata la pellicola.
E questa era la Censura successiva, meglio il Sequestro.

Ma la Censura avveniva soprattutto prima.
Un Film per tutti.
Ultimo Tango a Parigi, con Maria (o Romy) Schneider e Marlon Brando, del regista Bernardo Bertolucci.

E di quel Film (ed altri prima e dopo di esso) e in via preventiva, quel Giudice dell’Aquila, con Ordinanza e per i motivi sopraindicati, ne vietava in modo tassativo la commercializzazione e la visione nei Cinema di tutta Italia.

Il Film del Bertolucci ebbe 2 se non addirittura 3 provvedimenti censori preventivi.
Poi, in seguito a battaglie giudiziarie e non, forse altri come me si ricordano come andò a finire.
Al Film fù tolta la Censura, e potè essere immesso nel circuito cinematografico insieme a quelle immagini ritenute all’epoca hard.
Nel frattempo l’attesa per la visione di quel Film era più che raddoppiata…

Poco fa, la TV comunica che un Giudice dell’Aquila ha emesso un Ordinanza che dispone di togliere da una Scuola (o dalle Scuole?) di un paese abruzzese il Crocifisso, Crocifisso che di solito viene appeso sulla parete alle spalle dell’Insegnante.

E questo provvedimento sarebbe stato emesso in seguito alla denuncia fatta da un rappresentante islamico che (immagino), in seguito ad una sua denuncia, abbia chiesto ed ottenuto il Sequestro (?) del Cristo in Croce per essere stato violato il pari (?) Diritto delle Confessioni religiose riconosciute in Italia.
Diritto, a professare liberamente le Confessioni religiose riconosciute in Italia, già stabilito nella nostra Costituzione.

Ora, io non è che ci capisco molto di queste cose ma, ma a me sembra che tra lo Stato Italiano e lo Stato del Vaticano (Chiesa Cattolica) vi sia un rapporto giuridico in più e diverso dalle altre Confessioni religiose, sempre già riconosciute in Italia.

E’ buffo.
25 anni fa si censuravano i Films dichiarati osceni e/o blasfemi e dissacratori della Religione, all’epoca in primis la Religione Cattolica.
Oggi, se la Notizia è stata bene riferita dai giornalisti(?), oggi si vuole dissacrare il Sacro, l’emblema religioso di molte nostre scuole e di uffici pubblici comprese le sedi giudiziarie, il simbolo della Cristianità.

Ponendo da un punto di vista diverso ciò che vuole sottintendere il cosiddetto comune senso del Pudore (ma esiste ancora?), e non più quindi in termini strettamente giuridici ma sociali e storici, in questa vicenda si può parlare di Pudore e decisione contraria al suo comune senso?

Che succede?
E soprattutto, che succederà?

Riferimenti: Il Parere dell’Avvocatura dello Stato di Bologna

Segnalazione esplicita.

25 Ottobre 2003 6 commenti

Perchè di tanto in tanto clicco su questo sito: http://www.luigidibella.it/forum/.
E’ evidente che il Male che ha colpito la mia Lady, mi ha fatto ritrovare quello che oggi, dopo la morte a 91 anni del Prof. Luigi Di Bella, è il suo Team.
E dentro al Forum, oltre a rievocare Dolori sempre a me vicini, per mia Natura e per mia Conoscenza, riscopro l’essenza del Vivere, del Vivere senza malattie e ritengo veramente utile seguirlo.
Rimembrare a me stesso la parte dolorosa della nostra Vita, la lotta alle volte impari e in punto terminale (purtroppo) che i Medici che applicano il M.D.B. sono “costretti” ad affrontare.
La Sperimentazione statale del M.D.B. è stata quello che è stata.
La decisione, forse definitiva forse no, la darà la Magistratura.
Nel frattempo, pur tra difficoltà obiettive e “ostacoli” e ostracismi di ogni genere e livello si continua…
Volevo ricordarlo, semplicemente.
Riferimenti: Prof. Luigi Di Bella

Del Pianeta Carcere e dintorni…

24 Ottobre 2003 16 commenti

Vi entrai che già ero grande.
Una struttura per i tempi all’avanguardia, anche in relazione alla recente Riforma del Sistema Penitenziario del 1975.

I miei primi due mesi li trascorsi lontano dai Detenuti.
Ero Sentinella lassù in alto, sul muro di cinta che circondava il carcere. Passeggiavo avanti e indietro, sù negli stretti corridoi con muretto ad altezza vita, tra una garritta e l’altra.
E da lassù, tra una garritta e l’altra, oltre ad incrociare il collega di turno, ho visto il Carcere e i suoi dintorni.

I turni erano quattro ore di servizio e due di riposo fino al completamento delle 24 ore. Il giorno dopo però avevo una giornata e mezza di riposo.
La Sentinella era armata di un fucile Mab, protetta da un corpetto antiproiettile e le era assolutamente di vietato di parlare con chiunque, tranne nei casi previsti.
Era anche vietato l’uso di radioline.

Tra i doveri della Sentinella rientrano la vigilanza della struttura del Carcere da possibili intrusioni o attacchi esterni e la mobilitazione per possibili tentativi di evasione.
All’avvistamento di una qualche causa esterna o interna al Carcere, la Sentinella deve adottare misure già prefissate.

In due occasioni contravvenni ai miei doveri.

La prima quando portai con me una radiolina a pile.
E la portai poichè ero convinto che nonostante qualche volta ascoltassi in sottofondo un pò di musica, la mia acutezza visiva, il mio fine udito, la mia velocità nel compiere azioni e soprattutto il mio senso del dovere non ne avrebbero affatto subito conseguenze, anzi.
Anzi, ritenevo che la noia o la monotonia potessero al contrario allentare un pò i riflessi.
Considerazioni tutte mie, ovviamente.

La seconda volta seppe di tragicomico, se ci si vuole o ci si può scherzare.
Si trattava di alcuni parenti di due Detenuti che si erano avvicinati (troppo) alle mura di cinta e da lì sotto, sotto i miei occhi increduli, chiamavano a gran voce.
Ah Marioooooooo, affàccete!
Ah Nicòòò, stamo quà, fatte vedèèèèèè!
Roba da pazzi!
Sotto al Carcere, sotto e davanti a me che son Sentinella!
E due Detenuti s’affacciarono.
Dalle sbarre della cella risposero e gridarono e gesticolarono.
Stamo qua, stamo quassù, ècchece!
A Mà! T’ho portato l’arance ed anche il dentifricio!
Ah Nicò! Se vedemo domani al colloquio, a recòrdate!
Haò! (dissi io) ma che state affà! Ma che siete matti? Non c’è potete stà là, andatevene via, ahò!
A Ninaaaaaaaaaaaa! (dal Carcere) te vojo bene, nun te scordà ‘e me! Arritorna, dommani!
Ahooooooò! La fate finita? Nun c’è potete stà, io non ve posso fa stàààà!
Lo capite o no? Porca miseria ladra!

E quella scena me la segnai a Vita.
Umanità sotto le mura di cinta, Umanità sopra le mura di cinta e Umanità, in quel momento era Umanità, dietro quelle sbarre…

Due mesi passarono, e venne per me l’ora del battesimo.
Guardia carceraria o secondino o Superiò!
(Oggi è il Corpo di Polizia Penitenziaria).
Superiò! era l’appellativo un pò scanzonatorio che alcuni Detenuti davano ad alcune Guardie in relazione al fatto che loro, i Detenuti, erano lì dentro a marcire e noi Guardie, invece, dopo il servizio uscivamo liberi come l’aria e perciò…e perciò Superiò(ri)!

Il Carcere, le Carceri italiane, a livello istituzionale, presentavano due figure fondamentali.
Il Direttore del Carcere, un funzionario dello Stato, un civile.
Il Comandante del Carcere, che governava il Corpo militare.
Le Carceri italiane poi (almeno all’epoca dei fatti) erano distinte (tra l’altro) in Carceri di reclusione per Detenuti già condannati con sentenza e Carceri circondariali per Detenuti in attesa di giudizio.
Io ero in un Carcere circondariale.

Il Pianeta Carcere.

La prima cosa che mi colpì entrando in Carcere e che rimarrà sempre scolpita dentro di me, è stato il sentir un certo odore, un odore insolito.
Ed era quello dell’acqua delle docce
e dei caffè appena fatti
e che nell’aria insieme si mescolavano
e che le narici penetravano…
Indimenticabile.

Ci fu poi l’incontro con un’omicida, o presunto omicida.
A parte che era un pò anzianotto, sebbene fossimo in quel contesto, in mezzo a tanta folla sembrava una persona qualunque, me lo sarei immaginato diverso…

E venne poi la volta dei terroristi, bianchi, rossi e neri.
Ognuno era accompagnato da tre Guardie.

E poi fu la volta degli stupratori, dei violentatori, dei pedofili.
Questa è una categoria a parte, e a parte dagli altri Detenuti va tenuta.
Perchè nel Pianeta Carcere esistono delle Regole.
Regole scritte, alcune volte non…
E questa categoria di Detenuti è confinata in uno stesso braccio, sono distinti e distanti da tutti gli altri perchè gli altri, se dovessero incontrare uno di questi violentatori, lo massacrerebbero di botte.
Sono odiati.
Gli altri Detenuti, omicidi, ladri e magnaccia li considerano la feccia dell’Umanità.

E poi incontrai i drogati, alcuni dei quali per alleviare la propria dipendenza annusavano il gas delle bombolette.
Altri immagino, utilizzavano altri sistemi.

E poi fu la volta degli appartenenti alle Forze dell’Ordine, dei Professionisti e della gente cosiddetta bene.

E venne poi la volta dei boss, o presunti tali, i quali anche nel Carcere e dal Carcere, presumo, dettassero legge.

E poi c’erano i delinquenti comuni, di tutte le taglie e di tutte le età.
I ladri, i truffatori, gli spacciatori e tanti altri…

Non posso (e non devo) raccontarvi d’altro.
Posso solo garantirvi una cosa.
Lì, lì dentro, se per caso avessi avuto ancora qualche dubbio, capii in modo definitivo il valore della Libertà.
Da allora ho pensato che neanche uno spillo avrei rubato.
Ma che neanche 10 milioni di euro valessero un sol giorno di Carcere.

Per cifre più alte però si potrebbe valutare… tanto per sdrammatizzare un pò, ovviamente!

Riferimenti: Un sito dal Pianeta Carcere

Siena, i Cavalli e il Palio…

20 Ottobre 2003 23 commenti

Mi ci condusse la mia ragazza dell’epoca, in quella Terra di Siena.
In quella piccola città, ricca e colta.
Era il Luglio del ’75.
Le mie prime escursioni fuori del Lazio in moto.
Una moto Guzzi 350 Sport, 4 tempi, 6 lunghe marce che non finivano mai.
Ricordo che le Honda e i Kawasaky 400 dell’epoca, in autostrada mi sfrecciavano davanti come se fossi una 125.
Solo un paio di volte, ricordo, dopo aver tirato la Quinta all’inverosimile, sono riuscito nel rettilineo a riacchiappare l’Honda 400 e una volta superata ho inserito l’ultima marcia, la Sesta.
Ah, che goduria, anche se breve!

Ma eravamo in Terra di Siena.
Il giorno prima avevamo visitato quel gioiellino medievale di San Gimignano, ricco di Torri e quella bella piazzetta con la pavimentazione in cotto a spina di pesce, deserta e romantica, di sera.
Avevamo dormito poi in quel di Quartaia, una frazione in quel di Siena.
Una cascina, gli animaletti di cortile per amici, la campagna magica e silenziosa nei dintorni, la Luna di contorno.

Lei si chiamava Laura, aveva qualche anno più di me, ma aveva lo spirito più giovane di me.
Ed eravamo a Siena.
Siena, banchi di sotto e banchi di sopra.
Siena, il Monte dei Paschi.
Siena, Capitale dell’Arte Gotica.
Siena, di una lingua di perfetto nitòre.
Siena, ricca di Feste popolari.
Siena, delle Contrade.
Siena, del Panforte.
Siena, che all’epoca le ragazze che giravan di notte da sole e ornate di gioielli eran sicure, perchè Siena era sicura.
Quell’anno Siena era ancora sicura.

Era il 1° Luglio, la vigilia del Palio.
E si vedeva, e si sentiva!
I rioni di Siena si chiaman Contrade.
Ogni Contrada ha la sua Storia, il suo simbolo, la sua Bandiera e i suoi colori.
C’è la Contrada della Lupa, quella del Liocorno, dell’Istrice, dell’Aquila, della Tortuga, della Pantera, dell’Oca…
Ogni Contrada era vestita a festa.
Lungo i medievali vicoli, sotto e attorno le case la gente gustava.
Gustava l’attesa del giorno fatale tra cori, chiacchere e discussioni, bevute e mangiate universali su tavolate chilometriche.
L’argomento era uno, il solo possibile, l’unico da vivere.
Seppi poi che in simil frangente, anche le coppie sposate ma di diverse contrade si separano, e litigano se si incontrano!
La passione è molto forte.
E si è uniti, compatti.
Il tifo per la propria Contrada è assoluto e dirompente.
Per i Senesi il Palio è Tradizione, è Rito, è lotta senza quartiere contro la Contrada acerrima nemica!
Il più scatenato derby del calcio al confronto impallidisce.
Le discussioni sono animate, forti e pregnanti.
C’è il Palio in premio.
Palio da conservare e da tutelare da parte della Contrada che ha vinto nella precedente gara, e Palio come trofeo per la Contrada che risulterà vincitrice.
C’è poi l’acrinomia delle Contrade perdenti e che vogliono rifarsi a tutti i costi.
E c’è l’alleanza, a volte sicura a volte per niente, tra Contrade tradizionalmente amiche per favorire o non ostacolare questa o quella Contrada.

E c’è la caccia al Fantino, al miglior Fantino che la Piazza possa offrire.
Si cerca di accaparrarlo in tutti i modi, e qui tutti i mezzi sono leciti!
Di lui si fa un’Eroe, un Simbolo per la città e la Storia, la Storia di Siena.

E infine c’è Lui, il Cavallo.
Il Cavallo è adorato, vezzeggiato, guardato a vista e…e anche battezzato!
La sera prima del Palio viene adornato della miglior sella, dei più bei ornamenti che si possan desiderare e fa mostra di sé, nei vicoli della Contrada.
Forte, gagliardo, mezzosangue o purosangue!
E’ uno Spettacolo vedere questa gente colta, ricca ed esigente che in quella Contrada, in tutte le Contrade di Siena, idolatra il proprio Cavallo.
Si dice lì che solo un Senese può capire, partecipare ed amare il Palio.
Ed infatti gli stranieri sono snobbati, e si sente…
Dopo la passerella e gli auguri il Cavallo deve andare a riposare.
A riposare in quella sala che sembra una Reggia. Una Reggia controllata a vista.
E si va a dormire, resto un pò scosso da tanta euforia…

Ed è il 2 Luglio, che con il 16 Agosto e un’altro giorno dell’anno che è deciso per il Palio straordinario, son le date fatidiche, le date che valgon un Palio!

La giornata è stupenda.
Si preannuncia un caldo torrido in quella Piazza del Campo a forma di conchiglia lastricata di mattoni divisi in settori e che s’irradiano dal lato più basso.
Tutt’intorno Piazza del Campo è circondata di antichi e vecchi Palazzi, Torri e Case.
Questi Palazzi e queste Case saranno presi d’assalto dai Senesi e pagati profumatamente.
Quei Senesi privilegiati che potranno vedere dall’alto tutta la manifestazione, il Palio manifestazione/corteo/ lungo i vicoli di Siena e la successiva corsa dei Cavalli qui, in Piazza del Campo.
Cavalli rappresentanti delle dieci Contrade sorteggiate a partecipare alla gara.

Laura ed io ci mettiamo al centro di Piazza del Campo, lì dove c’è già una certa folla. Ci si stringe l’un con l’altro cercando di mantenere, per quanto possibile, la prima linea. Il Sole è già alto e frotte di persone si assiepano attorno a noi in continuazione.

Nel frattempo, da un punto che non ricordo della Città, ha iniziato a marciare la lunga carovana di dame e cavalieri, di arcieri e sbandieratori, di suonatori di corno e trombe dai suoni grevi ed allegri insieme, di piatti e di grancasse.
I contradaioli seguono, ma innanzi a tutti precede in tutto il suo splendore il Carroccio, il simbolo di cotal Festa, antica e popolare.
E lì è il Palio.
Il premio così agognato, così bramato e per il quale si dovrà galoppar con frenesia, per portarselo via.
Saranno sol tre minuti, tre giri velocissimi attorno al Campo, tre curve di San Martino e poi e poi la Vittoria, la Vittoria o lo schianto.
La Vittoria con Fantin e Cavallo, o solo il Cavallo al traguardo senza più Fantino, disarcionato o spinto.
Caval scosso in questo caso si suol dire.

La Piazza del Campo è strapiena.
Ogni angolo, ogni pezzo di mattone in Campo è preso ormai.
Tutti in piedi ad attendere l’Evento ed anche noi, Laura ed io da ben tre ore stiamo aspettando.
Anche i balconi e le finestre e gli angoli più impensati delle Case e dei Palazzi sono colmi all’inverosimile di gente in fervente attesa.
Piazza del Campo è piccola, almeno per noi che siam di Roma, però è così viva, così vitale ma anche “spigliata”, e nella sua molteplicità di anime è anche esemplare.
E poi c’è la cornice architettonica…

Ma ecco, si odono i suoni delle trombe, la gente rumoreggia ed entra finalmente il corteo.
Innanzi il Carro, o Carroccio, tirato dai buoi.
Ha le insegne comunali, un altare e la campana.
Già si intuisce la storicità dell’Evento.
Basta dare un’occhiata nei dintorni.
La Piazza intanto, con i suoi Palazzi medievali.
Un guscio di noce architettonico, conservato perfettamente.

Se per incanto, anche noi spettatori vestissimo gli stessi abiti d’epoca dei contradaioli, che con aria fiera e determinata stanno entrando in corteo in questo momento…
E voilà!
Ci ritroveremmo catapultati in un attimo in un contesto tutto Medievale, però!
Ci vuol poco, in quei momenti e in quel contesto, ritrovarcisi.
Basta ‘e poche ‘e fantasia…
Simmo a Napoli, paisà!

E poi i costumi, i costumi delle dame e dei cavalieri, degli alfieri e degli sbandieratori sono costumi d’epoca.
Una chicca per me!
Non sono costumi conservati dentro una bacheca a mò di itinerario storico/museaggistico.
Sono vivi, vitali e sgargianti!
Emanano Storia.
Ognuno indossa il proprio abito e recita la sua parte con grande impegno e cipil fiero.
Si è di Siena, ci guarda il Mondo intiero!
C’è anche la diretta TV ed i suoi correlati.
Ma non è certo a questo che pensano i Senesi.
Essi son fieri dentro.
Solo un vero Senese può capire.

E poi c’è il popolo di Piazza del Campo, che è così distribuito.
C’è il nucleo forte, il primo ad essere arrivato che è al centro (Laura ed io siamo lì).
Poi tutt’intorno, in basso e sul breve palco, altri spettatori a stragrande maggioranza Senesi.
E ancor più su, sui balconi e dalle finestre belle dei Palazzi antichi, come nelle logge di un antico teatro a cielo aperto vi è lo spettacolo di corpi, braccia e visi a testa in giù, solo Senesi e qualche aristocratico straniero.
E’ uno spettacolo nello spettacolo.
Me lo godo tutto!

La maggior parte del corteo ha quasi terminato il giro di Piazza del Campo, ed in coda ad esso gli sbandieratori, dopo aver fatto ruotare più volte la bandiera della propria contrada, nel mentre del rullar frenetico dei tamburi, alzan lesti al vento l’asta e…e la bandiera vola, vola su in alto retta, il fiato si trattiene fino a quando poi…poi essa ricade e lor ancor più lesti la raccolgon con maniera, in un turbinio di grida ed applausi.

Il corteo sparisce ai nostri occhi.

Ed ecco che ad un tratto s’odon l’urla toscane, il fremito il Campo assale.
Non vedo, non vediamo, la calca è immane ormai anche se disciplinata.
Erano entrati loro.
Dieci magnifici Cavalli, con i loro Fantini in sella.
Purtroppo questa scena non l’abbiamo potuta cogliere in diretta.
Allora mi rifaccio alla telecronaca TV che sin da bambino ho seguito per tanti anni.

I dieci Cavalli di razza, rappresentanti delle dieci Contrade sorteggiate a partecipare al Palio, devono posizionarsi in prossimità della partenza nell’ordine già (teoricamente) stabilito in precedenza.
Dico teoricamente perché nel Palio di Siena può succedere di tutto e… e il contrario di tutto.
Nel senso che, ad esempio, i preaccordi tra Contrade per favorire o non ostacolare quella che (in teoria) si vorrebbe far vincere, spesso “saltano”, non vengono rispettati.
E vi lascio immaginare sia i motivi di tale mutamento e sia le certe, ripeto certe, ripercussioni per il Fantino che non abbia rispettato i patti o che si sia venduto.
Sissignore, venduto.
Così è quello che si dice subito qui.
Così è se vi pare (anche se non vi pare).

Immaginatevi un pò.
Dieci magnifici Cavalli e Fantini in groppa.
Quella stupenda e immensa forza della Natura che essi rappresentano.
Cavalli nervosi, suscettibili, irrequieti e frementi (qualcuno afferma anche drogati, ma mai dirlo ad un contradaiolo, mai!).

E poi i Fantini.
C’è nè sempre uno, almeno uno di Fantino che è favorito, anzi il Favorito.
Perchè come un famoso Matador s’è conquistato sul campo tale fama.
E per tale fama è stato strapagato.
Il peso del Fantino dovrebbe esser leggero.
E freddezza, abilità, coraggio e anche “giusta” cattiveria devono essere tra le sue doti.

Vi è poi il contorno storico di tifosi, tifosi acerrimi (ripeto acerrimi) nemici della Contrada avversa.
Donne o uomini o ragazzini il tifo è sentito all’unisono.
E in modo forte e chiaro anche da noi è così percepito!
Qui non è un semplice spettacolo con dame e cavalieri, cavalli e fantini sic et simpliciter.
Anzi, parlar di spettacolo è riduttivo.
Qui è la Storia ad esser entrata in Campo.

Un cordolo o canapa fa da ostacolo ai dieci superbi Cavalli e Cavalieri.
Sul Campo, di fronte a questa pattuglia di quadrupedi scatenati, cè il Mossiere.
E’ una figura fondamentale in quel contesto, in quei momenti.
Il Mossiere è colui il quale gestisce tutto questo ambaradam dove spinte, trucchi e nerbate contro il Cavallo vicino si susseguono ad ogni istante.
E’ lui che fa tenere teso il cordolo fino a quando i Cavalli tutti, non saranno ognuno al proprio posto già assegnato, uno a fianco all’altro e in linea, pronti per scattare al via al momento dello sparo.

Ma ve lo immaginate voi, se non l’avete già vista, una corsa così?
Vi immaginate quanto debba essere difficile se non impossibile ordinare a dieci Fantini e a dieci Cavalli di mettersi in linea insieme, e farli partire insieme al via?
Quei Fantini?
E quei Cavalli?
In un simil contesto?
Impossibile.

Fatto sta che ad un certo punto il Mossiere chiama ad uno ad uno le Contrade.
Sì i gareggianti portano (ovviamente) il nome della propria Contrada, anche se sia il Cavallo che il Fantino hanno i loro nomi di battaglia!
E allora il Mossiere chiama.
E chiama in quella Lingua Toscana di perfetto nitòre.

Istrice, tocca a te per primo, mettiti in fila.
Oh Lupa, dai Lupa muoviti anche tu, in fila vai.
Chiocciola, che fai Chiocciola non devi voltarti, vieni qui a metterti in fila!
Aquila, Tortuga e Liocorno anche voi svelti, mettetevi in linea, veloci!
Oca, Oca, Oca ma dove vai? Dove stai andandoooooooo?
L’Oca aveva aggirato il cordolo ed era partita a razzo.

Succede, può succedere che un Cavallo non tenuto a bada dal proprio Fantino non risponda più ai comandi.
Ed allora c’è la regola del Palio anche per questi casi.
Se dopo due richiami verbali la Contrada non si mette in fila per tempo, se non risponde alle sollecitazioni o se, come nel caso precedente rompe gli indugi e parte causando ritardo alla gara, al terzo richiamo (mi pare) viene squalificata.
E succede, può succedere.

Immaginatevi sugli spalti e nei dintorni la reazione della Contrada esclusa e di contro l’esaltazione delle Contrade avversarie!

Un altro caso è quello che si verifica quando una Contrada parta prima del via, poco prima dello sparo.
E’ come nell’Atletica leggera.
Insomma, si può essere penalizzati (cioè retrocessi rispetto all’iniziale allineamento) ovvero esclusi dalla gara stessa se si temporeggia troppo, se il cavallo non è governato e non ubbidisce e se, se e ancora se.
Tutto questo ed altro ancora, è il Palio di Siena!

Ma ecco, forse ci siamo.
Il Mossiere valuta che è il momento buono per dare il via.
Tutti (più o meno) sono sulla stessa linea di partenza ed alloraaaaaaaaa
Allora, mentre la folla tesissima per l’attesa, il tifo, le scommesse, le delusioni, le passioni e le lacerazioni impazza ecco, è il momento buono per lo
Sparoooooooooooooooooooooo!

Scatta velocissimo il gruppo di zampe, criniere e code!
Possenti si sentono gli zoccoli forti e duri!
Urla la folla colorita e impazzita!

Tre sono i giri di Campo e tutto si svolgerà nell’arco di soli 180 secondi!
E innanzi ai nostri occhi sfrecceranno queste masse corpulenti e gagliarde.

Ed ecco c’è il primo Fantino che cade già
si rotola giù nella rena
qualche calcio lo prende sulla schiena
e il suo Cavallo è scosso

Corre il Cavallo scosso
di tal peso non è più
e corre veloce e solingo
a più non posso

Ma gli altri destrieri galoppan
la curva di San Martino li aspetta
è drastica la curva
è stretta

Col scosso son quattro i primi Cavalli
al primo giro ad esser rivali
gli altri si son persi per strada
ed ecco la curva maledetta

In tre galoppano ancora
col scosso insieme sinora
pel quinto la curva fu mortale
la zampa e poi il colpo finale

Ma ecco che tra l’Oca e il Liocorno
c’è l’Istrice che ha un buon ritorno
e col scosso che è poi la Pantera
rinascer fan la propria bandiera

E colpi di frustino son dati
non proprio sul proprio Cavallo
ma all’avverso, al rivale
sperando di fargli del male

Altro giro s’è fatto
altra curva
stretta e maledetta
è l’ultimo giro!

L’Oca cede di colpo
il Liocorno s’azzoppa col botto
l’Istrice resiste, resiste
e la Pantera scossa, insiste

Son trenta i secondi rimasti
in piedi è la folla esultante
Pantera ed Istrice
al fin son rimaste

E’ il rush finale
il clou fenomenale
è l’apice del momento
la folla è in tormento

Ed ecco che lo scosso galoppa a più non posso
scavalca l’Istrice e il suo destriero
e felice e inconsapevole
vince alfin il suo trofeo

E allora è Pantera la Contrada che ha vinto il Palio.
L’onda di tifosi invade il Campo alla sua maniera.
Sommergono il Cavallo di carezze e pacche, festeggiano e inneggiano alla insperata vittoria.
La Pantera, sudata e ansimante, nitrisce e sbuffa, non si sa se di paura o di orgoglio.
Gli buttano una coperta sul dorso e l’attorniano felici e contenti.
Il giro d’onore adesso li attende.

Per gli altri che han perso senza onore ci sarà l’astio, la recriminazione.
Per i combattenti invece l’onore delle armi sarà di rigore.
Qualche Contrada poi avrà un Cavallo in meno…

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Il Toro…l’Arena

18 Ottobre 2003 31 commenti

Nell’84 andai a Barcellona, Spagna.
Sapevo della Corrida e di quello che poteva rappresentare.
Ma il mio Cinismo (cioè vedere con i propri occhi, per dare una definizione ultima, per fare una scelta netta e definitiva) mi disse di comprare il biglietto (sic) e di andare a vedere.
Con gli occhi di chi, in cuor suo, ha già deciso.

Ed era l’Arena.
L’Arena più antica di Spagna.
Era il pomeriggio di una giornata medio/calda.
Me la guardai l’Arena, nelle sue strutture, nei suoi spalti, nella sua circolarità a cielo aperto e il parallelismo con il Colosseo non potei non farlo.
Mi affacciai da uno dei palchi.
Mi son sembrati tutti uguali.
Non singoli sedili ma lunghe e circolari “panche”.

E c’era la Gente, c’erano gli spettatori.
Era d’Estate ed ero in terra di Spagna.
Terra caliente, colori caldi, vivi, rossi…
Allora detti un’occhiata in giro.
Tra gli spettatori prima (se ricordo bene).
A cercar di capire che tipi fossero.
E anche di che nazionalità.
Dal parlare dei vicini si intuiva la cittadinanza, ma al di là non sapevo.
Era d’Estate e ho immaginato che, come me, ci fossero altri turisti.
Più tardi, prima, durante e dopo la Corrida, anzi le 6 Corride che si succedettero, distinsi nettamente chi era “locale” e chi era turista (forse per caso, forse non).
L’Arena era gremita.

Poi detti uno sguardo giù, nell’Agone, nel campo di quella che sarà diventata da lì a poco una sceneggiata cruenta, cruenta e pilotata pro Torero e pro pubblico e con un finale che dopo, a freddo, ho capito che non poteva riservare sorprese.
Finale già scritto e premeditato.

La Trappola per il Toro di turno.

I Picadores, cioè gli uomini a Cavallo.
Cavalli alti, robusti e forti, Cavalli con corazza ai fianchi, Cavalli incappucciati (?).
I Picadores, anch’essi corazzati erano sul Cavallo corazzato ai fianchi e impugnavano l’Asta.
Un’Asta lunga 3 o 4 metri, e appuntita…appuntita…

Attorno c’erano altre figure di uomini.
A piedi però.
Avevano colori sgargianti ed in mano quelle che a me sembrarono banderuole colorate. E alcuni drappi di un solo colore, il rosso.
Si erano appostati tutto intorno all’Arena ed alcuni si trovavano presso taluni ripari, costruiti attorno e di cui non capivo il senso.
Non capivo, ma poi l’ho capito.

E’ venne l’Urlo della Folla, anzi le Urla, dissennate e roventi, più roventi del Sole d’Estate.
Capii dall’eccitazione generale che stava arrivando qualcosa, qualcuno.
Ma non succedeva niente.
Solo la Gente era già uno spettacolo.
Spettacolo già visto.
Allo Stadio, tanti anni fa quando il Calcio era credibile e accettabile.
Ai Concerti di musica, in attesa del Complesso o Cantante di turno.
E, come fa il Cantante allo Stadio, anche la Prima Donna dell’Arena si faceva attendere un pò, creava ad hoc la giusta atmosfera…

E vennero gli squilli delle trombe!
E finalmente Lui entrò!
Il Toro!
Il primo Toro cho ho visto in vita mia in un’Arena, la più antica, in quel di Spagna.
Un pò piccolo mi è subito sembrato, almeno al confronto con tali giganti armati.
Ma era entrato furioso nell’Arena tra le urla della gente, quasi al galoppo, sbuffando dalle narici e dalla bocca e guardando a testa bassa a la izquierda e a la derecha.
Era color marrone scuro, scuro ed eccitante, animale focoso, vivo, vero ed esaltante!
Ma di colpo si fermò.
Di fronte a lui, animale forte e coraggioso, c’erano tanti animali.
Animali già visti, magari un’attimo prima da questi accarezzato!
E c’erano anche animali su animali!
E un boato di animali chiassosi che tutto confondeva ma che tutto eccitava.
Già eccitava…
E lì iniziò la sceneggiata.

Cominciarono a chiamarlo un pò di quà e un po di là.
E lui, fermo e ansimante, si voltava un pò di quà e un po di là.
Urla del pubblico, eccitazione generale, animali su animali, rosso vivo, rosso vivo!
Eccolo, attacca!
Parte all’attacco di non sa che, di non sa chi, ma parte a testa bassa e nel breve tratto che fa si odono i suoi zoccoli sulla rena, si sente il suo fiato grosso e…e il botto!
Il botto con la testa e le corna su una delle paretie.
Dietro si era rifugiato lesto uno dei bipedi che un attimo prima aveva sventolato il drappo rosso.
Il Toro sente il muro avanti a sè, accusa il colpo ma non gli danno tempo.
Da un’altra parte, da altre parti sventolano drappi rossi e agitano bandierine (?), omini appiedati gli fan gesti e lo provocano.
Lui è confuso, c’è troppo caos.
E in quel preciso momento, nel momento di pausa, un Picadores gli pianta in schiena l’Asta che tiene in mano.
Per me è una botta al Cuore.

Ma la folla invece esulta, straripa dalla gioia nel vederlo finalmente colpito.
Il primo colpo di una lunga serie.
Ma il Toro è forte, ha sangue da vendere e ci riprova.
Attacca ancora, stavolta mira al bersaglio grosso, quell’animale sull’animale che gli sembra un bersaglio mobile e nemico.
E il Cavallo trovatosi improvvisamente all’angolo, riceve quelle tonnellate di forza e di corna in piena coscia.
S’impenna il povero Cavallo colpito forse non a morte, ma impaurito e sanguinante, e il Cavaliere?
Il Picadores sta in alto, avrà provato l’ebbrezza del colpo e null’altro.

Ma gli omini sgargianti e rossi si fan presto attorno al Toro, lo richiamano, lo devìano da quel bersaglio troppo grosso, troppo evidente.
E il Toro si volta, si volta e va, va verso quella decina di corpetti colorati e urlanti e mentre furioso passa tra loro, su di lui vengono infilzati decine di Banderillos. Stiletti e spadette affilate, di un bel color argento e nastrino colorato all’elsa e che ricoprono la sua schiena già martoriata.

Il sangue comincia a scorrere copioso dalla grossa ferita inferta dal primo Picadores, e nel correr nell’arena, aumentando il ritmo cardiaco e lo sforzo, il Toro lascia sempre più copiose tracce rossoscure sulla rena.

Ma il Toro è forte, ha sangue ed energia in abbondanza ancora.
E gli addetti al lavoro se ne accorgono.
Il Toro è ancora troppo forte.
E allora, anche per lo Spettacolo (anzi solo per quello) ecco che un Picadores sprona il suo Cavallo, si lancia in un breve galoppo e lancia in resta l’abbassa con tutta la potenza che ha (lui e il Cavallo) sulla schiena del povero Toro e affonda, buca, lacera, squarcia…
Il Toro stavolta accusa il colpo.
Si vede, anch’io me ne accorgo.

E’ fermo il Toro. Non se l’aspettava.
Mentre il sangue sgorga come un fiume dalle sue ferite, le zampe cominciano ad essere deboli, gli occhi ad appannarsi un pò.
Ma ha fiuto il Toro, grande fiuto e fiuta il nemico.
Qualunque cosa o oggetto che si muove anzi no, anche che non si muove perché vedo il povero Toro che va di nuovo a sbattere con tutta la forza che ha verso un bersaglio inutile, la paratia.
Boom!
In tutti questi minuti, che son sembrati un’eternità, la folla alternava silenzi agghiaccianti a scoppi di urla indecenti ed infamanti.
Incredibile, ma c’ero.
Ma ancora dovevo imparare, non sapevo ancora della premeditazione.

A un certo punto i Picadores, 3, 4 o 5, stando bene attenti a non passare nei paraggi del Toro, ad uno ad uno lasciano l’Agone, lasciano la scena tra gli applausi del pubblico festante.
Rimangono gli omini ma, dopo pochi attimi, risuonano le trombe, i fischi e gli starnazzi, le urla e le agitazioni.

Oooooooooolè! Ooooooooooolè! Ooooooooolèèèèèèèèèèè!
Suona forte e chiaro il simbolo di richiamo al Torero, il vero Eroe del combattimento.

Colui il quale tra geste eroiche e mosse fatali
porterà alla fine, alla giusta fine
lo spettacolo per i mortali.

Oooooooooolè! Ooooooooooolè! Oooooooooolèèèèèèèèèè!

La folla rumoreggia.
E’ in piedi festante
vogliosa di quell’istante!

Sa che il Giustiziere non può fallire!

Sa che mosse audaci deve far
se su questa Arena
lui vuole star

E lui il Torero sa che deve render conto, deve ben figurare!

All’altezza deve dimostrare
di esser sì audace
ma anche spettacolare

E allora entra.
Entra il Torero nell’Agone già intriso di Sangue e di Morte.

E allora il tripudio, le trombe, il delirio
prendon d’assalto quel posto lì
l’Arena del Martirio

La Scenografia è perfetta.
Consumata è la Regia.
Scontato è, il finale.

Il Toro era rimasto lì, abbandonato a se stesso e al suo grande dolore.
Sa che sta per morire, intuisce che deve morire ma è un Toro, anzi il Toro, e morirà combattendo contro il nuovo nemico.

Salto i balletti, le finte e le provocazioni di tal guitto perché mi sta venendo la nausea solo a raccontarvelo.

Vengo al dunque.

Il Torero sfoggia due lame, due spade.
Una servirà per saggiare le reazioni del Toro e valutare sul campo la sua forza attuale.
L’altra spada, l’altra spada sarà per il colpo finale.

E siamo al Prologo, di tutta questa messa in scena cruenta e assassina.

Il Toro è lì, con il poco di sangue che gli è rimasto è ancora in piedi.
Deve essere in piedi!
E’ debole ormai, le forze lo stanno abbandonando ma fiuta, fiuta ancora, il suo ultimo fiuto, il suo ultimo attacco.

Il Torero prima gli aveva rivolto le spalle, sbeffeggiandolo e (per me) coprendosi di ridicolo (Buffone!, pensai).
Si era poi inginocchiato davanti a lui, sembrava una battesimo, sembrava un’estrema unzione.
E il Torero ora è davanti al Toro, lo attende con la spada sul fianco.
Il Silenzio è sceso sull’Arena, sembra che tutto finisca lì.
E invece no!
Il Toro, come da copione, sbuffa e gratta la rena con le zampe anteriori.
Ci siamo.

Il Toro getta le sue ultime forze nell’ultimo attacco frontale e parte!
E’ questo il momento cruciale che attendeva il Torero!
Di fronte al Toro, spada nelle maniiiii, alza la spadaaaa e vaiiiiiiii, vai giùùùùùùù!
Giù, lì appena dietro la testa del Toro, lì in mezzo alle scapole, lì dove scorre la Vita, lì si spezza il Cuore e stramazza sulla rena l’unico Gladiatore.

Olè’!

Gli vengon poi tagliate le palle.
Viene poi legato per le zampe e trascinato dentro da 4 cavalli.
Quel pomeriggio assistetti a 6 Corride.
6 Tori uccisi con premeditazione.
2 Tori per ogni Torero.
3 Toreri, di cui uno era una Donna.
Tutti giovani, tutti orgogliosi di essere Toreri di Spagna.
In tutte le Arene di Spagna, ogni settimana 6 spettacoli.

E’ quasi sera ormai.
Lo Spettacolo è terminato.
La rena dell’Arena è ormai color rossobrumo.
Gli odori forti del combattimento volano via insieme al Vento.
Alcuni degli spettatori mi sembrano abbastanza scioccati.
Turisti per caso forse, quasi quanto me…quasi.

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Lily non c’è più…per lei una Poesia

16 Ottobre 2003 15 commenti

Mi permetto di farvi conoscere la Testimonianza di una Signora, proprietaria di una cagnolina Breton di nome Lily Françisca, raccolta 14 anni fa quando era una cucciolotta.
Lily se ne andata per un brutto Male, il Febbraio dell’anno scorso, tra il pianto e la disperazione della Famiglia che l’aveva accolta.
Non posso e non devo riferire dei fatti e dello stato d’animo di questa Famiglia.
Credo però che, per lo scopo che mi sono ripromesso, questa testimonianza abbia una valore aggiunto, se così si può definire…

Ottobre 2002
Signora P.
Ho letto solo ora nel forum che ci sono anche medici veterinari che applicano la mdb agli animali, forse se ne avessi conosciuto uno per la mia Lily sarebbe stato diverso.

Lily

“Ci rivedremo Lily!”

Vai sicura
sei con lui che prima di me ti amò,
vai sicura e aspettaci.
Guardaci ancora
come sempre facevi,
guardaci
mentre corri felice nei prati del cielo,
le tue zampe sono forti e giovani
non sentono più il peso del dolore,
i tuoi occhi ora vedono…
le tue orecchie sentono…

“Dammi un bacio Lily!”

Il tuo musetto morbido
più di una carezza
come un battito d’ali
nel palmo della mano,
solo un accenno del tuo grande amore.

“Bella Lily, bella!”

Se anche non avessi un anima
tu sei nel mio cuore,
non morirai con me.

C’è un posto lassù sulle colline
che guarda oriente verso settentrione,
dove oggi per te
dolcissima
oh! mia tenerissima
il sole
nasce per sempre.

Riferimenti: Prof. Luigi Di Bella Forum

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Reale o Virtuale?

16 Ottobre 2003 7 commenti

Reale o Virtuale?

Molto si è detto e si dirà del veicolo Web e dei suoi derivati e correlati.
Chi non conosce, o non vuole conoscere Internet non credo si perda gran che, anzi.
E vi spiego il perché.

Ai miei tempi (e quelli che mi precedettero) i veicoli per trasmettere fatti considerati Notizie erano la Radio, i Giornali e il passa parola.
La Radio e addirittura i Giornali erano per quelli che potevano permetterselo (per il tempo a disposizione e la possibilità di leggere e di scrivere).
Altrimenti c’era il passa parola.
In Famiglia, in Chiesa, in Piazza, al Bar.
Veniva poi anche il Forestiero, visto spesso come latore di brutte notizie, considerato alle volte messaggero di conoscenze nuove e diverse.

Ma all’apice di una Società patriarcale, vi era (ed era determinante) la Tradizione che, inoltre, trasmetteva usi e costumi.
Tradizione (in senso lato) trasmessa per intere Generazioni.

E la Famiglia italiana proprio perché strutturata, sia dal punto di vista giuridico che dal punto di vista sociale, in un nucleo forte ove il Genitore maschio era il Pater familias, cioè il Capo della Famiglia, contribuiva a far sì che la Tradizione fosse considerata un Bene indiscusso e immutabile.
Così come avviene d’altronde in altri Paesi ove, spesso per motivi politico/religiosi, la Tradizione è ancora molto forte.

Voglio ricordare che fino ad allora, la Donna era considerata dal Codice Civile (e nella Società) come un essere intellettualmente e moralmente inferiore, incapace da sola di superare le difficoltà della Vita, non dotata di quella piena maturità e coscienza che dovrebbe essere riconosciuta ad ogni essere pensante.

L’art. 149 del Codice Civile ottemperava ad una visione gerarchica (il marito è il Capo della Famiglia) che consentiva qualsiasi potere di controllo e di correzione nei confronti della moglie.
Esso era il fondamento di norme ispirate tutte dalla convinzione delle minorate capacità intellettuali, morali e giuridiche della Donna.

L’art. 145 del C.C. stabiliva poi che il marito deve proteggere la moglie, la deve tenere presso di sé, le deve somministrare tutto ciò che è necessario alla Vita, attribuendo al marito una anacronistica ed assurda posizione paternalistica.

Gli artt. 331, 338 e 339 del C.C. consideravano la Donna incapace persino di provvedere all’educazione dei figli talchè il Tribunale poteva dettare disposizioni dopo la morte del Padre.
Condizioni potevano essere imposte per Testamento.
Il nascituro poteva essere tutelato da un curatore speciale.

Si era ai princìpi del Diritto Romano, sintetizzati da Baldo degli Ubaldi nella formula famulas sub perpetua cura esse censetur.

Ma le condizioni di vita di una Famiglia patriarcale, autoritaria, erano tali soprattutto perché quel nucleo era nello stesso tempo un’unità economica ed una unità di lavoro.

La Famiglia italiana poi, con la Riforma del Diritto di Famiglia del 1975 (Legge 19 maggio 1975, n. 151 G.U. del 23 maggio 1975, n.135) venne meglio definita (dal punto di vista giuridico e sociale) in applicazione di quei principi costituzionali ad essa dedicati (artt. 29, 30 e 31 della Costituzione).

Questa Riforma ruppe gli argini del monopolio patriarcale.

Si crearono nuove aspettative che, in un certo senso, aprirono un varco nella quasi impenetrabile e imperturbabile Tradizione (in senso lato).

E facile arguire perché.

L’emancipazione della Donna, la sua graduale elevazione economica e sociale, la sua maturazione culturale, le hanno permesso (in modo più ampio che nel passato) un dialogo completo, veramente alla pari con l’Uomo.
E la reciproca comprensione delle rispettive attività è oggi (o dovrebbe esserlo) un elemento fondamentale della Famiglia, in presenza di una Persona che non è più solo recettiva ma diviene soggetto attivo di una reale integrazione di personalità.

Anche l’atteggiamento dell’Uomo è mutato.

I giovani di oggi, almeno nei gruppi più avanzati, considerano la Donna alla loro stessa stregua, Persona capace non solo di amare ma anche di assumere all’interno e all’esterno della Famiglia, tutte le responsabilità in piena parità con l’Uomo.

Tornando ai veicoli di informazione, i cosiddetti mass media, i mezzi di comunicazione di massa insomma (Radio, TV, Stampa ed Internet) è oggi più facile, per tutti, usufruirne.

Ciò ha scatenato un overdose (se così si può dire) di Cultura, meglio di Conoscenza in senso lato.

A prescindere dall’enorme potere di condizionamento (vi ricordate il senso attribuito al cosiddetto Quarto Potere, il film del regista Orson Welles?) delle abitudini e dello stesso modo di pensare e agire che i mass media obiettivamente hanno nei nostri confronti (fruitori passivi/attivi) oggi tutti credono di sapere tutto o almeno molto di più di qualche decennio fa.

Ma sottolineo la parola credono.
E questo vale anche per me, ovviamente.

Nelle Società cosiddette evolute ove proliferano i mass media, perché cè un certo grado di libertà d’espressione, a tutti sembra di sapere di tutto un pò.
Sembra.

Partiamo dunque dal Fatto.
Fatto che può diventare o diventa Notizia (cioè trasmissibile o trasmessa al Pubblico).
Di dominio pubblico, come si usa affermare.

E qui, il punto di partenza è nodale.
Chi è che trasmette cosa?
Come vengono scelte, e poi utilizzate, le cosiddette Notizie?

Per esser chiari.
Sapete voi cosa sta accadendo nei numerosi Stati dell’immenso continente Africa ora, mentre io sto scrivendo e voi leggendo?

Direte voi:

1) è impossibile notiziare di tutto ciò che accade nel Mondo ogni minuto secondo;
2) lo immaginiamo già! Si spara, si muore, anche di sete, fame e malattie.
E la solita Guerra tra poveri. Poi ci sono i Paesi ricchi che sfornano da una parte Convenzioni internazionali e concrete misure di aiuto e dall’altro…dall’altro quei Paesi che sfornano armi a tutto spiano.

Lo sappiamo già, qual’è la Novità? E poi ciò avviene in ogni angolo del Globo…

Va bè, lasciamo stare l’Africa.

E in casa nostra?
Quali fatti diventano Notizie?
Come e da chi vengono filtrate a nostro uso e consumo?

Ma insomma dillo, dillo!
Dillo cosa vuoi dire.
Vuoi dire forse che nell’Informazione cè parzialità e non obiettività?

Ci siete arrivati…
Anch’io c’ero arrivato qualche decennio fa.

Banale?
No, assolutamente no!

Dopo la Famiglia, la Scuola, gli Amici buoni ma anche quelli non, la nostra Persona si forma anche attraverso i cosiddetti mass media…

E vi pare una cosa da poco conto?
Rispondete!

Quale grado di autonomia di Giudizio pensiamo di possedere?
E l’abbiamo?

Non mi sembra proprio guardando quotidianamente l’andazzo generale.

Ma torniamo al Virtuale…

Internet è considerato tale, o no?
Ma a differenza della TV sembra più attivo, meno passivo e, soprattutto, risponde e fornisce Dati e Notizie in tempo reale (fattore che ritengo sì utile ad personam, ma anche strategicamente pericoloso, molto).

E inutile che disguidi sul veicolo Internet.
Chi lo possiede già (il Pc ) e lo utilizza sa già, o immagino sappia già, di cosa si tratti.

Ma nell’uso, reiterato o meno, dello strumento virtuale può insinuarsi in noi un’altro e non meno grave condizionamento.

Quello per cui, coscienti e non, si crede che il Mondo sia fatto in un certo modo e che, di pari passo si viva non più della Realtà che ci circonda ma del Virtuale…

E allora torniamo al Thema decidendum iniziale.
Reale o Virtuale?

Ditemi Voi.

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VEDIAMO SE SI RIESCE A POSTARE…

16 Ottobre 2003 6 commenti

Caro Billy, ti voglio un Mondo di bene…

14 Ottobre 2003 8 commenti

Caro compagnuccio di Lady, caro compagnuccio di Vita.
Ti raccolsi il 5 agosto del ’95 al mare, in quel Lido dei Pini (vicino Lavinio, Roma) dove ho trascorso felicemente tutta la mia infanzia.

A casa trovasti già la Lady, piccola come te, meticcia come te e raccolta…come te.

Ti dovesti adattare, caro Billy, perchè io non sopportavo i pochi segni tuoi che lasciavi di tanto in tanto.
Me ne rammarico ma, conoscendomi, so che lo rifarei…

Un brutto giorno Billy, eravamo a passeggio nei dintorni di casa, con la Lady e Lilly.
Era giovedì 31 luglio 2003.
Vi portai la mattina, prima di andare in Ufficio. E vi portai a passeggio anche alle 18, 18.30 del pomeriggio…
Ricordo che la sera, a casa, mentre ero davanti questo dannato computer, sentii un odore forte…forte.
Ma non recepii, lo attribuii alle cacchette e pisciatine degli altri cagnucci e che tu ti portavi addosso.
Non era così, purtroppo.
Quell’odore, forte, l’avevo già sentito, avrei dovuto riconoscerlo e capire di cosa si trattava ma, ma non lo capii.
Ma tu già soffrivi mio Billy. Tu stavi soffrendo come solo un cane sa (può) fare. In silenzio tu, tesoruccio mio, avvelenato da una sostanza micidiale soffrivi da morire…da morire e io non mi sono accorto (non me lo perdonerò mai, ma ora è inutile, purtroppo).

Finalmente, dopo una nottata intera che tu solo sai Billy che cosa può essere stata, la mattina dopo, venerdì 1 agosto 2003, vengo a vederti, forse ad accarezzarti e noto, finalmente (ma tardi) noto la tua bocca, le tue gengive piene di grumi di sangue rossonero (sic)…
Quelle parti tue erano in necrosi. Morte. E quell’odore…

Il resto poi, c’ero anch’io…

Tu sei morto Billy. Ogni cosa successiva è perfettamente inutile. Lo so.

Volevo dire a te, caro meticcio rosso un pò volpino un pò bassotto che forse, l’Ispettore della A.S.L. che oggi è venuto a controllare la zona e che con altri riscontri ha verificato il pericolo, per bambini e animalucci, di avvelenamento nei giardini a te una volta cari, farà una Relazione, questa forse indicherà la necessità di tabellare la zona, chiuderla per poi bonificarla. E poi riaprirla…
Questo servirà per i bambini e gli altri animalucci della zona.
Questo servirà, forse, a fermare per qualche tempo il criminale o i criminali…forse.
Di più non possiamo fare.
Ma tutto inutile per te è ormai…
Riferimenti: Gli ultimi giorni

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Dedicata al Prof. Luigi Di Bella

14 Ottobre 2003 2 commenti

La Poesia che segue è stata dedicata da una persona, una Donna, allo Scienziato umano Prof. Luigi Di Bella.

La breve cronologia che segue l’ho ripresa dal sito www.luigidibella.it

Ho il precipuo scopo di far conoscere a chi non conosce, e di rimembrare a chi ha (già) dimenticato, l’esistenza del Metodo Di Bella (M.D.B.).
Metodo di cura di alcune forme di tumore.
Se anche una sola persona avrà recepito il messaggio, se dunque non si farà fuorviare dalla cosiddetta Medicina ufficiale e dalla propaganda negativa, nefasta e di parte, se avrà interesse a salvare la propria o l’altrui Vita, lo scopo di questo mio impegno sarà raggiunto.
Anche “una sola” Vita ne vale la pena.

Tra l’altro posso affermare che il M.D.B. è stato (ed è) efficace per una mia cagnolina Lady.
Vale il discorso di cui sopra per i nostri animalucci.

Non sottovalutate questa possibilità, anzi…

Con trepidazione, con impegno e con la Speranza che recepiate e…e in fretta!

Lorenzo

Da parte della Signora A.

Dedicata a Te Professore

Grazie Professore Di Bella
io mi inchino
davanti alla Sua Persona
al Suo Grande Cuore
al Suo Grande Amore:
Grazie per aver dedicato la Sua Vita
per la nostra vita
Raccoglieremo i semi
della Sua Grande Sapienza
e li pianteremo
per far crescere i frutti dell’amore,
che Lei Grande Professore,
ha saputo dare.
Vorrei tanto
poterLe stringere la mano
per poter sentire il calore
del Suo Cuore.

Luigi Di Bella nasce a Linguaglossa, provincia di Catania, il 17 luglio 1912, ultimo di tredici figli. Si laurea il 14 luglio 1936 in Medicina e Chirurgia con 110 e lode allUniversità di Bari.
Lo stesso anno si abilita all’esercizio della professione medica nell’Università di Parma, presso la quale è aiuto incaricato per tre anni nell’Istituto di Fisiologia Umana.
Nel luglio 1939 è nominato assistente ordinario, avendo superato il Concorso Nazionale per assistenti.
Il 3 settembre 1939 sposa Francesca Costa (scomparsa il 13 marzo 1993); dal matrimonio nasceranno 2 figli: Giuseppe (1941) e Adolfo (1947).
Dal 1939 al 1947 è Aiuto Ordinario alla Cattedra di Fisiologia Umana dellUniversità di Modena.
Nel 1941, col grado di capitano medico di complemento, parte per la Grecia, dove dirige l’Ospedale da campo della 39ª divisione Acqui e, nel 1942, della 209ª divisione Modena.
Dal 1943 è incaricato del Corso di Fisiologia Generale per Scienze Naturali, Scienze Biologiche e Farmacia. Nel 48 consegue la libera docenza in Fisiologia Umana e, sempre lo stesso anno, in Chimica Biologica.
Gli vengono riconosciute le seguenti maturità: scientifica e didattica per la Cattedra di Fisiologia Generale e Speciale degli animali domestici con elementi di Chimica Biologica; per la Cattedra di Fisiologia Umana; per la Cattedra di Fisiologia Generale. È incaricato di Fisiologia I fondamentale nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dellUniversità di Modena.
È socio: della Soc. Medico Chirurgica di Modena, della società Italiana di Biologia Sperimentale (SIBS), della Soc. It. della Nutrizione Umana (SINU), della Società It. di Fisiologia (SIF), della European Chemoreception Organisation (ECRO), della European Pineal Study Group (EPSG), della New York Academy of Sciences.Comunica e/o presenta posters a numerosi congressi nazionali ed internazionali.
Fin dai primi anni 70, come documentano le cronache dell’epoca, ottiene brillanti risultati nella cura dei tumori solidi ed emopatie curando i pazienti che si rivolgono a lui con una terapia a base di melatonina, bromocriptina e complesso ai retinoidi a cui aggiunge (nel 1978) la somatostatina. Ha trattato personalmente oltre 25.000 casi.
Dal 1984, anno del pensionamento, continua la sua attività di ricerca nel laboratorio privato, presso il quale continua a ricevere i propri pazienti.
Nel gennaio 1990 viene insignito del “Premio della Bontà” presso la Chiesa di Villanova (Mo), per aver sempre visitato i propri pazienti gratuitamente.
Nel maggio 1997 il Rotary Club Roma Appia Antica gli conferisce la Targa “Una Vita per la Vita” (a cui seguiranno altri riconoscimenti dai Rotary Club di Milano, Asti e Milazzo e dal Lyons Club di Modena).
Il 29 maggio 1997 ha tenuto una relazione magistrale in apertura del 3° Congresso Nazionale di Citologia Vaginale e Urinaria.
Il 2 luglio 1997 al 33° Congresso Mondiale di Fisiologia di San Pietroburgo presenta i risultati preliminari di una sua ricerca che apre ulteriori nuove strade nella lotta ai tumori prevedendo l’impiego delle citocalasine-B.
Dal 1977 alla primavera del 2003 ha tenuto conferenze in diverse città italiane, illustrando i principi ispiratori del suo metodo per la terapia di emopatie e tumori solidi applicato personalmente fin dal 1966 su oltre ventimila pazienti.
Il 17 e 18 luglio 1997 all’Hotel Excelsior di Roma ha tenuto una Conferenza Nazionale dal titolo: “Cancro: aspetti vecchi e nuovi di terapia” a cui hanno partecipato 450 medici e farmacisti.
1998 – L’assemblea legislativa dello Stato di Rio de Janeiro riconosce la validità delle sue terapie e le mette a disposizione dei cittadini che ne vogliono usufruire.
1998 – È l’anno della sperimentazione per la “MdB” (Multiterapia Di Bella). Al professore però non viene offerta la possibilià di parteciparvi direttamente pertanto è costretto a contestarne la validità dopo aver appurato che i protocolli non venivano applicati secondo le sue indicazioni. Si aprono indagini della magistratura sulla corretta esecuzione della sperimentazione e sulla regolarità dei farmaci utilizzati; tali indagini evidenziano una serie di anomalie.
1998 – Al congresso mondiale di Amburgo presenta altri dati scaturiti dalle sue ricerche per l’impiego delle citocalasine-B nella lotta ai tumori.
1998 – Università, comunità, governi e mezzi dinformazione di vari paesi del mondo lo invitano a tenere convegni per divulgare i suoi protocolli di cura: Svizzera, Olanda, Grecia, Emirati Arabi, Ucraina, Bielorussia, Canada, Brasile, Colombia, Argentina, Australia, Inghilterra.
1 Luglio 2003 – Il prof. Di Bella si spegne lentamente, all’età di 91 anni, circondato dall’affetto delle persone che negli ultimi sei anni gli sono state al fianco dandogli modo di continuare la sua attività di Cura e Ricerca.

Riferimenti: Prof. Luigi Di Bella

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A tutti gli Amici bloggers…

10 Ottobre 2003 30 commenti

Cari Amici bloggers,
alcuni di Voi conoscono delle vicissitudini di una mia cagnetta, Lady, colpita da tumore, ma ancora in Vita, perchè curata con il Metodo del Prof. Luigi Di Bella.
Avrei intenzione di scrivere un libro, un racconto non romanzato…
Chiedo allora a coloro i quali, con carissimi e sentiti commenti, hanno dato il loro contributo a questa felice vicenda di poter inserire i loro contributi dati a suo tempo nei miei post…
Vi chiedo, se siete d’accordo, di darmi dei suggerimenti e farmi sapere se posso indicare i vostri nomi o nickname oppure no.
Un Grazie anticipato!
Lorenzo
Riferimenti: A tutti gli Amici bloggers…

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Etna, il Vulcano…

7 Ottobre 2003 21 commenti

Neve, fresco, fredddooooo!
Un’attrazione fatale!
Adoro il Freddo, mi stimola, mi fa sentire più Lupo che mai!
Novembre ’91, prima volta del C.A.I. sull’Etna…ed io con loro!
2 giorni, una notte…
A 1.200 mt., dal piccolo e rifinito Rifugio stile cantoniero nella Foresta millenaria, millenaria…e attraverso questa su per le pendici dell’Etna imbiancata di Neve fresca, con un cielo assolutamente sgombro da qualsiasi nuvola ed azzurro, azzurro intenso…c’è il Sole ed anche la Luna…
A 2.000 mt. inerpicandosi su per la strada, con ai lati e in lontananza multitudini di piccoli e medi Crateri ed in Panoramica uno Spettacolo lunare, lunare…
A 3.000 mt., abbandonata la strada il percorso è tutto nella alta Neve fresca, fresca…
Poi, più su, si incomincia a vedere il Pennacchio, i Pennacchi mentre la Neve lascia il posto alla brunonera terra vulcanica dei dintorni, dintorni…
E infine, a 3.229 mt. siamo in Cima, meglio, accanto ai Crateri…
Quello di Nord-est è il più piccolo e il primo che raggiungiamo.
La Neve non c’è più, anzi…tocco con mano, mi siedo addirittura per sentire meglio il calore che proviene dal basso, dalle Viscere della Terra…
Il piccolo Cratere fuma, fuma…è delizioso, un pò sovrannaturale e dopo la Foresta, la Neve alta e il Panorama lunare siamo lì, tutti insieme, in gruppo ad assaporare…

Ma il C.A.I. è serio, ha un programma e si deve continuare…
Poche decine di metri e c’è il Gran Cratere, quello di Nord-ovest…immenso!
E’ una sorta di enorme e largo “buco” a cielo aperto…
E lì, per la prima volta, la vedo…è la Lava!
Si insinua, compare e scompare nel Cratere che fuma…manda segnali di fumo intenso che risale la china, le pareti e fuoriesce tutt’attorno e poi…poi all’improvviso…sbuffa, irrompe stentoreo un Boato, piccoli Boati e poi…poi torna a sbuffare di tanto in tanto e di tanto in tanto ricompare lei…la Lava, il Magma…
Il color rosso vivo ti acceca, il calore ti inonda il viso di vampate, il Boato ti frastuona, il fumo ti annebbia…sembra…sembra l’anticamera dell’Inferno…

Ma il C.A.I. è serio…dobbiamo proseguire, scendere per la Valle del Bove verso Ovest, verso il Rifugio La Sapienza e il gruppo riprende il cammino.
Il gruppo scompare alla vista…
Io e una Donna rimaniamo…rimaniamo supini, supini e incollati ai bordi del Cratere…
So, sono consapevole che non sarà facile ritornarci e, dunque, voglio assaporare tutto! Come al solito…
Rimaniamo estasiati, rapiti…
E’ “Silenzio” ormai…parla solo la Natura, e che Natura…

Riferimenti: Etna, il Vulcano

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Lady ed il Prof. Luigi Di Bella

6 Ottobre 2003 20 commenti

Bau a tutti!
Sono una meticcia di 12 anni, piccola e (dicono) molto socievole.
Sì, credo di esserlo ma sono anche molto affettuosa, intelligente, giocosa e, nonostante il mio nome, sono anche molto democratica!
La mia Vita, fino a poco tempo fa era stata bella e anche varia.
Ero in Salute e in effetti mi sentivo anche abbastanza bene…
Ma dal 15 di agosto 2003, mentre mi trovavo in Trentino, in Montagna con il mio padroncino qualcosa mi è esploso dentro…
Non so, non avevo mai provato prima.. ma fatto sta che all’improvviso mi son sentita fiacca, molto fiacca…
Insomma per farla breve, avevo un Tumore…
Tumore ed anche Metastasi dappertutto nel mio corpo…
Ricordo bene… gli esami (ecografia, analisi del sangue, esami citologici ecc.), il respiro corto e prima, prima ancora in Montagna ricordo che un giorno a pranzo mi sentii improvvisamente sbandare e non capire più niente.
Non mi resi conto ma d’improvviso lasciai il ristorante dove stava mangiando il mio padroncino e confusamente abbandonai il marciapiede e…mi pare che sentii una voce: Lady, Lady ma dove vai! Aspetta piccola! Fermatiii!
Ero sulla strada in quel momento a fianco al marciapiedi ma su una stradina di montagna e in quel momento passava un grosso Camion…
Sentii prima il rombo forte poi l’aria calda e puzzolente che all’improvviso mi travolgeva, l’aria però non il Camion per fortuna…
Ero stordita, confusa, sofferente e…stavo per morire…
Ma tornata a Roma e dopo aver conosciuto l’esito degli esami capii dal volto del mio padroncino che qualcosa non andava. Io è vero non mi sentivo tanto per la quale ma lui…è difficile vederlo sofferente e allora capii che qualcosa di grave era successo…
Non so dirvi in verità moltissimo dei giorni che succedettero al 26 agosto 2003, dopo che i primi esami ipotizzarono qualcosa di brutto.
Ricordo solo che piano piano cominciai a perdere la mia voglia di Vita, la mia serenità e socievolezza e fino al giorno in cui, ricordo bene, stetti più di un’ora sdraiata nel giardino condominiale mentre Lilly giocava e il mio padroncino non mi mollava mai e, nonostante qualche condomino passasse, cominciai a non scodinzolare più. Bè allora capii che ero grave!
Non so cosa avvenne nei giorni, nelle ore seguenti.
Mi ricordo però che ad un certo punto della giornata, da certi rumori che provenivano dalla cucina capivo che tra un pò ci sarebe stata un’altra puntura…
Respiravo male, molto male e in più mi stavo gonfiando a dismisura con qualche inizio di dolore…
Non mi ero mai sentita così!
Mi ricordo però una nottata per me veramente allucinante!
Era il 31 agosto 2003, una domenica da dimenticare!
Il mio padroncino mi aveva portato nel cuore della notte al Pronto soccorso e…e non vi dico che stress!
Io sono buona, accetto tutto ma quella notte c’ho visto proprio di brutto…
Io ero sveglia e vidi tutto!
Dall’addome il medico mi aspirò 240 ml. di liquido cellulare e poi, non contento prima dalla cavità toracica destra e poi da quella sinistra mi aspirò 360 ml. di siero cellulare. In tutto, quella notte e per 2 ore, mi tolsero ben 600 ml. di liquido, metà siero, metà sangue…
So che il mio padroncino è un tipo fortunato (e già ha me, no?) e quindi confidai in lui ed infatti lui riuscì a contattare via Internet il Team del Prof. Luigi Di Bella del quale subito si ricordò quando seppe del mio Male…
Fortunato perchè, nonostante proprio in quel periodo il suo Pc veniva letteralmente invaso da posta sporca, la sua e.mail di richiesta (disperata) di aiuto al Team del Prof. Luigi Di Bella arrivò a destinazione e questi, in anticipo anche rispetto all’impegno di dare comunque una risposta entro le 24 ore successive, reinviò una e.mail nelle 18 ore successive! Una e.mail per me, per la mia Vita, preziosissima, una e.mail con il nome di tre medici di Roma…
E allora, anche qui la Fortuna!
Una giovane Dottoressa umana, forse anche un pò commossa da tale affetto del mio padroncino e di Giorgio, suo fratello e grande amico degli animali, volle andare a vedere…
Il M.D.B., il Metodo del Prof. Luigi Di Bella entrò in me, nella mia Vita come il salvagente sta all’affogando…
Iniziò il 2 settembre, non me lo posso scordare!
Ed il 4 settembre, due soli giorni dopo, eccomi qui a raccontarla…
Da quest’ultimo giorno e fino ad oggi credetemi, la mia Vita e soprattutto la mia qualità della Vita ha fatto da così a così…in meglio.
Ed infatti la racconto e continuo a raccontarla… bene, anzi benissimo!
E per questo che ritengo doveroso ancorchè utile raccontarvi un pò della Vita di un Grande ed Umanissimo Scienziato dai bei capelli bianchi…

Vita professionale del Prof. Luigi Di Bella

Le ricerche del Prof. Luigi Di Bella risalgono al 1963, precedute comunque da importanti lavori su carotenoidi e retinoidi (1940-1941; cfr. pag. 96 del volume di M.Todisco “Non Morirai di questo male”).
La ricerca poggia su una formazione multidisciplinare che si avvale non solo degli studi accademici (è laureato in Medicina, Chimica, Farmacia ed ha conseguito la docenza in Fisiologia Umana e Chimica Biologica) ma anche della discendenza dalla gloriosa scuola di Murri ed Albertoni (suo maestro è stato il Prof. Pietro Tullio, allievo di Albertoni). Ne discende che in lui si fondono la mentalità clinica e quella della ricerca, in una simbiosi rigorosa e che spazia tra le più svariate discipline del sapere medico. Oggi questa caratteristica – essere clinico e ricercatore – è assolutamente inedita: la compartimentazione e la iper-specializzazione, frutto dell’invasione, in campo scientifico, dell’efficientismo produttivo di matrice anglosassone, origina tutto un pullulare di ricerche, magari suggestive, ma sterili ed infeconde di risultati.
Inizialmente l’attenzione dello scienziato si concentra sulla genesi e la cura delle emopatie. L’occasione contingente è la leucemia del figlio di un amico, in cura presso il Prof. Storti, uno dei più autorevoli ematologi del dopoguerra, che allora operava a Modena. Storti approva ed autorizza i primi tentativi terapeutici che tuttavia non riescono a salvare il bambino. Nelle manifestazioni sintomatiche delle ultime ore di vita Di Bella trova conferma di quanto già ipotizzato fin dagli anni quaranta: il sistema nervoso deve giocare un ruolo essenziale nella composizione del sangue. Inizia gli esperimenti su cavie, stimolando elettricamente le “habenulae’, due formazioni nervose localizzate nell’epitalamo. Le piastrine, in seguito alla stimolazione, aumentano da 200 a 600 mila. Tale incremento è determinato dalla secrezione di MELATONINA, una sostanza isolata nel 1958 dallo statunitense A.B. Lerner (premio Nobel) ed impropriamente classificata tra gli ormoni. Peraltro nessuno ha idea degli effetti e delle proprietà della melatonina, che viene pertanto definita come “curiosità fisiologica’ e della quale si stabilisce con certezza un solo dato: è totalmente atossica. Al contrario Di Bella comprende che la causa immediata di morte nelle leucemie è costituita dalle emorragie, specie cerebrali, originate dal basso numero di piastrine. E’ evidente quindi l’impiego elitario e concreto della melatonina.
I risultati delle ricerche, condotte con ossessivo rigore, saranno comunicati al Congresso SIBS (Società Italiana di Biologia Sperimentale) di Alghero, nel 1969. Solo questa dimostrazione dell’influenza del sistema nervoso sulla composizione del sangue comporterebbe il Nobel (come d’altronde riconosciuto dal Dr. Walter Pierpaoli durante il Convegno tenutosi a Reggio Calabria del gennaio 1997). Ne comprende l’importanza il Prof. Giuseppe Moruzzi, ritenuto il più illustre fisiologo del tempo.
Ma già nel 1966 Di Bella aveva assunto personalmente melatonina in dosaggi oltre 50 volte superiori a quelli ritenuti necessari per la cura delle emopatie. Dopo circa un anno inizia a trattare casi di piastrinopenia, trombocitopenia, talassemia, leucemia, accostando alla Melatonina Vit. “E” ed “A”. La melatonina sarà fornita gratuitamente per 10 anni ai pazienti. Ogni spesa per l’acquisto della sostanza e per le ricerche viene sostenuta di tasca propria dal Prof. Di Bella, che non fa e non farà mai ricorso a fondi universitari dei quali avrebbe potuto disporre a semplice richiesta.
La melatonina usata dallo scienziato è combinata con adenosina, sostanza indispensabile perchè produca i suoi effetti in ematologia ed in oncologia.
Le complesse e rigorose ricerche sono comunicate in diversi lavori presentati, unitamente agli allievi, in diversi congressi nazionali e internazionali (cfr. pag. 7-19 del volume “Raccolta di pubblicazioni scientifiche’ del Prof. Luigi Di Bella).
Il 6/12/1973, viene invitato a tenere una conferenza sulle sue ricerche dalla Società Medico Chirurgica di Bologna: comunica la guarigione di sette casi di gravi malattie ematologiche. Presiede la seduta il Prof. Domenico Campanacci, clinico di fama internazionale, che alla fine dell’intervento di Di Bella afferma: “Dietro a questa dotta ed appassionata esposizione c’è una tale massa di lavoro sperimentale che noi medici, che ne siamo fuori, rimaniamo sbigottiti. Voglio fare un’osservazione: la vincristina è tossica, noi lo sappiamo. Possiamo far diminuire le forme immature, ma ad un certo punto dobbiamo smettere… il malato sta male. Io ritengo che la medicina ben fatta debba tener conto del malato… altrimenti con tutte le nostre elucubrazioni la terapia non regge. Si sente la necessità di sostituirla con qualche cosa che tossica sembra non sia affatto’. (Da registrazione audio 6/12/73).
L’eco della conferenza raggiunge la stampa italiana ed estera: tutti i quotidiani ed alcuni settimanali ne danno notizia con risalto, seguiti da giornali americani, francesi, spagnoli, brasiliani, argentini, turchi ecc.
La sintesi della conferenza viene pubblicata nel “bollettino delle Scienze Mediche’, Bologna (pag. 21 della Raccolta).
Le reazioni del mondo dei potenti della medicina, a parte sporadiche espressioni di scetticismo, sono sommesse ma feroci. A Modena, in una riunione di facoltà, viene deciso di non rinnovare, come d’uso da anni, un incarico annuale al Prof. Di Bella. Solo la minaccia di un ricorso legale fa revocare la decisione. Ma il ricercatore viene avvisato a “quattr’occhi che non deve più occuparsi di ematologia od oncologia e che farà bene a non pubblicare nulla sull’argomento. Alle minacce verbali seguiranno intimidazioni di natura ben più grave.
Comunque le notizie di stampa fanno affluire un grande numero di pazienti che, come sempre, vengono visitati gratuitamente. Da questo momento, grazie ad una sorta di “passaparola’ tra pazienti che hanno tratto beneficio dalla terapia, circa ventimila pazienti saranno visitati dal Prof. Di Bella. Già prima della conferenza di Bologna, è iniziato il trattamento di tumori solidi, secondo una formulazione che sarà integrata e perfezionata negli anni.
Nel 1974, a New Delhi (XXVI Congresso di Fisiologia – pag. 25-26 Raccolta) la sua comunicazione “Nervous control of thrombocytopoiesis’ viene lungamente applaudita e suscita un vivo interesse da parte di ricercatori che indirizzano allo scienziato numerosa corrispondenza per ottenere chiarimenti e maggiori informazioni sulle sue ricerche. Una eco non trascurabile si trova anche in giornali statunitensi del 1974.
Nel settembre 1976, al 16° Congresso Mondiale di Ematologia di Kyoto, il Prof. Di Bella espone le linee della sua impostazione (pag. 62 Raccolta).
Nel 1977 il Prof. Di Bella, che dal 1974 impiega – oltre a retinoidi, Vit. “E”, carotenoidi, Melatonina, ACTH, Selenio-Metionina, Vit. “C” – inibitori dei fattori di crescita, specialmente su tumori solidi e linfomi, informa sull’uso della SOMATOSTATINA ed omologhi per i “suoi effetti bloccanti la crescita di elementi neoplastici”(Pag. 64 Raccolta).
Nel novembre 1978, ad Amsterdam (First Colloquium of the European Pineal Study Group-cfr. pag. 71-77 Raccolta) comunica i risultati ottenuti, con particolare sottolineatura della funzione di controllo sulla crescita cellulare della Melatonina e di inibizione della crescita stessa esercitata dalla somatostatina e dalla bromocriptina.
Tali acquisizioni sono ribadite e diffusamente esposte in successivi congressi (Brema, settembre 1980, pagg. 115-118 Raccolta; Noorwijerhaut/Olanda, pagg. 119-120) e, sopratutto, ad Atene. Nell’Abstract “Somatostatin in Cancer Theraphy” (1-3 giugno 1981/Pagg. 121-122 Raccolta) si legge: “Stiamo impiegando la somatostatina, associata a dl-alfa-bromocriptina, melatonina e cyclofosfamide in tumori della mammella, del polmone, dello stomaco, dell’intestino, nei linfomi Hodgkin e non Hodgkin, nelle istiocitosi maligne, negli osteosarcomi, nei neuroblastomi e nei melanomi… nessun inconveniente è stato mai riscontrato dopo parecchi anni dall’inizio della cura…solo a titolo di esempio si può affermare che in molti casi di metastasi cerebrali da tumore alla mammella è stata raggiunta la definitiva guarigione. La bontà dei risultati consente ai pazienti di proseguire la loro vita sociale e famigliare ed una sopravvivenza significativamente più lunga. La terapia del cancro con somatostatina, melatonina, inibitori della prolattina, ACTH è probabilmente la più fisiologica tra le terapie ufficiali proposte ed applicate. Essa non comporta alcuna tossicità ed è ben tollerata.
In numerosi altri congressi (tra l’altro nel congresso internazionale di Catania 1-15 Settembre 1981 viene comunicato l’uso di Mlt e Vit.E in sclerosi ed in altre sindromi degenerative del sistema nervoso) vengono ampliati e particolareggiati concetti già esposti (cfr. pagg. 123-144). Ad Hong Kong (8° Congresso Mondiale di Endocrinolgia 1988, pagg. 155-156 Raccolta) viene nuovamente esposta la composizione della terapia, e si conferma che essa è in grado di prevenire la formazione di metastasi. In tale occasione il Prof. Di Bella definisce il suo metodo come “Terapia Biologica dei Tumori”.
Il mondo della ricerca comincia a sfornare una quantità impressionante di lavori su melatonina, somatostatina ed Octreotide, retinoidi, carotenoidi, Vit.E, Vit.C, Selenio ecc., sempre esaminati come singole sostanze e mai come componenti sinergiche di un’unica approfondita terapia. C’è anche qualche squallido tentativo di ergersi a pionieri, soprattutto per quanto riguarda Melatonina e Somatostatina, quando esiste la prova costituita da comunicazioni in congressi che ne data in modo irrefutabile epoca di impiego e, quindi, paternità (Melatonina: 1966; Somatostatina ed omologhi: 1974). Russel J. Reiter (Dipartimento di Biologia dell’Università del Texas) ricercatore di fama mondiale, riferendosi alla comunicazione di Di Bella ad Amsterdam (1978) afferma in un suo lavoro (cfr. “The Pineal Gland’ – Progress in Brain Research, vol. 52) che “Di Bella ha utilizzato la Melatonina in diversi tipi di tumori per parecchi anni… l’autore afferma di avere riscontrato un notevole successo della terapia… sfortunatamente questo lavoro di rado è stato valutato criticamente dalla comunità scientifica. Questo Gruppo (Di Bella ed allievi) ha maggior esperienza nell’uso della melatonina di qualunque altro al mondo”. Nel 1990 Reiter, riferendosi al Professore, parla dei suoi “lavori pioneristici” e di ottimi risultati in una vasta serie di tumori solidi e liquidi. Alla fine del 1989 circola negli ambienti della ricerca l’indiscrezione che il nome di Di Bella è stato inserito nella “triade” dei candidati al premio Nobel per la medicina.
Il 6 gennaio 1990 gli giunge un riconoscimento che ne evidenzia la dimensione umana ed etica: viene premiato con il “premio della bontà” presso la Chiesa di Villanova (Mo), presente il Procuratore della Repubblica di Modena Dr. Walter Boni, per “avere sempre visitato gratuitamente i propri pazienti”.
Occorre attendere l’inizio del 1995 perché la coltre di silenzio stagnante da più di 25 anni sulle scoperte dello scienziato cominci a diradarsi. Importante risulta essere la pubblicazione del libro del Dr. Mauro Todisco “Non morirai di questo male” – Luigi Di Bella – La storia del medico che ha aperto una nuova linea nella lotta al cancro (Ed. Sestante – febbraio 1995). L’autore traccia un profilo biografico e scientifico del professore, raccogliendo e riportando numerose testimonianze di pazienti guariti. Il Dr. Todisco, per la “colpa” commessa con la pubblicazione del libro, subirà ogni tipo di vessazione dall’ambiente sanitario locale.
Poco dopo, con curiosa coincidenza, scoppia il “boom” della Melatonina. Ne scrivono tutti, soprattutto se impreparati a farlo ed all’oscuro del suo meccanismo di azione. Negli Usa la sostanza viene venduta nei supermercati senza alcuna formalità, dato che è stata provata e testata la sua assoluta atossicità. In Italia, invece, visto che la Melatonina insidia interessi tutelati dalla Sanità istituzionalizzata, viene organizzata una campagna stampa che tenta di ridicolizzare le proprietà della sostanza (“panacea di tutti i mali”, “elisir di lunga vita’ ecc.) e mettere in guardia da sconosciute controindicazioni. Il fatto che della melatonina si sappia ormai praticamente tutto non conta. Per bloccare la diffusione della Melatonina e della terapia di Di Bella, viene varato un Decreto Legge (N. 161, reiterato dal 291) che commina sanzioni ai medici che prescrivono la Melatonina. Non è difficile risalire agli ispiratori del Decreto.
Il 15/06/96 a Monza si svolge una tavola rotonda alla quale partecipa anche il Prof. Di Bella ed incentrata sulla libertà della scienza. I pazienti insorgono e minacciano di denunciare il Ministero per omicidio colposo plurimo se il decreto non verrà ritirato. Qualche mese dopo, in seguito alla dichiarazione di incostituzionalità, viene ritirato.
Nell’autunno del 1996 vengono presentate le prime interrogazioni parlamentari.
Nello stesso anno si costituiscono due associazioni di pazienti: l’Associazione Nazionale Famiglie contro il cancro, con sede a Trento, e l’Associazione Italiana Assistenza malati neoplastici, con sede a Roma, entrambe articolate in diverse sezioni.
Il 27 maggio 1997 il Rotary Club “Roma – Appia Antica” conferisce al Prof. Di Bella la targa “Una vita per… la vita’ (riservata in precedenza a illustri personaggi della vita pubblica e sociale) per i suoi altissimi valori umanitari (ha sempre curato gratuitamente) e per i risultati delle sue ricerche, tendenti ad alleviare le sofferenze in corso di terapia.
L’informazione sul suo metodo, è stata fornita dal Prof. Di Bella non solo nei lavori della Raccolta, ma da numerose conferenze, svolte in tutta Italia, oltre che dal libro, in distribuzione dal giugno 1997, “Cancro: siamo sulla strada giusta?” (Ed. Travel Factory – Roma Tel 06-6789984) , nel quale, dopo una esposizione dei principi e delle componenti del metodo stesso, è presentata, a cura di quattro dei medici in rapporto di collaborazione, una casistica abbastanza numerosa di tumori e leucemie, corredata da riproduzioni di referti radiologici.
Il 17 e 18 Luglio 1997 il Prof. Di Bella ha tenuto all’Hotel Excelsior di Roma una Conferenza Nazionale dal titolo: “Cancro: aspetti vecchi e nuovi di terapia”. Alla conferenza hanno partecipato 336 medici, 50 farmacisti e 70 giornalisti. Nell’occasione il Prof. Di Bella ha spiegato i principi base dei suoi protocolli di cura ed ha messo a disposizione di tutti i risultati delle sue ricerche e quelli ottenuti nella cura di oltre 20.000 pazienti negli ultimi 25 anni.
Il titolo della conferenza si può così riassumere: “Con le conoscenze che abbiamo oggi il cancro si può dominare e vincere, basta fare un salto di qualità mentale per poter guardare con occhi nuovi ai farmaci di cui già disponiamo e combinarli sapientemente adottando la buona pratica medica ed i principi di scienza e coscienza”.
Una sintesi, forzatamente approssimativa e divulgativa, del METODO DI BELLA può così essere formulata. Il tumore è una forma di vita prorompente e micidiale che si innesta sulla vita normale delle cellule, fino a soffocarla, come fanno le erbacce con i fiori di giardino. Per debellare il male è dai più segreti e complessi meccanismi della vita che occorre partire, perché di vita anomala, ma sempre di vita si tratta. La chemioterapia, che muove da una mentalità datata (“colpire forte, colpire presto”), si fonda sulla meta, irrealistica ed irrealizzabile, di una tossicità differenziata delle sostanze impiegate (appunto i chemioterapici): cioè l’uso di sostanze non tossiche per le cellule sane e mortali per quelle anomale. La terapia DI BELLA si propone invece di:
1)Arrestare la crescita tumorale
2)Inibire la riproduzione delle cellule neoplastiche
3) Creare le condizioni biologiche per controllare ed equilibrare la riproduzione delle cellulle. Di conseguenza le formazioni neoplastiche, non potendo più crescere, nè riprodursi e trovandosi in un ambiente biologico sfavorevole alla continuazione della loro vita, si avviano all’autodistruzione. L’importante non è tanto e solo ridurre “la massa” tumorale, che con la chemioterapia ricresce e si metastatizza, quanto rimuovere le cause dei processi anomali senza avvelenare l’organismo.
Di qui la necessità di conoscenze scientifiche non limitate ad una branca della medicina, ma che spazino dalla chimica alla biochimica, alla fisiologia, alla fisica; materie alle quali lo scienziato Luigi Di Bella ha dedicato l’intera vita lavorando 18 ore al giorno dividendosi tra i pazienti, il suo laboratorio privato di ricerca e il continuo aggiornamento.

Riferimenti: http://www.luigidibella.it

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L’Europa che sarà…la Generazione che passò le Guerre

4 Ottobre 2003 11 commenti

Roma, sabato 4 ottobre 2003

Da stamani seguo con vivo interesse la Conferenza intergovernativa allargata europea…
Mentre sto scrivendo il Nostro Presidente Carlo Azeglio Ciampi, ad inizio del pranzo per gli Ospiti, in quel di Castel Porziano, ci parla…
Ma poco prima, un Pensiero era corso, e corre…
Un Pensiero a mio Padre.
Se lui fosse qui…
Ma poi penso alla sua Generazione, a quella che precedette ed alla successiva…la mia, la nostra.

Conosco (un pò) i termini, le condizioni storiche, sociali e politiche e giuridiche che hanno portato a questo giorno per cui, non me ne voglia il Presidente ma (credo che) anche se non riesco ad ascoltarlo come vorrei, intuisco cosa sta esortando…alla sua maniera…
Lo stimo tanto..e quelli come Lui.

E il Pensiero torna a loro…
A coloro i quali, in un Paese, l’Italia, da sempre povero di materie prime ma situato in un contesto geografico e storico strategico, hanno dovuto rimboccarsi le maniche, inventarsi mestieri e professioni, emigrare e poi combattere, morire, soffrire, reagire…
A coloro i quali, viventi e purtroppo non più, hanno contribuito a far rinascere l’Italia dalle macerie…
A coloro che hanno avuto il Senso dello Stato…
A coloro che con la propria imprenditoria hanno contribuito a risollevare l’Economia…
Alle migliaia di donne e uomini che con le loro braccia hanno ricostruito, e poi costruito l’avvenire per noi…
Alle bimbe ed ai bimbi che diventati presto Grandi conobbero solo il Dovere…
Alle Donne, casalinghe tuttofare che contribuirono a tenere unite le Famiglie a prezzo di sacrifici…sacrifici…
Agli Uomini, di tutti i colori, che hanno pensato di migliorare…
A tutti coloro i quali hanno contribuito a mantenere la Pace in Europa per oltre 60 anni…
A tutti quelli che ci credono…

A tutti i Giovani vorrei dire che: “Guardatevi attorno e raffrontate per un solo attimo la vostra situazione attuale a quella di allora dei vostri cari…guardate una sola foto dell’epoca, in bianco e nero, una sola, sceglietela voi e…poi riflettete sull’oggi, un pò, solo una volta…vedete loro, le Donne non avevano la lavatrice e loro, gli Uomini andavano in bicicletta, forse…e i bambini? Pensateci un pò su…”.
Vi ringrazio
Lorenzo

Riferimenti: http://galatea.blog.tiscali.it/kb1138434/

Và dove ti porta il cuore…

27 Settembre 2003 23 commenti

Và dove ti porta il cuore…

Avviene che ci si pensi normalmente.
Che la libertà della mente e delle proprie azioni lasci il campo libero alle ispirazioni…
E allora è facile osservare le cose col metro roseo dell’ottimismo e la serenità dell’animo aiuta a cogliere l’attimo, anzi a ricercarlo, ma non con la frenesia di come fosse l’ultima occasione, ma con la sana gioia che fa bene al cuore…

E’ essere se stessi in ogni dove.
Custodi del proprio essere, difficile da dividere.
Difficile da dividere ma almeno da condividere.
Giusto da condividere…

E qui subentrano le affinità.
Affinità tra cuore e anima, tra psiche ed eros.
Affinità elettive vengon anche menzionate.
Quel sentir all’unisono senza tema di spazio o di tempo.
E’ la libera aspettativa, è l’incontro atteso e scevro da ansie conoscitive.
Anzi, se di ansie tener conto si vuole, allor son quelle note, quelle d’amore…

E allora son pulsazioni, è il cuore e poi la pelle…
Cuore che batte, sangue che irrora.
Pelle che suda, corpo che suda, fronte che suda.

E tumida è la bocca ricercata e nota.
Labbra note, labbra note e sconosciute insieme perché la ricerca è sempre rinnovata, e la scoperta è nuova…
Labbra sensitive, labbra amiche.
Labbra delicate e dolci, labbra carnose e appassionate…

E’ poi l’incontro dei corpi nudi e belli.
Corpi scattanti come due cavalli al vento, imbizzarriti a volte, a volte frementi…
Corpi mobili e corpi intrecciati ovunque ove lo spazio lo consente…
Due corpi vicini, due corpi in uno, un solo battito e… all’unisono!

E’ la ricerca dell’altra nell’altro e dell’altro nell’altra.
E’ la sintonia dei ritmi, delle azioni e delle reazioni.
E’ il lasciarsi andare, è il suo negare, è l’osare…
E’ il liberar la mente, l’istinto e la passione insieme senza impedimento, senza inibizione.

E’ il ritrovar se stessi nell’ardor reciproco, memori delle notti e dei luoghi complici…
E’ la certezza del già bel vissuto, vissuto ardentemente, vissuto dolcemente.

E’ l’Amore affine, quello reciproco ed infinito, quello che non ha confine…

Riferimenti: L’Amore è insieme…

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Dònde està el SCOPPIATO? C’est moi c’est moi c’est moiiiiii…

26 Settembre 2003 6 commenti

URCA!
Come direbbe la Elena…
E sì
sono tutte cazzatielle
epperò…
ma guarda un pò!

Quest’anno e fino ad oggi
e a memoria…

Mi muore la gattina Sissy
che avevo raccolto il 22 settembre del 2001
per strada, sulla strada…

Muore il leoncino Billy
il meticcio un pò volpino un pò bassotto…

Lady ha il Tumore!
ed anche le Metastasi…

Proveno arrubamme ‘a machina
e Lady e Lilly ce rimetteno…

Dal 24 agosto al 14 settembre stetti ‘a casa
‘n coppa ‘a malattia…

Il 15 settembre torno in Ufficio
e cosa vi trovo?
La solita malaamministrazione!
E cosa faccio?
La solita azione di attacco…

Attacco.
Attacco doloso
e per futili motivi…

Eppoi?
Eppoi i soliti 5 vicini stronzi
con i correlati e derivati
attaccano il Noce che misi a dimora con mio Padre…

Eppoi?
Eppoi niente
che vuoi di più dalla Vita?
La racconto, la seguito a raccontar
eppuro bbenne…
so er Fiume in piena!

Che palle! Mo questo arrincomincia…

Aho! Er dar deciotto de settembre che sto sepolto Vivo!
Anzo, me sembra dda prima…

NON CE LA FACCIO CCCKKKKKKKKKKKKKKHIUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU’ !!!!

Epperò chiste so tutte cazzatielle
pensa se ‘manguitta (?) ‘a cosa seria
ma seria ‘o veramiente
E allora?
E allora me sa
e sì, proprio mme saaaa…
che me schiatta ‘a mente!

Schierzo eh!

Poi passa…

1) uscire, uscire, uscire
incontrare gente, parlare, ascoltare, vivere!
2) ti piacciono i film? E allora! Vai! Vai, vattenne! E vvvai!
3) ti piaceva lo sport? Embè, mo t’attacchi!
4) volevi lavorà? Embè, mo lu fai puro po telefono! Meje eccosì!
5) ciai tanti zzi da sistemà? E falli no! Che aspietti!
6) vo smette ‘e fumà? Nun cumprà ‘e cigarette, i cigarrigli e tutte cose…

Ma insomma diteme!
E’ passata ‘a Nuttata
o no?

Riferimenti: Embè quanno uno è arrivato…

Ringrazio gli Amici blogger…

23 Settembre 2003 12 commenti

Miei Cari Amici vicini e lontani…
Volevo ringraziarvi ad uno ad uno lasciando un Ciao, grazie e a presto! nell’ultimo post da Voi scritto ma…
ma per il Tempo e per comodità lo farò qui da me.
Ora devo soltanto riprendere le fila…devo rintracciarvi ad uno ad uno…
Abbiate pazienza, so che sopravvivereste anche senza ma, è doveroso e poi mi piace assai…
Pazienza…

ECCOCI!!!!! (ore 19.10, qualche contrattempo…)

A tutti voglio esprimere la mia sorpresa e stupore ma anche la mia contentezza per le vostre parole buooone!

Vorrei ringraziare,

la Vitty, la piccola Mikela, il Sagace-Mauro, il Veramenteliberodivolare, christo, Adriano, Daniele Tashung-Manitù, Francesca che è stata con noi da Irene, Luca64, Fiore-Rosagialla, la commentatrice complimentosa Angelordevil

e poi…

poi la Grande-Renata, la Dolcevipera, Strepto, Margot, Mariafemminista

e ancora Ice, Andrea, la Meri interrogativa…

Gli altri conosciuti o non, li saluterò come fate tutti voi, con un commento ai post…

Un bacio alle ragazze!
Un abbraccio forte ai ragazzi!

E grazie…

Ah, quasi dimenticavo una certa Elena…
Riferimenti: Grazie Bloggers…

Giorgio, il mio fratellino, un Uomo raro…

21 Settembre 2003 5 commenti

Lunedì 22 settembre 2003 ore 14.15

E’ di poche parole
quelle essenziali
dette a mò di battuta
tanto per sdrammatizzare…

Ama la Vita
ma non lo fa notare
perché è per gli Altri
e non lo fa pesare…

Ti viene in soccorso
nel tempo e nel luogo che meno te lo aspetti
nel mentre tu parli di te
Lui è già lì con le soluzioni pronte…

E’ sempre disponibile
pronto ad intervenire
ad agire in ogni campo
materiale e non…

Non guarda in faccia a chi è la vittima designata
parenti, amici, gente per la strada
Lui si affatica, si ingegna e poi
poi niente ti pretende in cambio…

E’ psicologo acuto e raffinato
con parole semplici , giuste parole
spontaneo aiuto dà
al tuo problema d’animo…

Te ne accorgi solo dopo
a cose fatte, a parole dette
quanto sia arguto
ad inquadrar soggetto e soluzioni…

È la semplicità
dell’Uomo forte ed umile
che nulla chiede
e tutto dà…

Mi ricorda i Miei
Padre, fratelli e Madre
nel modo lor diverso
di affrontar questioni…

Sfruttato da alcuni
Egli può apparir ma
ma non è stupido
non è neanche ingenuo…

Mi auguro però
in caso di esigenza
che aiuto lo possa confortar
di egual decenza…

Ma Lui non chiede
non chiede mai per sè
e allora intuir devi il suo bisogno
sperando che da lui esso sia accolto…

Lui coglie ma non accoglie
e se ti lascia amaro
così è
e devi rispettarlo…

Lui Vive per gli Altri…

Dal 7 settembre ad oggi, Tiscali mi ha concesso di postare, cioè rendere “pubblici” i miei pensieridaniente anche per Voi, solo 2 volte, il 7 appunto e il 14 settembre (sic). Poi dopo l’inaspettato post del 20, ho riprovato subito a farne un’altro e che ti leggo? SESSIONE NON VALIDA ecc. ecc.
E allora ho “temuto” che ciò che mi ero ripromesso non sarebbe avvenuto.
Niente di drammatico, assolutamente, sarei sopravvissuto comunque anche senza ma, invece, coincidenza ha voluto che, in extremis abbia potuto adempiere alla mia promessa…
E’ il post che mi precede
quello dedicato a Irene…
Oggi stesso mio fratello Giorgio porterà via questo coso di computer per cambiare in modo definitivo la scheda madre, madre di tutti i problemi che ho riscontrato in internet (e non solo) da quando ho utilizzato per davvero il Pc.
Per cui non sapendo
quando potrò reinserirmi in Blog
me ne vado da Voi
però contento…
Bye!
Lorenzo
Riferimenti: Sono Felice che…

Vivere! a mia sorella Irene

21 Settembre 2003 2 commenti

Cara sorella mia,
domani, lunedì 22 settembre, sarebbe stato il tuo cinquantaquattresimo anno di vita,
cinquantaquattro…
quando la vita media delle donne di oggi è di ottanta, ottantatre…
Pensa a quanto ancora potevo avere di te…
Oggi, insieme a nostro fratello Giorgio ti verremo a trovare e, con te insieme a te il nostro amato Padre.
Ma prima passeremo a trovare la zia di cui porti lo stesso, bellissimo nome…
tvb
Lorenzo

venerdì 25 luglio 2003 ore 19.49.49 (già, quarantanove…)
Questi furono i miei primi pensieri espressi a ruota libera sul Blog e di cui per un lungo periodo ne avevo persa traccia poi, un bel giorno, li ho ritrovati e poi una considerazione mi portò a pensare di pubblicarli un certo giorno…

Vivere!

Ci siamo.

E’ tutto così variegato!

Qualcuno ha imparato a vivere, altri lo credono, altri ancora non ci pensano proprio.

Ho, la fortuna di essere nato in Italia, da una famiglia per bene (con pregi e difetti di chiunque) e di avere un buon lavoro, una casa, 2 cagnolini e…la salute! Dispongo, inoltre, di un (credo) buon livello culturale e (credo) di una certa elasticità mentale. Insomma, sono curioso! Ed ho così tanto, ancora, da imparare ed apprezzare dalla Vita.

La Vita.
Molti la raccontano, moltissimi non più.
Tra questi, i miei cari. Giuseppe e Irene, grazie! Grazie per quello che a me avete dato, chissà se ci rivedremo….. Nel frattempo, di tanto in tanto, vi penso…

E’ ancora notte, qui da me. Sono a passeggio con i miei amici, Lady e Billy, e assaporo il silenzio, il relativo fresco dei dintorni. Nella notte è andata via la corrente e nella zona c’è qualcosa di diverso ed insolito. Alle prime luci del giorno una squadra di pronto intervento ripristina la corrente. Li saluto.

L’Africa! Il Continente dimenticato. Esiste ancora?
Certo che se dovessi dar retta solo ai mezzi di comunicazione di massa penso che resterei molto, ma molto ignorante. Vorrei, ma non posso. Nel senso che è così lontana da me l’idea che, ad esempio, mi possa mancare l’acqua per un giorno, ma che dico, per un minuto della giornata che non riesco proprio ad immedesimarmi, anche solo mentalmente, nei “problemi” del popolo africano.

Ma non è solo il popolo africano.
Ed i bassi di Napoli?
Prova a nascere, a crescere, a “vivere” in un simile contesto. E poi, forse, ne riparliamo…..

Riferimenti: A Irene…

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Avrei bisogno di qualcosa di bello e dolce…

20 Settembre 2003 8 commenti

Mi capita dopo qualche evento
diretto o indiretto
che causato m’abbia
un certo turbamento

E cosa fai?

Mi guardo un pò in giro
sofferente ed evocante
intorno al solito contorno
non più provocante

E allora?

Allora penso
penso e rammento
a cosa son solito far
in tale momento

E allora?

Allora
già privo di turbamento
ricordo che in serbo non sol per me
c’è un Firmamento

E allora?

Allora vado
vado là dove l’Amica cara mi sta aspettando
sicuro di trovare in Lei
il mio Firmamento

E chi è?

E’ la Natura
l’Amica di ogni Evento
Bello, Dolce
come il Firmamento

Riferimenti: Avrei bisogno…

Lady Vive!

14 Settembre 2003 16 commenti

Siccome non posso postare dal 7 settembre (SESSIONE NON VALIDA ECC. già ampiamente avvertiti i titolari Tiscali) e roa mi son proprio rotto i coion!
Continuo a scrivermi addosso (bah!)
per quei pochi che conosco…

postato da Lorenzo
venerdì 19 settembre 2003 ore 18.13

LADY VIVE!

Venerdi 19 Settembre 2003 ore 17:58:03 Adesso sì, adesso posso dirlo. Lo diciamo? Ma sì diciamolo. Siiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!! Lady sta BENISSIMO! La cura del Prof. Di Bella ha FUNZIONATOOOOOOOOOOOO! E io me la GODOOOOOOOOOOOOOOOOOOO! A VITAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!! Oggi in Polizia ho finalmente fatto la Querela contro ignoti per l’avvelenamento del nostro caro Billy… Ora tocca all’Autorità Sanitaria. Farò un Esposto. Tampinerò l’amministrazione, il funzionario responsabile e tutti gli impiegati addetti alla mia “pratica”! Mi autodefinisco un Mastino, quando acchiappo la presa non mollo più… Era giusto comunicarlo E’ giusto farvi partecipare delle notizie buooone!!!!!!!! Un abbraccio fortissimoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!! Lorenzo Lady Lilly Billy

postato da Lorenzo
giovedì 18 settembre 2003 ore 15.57

Caro Daniele,
ascolta
vorrei spiegarmi con te.
Nel mio “giudizio”/commento alla poesia sulla Donna da te così rimaneggiata, e dopo aver conosciuto l’originale della poesia così come riportata da Fragmenta e quindi i significati che indicava relativi alla Donna e all’Uomo, rileggendo la tua personalizzata mi è sembrato di vedere una trasposizione personale (appunto) ed una assoluta ignoranza per l’Universo femminile ed anzi e ulteriormente, una posizione nei confronti della Donna che io, Uomo, proprio non la mando giù. Perchè sa di vecchio, retrogado, tipico maschio insufficiente…
E questo commento, ti garantisco, sarebbe potuto avvenire anche de visus se ad esempio ci fossimo trovati al bar e, pur non conoscendoti, tu ti fossi espresso, magari a voce alta, così come nella poesia, così come io ne ho tratto l’idea di te che hai nei confronti della Donna…

Devo poi aggiungere che, da quel poco che ho letto di te, ho ritenuto che dovevi avere almeno una quarantina d’anni…

Solo dopo che ho commentato mi sono accorto che tu eri uno di quelli che, con moltà semplicità e in modo commovente (“Quel dì sarò sul molo il Nord e la mia sacca tibetana… poche cose, ma mi han detto di portare almeno un giacchetto!”, ricordi Daniele?) ha aderito all’invito a navigar per Vela…
Comunque, anche dopo aver scoperto che Daniele e Tashung-Manitù sono la stessa persona mi sono pentito solo del MODO come ho espresso il mio “giudizio” e a tutt’oggi me ne dispiace, veramente!
Duro, tagliente e sferzante ma, è solo il mio parere indi è insignificante. E questo tu lo sai, questo è l’importante.

Tornando poi al mio ultimo commento sul mio post, dopo aver ammesso la Presunzione, ho terminato con questa frase: “So che sopravviverai lo stesso!”.
Frase che, letta da un’altra persona, che è poi la persona, tu, già colpita precedentemente, può aver un significato diverso da quello da me sotteso e addirittura un ulteriore sfregio!
Allora, anche per finirla qui, ti vorrei spiegare che quando a me capita che qualcuno o qualcosina facciano male, mi esprimo con la frase: e va bè, sopravviverò! E’ un modo scherzoso, un pò ironico di passarci sù.
Però questo lo so solo io e chi mi frequenta.
Mentre a te, evidentemente (non potendo sapere) ha fatto un altro effetto, negativo e anche incomprensibile.

Comunque, vorrei ringraziarti del tuo atteggiamento signorile e pacato che ha concesso (addirittura) da parte tua una benevola accettazione del mio stato d’animo… Acuto osservatore? psicologo? Semplicemente un ragazzo normale.
E di questo, oltre a riconoscere che hai intuito, te ne sono grato.
E’ comunque utile sottolineare a me stesso che, quando sono teso, è meglio evitare di commentare…
Una stretta di mano.
Lorenzo

Roma, 14 settembre 2003

Una domenica diversa, in meglio…

Alla umana Dott.ssa

Al team del Prof. Luigi Di Bella

In Scienza e Coscienza…

Ore 8.00

Lady è sveglia e lucida. Addirittura scende dal divano per venire scodinzolando sulla mia poltrona! L’accarezzo dolcemente, sarà solo il preludio ad un inizio di giornata buooona…

Ore 8.10

Passeggiatina. Lady è più attiva dei giorni scorsi e, soprattutto, vuole camminare, si vede!

Ore 8.30

Cocktail + 5 gocce.

Lady è decisamente più reattiva (!?).

Ore 9.15

Carne macinata + riso + 1/8 + 1 + 1.

Stamani Lady è decisamente vigile. Lo si vede dagli occhi, da come guarda, da come mi guarda… Speriamo bene!

MI SON FATTO LA BARBA!

ORE 11.00

Passeggiata, passeggiata “lunghissima” con Lady che sgambetta avanti a noi, come ha sempre fatto. E andiamo lì, nei dintorni dove c’è forse (ancora) chi lascia polpettine avvelenate. Tutto “liscio”, da casa al Centro sportivo e dintorni e viceversa. “Controllo” gli avvisi che lasciai dopo la morte per avvelenamento di Billy, il 2 agosto. Billy, il meticcio un po volpino un po bassotto, che raccolsi il 5 agosto ’95 al mare, a lido dei Pini, vicino a Roma… Billy, il compagnuccio di Lady. Ora riposa qui vicino a noi, accanto ad un giovane Ulivo…

Gli avvisi ci sono tutti, tranne 2, i soliti due estirpati già tanti giorni fa. Li risistemo, sono in un foglio di plastica e quindi non temono la pioggia. Sono ancora integri.

Ma Lady, Lady ha sgambettato per più di mezz’ora…

Ha annusato l’aria e decisa si è diretta là, verso gli odori. L’ho seguita passo passo, con discrezione ma vigile. Un occhio anche alla Lilly che deve stare vicino a noi, sennò guai! Un lungo percorso in mezzo alle frasche, metà fresche metà no, Lady non ci fa caso è coinvolta, vuole andare a sentire più da vicino…La osservo, si comporta come un cane sano, cosciente e curioso. Bene! E’ arrivata al suo odore, a quel sentire che l’ha richiamata. Mi accerto, insieme a lei. Non so cosa fosse ma attendo. Lei poi, dopo aver constatato, soddisfatta si distoglie e ritorna indietro, ritorniamo indietro insieme con lei. Nel campo vicino ai campi da tennis c’è ora un minuscolo cagnetto maschio con il suo padrone. Si incontrano, finalmente Lady e Lilly reincontrano un amico peloso! Si comportano come tutti i cagnucci. Chiedo, è giovane vero? E sì, risponde il padroncino seduto in panchina col quotidiano in mano, ha solo 2 anni…E già, è giovane. E Billy? Il nostro maschietto di casa, se fosse ancora qui, con noi, avrebbe senz’altro tentato di aggredirlo il cagnetto! Caro Billy, quante te ne ho dette per questo tuo “temperamento”…

Mi decido, è ora di proseguire (non di tornare). Voglio fare il solito tragitto amico. Lady, sempre ubbidiente, segue. Lilly, (quasi) sempre indisciplinata ci affianca. C’è una macchina che sta partendo dal Centro sportivo. Lego la Lilly, Lady tanto è affidabile… L’altro cartello, in faccia all’entrata è integro, lo riassetto un po. Si va avanti (o indietro) verso casa passando fianco a quell’immobile ove stazionano i gatti più disparati (e disperati). Penso che lì, forse, quel qualcuno lascia le polpettine mortali…che Billy, forse, ha ingerito. O forse no, non è lì che è successo. Forse (è ancora un’ipotesi) qualcuno lanciò nel mio balcone la polpetta col veleno, forse…

Altro avviso, integro. Si va verso casa, passando sotto il grande androne (sono 4 scale). Sciolgo Lilly, Lady vorrebbe andare a mangiare qualche schifezza là sotto. No, ora non è il momento. E’ ora di tornare su. E Lady, sebbene un po stanca (ma non troppo) mi segue e, finalmente, torniamo a casa…

A casa lascio le signorinelle e faccio per uscire ad andare a comprare le schifezze (sigarette!).

Lady si mette vicino alla porta per uscire (di nuovo) come ha sempre fatto “prima”. E’ incredibile!

Me lo voglio godere questo inizio giorno, ce lo godiamo…

Grazie!

Grazie al Prof. Luigi Di Bella.
Grazie alla umana Dott.ssa
Grazie a Giorgio, mio fratello, a mio Padre (che non ha mai conosciuto i miei cagnetti), a Lilly ed a tutti gli amichetti di Lady, pelosi e non…

CHE VUOI DI PIU’ DALLA VITA!

In Scienza e Coscienza…

P.S. Lunedì 15 settembre sono tornato al lavoro dopo un mese esatto. E quindi sono stato via da casa 10/12 ore. Ma sono andato via sereno poichè le condizioni di Lady lo permettevano e poi, poi quando sono tornato a casa, ho trovato le signorinelle contente e “normali”. Ciò mi ha indotto a pensare che sì, sì ora si può riprendere, possiamo riprendere una vita normale e, addirittura (proprio per sugellare questo stato d’animo), ieri mi sono reiscritto al nuoto libero col precipuo scopo di smettere di fumare… Sarà così?
Spero ardentemente di sì e per sempre.
Dipende solo da me!
Un caro saluto a tutti.
Lorenzo

Riferimenti: LADY VIVE!

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Arrivederci…

7 Settembre 2003 13 commenti

Arrivederci…
postato da Lorenzo sabato 13 settembre 2003 ore 18.04

Ciao amici di Blog,
per un pò di tempo avrò da fare
qualche commento mi piacerà lasciare
per ora vi devo salutare…
Aurevoir!
Lorenzo
P.S. Commenterò con il mio solo nome, anche per semplicità.

N. 4
Lady, Giorgio, Johnathan, il telefonino e l’umana Dottoressa
Postato da Lorenzo 12 settembre 2003 ore 19.25

http://velamaremonti.blog.tiscali.it

9 settembre 2003

Oggi deve essere un giorno particolare per la Lady e lo sarà, eccome!
Ore 7.40
Dopo il, Buongiorno tutto il giorno! Cocktail + gocce.
Ore 8.45
Passeggiatina, erba, pipì, pupù.
Ore 9.15
Prosciutto crudo + 1/8 + 1/2 + 1 + biscottini dolci e non.
Ore 9.30
Fialetta ricostituente!
Ore 12.00
Siamo davanti al laboratorio veterinario superanalisi, superspecializzato per fare l’ecografia alla Lady, in toto. In attesa biscottini e acqua. C’è anche la Lilly con noi, è ovvio!
Ore 12.40
Ecografia. Accurata, circostanziata. La Lady è contornata da giovani medici e non, c’è anche la Lilly e il bravo dottor ecografo.
Ore 13.10
Risultanze: l’ovaio dx di Lady presenta un focolaio di neoplasia, si ipotizza un carcinoma ovarico. Una dottoressa mi informa che, di solito, in questi casi l’ovaio può risultare più grande di 7, 8 centimetri mentre quello della Lady è superiore di 1,5 cm. Si è forse trovata l’origine da cui è scaturito il tumore? E’ presto per dirlo ma, ne sono convinto, questa possibilità è dovuta alla cura del Prof. Di Bella che, a mio modesto parere (e da altri umani già sperimentato) ha prima aggredito le metastasi sparse ovunque nel corpicino di Lady, poi ha circoscritto un po la situazione ed oggi, forse, si può comprendere da dove è incominciata l’odissea. Ma è solo un’ipotesi, tutta da verificare e poiché per il riscontro le ovaie dovrebbero essere asportate e quindi Lady dovrebbe subire un’operazione, come già mi era chiaro (poi confermato telefonicamente anche dal nostro veterinario) Lady in queste condizioni non può certo subire alcunchè, figuriamoci una operazione. L’età poi e (dico io) la cura del Prof. Di Bella consentono di mantenersi così, con Lady che va benino con le cure, integrate da una buona dose di dolce compagnia (v. la Lilly).
Nei polmoni la pleura è interessata da liquido (liquido cellulare) ma se ne sconsiglia l’aspirazione. Il cuore sembra okey. Il fegato non ho capito se ce ne siamo scordati o poiché era “a posto” non se né parlato!
Rimane però un’incognita/ipotesi: cos’è quella massa dura che Lady ha nell’addome parte dx?
Un passo indietro.
Dal giorno in cui al pronto soccorso (domenica 31 agosto dalle ore 2 alle ore 4) il bravo medico di turno aspirò dall’addome e dalle cavità toraciche di Lady ben 600ml di liquido, metà siero metà sangue! (ricordo che Lady pesa solo 11,85 Kg.!) Lady fu prosciugata, direi salassata, ma con cognizione. Infatti il medico del P.S. si fermò volutamente ad aspirare per evitarle un collasso.
Nel frattempo poi avevano cominciato a fare effetto i medicinali della cura palliativa del nostro veterinario (iniziata “soltanto” il giorno 29 agosto).
Per tutto questo (credo), a poche ore da quell’intervento in P.S. (in termini tecnici: Parecentesi-Toracocentesi bilaterale) Lady la ritrovai asciugata, asciutta, anche se con parti addominali pendenti, ma sgonfia e snella com’era prima, prima di diventare un otre gonfio e morente…

Ma, di contro, il giorno successivo (dal 1 settembre), ho notato che dalla parte dx dell’addome di Lady fuoriusciva una massa lunga 7, 8 centimetri e larga 5 o 6, dura come un sasso. Impressionante anche per uno come me.
Eppure, gradatamente, dal giorno dell’inizio della terapia del Prof. Di Bella (2 settembre) quel sasso, piano piano e in modo molto evidente (lo constatavo giornalmente), quel mattone dicevo, si riduceva di millimetro in millimetro ed oggi, 12 settembre, me n’ero quasi scordato se non avessi scritto quello che sto scrivendo…
All’esame ecografico di oggi, quando quel sasso era ormai un sassolino, e dopo aver esclusa l’ipotesi di una giacenza di grumo (era ovvio?), la cosa è stata identificata come una: massa adiposa.
Massa adiposa…?!
Saranno tutte notizie che riceverà l’umana dottoressa del M.D.B. (Multiterapia del Prof. Di Bella) che dovremo incontrare nel primo pomeriggio per far fare alla Lady una puntura importantissima e che dovrebbe essere efficace per ben 28 lunghi, brevissimi giorni…
Ma non sarà così, purtroppo.
Non sarà per oggi, giorno già programmato, già stabilito.
Giorno che mi sarà di lezione, ancora una volta!
Finita l’eco, in attesa dell’incontro pomeridiano con l’umana dottoressa, Lady, Lilly ed io ci avviamo al Parco della Caffarella, qui a Roma, e che dista solo 200 metri dal laboratorio.
Ho tutto con me nello zaino: acqua, mangiare, pasticchetta del pranzo e scodella.
E poi, poi in macchina ho lasciato una borsetta termica rossa (non ricordo da quanti anni ce l’ho!) con dentro: una bottiglietta gelata in una bustina della farmacia, l’essenziale fiala dei 28 giorni inserita a sua volta in una busta termica, siringhe, ovatta, alcool, medicine di supporto e di pronto soccorso.
Ci avviamo pertanto al Parco passando avanti al parcheggio dove è la mia macchina con il prezioso contenuto…
Ore 13.15
Siamo al Parco. Stranamente l’amica fontanella della buona acqua di Roma oggi è chiusa (?) ma noi siamo già attrezzati!
Lilly sgambetta nei dintorni, curiosa com’è, carica di energie com’è si comporta come un cucciolo di cane!
Eppure anche lei ha 12 anni (i nostri 70 o 72) e pure lei ha qualcosa di non bello già da 4 anni almeno, tumori benigni, almeno sinora. Eppure a quardarla non sembrerebbe proprio. A parte i noduli vistosi in corpo, sulla pelle e il pelo rasato da una parte come la Lady per l’eco, ella girovaga, curiosa e indisciplinata proprio come un vero Lilly il Vagabondo…
Passa il tempo.
Qualche corridore solitario, qualcuno in bicicletta mountain bike, qualche extracomunitario, qualche cagnuccio con il padrone e poi, poi ci raggiunge il Grande Giorgio, mio fratello, trovatosi padroncino della Lilly che gli affidai e che lui ha tenuto nei migliori dei modi!
Giorgio pizza, coca e…sigarette!
E tanto affetto e tanta Umanità! Per tutti!
Si resta in attesa dell’ora di ripartire. Giorgio per il suo non stop work e noi in direzione dottoressa umana…
Ore 15.30
Vicino alla macchina.
Mi accorgo che non è chiusa. D’istinto dico, l’ho lasciata aperta! Ma di raziocinio ricordo no, l’ho chiusa!
In breve.
Hanno forzato e danneggiato la serratura dello sportello anteriore sx, hanno danneggiato e manomesso (spaccato) il blocco di avviamento e relativo impianto elettrico.
La macchina non parte. Non può partire più perché è fornita di un meccanismo, l’imobilizer, che impedisce l’accendersi da parte di chiunque (forse).
Ma, ma l’occhio corre veloce sulla borsettina rossa. E’ lì ancora in macchina, ma sarà piena? Sì, lo è, così come l’ho lasciata! Questa era la cosa più importante in quel momento, per Lady!
Non hanno fatto in tempo, siamo arrivati in tempo.
D’altronde l’obiettivo dei ladri era la macchina, fortuna che non sono arrivati con un carro attrezzi!
La cosa importante c’è, il resto è pura meccanica. Si ripara, se ne può fare a meno ma…
ma siamo bloccati, alle 15.45, sotto il sole, con il caldo e con due animalucci di una certa età, di cui almeno una ha assolutamente bisogno di pace, riposo, tranquillità…
Non sono, non siamo soli però.
C’è anche mio fratello Giorgio che sebbene debba scappare al lavoro (lavoro duro, 365 giorni all’anno tutti da guadagnarseli, nessun regalo, niente di facile, tanta stima sì ma a carissimo prezzo. He works non-stop by motorcycle around all over the city… and not only! During the night, while we’re sleeping, even he’s working!) rimarrà insieme con noi, fino a che sarà utile la sua presenza, il suo interessato aiuto!
Penso, pensiamo…
Le soluzioni di primo acchitto:
Chiamo un taxi, vado con i cagnucci dalla dottoressa umana, poi a casa.
No, non puoi lasciare la macchina perché non la ritroveresti.
I minuti scorrono.
Giorgio porta Lilly all’ombra, Lady “preferisce” restare in macchina, bloccata al sole, sofferente per il male, per lo stress dell’eco, per il respiro che le manca, perché è solo un esserino senza voce.
Ore 16.00
Col cellulare chiamo l’assistenza stradale. L’operatore mi chiede tutti i dati, gli indico tutti i dati e descrivo dettagliatamente la piazza, il luogo dove è ferma la macchina, il parcheggio al centro, la chiesa da una parte, la scuola dall’altra al civico 5, il mio cellulare e, e mi spingo anche a informarlo della situazione, di Lady. Chissà, forse può servire o forse no…
Il carro attrezzi arriverà tra mezz’ora, tra mezz’ora…
Come le autoambulanze in soccorso dei feriti, le autoambulanze verso gli ospedali…il traffico, la gente che non sente, i soliti stronzi!
Con questa decisione salta l’appuntamento con la umana dottoressa e la puntura per la Lady. La avviso. Non possiamo venire, hanno tentato di rubare la macchina e siamo bloccati, domani è possibile? Posso sostituire la fiala di oggi con due di quelle precedenti proseguendo la terapia? Sì, mi risponde la umana dottoressa. Peccato ma sì, possiamo vederci domani.
Fremo.
Nonostante l’assicurazione della dottoressa umana, Lady, Lilly e mio fratello siamo bloccati, bloccati!
Ore 16.40
Richiamo l’assistenza stradale. Mi incazzo. Allora? Cosa succede, dov’è il carro attrezzi! Si calmi e mi dia tutti i dati. Che cosa? Che sta dicendo? Vi ho dato tutti i dati mezz’ora fa, tutti e dettagliati. Guardi io non sono quello di prima (?) la sua chiamata non c’è, l’intervento non risulta registrato, mi dica, dove si trova? Ma che cazz. dice! Si riprenda i dati e si sbrighi, porc., altrimenti le officine chiudono!
Nel mentre blateravo mio fratello Giorgio mi fa cenno di guardare là. Mi sembra ma non mi fido che, forse, sia per noi. Un carro attrezzo bianco con luci gialle intermittenti. Gli facciamo segno, lo seguo con gli occhi fino a noi, sembra sia per noi, finalmente!
Ore 17.00
Johnathan scende.
Si accerta della situazione. Dice: l’officina più vicina è a Tor Sapienza ma ora le officine sono chiuse… Afferro il concetto (e no adesso basta, basta a perder tempo!). Lo prevengo (capisco ora mio Padre quando alle volte era costretto a tirar fuori il portafoglio. Lo faceva per noi, per ottenere nell’unico modo possibile in Italia…) la pago, ci porti a casa, a Settecamini, è vicino all’officina, guardi che ho una cagnolina che…
Non mi risulta che il proprietario della macchina possa rimanervi sopra durante il trasporto in carro attrezzi eppure… eppure Johnathan ce lo permise. Ci fece stare tutti e tre nella mia macchina, nel sedile posteriore Lady e Lilly vicino a me, i finestrini volutamente lasciati aperti, l’acqua, il cibo e le carezze.
Non solo ma, come gli ho riconosciuto, Johnathan ha guidato bene, senza farci sentire le buche, senza curvare stretto o frenar e ripartire di getto. Tranne l’ultima parte, un tortuoso e periferico slalom tra stradine strette a doppio senso, tra palazzi osceni e rattoppati, in mezzo a industrie di ogni tipo, fianco ad un binario (?), sotto ponti e ponticelli, insomma non si finiva mai! E allora Lady in braccio per non farla stancare e tentare di aiutare anche la Lilly che sbatacchiava di qua e di là…
Eppure gliel’avevo detto al Johnathan, dal luogo in cui ci aveva prelevato: da qui è semplice, l’Appia fino al Raccordo, uscita 13 Tiburtina e arriviamo presto. No, rispose conosco io una strada. In quelle condizioni non ho insistito, male!
Ore 19.00
Finalmente a casa! Due ore, due ore dall’alto, in panoramica, ma sconvolgenti per le cagnoline!
Poggio Lady sull’asfalto amico, è sconvolta!
Lilly riesce a scendere da sola.
Johnathan mi risulta buooono, se non fosse per la strada che sapeva…
Lo ripago, come si merita.
Tutti a casa!
Ore 19.10
Prosciutto crudo + 1.
Ore 21.00
Carne macinata + riso + olio + 1/2 + 1.
Ore 21.30
Vi dico solo di me, grande, grosso e vaccinato. Alle 21.30 crollo a dormire e mi risveglierò 12 ore dopo, alle 9.30 esatte, io. E le cagnoline? Non ne ho idea…

Mercoledì 10 settembre 2003
ore 16.15
Sono con Lady, solo lei stavolta, Lilly è a casa.
Entriamo in punta di zampa nello studio della dottoressa umana.
C’è ad accoglierci una giovane signora che è amante dei cani (carezzine a Lady), che è della Roma (la squadra di calcio) e che si offre di offrirmi un caffè!
Anco il caffè! Magara! Ce stà proprio bbene, grazie! E chè se po puro fumà?
Non fumo in verità, meglio!
Arriva la dottoressa umana. Lady l’aveva vista in fotografia insieme al povero Billy, di lei sapeva ormai tutto ma ancora non l’aveva vista!
Si inginocchia, l’accarezza e le fa i complimenti. E, non vuole farlo vedere, ma si commuove…
Passiamo alla fase operativa.
L’iniezione è intramuscolo.
Questo sarà compito mio. Intramuscolo canino sarebbe per me la prima volta, ma mi sono documentato, il giorno prima in laboratorio veterinario facendomi indicare dove sulla coscia di Lady, tastando, premendo, credo di aver capito.
La dottoressa umana prepara la fiala. E’ un’operazione delicata, la sostanza potrebbe cristallizzarsi e allora addio, addio sostanza e addio anche ai soldi! Per oggi.
Ma la umana dottoressa sa come fare e mi indica il momento.
Ecco, la siringa è pronta, io con ovatta e alcool avevo disinfettato la parte, mi passa la siringa vado giù nella coscietta di Lady che si accascia senza un fiato. Stai su, le dico e la sollevo dal pancino. Qualcosa va, altro rimane in siringa. Era già pronta la fialetta con il fisiologico di scorta. La dottoressa umana la riempie veloce me la ripassa altrettanto veloce, sono un po preso alla sprovvista e allora lei lancia un Vai! forte e deciso e allora vado, per la seconda volta nell’altra coscietta di Lady ma non va, la sostanza sembra irrimediabilmente cristallizzata. Mi sembra che vada, ma è soltanto il piegarsi dei bordi in plastica della siringa che me lo fanno credere. La dottoressa umana aveva previsto anche questo. Chiede alla segretaria altro fisiologico. Quasi mi strappa la siringa (se ricordo bene, no non ricordo come fu) la riempie ancora me la ripassa e allora Vai, adesso!
Forse furono altre due intramuscolo (dovrei chiedere alla dottoressa umana) comunque al quarto tentativo il pistone della siringa scese dritto giù, giù con tutto il suo contenuto e Lady, la mia Lady neanche un fiato!
E’ fatta, per stavolta è andata e bene!
Era importante, è un’altra fase della speriamo efficace terapia del Prof. Di Bella, lì, ora in quello studio, per una cagnolina…
Sono esausto solo ad averlo scritto.
L’ho fatto perché Lady ora è anche amica vostra.
L’ho fatto, soprattutto perché possa essere utile.

La dottoressa umana, il telefonino, Johnathan, Giorgio e Lady.
E Lilly?
Ma sì anche Lilly è con noi, sempre!

N. 3 Neanche oggi posso postare
“postato” da Lorenzo venerdì 12 settembre 2003 ore 11.22

Carissimi amici di Blog,
su mia richiesta ho ricevuto una e.mail dalla assistenza Tiscali che sono a conoscenza del mio (solo mio?) “problema” e che intendono provi rimedio.
Nel frattempo comincio a guardarmi un pò attorno (giustamente), altri Server, altri Blog e chissà che non trovi qualcosa e qualcuno di pari livello…
Nel frattempo, continuerò a commentare, il che è già molto, tanto di me non è necessario raccontare…
Un abbraccio fraterno a tutti, a tutti, cioè nessuno/a escluso!
Io son fatto così…
Bye!

N. 2 EL PLUEBO UNIDO JAMAS SERA’ VENCIDO!
postato da Lorenzo 11 settembre 2003 ore 11.30

11 settembre 1973
Cile
Santiago
Salvator Allende
le sue ultime parole…
Viva il Cile, Viva il Popolo, Viva i Lavoratori!…
Il Golpe
La Dittatura
Lo Sterminio…
30 anni dopo…
EL PLUEBO UNIDO JAMAS SERA’ VENCIDO!

Erano i primi anni per me di una presa di coscienza politico/sociale/storica…
Fu l’Inno cantato dagli Inti Illimani alla Libertà per il Cile, suonato da me alla chitarra più e più volte, ed ancora negli anni che seguirono…
Il mio legame, oggi come allora, con i Popoli oppressi, col singolo essere umano, con golpe o senza, con strage terroristica o non, visto in TV o meno, senza cibo, senz’acqua, senza aiuti e con tante malattie…continua…
Oggi, come allora, non scordo…

N. 1 ERRORE SESSIONE NON VALIDA…
postato da Lorenzo giovedì 11 settembre 2003 ore 01.15

Perchè dal 9 settembre dopo aver scritto un post e compare “Pubblica” facendo invio mi si dice: ERRORE SESSIONE NON VALIDA PER CONTINUARE VAI A NUOVA SESSIONE?
Devo utilizzare questo sotterfugio (funzionerà?) per evidenziare la cosa.
Che significa e che si deve fare?
Quesito/richiesta già inviata a assistenza Tiscali (2 volte) via e.mail…

velamaremonti@tiscali.it

http://velamaremonti.blog.tiscali.it

N.0 velamaremonti.blog interroga reverend.blog…
postato da Lorenzo domenica 7 settembre 2003 ore 18.52

Un occhio al tuo blog.
Una domanda.
Cosa intendi fare del tuo box:
mi date pareri su questa ragazza? votate
pisanu.davide@tiscali.it
-clicca qui
e di ciò che consegue a coloro che inviti a cliccare?

Riferimenti: Arrivederci…

Categorie:Internet Tag:

Camera vista mare, posto barca offresi…

7 Settembre 2003 8 commenti

Per Voi, amici di Blog!

Per tutti gli amanti del Mare, ‘O Mare… romantici sognatori, cuori palpitanti, pensanti…altruisti naviganti…

Per tutti gli amanti del Mare, ‘O Mare…operatori subacquei, velisti un pò per caso…mezzi uomini… e mezze sirene…

Per tutti gli amanti del Mare nostrum ed oltre…attraversando Bocche tra Isole e a varcar confine… là, al di là di Colonne… towards the West when the Sun’s sinking into the Ocean…

Per l’equipaggio intero of the L.E.D.A.’s shipping company, mozzi e comandanti, nani e ballerine…

Vi prenoto
fin da ora
per la prossima Avventura
quando il giorno in cui sarò
e in Sardegna lavorerò…

Nei lidi sì belli
insieme ormeggierem
festanti e gaudenti
un dì navigherem

insieme…

Camera vista mare, posto Barca offresi…

Vorrei scusarmi con Voi, lettori di Blog.

6 Settembre 2003 11 commenti

Non ho mai scritto un diario personale, seppur non quotidiano.
Da ragazzino, ricordo, appuntavo stupidaggini su una minuscola agendina, anche rubrica telefonica.
Ora son qui, avanti al Pc, in Blog, nel post…

Perchè mi vorrei scusare.
So di aver scritto troppo spesso di cose di casa mia, dei miei affetti, dei miei cari, delle gioie e dei dolori comunissimi ai più, eppur così intimi.
Già.
Intimo è l’aggettivo indicato…
Cosa vi può essere infatti di più intimo della morte dei propri cari?
E poi, perchè indicarli per Nome? E’ proprio necessario? O sarebbe stato conveniente, intimo appunto, per riservatezza almeno, se non cambiare i loro nomi, punteggiare?
Non so.
Forse perchè inconsciamente vorrei che altri sappiano?

Mi ritrovo a scrivere, di me e con Voi, come in un Diario, il mai pensato e mai voluto Diario…
E qui, avanti a Voi parlo di me, dei miei…
Non so se sia “giusto”, non credo sia bello nè, forse, opportuno…
Epperò è per me uno sfogo.
Una necessità di liberarmi dentro che non credevo di avere…

E allora scusatemi se, di tanto in tanto, libero la mente…

Riferimenti: Vorrei scusarmi con Voi, lettori di Blog

Lucio, Irene e i miei ricordi caldi, pregnanti, presenti…

6 Settembre 2003 2 commenti

Sei entrato nella mia vita nell’infanzia, a scuola…
Le mie cocenti sofferenze in amore per la mia viscerale timidezza…
Ah! I giardini di Marzo…Lucio, Lucio mio!

Sei stato tra le mie prime prove alla chitarra, in casa e con i compagnucci di liceo…
Ah! La Canzone del Sole (tre accordi), Il nostro caro Angelo… Lucio, mio Lucio perchè?

Sei il mio Canto liberatore.
Nei momenti in cui, dopo aver avuto la giusta reazione e trovato la giusta soluzione ad un’ingiustizia mia o di persone a cui tengo o che occasionalmente difendo, mi sfogo, a tutto volume con te con la tua Canzone…
Ah! Il mio Canto Libero… Lucio, grazie di esserci…

E tu Irene, cara sorella mia, così dignitosa e modesta, come lo era nostro Padre, come lo è nostro fratello Giorgio…Così disponibile, umile ed aperta…le due musicassette delle canzoni di Lucio, volutamente create da te per me, scritte di tua mano, della tua meravigliosa, unica e particolare calligrafia…un pò stretta, verso destra…il 24 novembre ’98, meno di due mesi prima di…prima di lasciarci, per sempre a 49 anni…Perchè, perchè, perchè!
Sì! E penso a Te…Irene, Irene cara quanti insegnamenti durante quei brevi ultimi quattro anni vissuti insieme…

In quei quattro brevi anni non ti sei lamentata mai del tuo male, mai lasciata andare. Solo cinque volte, le dita di una mano hai mostrato di perdere l’equilibrio fortissimo che avevi…ed io, in quelle occasioni mi sono sentito perso… Avevi il senso dell’ironia, delle piccole essenziali cose e, pur non avendo potuto approfondir cultura, eri sagace, lavoratrice da sei anni, poi licenziata (sic) nel mentre del tumore, poi alla ricerca tu e tu soltanto di un lavoro ancorchè precario, un mese, un mese e poi…e poi seguitare le terapie, quelle consolidate, chemio, radio mirata e fortissima allo sterno (?)… quello che tu indicavi come “famigerato Protocollo”, ed i loro effetti collaterali… E poi la Speranza. Andasti, mi dicesti poi, settembre ’97 a Modena, a casa del Prof. Di Bella, la sua enorme Umanità e semplicità, di origine siciliana, come nostro Padre…e la sua enorme e totale preparazione, Medicina, Farmacologia, Biologia…
E poi le diffidenze, le difficoltà nel reperire la sostanza, le sostanze…le Farmacie amiche quelle non…gli effetti, a breve. Mi dicesti tornando dall’esame eco del fegato…loro i tre ecografi non volevano crederci, si passavano di mano in mano l’evidenza e si guardavano l’un con l’altro… Non avevano il coraggio di ammetterlo lui, il Male in te, nel tuo fegato era fermo, stazionario anzi no, mi sembra fosse anche regredito…E poi il ritorno ad un lavoro dignitoso, in uno studio professionale come quello dal quale eri stata “tolta”. Le prime positive impressioni, il Male, forse, sotto controllo, la ripresa di un lavoro, la dignità di persona e donna, madre di due splendidi ragazzi lavoratori Cristiano e Daniel…
Sì! Anche per te…cara Irene mia…

E Manuela, la grande, la prima della famiglia onnipresente oltre che per affetto, per il suo grande senso del dovere, che ci credeva, che voleva che tu facessi…e che disperata e sofferente…ti ha seguito anche “dopo”, ed oltre, mentre noi nel tuo salone accanto alla tua camera da letto già eravamo stremati…Ed anche mio cognato, Eduardo, lui professionista di un certo livello che pur di avere un loculo per te, per noi, ha dovuto subire umiliazioni…
Sì! La collina dei ciliegi…La compagnia…con te, insieme a noi.

Mi manchi, ci manchi “piccoletta”…

Tra pochi giorni sarebbe stato il tuo cinquantaquattresimo compleanno…
ti ricorderò rendendo “pubblico” il mio primo scritto, il primo post su Blog. Primo ed unico scritto spontaneo…per te, Irene cara…

Riferimenti: Lucio, Irene e i miei ricordi caldi, pregnanti, present

Omaggio a Elena

5 Settembre 2003 5 commenti

(Di getto)

Cara Elena, come sai non seguo più il Blog. Solo qualche volta, così, non più come una volta.
Ho poche certezze, cara Elena, me le conservo a Vita…
Di te ho saputo più attraverso i post, i tuoi commenti ai post, le poche foto che ho intravisto in Blog che in oltre 27 anni di frequentazione dello stesso ambiente di lavoro.
Avevo intuito, per la verità, la tua diversità nel marzo del 1999 quando il mio posto di lavoro, la mia stanza divenne quella accanto alla tua (Fortuna…)
Avevo visto giusto.
Sei chiara, trasparente, volitiva, attenta, altruista, un pò conformista un pò molto non, un pò monopolista (questo permettimi di dirtelo, è solo una mia misera osservazione!).
Ti piace apprendere, nel lavoro sei attiva e non stai mai ferma, mai (mi fai una rabbia!). Hai un innato senso della Giustizia (un pò come me?). Già, la Giustizia…Se ti candidi a Ministra della ti voto e faccio votare per te!
Poco fa ho volutamente cliccato su di te. Ho letto il commento di una (credo) giovane ragazza che ti ringrazia…
Mi è scattato qualcosa, qualcosa che c’era già, in me…
Ed allora posto, posto per te! Ed un giorno chissà, suoneremo insieme un post a quattro mani…per gli amici di Blog!
Io vedi, cara Elena, di solito me la cavo ma, se dovessi avere bisogno… ora lo so, so che potrei contare su una persona speciale come te!
Ad Elena, alla sua ENORME UMANITA’!
Ciao, cara amica, mi mancano le tue tazzone di caffèèèèèèèèèèèèèèèèèè!!!!!!!

Riferimenti: Omaggio a Elena

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Internet ed i suoi derivati. Alcuni accenni di carattere Penale.

5 Settembre 2003 Nessun commento

Chi c’è dietro i siti pornografici, quelli "per" pedofili ed altre nefandezze…

4 Settembre 2003 3 commenti

Perchè sono sui marciapiedi ve lo risparmio, per ora.
Da lì vengono raccattate, lì vi ritornano, se sopravvivono.
In tutto il mondo, non solo qui in Italia.

I filmetti porno, o hard (ah ah ah, che bello!) noleggiati o comprati per singole visioni o in gruppo, a casa con amici e non, donne e uomini di estrazione medio/alta, perchè è di moda o trasgressivo o eccitante o educativo…o di bassa/bassissima estrazione perchè chi deve vedere, loro le donne schiave o le donne che si prestano, possano imparare…per meglio recitare…
E poi le donne fai da te, self service at home, into your privacy…Please call me!

Le TV private e non (parlo, nel mondo) con gli effetti speciali, la musica e i dintorni, in gruppo o single, in etero e non…

Ed Internet, a portata di tutti quelli che hanno un Pc ed una linea telefonica, a tutte le ore, in tutte le salse, per tutti i gusti…All over the Web!

Parlo solo dei movie, degli animati, dei video per non parlar d?altro…

Ah, dimenticavo.
Quello per adulti malati, da curare, da andare a farsi curare.
I video shock, con bimbe e bimbi belli, carnagione tenera, movenze femminee, ingenuità da render tragica…con loro e…tra loro…
Vi lascio immaginare da dove li prendono, come li tengono, che fine fanno…

Sono crimini, gestiti da criminali.

Coloro che noleggiano, acquistano, guardano, telefonano, visitano e quant?altro, sono come loro, loro simili, loro seguaci ed accattoni. Non uomini, ma miscela. Miscela torbida e nauseante di contorti pensieri e ben celate azioni. Gente misera che si nasconde dietro ognuno di noi, e appare, appare gente per bene…

E’ sequestro di persona, e di minore, violenza, stupro, ovviamente di branco, è segregazione, abuso, plagio, intimidazione, è sfruttamento della prostituzione, è tratta di schiave, infine è omicidio, quasi sempre una liberazione.

E’la morte, è la compravendita…di corpicini e di organi, è l’alchimia per la cosmesi quotidiana, è anche il feticcio, per maniaci…

In Internet, se non richiesto, è invasivo, devastante…
E’ violazione della privacy.
E’ annuncio-richiamo-pubblicità-messaggio con trappola, è raggiro, è frode, è reato informatico, è truffa aggravata e continuata…

Il Codice Penale già prevede le pene.
E’ reato a querela della persona offesa o procedibile d’ufficio con circostanze aggravanti, aggravanti…
In taluni casi è circonvenzione di minore, di incapace…

La Polizia e la Magistratura sono attrezzati, si stanno attrezzando.
Il cittadino onesto agisce, non sta alla finestra a guardare…

Riferimenti: Immaginate chi c’è dietro…

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Il criminale informatico ora è insinuato nel mio post.

4 Settembre 2003 7 commenti

Non cliccategli sopra!

Il mio post è nella prima pagina di Blog tiscali: “Lui, loro sembrano addormentati…”

Il perdente ?è? ALINA (http://rox.henderco.com) ore 11.45.20
Ciao

Ora lui, e tutti coloro che hanno osato invadere letteralmente la mia posta elettronica domenica 31 agosto (104 e.mail, messaggi ?pubblicitari? di merda-collegamenti a un programma schifo-indirizzi amici o il mio con ?dentro? lo stronzo + le 77 e passa e.mail di oggi, già spazzate via), se la vedranno con la Polizia Postale e la Magistratura.
E poi con me, da Uomo a uomo.

4 settembre 2003

Riferimenti: Reati informatici (Penale)

Lui, loro sembrano addormentati. Lady è qui con noi, ancora…

4 Settembre 2003 10 commenti

Il tumore, le metastasi oggi sembrano addormentati.
Lady ha riposato benino. I suoi occhietti oggi sembrano più sereni…
Sembra.
Sono i primi due giorni, pieni, della terapia del Prof. Di Bella (ieri e ieri l’altro).
Oggi, e chissà per quanto tempo si continua…
La Speranza è ancora qui, in questa casa con noi…
Cara piccolina mia.
Ti vogliamo tutti bene!
Billy, Lilly e tutti i tuoi amichetti pelosi…

ATTENZIONE, NON CLICCATE SOPRA IL “COMMENTO” A QUESTO POST DA PARTE DEL CRIMINALE INFORMATICO: ALINA (http://roxhenderco.com) ore 11.45.20 ciao

E’ UNA TRAPPOLA.

MA “ALINA” ORA RISCHIA GROSSO!
LEGGETEVI IL MIO POST SUCCESSIVO: “IL CRIMINALE INFORMATICO E’ ORA INSINUATO NEL MIO POST”.
(REATI DI CARATTERE PENALE, PERSEGUIBILI D’UFFICIO…)

Riferimenti: Lui, loro sembrano addormentati. Lady è ancora qui, con

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Lady è stabile…

2 Settembre 2003 5 commenti

Sabato 30 agosto 2003

ore 11
Porto la Lady in ambulatorio multianalisi. Purtroppo mancano il Dott. ecografo e la dott.ssa analista del giorno 25 agosto.
Il Dott. ecografo di turno riscontra in Lady un ingrossamento del fegato.
Gli chiedo se è il caso di aspirare un pò di siero dall’addome poichè Lady respira male, male. Estrae manualmente 2,5 ml. Gli chiedo di consegnarmi il siero estratto per far fare delle analisi da un medico omeopata. Me lo consegna con anticoagulante.
ore 18.30
Per la prima volta decido di dare a Lady l’antidolorifico! E’ la prima volta…poverina!
ore 19.00-20.10
Siamo rimasti a lungo nel giardino condominiale. Lady sembra non avere dolori. E’ stata a lungo seduta appoggiata sull’erba. Ha annusato l’aria, si è guardata attorno, qualche vicino che passava (ma niente scodinzolii stavolta, cara Lady), Lilly attorno a noi, sempre distratta e un pò imbranatiella, a masticar radici…Poi, a un tratto, Lady fiuta qualcosa, si alza, va verso il bitosforo. Li per lì non vi avevo fatto caso, ma sotto c’era il gattone aggressivo di una condomina. Mentre cerco di controllare la situazione ecco che la Lady improvvisamente finge un attacco! Il gattone naturalmente non si scompone più di tanto e, anche se preso tra due fuochi (si fa per dire), sicuro di sè attende pronto a balzare… Bè, visto che, insomma, i miei due “doberman” avrebbero potuto far di lui delle belle polpettine ho ritenuto di allontanare Lady e Lilly onde evitare anche possibili denunce…
E viene la sera.
Lady è gonfia come un otre. Le tasto i fianchi, l’addome, il lato destro è duro come un mattone. Non và. Il liquido nell’addome e nelle cavità toraciche, il fatto che va pochissimo di corpo, le medicine, le vitamine, le iniezioni, il tumore… Ma che vita può essere così?

domenica 31 agosto ore 1.00
Mi decido, telefono al pronto soccorso, spiego la situazione. Si può aspirare il liquido, chiedo, ma manualmente? (cioè non con un mostruoso aspirapolvere che ho visto il giorno prima!). Si, certo. Bene, avviso che sarò lì tra un’ora.
Mi preparo, cosciente.
Adagio Lady in macchina. Lilly rimane a casa.
ore 1.30
A metà percorso decido di soministrarle del cortisone in sottocutanea. Respira male e poi, tra un pò sarà sottoposta ad un sicuro stress.
Arriviamo, nella notte.
Il dottore di turno mi ascolta, a lungo.
Poi agisce.
Facciamo a Lady una radiografia.
Il medico se la studia, bene.
Poi si prepara, per l’aspirazione (guanti, vaschetta, siringa da 60 ml, ago).
Cosparge il corpicino di Lady con una sostanza che lenisce il dolore.
E inizia, dall’addome.
La prima siringa da 60 ml. Esce un liquido scuro, rosso scuro. Piano piano dal tubicino e poi in siringa viene aspirato il siero.
Gli chiedo: secondo lei quanto liquido c’è e quanto sangue? Ci pensa un attimo. A vederlo così penso un 50 e 50. Metà siero, metà sangue!
Piccola mia…
Il medico estrae con grande perizia, precisione e cautela insieme ben 240 ml. di siero dall’addome (4 siringhe da 60 ml.).
Porta via la vaschetta, la siringa, l’ago.
Ritorna, non è finita.
Ora tocca alle cavità toraciche.
Inizia a sinistra. Tasta con le dita il corpino di Lady, conta e riconta le ossa della scatola toracica. Vuole esser sicuro. Dà sicurezza anche a me.

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Una Speranza per Lady?

1 Settembre 2003 4 commenti

1° settembre 2003 ore 00.15
Con realismo e senza enfasi.
Ieri e l’altro ieri ho parlato con una Dottoressa che, per alcune forme tumoral